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Bocciato il ricorso contro le chiusure green del Passo Sella

La tutela del patrimonio ambientale è più importante del ritorno economico che il traffico su determinate strade e passi può generare. È questo quanto ha stabilito il Tar di Trento nel respingere il ricorso presentato dal Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici e da 79 realtà commerciali, tra cui bar e rifugi. Realtà a cui si erano accodati anche i gestori delle attività economiche presenti non solo al Sella ma anche al Gardena, al Pordoi ed al Campolongo. Suscitando inoltre la contrarietà della Regione Veneto.

Passo Sella

Tali realtà definivano illegittime le chiusure estive del passo Sella dalle 9 alle 16, nei mercoledì «green» di luglio e agosto, che erano state previste da un ordinanza emanata dalla giunta provinciale di Trento. Iniziativa su cui si era espresso positivamente anche Messner e su cui vi avevamo chiesto la vostra opinione.

Per i ricorrenti la decisione di chiudere al traffico il Passo è affetta da molte carenze e provoca danni economici a chi vive grazie al turismo della montagna. Nel ricorso viene infatti scritto che l’ordinanza «trascende le finalità di tutela paesaggistica e naturalistica perseguite dalla norma, né mira alla tutela di un bene costituente Patrimonio dell’umanità Unesco». E «non risulta che sia stata svolta un’istruttoria tesa ad accertare la situazione di inquinamento atmosferico della zona e non viene fornito alcun dato idoneo a dimostrare la necessità, adeguatezza e proporzionalità della misura adottata».

Secondo gli esercenti «il valore dei 2000 veicoli giornalieri, se valutato correttamente e diviso per ore, dimostra che la presenza di veicoli rimane nella norma». Inoltre i ricorrenti si dicono convinti che «i flussi di traffico non sono stati raffrontati con la capacità di trasporto della strada e, soprattutto, non ci sono dati che indichino l’incidenza del traffico sull’inquinamento della zona».

Il Passo Sella. Foto @ Omniauto

Secondo il Tar invece il ricorso è in parte infondato ed in parte inammissibile, in quanto la decisione della Provincia di Trento è valida perché finalizzata alla tutela di un ambiente particolare come quello dolomitico. Nell’atto che respinge il ricorso il Tar afferma infatti che: «Una parziale limitazione della libertà di circolazione e di iniziativa economica è giustificata quando discende dall’esigenza di tutela del patrimonio culturale ed ambientale, specie di rilievo mondiale o nazionale».

Il Tar ha ridimensionato inoltre i danni economici derivanti dalla scelta, in quanto nei giorni in cui il passo è stato chiuso sono stati organizzati eventi fruibili con mezzi alternativi ai veicoli, che hanno mantenuto stabile la presenza di turisti sul Passo. In quei mercoledì avevano preso infatti vita molti eventi raggruppati sotto il progetto Dolomiti vive: concerti, enogastronomia e incontri con diversi famosi professionisti delle montagne e VIP. Per migliorare la viabilità erano stati inoltre migliorati i trasporti pubblici e effettuati alcuni interventi, soprattutto relativi alla sicurezza.

La linea adottata dalle due province di Trento e Bolzano nel 2017 è quindi stata definita legittima. Un passo decisivo questo, in quanto permette alle due province di continuare a sviluppare progetti simili. Per il 2018 è infatti in via di definizione un ulteriore esperimento che modifichi il sistema di regolazione degli accessi.

 

fonte: Giornale Trentino – L’Adige

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