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Barile di olio in fiamme sul Cervino, la trovata di marketing per promuovere Sion alle Olimpiadi

Zurbiggen, Olimpiadi, 2026, SionLa bravata: Zurbiggen al momento dell’accensione. PH: KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD

Azione di marketing travestita da gesto patriottico, che accende le polemiche e finisce in multa.

L’8 febbraio scorso, il noto oro olimpico e più volte campione del mondo di sci, l’elvetico Pirmin Zurbriggen, si è fatto trasportare in elicottero sulla sommità del Cervino, per poi accendere una simbolica fiaccola olimpica costituita da un grosso bidone d’olio.

L’antiecologica impresa, che ha acceso non poche polemiche, è stata organizzata e sostenuta dal presidente del FC Sion Christian Constantin, nonché dal consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay, entrambi presenti al momento dell’accensione del discusso braciere. Scopo della trovata è stato quello di dare vita a un’azione fortemente emblematica, al fine di portare all’attenzione degli interessati la causa della candidatura di Sion per le Olimpiadi invernali del 2026.

La possibile candidatura della città svizzera è infatti un argomento ancora molto dibattuto tra i cittadini, con una maggioranza, si parla di quasi il 60% degli interpellati, di contrari nell’ultimo sondaggio (anche questo risalente a febbraio).

Il gesto, nella sua platealità, ha effettivamente richiamato l’attenzione dei media, portando però a un epilogo piuttosto differente da quello previsto dal trio Zurbriggen, Constantin e Darbellay.

La bravata è stata punita con una multa per “incenerimento non conforme di rifiuti” che ammonta, tra l’importo e le spese, ad oltre quattrocento franchi. Nonostante il “volto” dell’impresa agli occhi dei media sia stato proprio Zurbriggen, ruolo probabilmente assegnatogli per fare leva sul pubblico sfruttando la sua notorietà, Constantin si è fatto avanti accollandosi la responsabilità dell’accaduto, affermando orgogliosamente ad un giornale locale: “all’inizio volevano multare Pirmin, ma a lui dovrebbero piuttosto fare una statua.”

Diverse attività vengono ancora portate avanti per promuovere la candidatura di Sion, il 14 aprile circa 1500 persone hanno partecipato a una fiaccolata in sci sulla celebre Pista dell’Orso di Veysonnaz (VS), mentre tutti i partiti della destra locale hanno comunicato il loro pieno appoggio all’iniziativa, valutandola positiva per l’economia della regione. 

A posteriori, nonostante la scelta delle modalità d’azione sia stata piuttosto infelice, si può dire che gli ideatori del gesto abbiano, per lo meno in parte, raggiunto l’obbiettivo di creare nel pubblico un po’ di awareness circa la questione da loro promossa: i giochi olimpici invernali di Sion 2026 sono ancora una possibilità.

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