• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo, Interviste, Primo Piano, Protagonisti

Gerlinde Kaltenbrunner: la prima donna a conquistare tutti i 14 Ottomila senza ossigeno

Vetta del K2 – Foto @ Archivio Kaltenbrunner – M.Zhumayev

Alle 18:18 del 23 agosto 2011 Gerlinde Kaltenbrunner è divenuta la prima donna ad aver scalato tutti e 14 gli Ottomila senza l’utilizzo di ossigeno supplementare. In quel momento si trovava sulla cima del K2, la seconda montagna del pianeta. L’aveva scalata passando per lo spigolo nord con una lunga spedizione approdata ai piedi della montagna nei primi giorni di luglio.

Per me non è stato tanto importante essere la prima donna ad aver completato i 14 Ottomila. La soddisfazione più grande è stata quella di essere salita senza utilizzare l’ossigeno e senza impiegare portatori d’alta quota” racconta seria la protagonista di quest’impresa, che abbiamo incontrato ormai un mese fa ad ISPO presso lo stand LOWA, e che vi proponiamo in occasione dell’8 marzo, a ricordarci che la storia dell’alpinismo è fatta anche di grandi donne.  

Per te che senso può avere una cima salita con l’ossigeno?

Cosa è corretto e cosa non lo è? Questa domanda non troverà mai risposta. Per me è molto importante non usare l’ossigeno. Se proprio dovessi usarlo per scalare una montagna allora ne salirei una più bassa, dove non dovrei impiegarlo. Non trovate che questa possa essere la giusta soluzione?

Ovviamente è una decisione interiore. Non si può dire cosa sia giusto o sbagliato. Alla base di tutto sta la sincerità. Se lo si usa bisogna ammetterlo.

 Il K2 è stata la tua ultima spedizione per completare i 14 Ottomila…

Si, anche se non è stata una scelta voluta. Ci ho provato nel 2007, nel 2009 e nel 2010. Ho provato molte volte ad andare in vetta, non volevo lasciarlo per ultimo. Ci sono però riuscita solo quando ho tentato da Nord.

Ricordi un momento particolare di quella spedizione?

Ricordo tanti momenti di quella spedizione. Se però dovessi scegliere quello più emozionante sceglierei il giorno di vetta.

Prima di lasciare il campo base avevamo parlato con le spedizioni che avevano rinunciato. C’era molta neve sul couloir finale. Credevamo fosse impossibile salire in vetta, avevano già rinunciato in molti. Le condizioni erano veramente dure. È stato veramente difficile, ma scalare il K2 è stato qualcosa di magnifico.

Com’è stato arrivare in vetta?

È difficile spiegare quel che ho provato lassù. Dopo così tanti tentativi, arrivare là, in quel silenzio. Ti sembra di essere così vicino all’universo.

Sul quel piccolo lembo di terra ti rendi conto di quanto sei piccolo, insignificante. Quando ero là non potevo fare altro che dire grazie. Non potevo fare altro che ringraziare per quel momento così meraviglioso.

 

 

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.