• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo, Primo Piano

A 7 anni scala il Kilimanjaro in memoria del padre e stabilisce un nuovo record

Montannah sulla vetta. Foto @ Hollie Kenney

Una bambina americana di sette anni il 16 marzo ha raggiunto la cima del Kilimanjaro in Tanzania (5.895 m), battendo il record di ragazza più giovane ad averlo scalato.

Ad accompagnare l’ascesa di Montannah Kenney c’era la madre, Hollie Kenney, di 45 anni. Madre e figlia con questa scalata hanno voluto omaggiare la memoria del padre di Montannah, deceduto nel 2013 una settimana dopo il terzo compleanno della figlia.

«Più in alto vado, più vicino sono a lui in paradiso», ha detto Montannah al quotidiano Austin American-Statesman. L’idea di intraprendere l’impresa è arrivata quando Montannah ha sentito sua madre – ex triathleta professionista ed ora insegnante di nuoto – parlare con degli amici della possibilità di scalare il gigante africano.

«Mi ha detto: “Mamma voglio farlo anche io”», ha detto Hollie ad ABC News. «Non ho sottovalutato le sue parole, ma sapevo che non ne poteva conoscere la grandezza e la difficoltà. Quindi abbiamo iniziato a documentarci con video e letture dedicate».

Inizialmente, Hollie aveva preventivato qualche anno per preparare la spedizione, dato che generalmente il governo della Tanzania richiede che gli escursionisti abbiano almeno 10 anni. Ma dopo una ricerca più approfondita, è emerso che le autorità in casi speciali rilasciavano permessi anche a scalatori più piccoli.

«Il mattino dopo svegliai Montannah e dissi: “Se vuoi raggiungere questo record, dobbiamo andare quando hai ancora sette anni”. Lei rispose di sì in maniera entusiasta ed abbiamo così preso la decisione di scalare in marzo, durante le vacanze di primavera». L’intera spedizione è stata pianificata in un mese e mezzo. Periodo durante il quale la madre ha detto di essere stata «molto leale con lei, gli ho spiegato i rischi che si corrono con l’alta quota, che avremmo dovuto allenarci molto e che non sarebbe stata una passeggiata».

Nei sei fine settimana precedenti la partenza, Hollie e Montannah hanno fatto escursioni da quattro a otto ore, durante le quali Hollie spiegava tutti i passaggi alla figlia. «Quando abbiamo parlato del fatto che la montagna è al di sopra delle nuvole, l’ha immediatamente associata al cielo. Amava l’idea di essere più vicina a suo padre e mi ha chiesto se sarebbe stata in grado di vederlo».

Durante l’ascesa di sei giorni fino alla cima del Kilimajaro, Montannah ha ripetuto più volte di sentirsi più vicina al padre, tanto che una volta in cima: «La reazione di Montannah fu quella di cercarlo veramente».

Durante il viaggio e l’ascesa, Hollie ha rivelato di non aver mai avuto alcun timore del fatto che la figlia fosse all’altezza di questa sfida, cosa che neanche Montannah ha mai messo in dubbio «Non ha mai messo in discussione ciò che stava facendo. Ogni giorno chiedevo a Montannah se fosse più difficile o più facile di quanto pensasse, e ogni giorno lei rispondeva: “Più facile”».

Un’impresa non scontata, dato che delle circa 25.000 persone che ogni anno tentano di scalare i 5.895 metri del Kilimangiaro, solo circa i due terzi raggiungono la cima. Montannah e sua madre sono invece arrivate in vetta il 16 marzo, poco meno di due mesi prima dell’ottavo compleanno della bambina, che frequenta la seconda elementare ad Austin, in Texas.

Articolo precedenteArticolo successivo

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.