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Alpinismo, K2 invernale

Denis Urubko, il “soldato disciplinato” ed inascoltato

Le avventure possono essere interessanti o no. Io preferisco quelle interessanti. Per quanto mi riguarda, la questione è sull’utilità degli sforzi: spendo tempo per il risultato, non per sedermi da qualche parte a non fare nulla. Stare seduti a causa di una decisione sbagliata”.

Denis Urubko torna a parlare, dopo il suo sfogo di settimana scorsa e dopo che la strategia, da lui fortemente contestata, è stata cambiata.

Grazie alla mia esperienza nelle invernali, so che il problema maggiore è il vento” scrive Urubko. Il vento che sbatte sulle tende, rende invivibili i campi, non permette di riposare, ma anche rende più complicata la montagna “piste di ghiaccio duro, aumento del rischio di crolli, indebolimento delle corde fisse, ghiaccio dove in estate c’è neve”.

Per questo, secondo Urubko, la strategia da adottare era quella di salire dal versante est, che è più protetto dai venti che soffiano da occidente: ci si muove sulla montagna più agilmente, è più facile trovare luoghi dove posizionare le tende, che possono trovare riparo in crepacci o trune. Il problema paventato da Wielicki delle valanghe, esiste in estate, non in inverno, spiega l’alpinista russo, che lamenta di essere rimasto inascoltato.

“Dobbiamo guardare il versante orientale”, avevo detto a Krzysztof Wielicki due mesi prima che iniziasse la spedizione.
“Dobbiamo guardare il versante orientale”, avevo detto a Golab mentre andavamo al campo base.
“Dobbiamo guardare il versante orientale!” ho sbottato ancora una volta vedendo la faccia rotta e fasciata di Bielecki colpito da una pietra all’inizio della via basca
(la Cesen ndr) e miracolosamente sfuggito ad un destino più duro.

La mattina dell’8 febbraio, racconta Denis, finalmente viene ascoltato ed ha quindi il permesso di andare a fare una ricognizione sotto la parete est, dove inizia la via dello Sperone degli Abruzzi. Con lui un portatore pakistano. “Ho allargato con entusiasmo le mie braccia in alto. Era bellissima”.

Ed ora, gambe in spalla e avanti lungo lo Sperone degli Abruzzi, come ufficialmente annunciato nelle nostre ultime comunicazioni. Sono un soldato disciplinato.”

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