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Eventi, Primo Piano, Trento Film Festival

Nives Meroi, Romano Benet e Anna Torretta aprono l’edizione autunnale del festival di Trento

Si parte. Sabato 23 settembre primo giorno dell’edizione autunnale del Festival a Bolzano che quest’anno propone un programma di eventi, film e incontri letterari davvero appassionante. 

Nel pomeriggio alle ore 17 in Piazza Walther, l’apertura ufficiale della rassegna con l’inaugurazione dello stand MontagnaLibri, Mostra Internazionale dell’Editoria di Montagna. Madrina d’eccezione per il taglio del nastro della manifestazione sarà la grande alpinista Nives Meroi, socia onoraria del Trento Film Festival, che insieme al marito Romano Benet, in serata (alle ore 21), sarà protagonista di una straordinaria serata alpinistica al Teatro di Gries.

Dopo l’inaugurazione di “MontagnaLibri”, nell’ambito degli incontri con gli autori, alle 17.30 sempre in piazza Walther, primo appuntamento con Parole in piazza, con la presentazione del libro “La Montagna che non c’è” (Piemme) dell’alpinista, pluricampionessa italiana di arrampicata sportiva e prima e unica donna guida alpina della Val d’Aosta, Anna Torretta. A dialogare con l’autrice il giornalista Rosario Fichera. 

Il libro di Anna Torretta, sta riscuotendo un grandissimo riscontro di pubblico: si tratta, infatti, di un’opera avvincente, ricca di aneddoti, di storia dell’alpinismo, di profili di personaggi con le loro virtù e debolezze, dove l’autrice (che oltre ad essere alpinista e guida alpina, è anche architetto) racconta con un linguaggio asciutto e coinvolgente il suo ideale di montagna e le “lotte” delle donne per conquistare anche alle alte quote lo stesso riconoscimento degli uomini.

La giornata proseguirà quindi alle 21 al Teatro Comunale di Gries (Galleria Telser) con la grande serata alpinistica, dal titolo “In Cima. Insieme”, con Nives Meroi e Romano Benet, la prima e unica coppia di coniugi al mondo che ha scalato tutti i 14 Ottomila della Terra.

Gli alpinisti racconteranno la loro incredibile e meravigliosa avventura, fatta di salite e rinunce, ricordando anche l’ascesa, senza ossigeno e portatori, all’Annapurna, a quota 8.091 metri, con la quale hanno coronato il sogno del “grande tour” dei “giganti” della Terra.

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