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Fotografia, Mostre, Primo Piano

Le foto di Stefano Torrione della Grande Guerra tra il ghiaccio e la neve delle Alpi in mostra al Forte di Bard

Un viaggio tra i ghiacciai e le cime che furono teatro della più grande guerra di montagna della storia, questo rappresenta la mostra “Guerra bianca, fotografie di Stefano Torrione”, che sarà allestita nelle prestigiose sale del nuovo Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere all’interno del Forte di Bard dal 29 marzo al 2 settembre (musei e mostre saranno aperte anche in occasione di Pasqua e Pasquetta, in entrambe le giornate l’accesso alla fortezza sarà possibile a partire dalle ore 9.30 sino alle 19.00 mentre le biglietterie saranno attive a partire dalle ore 10.00 e sino a 45 minuti prima della chiusura).

All’interno del Forte saranno presentate oltre 70 immagini realizzate dal fotografo valdostano – già compagno di Paolo Cognetti durante il viaggio nel Dolpo – che conducono il visitatore sul fronte dei ghiacciai della Grande Guerra, un reportage realizzato in occasione del centenario della Grande Guerra e pubblicato da National Geographic Italia.

«Il fotografo ha dedicato tre anni a percorrere la linea del fronte, sulla lunga cresta di confine tra il Passo dello Stelvio e l’altopiano carsico, dove le truppe austro-ungariche e italiane si affrontarono in zone impervie in cui mai si era combattuto, fino a 3.000 metri di altitudine, tra le cime e i ghiacciai delle Alpi centrali e orientali. L’itinerario del fotografo, accompagnato dall’alpinista Marco Ganola, segue le tracce lasciate dalle migliaia di uomini mandati a combattere e a morire in condizioni proibitive: trincee, baracche, gallerie scavate nella roccia, postazioni di combattimento, ma anche armi e oggetti personali ritrovati in quota, testimonianza di uno degli eventi più tragici della storia dell’umanità».

Nelle fotografie di Torrione inoltre i segni di una guerra tragica, che ha visto migliaia di ragazzi patire sofferenze inenarrabili, spiccano e si fondono con la bellezza apparentemente immutabile del paesaggio alpino. E proprio nella capacità di far emergere questa contraddizione sta la grandezza di Torrione.

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