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66. Trento Film Festival: dalla slow mountain ai confini dell’alpinismo, tra storie di donne e grandi nomi di alpinismo ed esplorazione

Frame dal film in concorso The Dawn Wall

Il Trento Film Festival ha presentato oggi, nella Sede centrale del Cai, a Milano, il programma della 66. edizione che si svolgerà a Trento dal 26 aprile al 6 maggio. Un’edizione che si caratterizzerà per numerosi appuntamenti di grande richiamo, con tanti nomi del mondo dell’alpinismo, del cinema, della cultura e dello spettacolo e per un programma cinematografico di alto livello, con 25 film a concorso, su un totale di 710 opere iscritte.

Il programma del festival, dopo i saluti del presidente generale del CAI, Vincenzo Torti, è stato illustrato dal presidente e dalla direttrice della rassegna, rispettivamente Mauro Leveghie Luana Bisesti e dal responsabile del programma cinematografico, Sergio Fant.

«Quest’anno – ha spiegato Mauro Leveghi– il Trento Film Festival potrà essere paragonato a un vero e proprio “campo base”, inteso sia come punto di partenza per percorrere, attraverso le numerose proposte della rassegna, una molteplicità di itinerari alla scoperta di come sta cambiando il modo di vivere la montagna e l’avventura; sia come luogo di ritorno, dove raccontare le proprie esperienze, le conquiste, le sconfitte, per riflettere sui limiti del possibile nell’alpinismo e sull’affermarsi di un approccio alla montagna più lento e contemplativo, alla luce del numero sempre più alto di appassionati dei grandi “cammini” che attraversano la nostra Penisola. Anche il Giappone, Paese ospite della Sezione “Destinazione…”, ci offrirà, in questo senso, molteplici occasioni per sperimentare un rapporto “slow” con la montagna e scoprire, allo stesso tempo, le similitudini che accomunano i popoli alpini a quelli di una terra così lontana e culturalmente diversa. Ma il campo base del festival sarà anche l’occasione per condividere storie di donne straordinarie di Paesi come Iran e Pakistan, dove hanno fatto dell’arrampicata e dell’alpinismo (mondo quasi esclusivo degli uomini) la loro ragione di vita e di emancipazione femminile. Una sfida, la loro, contro sensi comuni di chiusura che si possono ritrovare, in forme diverse, in varie parti del mondo e che dimostrano come la montagna possa offrire occasioni di riscatto e cambiamento, offrendo a tutti visioni nuove, spingendo i confini sempre più in alto, dove si trovano nuove terre da esplorare, così come suggerisce l’immagine del manifesto ufficiale di questa 66. edizione del festival, dove ognuno potrà vivere la propria avventura».

Il manifesto della rassegna quest’anno è firmato dall’illustratore e graphic designer Philip Giordano. Madre filippina, padre svizzero, Philip Giordano è nato a Savona nel 1980 e da qualche anno vive a Shibuya, in Giappone.

«Il tratto di Philip Giordano, artista italiano, ma per la sua formazione appartenente al mondo – ha commentato Luana Bisesti è fresco e leggero e riesce ad esprime, con una notevole forza attrattiva, i sentimenti di gioia e stupore provati da un bambino o da un adulto al cospetto di un cielo stellato o di una montagna. L’artista vive in questo momento in Giappone e il manifesto di quest’anno che, per i colori e la levità delle linee ci riporta alla cultura di questo Paese, ci propone un viaggio immaginario e avventuroso alla scoperta del mondo che si apre oltre i confini delle montagne, proiettandoci in un cielo costellato di futuro, speranza e sogni».

Il programma dedicato al Giappone, realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia, permetterà di scoprire diverse sfaccettature di questo straordinario e affascinante Paese che si caratterizza, peraltro, per il rapporto secolare dei suoi abitanti con un territorio in gran parte costituito da boschi, montagne e vaste aree rurali.

«Questi ambienti naturali, meravigliosi, ma spesso aspri – ha evidenziato Sergio Fantsaranno lo sfondo di film che documentano la vita di chi resiste alle difficili condizioni, alle forze della natura, alle intemperie, alla solitudine e dopo la catastrofe nucleare di Fukushima persino all’invisibile radioattività, rifiutandosi di tradire le proprie radici, scegliendo la frenetica vita nelle grandi città».

Si parlerà anche del ruolo che ha la cultura gastronomica nella società e nella famiglia giapponesi, oltre che nella percezione del Paese nel resto del mondo. Le varie iniziative saranno realizzate con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Davvero numerosi i protagonisti e gli ospiti che animeranno le serate evento del festival: per le serate alpinistiche Reinhold Messner,Hansjoerg Auer, Hervé Barmasse, Manolo, Adam Ondra, Nicola Tondini, Alex Txikon, Denis Urubko, il meteorologo d’alta quota Filippo Thiery; i giovani Silvestro e Tomas Franchini, Manuel Bontempelli, Gianni Canale che insiemea Sergio Martini, Ermanno Salvaterra, Maurizio Giarolli, Franco Nicolini, Palma Baldo, Marco Furlani, Egidio Bonapace, Giuliano Giovannini, Giuliano Stenghel, Maurizio Giordani, Sergio Speranza, ricorderanno, con il fotografo e alpinista Adriano Dalpez, i figli Jalla e Claudio e il Coro della Sosat la straordinaria figura di Bruno Detassis a dieci anni dalla sua scomparsa. Tra i grandi nomi dell’alpinismo ci sarà anche Tommy Caldwell, diventato un’icona dopo la scalata in libera, realizzata con Kevin Jorgeson, della Dawn Wall su El Capitan, Yosemite, la big wall più difficile al mondo, che sarà ospite del festival in ben tre appuntamenti. Tra i personaggi delle altre serate evento anche lo scrittore Paolo Rumiz, l’attore e regista Rocco Papaleo, il biker-viaggiatore Alessandro de Bertolini.

«Questi appuntamenti – ha aggiunto Luana Bisestiavranno come fili conduttori la “slow mountain”, vale a dire l’approccio lento e contemplativo alla natura e alle alte quote e quello dei “confini” dell’alpinismo, nel senso dei limiti della rinuncia e delle nuove frontiere di chi scala le montagne. Avremo altrettanto grandi ospiti anche negli altri appuntamenti della rassegna che hanno come sfondo la montagna, tra cui lo scrittore Marco Albino Ferrari, gli attori Mattia Fabris, Jacopo Bicocchi, Lucio Gardin. Volti noti del mondo dell’alpinismo, della cultura e dello spettacoloche condurranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei vari modi in cui può essere vissuta la montagna nel mondo, secondo diverse culture e differenti visioni. Ma avremo anche le testimonianze di due donne straordinarie, la climber iraniana Nasim Eshqi e l’alpinista nepalese Pasang Lhamu Sherpa Akita, premio del National Geographic “Adventurer of the year” nel 2016: due donne unite dalla stessa passione per la montagna e dal medesimo impegno per l’emancipazione femminile nei loro rispettivi Paesi. Con loro scopriremo le enormi “montagne” di sacrifici e pregiudizi che ogni giorno devono scalare, oltre a quelle vere, per seguire la strada della loro vita». 

Anche quest’anno, il festival proporrà un ricco programma di mostre ed esposizioni, con tematiche che spaziano dal Giappone, alla Grande Guerra, fino alla montagna in tutte le sue forme. Tanto spazio sarà dato all’illustrazione e alla fotografia.

«Tra le esposizioni in programma – ha aggiunto Luana Bisestiil 23 aprile, alle 18, a Palazzo Trentini, inaugureremo la mostra “Bruno Detassis. Una vita libera in montagna”, realizzata in collaborazione con la SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) a cura di Adriano Dalpeze Riccardo Decarli, con l’allestimento dell’architetto Roberto Festi. La mostra, di cui una parte sarà allestita anche alla Casa della SAT, è la prima esposizione dedicata al grande alpinista e illustra la sua figura umana e le grandi imprese sportive che ha realizzato durante la fervida vita. Saranno esposte quaranta fotografie di Detassis e delle montagne da lui scalate, opere di Adriano Dalpez. In mostra anche molti oggetti appartenuti all’alpinista e un ciclo di video che lo riprendono che sarà proiettato nello Spazio Alpino della Casa-SAT».

Grandi nomi anche per gli incontri letterari alla 32. edizione della rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri” e alle presentazioni dei freschi di stampa “Prima a… Roccabruna”. Numerosi celebri scrittori e alpinisti, tra i quali Paolo Cognetti, Susanna Tartaro, Ilaria TutiStefano Ardito, Tommy Caldwell, Francesco Vidotto Dante Colli, Alessandro Gogna, Simon McCartney, Manolo, Giorgio Daidola, Markus Holzer, Markus Larcher, Emilio Previtali condurranno il pubblico in storie d’avventura, di montagna e sci alpinismo, con un focus anche sui prodotti del territorio “da mettere nello zaino per una sana alimentazione in montagna”: gli esperti della Fondazione Edmund Mach, tra i quali il presidente Andrea Segrè e il dirigente del Servizio di Dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda sanitaria della Provincia Autonoma di Trento, Carlo Pedrolli,illustreranno, infatti, la versione alpina della dieta. Celebri autori anche per il Giappone, come Giorgio Amitrano, uno dei massimi esperti di letteratura e lingua giapponese e la scrittrice Yōko Tawada.

Programma ricchissimo di eventi anche per i più piccoli e le scuole con “TFF Family”, la sezione della rassegna che racchiude tutte le attività che si svolgono nell’ambito del “Parco dei Mestieri”, ospitato nel meraviglioso giardino della sede arcivescovile di Trento e organizzato in collaborazione con Vita Trentina e Radio Trentino inBlu, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, MUSE-Museo delle scienzeCollegio delle Guide Alpine del TrentinoParco Naturale Adamello Brenta, Gruppo Speleologico Trentino, il Centro per la Cooperazione Internazionale e l’Agenzia provinciale per le Risorse idriche e l’energia. Collaborano anche l’Istituto “Tambosi”, l’Istituto Pavoniano “Artigianelli” per le Arti Grafiche e l’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte.

Attività anche in montagna, con numerose iniziative organizzate in collaborazione con il MUSE-Museo delle scienze di Trento e la Rete di Riserve del Monte Bondone.

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