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1504 km, 65mila metri di dislivello in 25 giorni: nuovo record per il Great Himalaya Trail

Ryan Sandes e Ryno Griesel sui 1,406km del Grand Himalayan Trail. Foto @ Dean Leslie

Spasmi al petto, segni iniziali di congelamento e dolori lancinanti allo stomaco non hanno impedito a due trail runners sudafricani di stabilire un nuovo record di tempo utile per percorrere interamente il percorso nepalese del Great Himalaya Trail, che da Hilsa raggiunge Pashupatinagar.

Il Great Himalaya Trail non è un singolo percorso ma la combinazione di vari percorsi della GHT High Route e della GHT Cultural route, cioè alta quota e media. Attraversando così tutto il Nepal da ovest ad est.

1.504 km con 65mila metri di dislivello che Ryan Sandes e Ryno Griesel, di 36 e 38 anni, hanno compiuto in 25 giorni, 4 ore e 24 minuti, battendo così il precedente record di un altro atleta sudafricano, Andrew Porter, che aveva chiuso il GHT in 28 giorni, 13 ore e 56 minuti.

I due hanno percorso in media ogni giorno l’equivalente di un’ultramaratona, a cui va sommata l’affaticamento causato dall’alta quota – gli atleti hanno infatti toccato quote fino ai 6200 metri. Un’impresa che li ha visti prendere decisioni rischiose, come la volontà espressa da Griesel di continuare a correre nella notte di lunedì 26 marzo nonostante l’insorgere di spasmi al torace, iperventilazione e febbre.

Griesel, alpinista esperto che conosce bene i rischi dell’altitudine, ha rivelato che «il corpo non voleva più muoversi» ma che questo non gli ha impedito di percorrere il sentiero di 40 km che lo avrebbe condotto alla città più vicina, Patan. Durante il lungo percorso che «è sembrato durare un’eternità», la coppia si è sempre sostenuta a vicenda.

I due hanno attraversato regioni remote come il Dolpo e i luoghi dove sorgono l’Annapurna ed il Manaslu. «Ciò che ho apprezzato di più è stato il contrasto tra gli ambienti e i paesaggi – ha rivelato Sandes – grazie a questo percorso abbiamo visto le grandi montagne simbolo del Nepal ma anche le aree meno conosciute e più remote, così come quelle agricole e turistiche».

Il duo, che è arrivato a Cape Town nella giornata di martedì 26 marzo, ha dovuto subito confrontarsi con la contestazione del record da parte dal precedente detentore, Andrew Porter, in quanto «le due imprese non possono essere confrontate, perché gestite con due stili diversi».

In una lettera aperta indirizzata a Sandes e Griesel e al loro gruppo di supporto – l’impresa è stata sponsorizzata da Red Bull – dal titolo “Perché non batterai me e nessun altro”, Porter ha obiettato «il tentativo del gruppo di supporto di portare rifornimenti via elicottero ai due atleti», sforzo poi fallito. Una pratica a suo dire scorretta, in quanto il Great Himalaya Trail si basa «essenzialmente sul fatto di riuscire ad adattarsi in tutto e per tutto a montagne e regioni remote, mentre il costo di quel singolo viaggio in elicottero ha eguagliato l’intero costo della mia spedizione».

L’equipaggio di supporto della spedizione ha risposto sottolineando che il rifornimento diretto a Griesel era composto solamente da medicine contro il congelamento. Un’ulteriore risposta è arrivata poi da Sandes, secondo il quale: «Se la gente pensa che questo tentativo consista solo nel battere un record, hanno chiaramente perso di vista la realtà. Questo tentativo riguarda infatti più l’esperienza e la straordinaria avventura che abbiamo vissuto, ed è prima di tutto un’esperienza irripetibile, prima che un tentativo di battere un record».

Il tracciato compiuto dai due atleti. Foto @ Red Bull
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