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Schegge di K2: “La scoperta del K2” – di Roberto Mantovani

Siamo negli anni ’50 dell’800, più precisamente nel 1855, quando si da il via alle Grand Trigonometrical Series nel Kashmir. Si era da poco scoperta la cima più alta del mondo, che nel 1865 prenderà il nome di Everest per volere del Suveyor General Andrew Waugh (successore di George Everest), e si erano ormai terminati i lavori di rilevamento delle altezze dei picchi dell’Himalaya. Era quindi tempo di andare ad eseguire la medesima operazione tre le cime del Karakorum. Per farlo era necessario scegliere uno Station Peak. Una cima, di altezza notevole, da cui poter osservare le vette della catena eliminando l’interferenza dovuta alla rifrazione dell’aria. Per questo viene scelta una vetta di 4880m poco distante da Srinagar su cui viene posizionato lo strumento di misura.

Ad occuparsi del rilevamento è il capitano dei Royal Engineers Thomas George Montgomerie che, dai quasi 5000m della vetta, osserva due cime sovrastare il resto della catena. Le chiamerà K1 e K2, annotando però, su un angolo del suo taccuino, il possibile errore prospettico dovuto alla diversa distanza dei due picchi. Non necessariamente il K1 sarà il più alto dei due.

 

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