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Ambiente, Primo Piano

Da Vienna a Nizza a piedi per documentare la situazione delle Alpi oggi

Foto @ whatsalp/Facebook

Con il progetto “whatsalp” un gruppo di esperti di questioni alpine ha compiuto la traversata delle Alpi a piedi, partendo da Vienna il 3 giugno 2017 fino a raggiungere Nizza, attraversando Austria, Svizzera, Francia e Italia. L’obiettivo è stato documentare la situazione attuale delle Alpi, confrontandosi con persone incontrate durante il percorso e con quanto emerso dalla traversata delle Alpi compiuta nel 1992 dal gruppo “TransALPedes” rivolgendo uno sguardo al futuro.

I partner principali del progetto sono stati la Commissione Internazionale per Protezione delle Alpi CIPRA e l’associazione svizzera Iniziativa delle Alpi, oltre a numerosi altri partner tra cui la Convenzione delle Alpi. Oggi, 29 settembre 2017, il gruppo whatsalp è arrivato a Nizza e presenterà i risultati della traversata.

Circa 200 persone si sono unite al gruppo di whatsalp accompagnandolo per alcune tappe lungo il percorso di 1.800 km. Il gruppo ristretto è composto dal geografo svizzero Dominik Siegrist, da Harry Spiess e dagli esperti di Alpi austriaci Christian Baumgartner e Gerhard Stürzlinger.

La catena alpina situata al centro dell’Europa è per loro una regione multiforme e da sempre appassionante. Alcune aree sono caratterizzate da una forte crescita demografica, altre regioni invece sono colpite da una diffusa emigrazione, come è emerso chiaramente in occasione dell’incontro con l’esperto di questioni alpine Werner Bätzing in Valle Stura. Nel corso degli incontri e dei colloqui con persone residenti nelle località attraversate, i protagonisti di whatsalp hanno ricevuto l’impressione che rispetto al 1992 i giovani siano sensibilmente diminuiti nelle regioni alpine. “Per modificare tale situazione, servono nuove strategie e modelli adattati alle rispettive condizioni nazionali e regionali” afferma Harry Spiess del gruppo whatsalp. Occorre frenare la forte crescita delle città alpine e rendere più attrattive le condizioni abitative e di lavoro delle regioni alpine, in particolare per i giovani. Una trentina di giovani ha accompagnato il gruppo per alcune tappe della lunga traversata nell’ambito del progetto CIPRA “whatsalp youth”. Relativamente allo spazio alpino italiano, quanto emerso dalla traversata delle Alpi whatsalp può essere sintetizzato in quattro punti:

1) Le Alpi sono colpite dal cambiamento climatico e dalle sue conseguenze in misura ancora maggiore rispetto al 1992. Il gruppo whatsalp ha constatato il rapido scioglimento dei ghiacciai, con la conseguente perdita di qualità del paesaggio alpino, come si evidenzia nell’area del Monte Bianco. In conseguenza della carenza di neve si può osservare che molti comprensori sciistici stanno effettuando interventi di potenziamento mediante costosi impianti di innevamento, spianamento delle piste e bacini di accumulo, come in Val d’Aosta. “I pericoli naturali indotti dal clima sono in aumento, come dimostrano li segni di alluvioni e frane, visibili in molte località toccate durante la nostra traversata”. Per proteggere il clima occorre adottare soluzioni più coerenti e incisive rispetto ad oggi ed è inoltre necessario dedicare un’attenzione specifica allo spazio alpino nell’ambito delle politiche climatiche nazionali e internazionali.

2) Accanto al turismo intensivo, globalizzato, antiecologico e in fase di potenziamento rispetto al 1992, i viandanti di whatsalp hanno riscontrato nuove forme di turismo in armonia con la natura nelle Alpi, ad esempio con il nuovo parco del Monviso e in Valle Maira. A questo proposito Dominik Siegrist, membro del gruppo ristretto di whatsalp, afferma: “Il turismo alpino necessita con urgenza una riforma in direzione della sostenibilità, che renda turismo intensivo più rispettoso dell’ambiente e della natura, e che promuova con maggior impegno e coerenza forme di turismo in armonia con la natura e adatto alle condizioni locali”.

3) Negli ultimi 25 anni il trasporto di transito delle merci su strada è ulteriormente aumentato e anche il traffico di veicoli a motore per il tempo libero ha avuto un forte sviluppo. “Noi ci siamo occupati di una serie di progetti volti a promuovere la mobilità sostenibile” dichiara Gerhard Stürzlinger del gruppo ristretto di whatsalp. Nonostante spunti promettenti, come ad esempio quelli avviati con successo dall’associazione svizzera Iniziativa delle Alpi, complessivamente non si è finora riusciti mitigare lo straripante traffico per il trasporto delle merci e per il tempo libero nelle Alpi. “Lo Stato italiano e l’UE sono sollecitati a creare efficaci strumenti normativi e di sostegno per arginare il traffico di transito, in particolare per trasferire il trasporto delle merci su ferrovia e per mitigare il traffico del tempo libero” esorta Gerhard Stürzlinger.

4) Dopo il 1992, in molte valli, in particolare nelle Alpi centrali e orientali, l’agricoltura biologica è diventata realtà. Diversi progetti in questa direzione si possono osservare anche in Italia. Altrove invece continua a prevalere un’agricoltura poco ecologica, come ad esempio quella della coltivazione intensiva dei meleti in Val Venosta. Nel quadro della politica agraria nazionale e della UE è necessario promuovere un’impostazione più ecologica dell’agricoltura di montagna e occorre creare incentivi per rafforzare ulteriormente la cooperazione tra agricoltura e turismo.

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