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Paolo Cognetti: nel Dolpo ho trovato il mio spazio di meditazione

Himalaya del Dolpo. Regione misteriosa tra le grandi cattedrali della terra. Luogo schivo al turismo di massa “Ancora intonso, isolato” ci racconta Paolo Cognetti, da poco rientrato dal lungo trek che lo vede protagonista sulle pagine del numero di gennaio di Meridiani Montagne. “Solo nei primi quattro giorni abbiamo avuto occasione di trovare qualche struttura ricettiva, poi tutto finisce” e tra un villaggio e l’altro non rimane che la natura incontaminata di un posto che è Nepal, ma che “in tutto e per tutto sembra Tibet” spiega Paolo. “C’è un contrasto visivo enorme tra il verde e i boschi del Nepal e questo paesaggio desertico del nord”. Ma lo scenario è solo un piccolo tassello di “un legame con il mondo tibetano che si ritrova in profondità, oltre la scena, nei volti, nello stile di vita, nel saluto dove scompare il namasté e compare il tashi delek tibetano”. Un suono facilmente traducibile in “lieta benignità”, un augurio di felicità e pace. Suoni morbidi come i molti che lo scrittore ha potuto annotare sul suo taccuino, sul suo diario di viaggio giornaliero ricco di parole e schizzi. Piccoli disegni che riprendono, ci racconta Cognetti, dalla tradizione dei viaggiatori dell’800 che riportavano le immagini a cui si trovavano di fronte su carta con penna e calamaio. “D’altronde sono uno scrittore e i miei oggetti del mestiere sono carta e penna. Fotografo con le parole, ma il disegno mi sembra qualcosa che può dialogare con le parole”.

Così, giorno dopo giorno il taccuino si riempiva di parole e schizzi. “All’inizio erano soprattutto osservazioni del paesaggio, di oggetti, di persone” spiega. “Una scrittura molto legata alla vista che nel tempo si è trasformata insieme al paesaggio, diventato desertico con la quota”. Un momento in cui tutto è cambiato trasformando l’osservazione esteriore in interiore. “Un grande momento di meditazione” perfettamente immortalato dalle foto di Stefano Torrione che, con molti dei suoi scatti pubblicati su Meridiani ha saputo rendere la vitalità del momento più privato della vita di uno scrittore. L’istante in cui la carta si impregnava di inchiostro, prezioso come i dieci chili di materiali con cui Stefano ha dovuto rapportarsi in questo trek “impegnativo sia sotto il punto di vista dell’attrezzatura, che pesava intorno ai dieci chili, sia dal punto di vista fotografico perché si, era un viaggio lento” ma non per il fotografo che, nonostante la velocità del cammino doveva “essere sempre pronto a scattare. Gli incontri erano casuali e irripetibili” e, una volta perso era perso per sempre.

Istanti magici. “Incontri muti” spiega Paolo “momenti fatti di sguardi e contatti fisici, di tradizioni come l’entrare in una tenda e bere del thé”. O lo sguardo di due bambini curiosi ma timidi. “Un bambino e una bambina piccolissimi che giravano attorno a noi incuriositi da queste figure occidentali”. Ma non sono solo persone gli incontri che hanno segnato il cammino di Paolo. Uno di quelli più bizzarri è visibile a pagina 89 di Meridiani Montagne dove un entusiasta Paolo Cognetti abbraccia un cagnone dal pelo zuppo d’acqua. “Una Cagnolina” ci corregge lo scrittore. “Quasi una presenza spirituale che ci ha accompagnati fino alla fine del viaggio” per poi sparire nel nulla l’ultimo giorno, quasi sapesse di aver terminato il suo compito con il giovane dai capelli e dalla barba rossa che ora è rientrato in patria, tra le sue montagne con tutta un’altra storia da raccontare. “Un pellegrinaggio, se dovessi riassumere l’esperienza vissuta in un’unica parola. Un viaggio di purificazione meditativo” che nell’autunno  prossimo potremo scoprire in libreria, perché le sorprese del Dolpo non sono ancora finite.

 

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3 Comments

  1. Se fosse andato ad Erto o in val Cimoliana…forse avrebbe incontrato Mauro Corona.Oppure Luca Visentini….o anonimi boscaioli.Poco esotici.
    Comunque in lande lontane , chi incontra viene cambiato, ma cambia anche l’incontrato.Dopo la pubblicazione, arriveranno altri ed addio …

  2. Ho attraversato quei luoghi partendo da Kagbeni,passando per il lago di Poksundo e finendo a Paro… Un viaggio in un mondo incredibile,mistico,ineguagliabile nella sua semplicità…
    Meditare nasce spontaneo…

  3. Bello il Dolpo, ma per favore non raccontateci che è un viaggio da Marco Polo, basta scegliere una buona agenzia di trekking su Internet.

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