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“Zone franche di montagna” antidoto allo spopolamento. La proposta del Trentino

Vallarsa, uno dei centri più colpiti. Foto @ Visitrovereto

L’antidoto al processo di spopolamento potrebbe passare attraverso la creazione di «zone franche di montagna» caratterizzate da regimi fiscali vantaggiosi per le imprese ed i locali pubblici. 

È quanto propone Claudio Civettini, consigliere della Provincia di Trento, che ha depositato una mozione ad hoc, proponendo così di far votare la soluzione al consiglio.

Oltresommo. Foto @ AlpeCimbraBike

Secondo il consigliere «l’importanza di preservare e tutelare le attività presenti nelle vallate dovrebbe essere chiara a tutti dal momento che ha che vedere sia con la valorizzazione delle risorse territoriali, sia col mantenimento di un’occupazione sulla quale fanno affidamento, anche in Trentino, non decine bensì centinaia se non migliaia di famiglie. Chiaro, dunque, come le imprese del territorio montano dovrebbero costituire una priorità istituzionale».

La proposta dovrebbe colpire in primis le aree delle Valli Lagarine, ma potrebbe anche essere estesa ad altri territori montani che subiscono il dramma dello spopolamento da decenni ormai. 

«Vallarsa, Terragnolo ma anche molte altre zone come il territorio del lago di Cei e distretti un tempo a valenza turistica ma ormai in abbandono quali l’Oltresommo, tra Folgaria e Lavarone, hanno la necessità di interventi radicali che diano nuovi impulsi».

Il consigliere crede che la soluzione che propone possa fare da argine allo spopolamento e all’abbandono delle vallate, che da decenni affrontano la sfida contro “la forza di gravità” che porta a valle giovani, famiglie, aziende e opportunità di crescita socio-economica. 

Terragnolo visto dall’alto. Foto @ Trentino

L’intervento è secondo Civettini necessario, visto che il processo di spopolamento e trasferimento a valle ha raggiunto «dimensioni emergenziali»Le misure fiscali dovrebbero essere istituite nelle zone maggiormente critiche e favorire le aziende. 

Un fenomeno, quello dello spopolamento che tocca moltissime parti delle terre alte, in tutta Italia. È di pochi giorni fa per esempio la notizia che la popolazione bellunese è in caduta libera: dallo scorso settembre a gennaio si sono persi altri cento abitanti. Un trend che, secondo i dati Istat aggiornati al 2017, parla di 1.000-1.500 persone in meno ogni anno in provincia di Belluno.

 

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