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K2 tempo avverso e non solo

Sembrano giornate tormentate per la gran montagna e per la spedizione polacca invernale guidata da Krzysztof Wielicki.

Il meteo non è dei migliori e non dice molto riguardo a delle “finestre” di vero bello, con calma di vento, come quelle che si erano presentate a metà gennaio.

La scelta della via Cesen, fatta forse per raddrizzare il percorso rispetto allo Sperone Abruzzi, è stata archiviata, con la melina di trasporti e le “ripetute” di acclimatamento dei vari alpinisti che in poco più di tre settimane avevano, con davanti quasi sempre la locomotiva Urubko (così almeno è apparso dalla cronaca internet dal campo base) raggiunto i 6500 m; un po’ pochino per il gran squadrone, tanto da far emergere il sospetto che il  capo spedizione tenesse il freno tirato prima per strategia d’acclimatamento e poi per prudenza, forse pensando al fatto che troppi rischi non erano graditi allo sponsor nazionale polacco.

Le pietre che hanno colpito alla testa prima Bielecki e poi hanno rotto l’avambraccio di Fronia hanno scoraggiato definitivamente nel proseguire su quella via. Tant’è che ora si ricomincia da capo sullo Sperone Abruzzi.

Lo start non è stato meraviglioso: hanno portato carichi al campo base avanzato a 5300m, a un paio d’ore dal capo base vero situato più o meno a 5000 m.

Francamente c’era da aspettarsi che in 4/5 facessero il lavoro di trasporto, ma che qualcuno partisse di gran carriera per battere pista sui pendii fino al campo 1 e, dato l’acclimatamento e la formidabile forma dimostrata almeno da Urubko e Bielecki in occasione del salvataggio della Revol al Nanga, si sparassero fin quasi a campo 2. Un’iniezione di entusiasmo alpinistico sarebbe stata utile per tutti e avrebbe fatto tornare la voglia di correre in vetta.

Se invece i ritmi imposti sono quelli fin qui praticati, c’è da aspettarsi che domani o dopodomani verrà messo campo uno a 6060m, poi nel giro di altri due giorni, meteo permettendo, si andrà a mettere campo 2 a 6654 m (misurati con un GPS Leica di ultima generazione nel 2014), consapevoli che quel campo è il più “spazzato dal vento”, che da lì ha portato via parecchie tende. E se Urubko si lamentava della tenda monotelo di campo 2 sulla Cesen, qui certamente cercherà una tenda più confortevole e sicura, altrimenti l’incazzatura non potrà che peggiorare. Per arrivarci poi a campo 2 ci sono passaggi come il Camino Bill, attrezzati certamente con corde fisse, ma che ti portano in piena esposizione del vento.

Da campo 2 ci si sposterà in diagonale verso destra portandosi sulla Piramide Nera, più riparata, ma con qualche serio pericolo di caduta di sassi e anche di blocchi di ghiaccio che possono staccarsi verso l’uscita sul ghiaccio che scende dalla “spalla” del K2, sotto campo 3.

E poi siamo sempre in inverno ed è dura. A proposito come la metterà Urubko con l’idea lanciata prima di partire a fine dicembre che l’inverno finisce a fine febbraio?  Rientrerà in Polonia il 1 marzo o rimarrà sul campo con i suoi compagni?

Le opzioni per la cima ci sono ancora, ma paiono sempre più impegnative da cogliere.

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1 Comment

  1. A mio avviso cominciare adesso la salita sullo sperone Abruzzi è un pò tardi.
    La soluzione potrebbe essere una sorte di stile misto che preveda di attrezzare la via sino alla piramide nera e un tentaivo di salita continuo sino in vetta facendo un bivacco intorno al campo 4 (un pò rischioso, ma sicuramente Urubko potrebbe farcela).

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