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Comano Moutain Runners, alla scoperta delle Valli Giudicarie

Quando vado a correre entro in una dimensione in cui le montagne, gli alberi, la terra, il sole, gli elementi mi parlano. Mi comunicano la loro centralità, il loro pensiero, il loro messaggio. Mi dicono: siamo pronti, andiamo, facciamo qualcosa” racconta Marco Buratti, giovane presidente della Comano Moutain Runners. Un’associazione nata nel febbraio 2016 con l’ambizione di far conoscere attraverso lo sport le peculiarità del loro territorio. “Nasce tutto dalla nostra terra, dalla voglia di far conoscere queste montagne. Questi sono posti pazzeschi dove purtroppo non esiste alcun tipo di turismo outdoor”.

Luoghi intonsi, a metà strada tra il lago di Garda e le Dolomiti. Una “terra di mezzo”, come la chiama Buratti, che molti dovranno cercare su Google perché queste sono aree di cui si parla poco. Spesso ci si passa, ci si meraviglia delle bellezze del territorio per poi passare oltre e andare verso i luoghi che troviamo sulle patinate pagine delle riviste. Stiamo parlando delle valli Giudicarie. “Una zona del Trentino occidentale che comprende l’alto corso del Sarca, dalla sorgente nell’alta val Rendena fino alla forra del Limarò o del Chiese” per citare quel che potreste trovare online senza però capire davvero qual è il cuore di questo territorio. “Purtroppo sono ancora in tanti a non conoscere le valli Giudicare, ed è per questo che ci impegniamo nell’organizzare eventi con la Comano Mountain Runners” spiega il presidente da sotto la sua bizzarra chioma riccioluta. Pare gli sia esplosa una bomba tra i capelli, pare che tutta l’energia che sprigiona nel racconto sia trattenuta a stento da quegli indomabili ricci che puntano sparati in ogni direzione.

Tutti ci danno degli sfigati perché siamo una terra di mezzo. A volte è capitato anche che andando a cercare sponsorizzazioni ci dicessero: cosa credete di fare con quelle gare? Beh, volete sapere cosa gli ho risposto? Gli ho detto che noi puntiamo a diventare, in cinque anni, il punto di riferimento per la vacanza outdoor in Trentino. I turisti verranno da noi e dopo andranno a visitare il lago di Garda e le Dolomiti”. Positività sempre, potrebbe essere questo il motto di Marco che intanto con l’associazione è riuscito a portare nelle valli Giudicarie una partnership con La Sportiva. “Una ditta trentina per noi, che teniamo al territorio, che lo vogliamo valorizzare, è qualcosa di bellissimo, è quasi un sogno che si avvera. È l’energia che ci spinge a continuare il nostro lavoro”. In fondo hanno ancora due anni a disposizione per veder avverarsi i loro pronostici: diventare un punto di riferimento per il turismo outdoor trentino.

 

Cos’è però la Comano Mountain Runners? Il nome è certamente d’aiuto per far comprendere che si tratta di corsa in montagna. “Al momento organizziamo tre tipologie di gare: la Comano Ursus Extreme Trail, la Valandro Vertical Race e la Skyghez. All’inizio, nel 2016, siamo partiti con un’edizione zero”. Una gara da 120 chilometri in due tappe a cui hanno partecipato una settantina di atleti. “Nello stesso anno abbiamo poi organizzato una Vertical che ha registrato un centinaio di iscritti. Siamo partiti alla grande, eravamo gasati e ci siamo buttati a bomba nell’organizzazione dell’edizione 2017” che ha visto una Vertical a fine giugno seguita un mese dopo dalla Comano Ursus Extreme Trail su tre lunghezze (120 chilometri in due tappe; 58 chilometri; 34 chilometri) e ancora una Vertical da 2100 metri di dislivello. “Una gara per aquile e non per elefanti” la commenta ridendo l’organizzatore che si autodefinisce “un personaggio un po’ strano”.

Un tipo che si è avvicinato alla corsa per caso. “Da giovane non mi piaceva correre. Giocavo a calcio e quando ci facevano fare i giri di campo trovavo sempre il modo di nascondermi. Un giorno poi mio fratello, che doveva accompagnare la ragazza alla maratona di New York, mi ha chiesto se volevo andare a correre con lui. Siamo andati in montagna e da quel giorno non sono più riuscito a smettere”. Dalla passione alle prime gare il passo e stato breve e ancora più breve è stato il tempo che l’ha separato dalla prima SkyMarathon e dal primo ultratrail. “Io, che non amavo correre, sono diventato un tossico della corsa”. Ma non può succedere altrimenti quando ti muovi in un territorio come questo “dove le montagne sono intonse. Dove correndo puoi sentire il rumore primordiale della natura”. Un rombo che investe e ci riempie di energia, afferma Marco. E allora perché non provare a sperimentarlo tutti? Gli appuntamenti per il 2018 si avvicinano. “Il 30 giugno faremo la Valandro Vertical Race (inserita nel circuito La Sportiva). Il 4 agosto ci sarà la Comano Ursus Extreme Trail su due distanze: 60 e 34 chilometri. Il 22 settembre riproponiamo invece la Skyghez” ci racconta ancora Buratti in chiusura, giusto prima di andare, scarpe ai piedi, su per i boschi delle sue valli.

Marco! Marco aspetta, ci siamo scordati di chiederti una cosa: come vi vedete tra dieci anni?Saremo una gara di riferimento a livello mondiale e la valle sarà piena di gente. Aboliremo tutti i mezzi a motore e si circolerà solo con le bici elettriche o a piedi. Abbiamo in progetto un bel futuro green” ride Buratti.

Nella realtà invece? Questa sarà la realtà“.

L’energia della Comano Mountain Runners vi aspetta.

 

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