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Kilian Jornet, vetta ma non da record

Vetta, ma non da record quella di Kilian Jornet, che è da poco tornato al campo base avanzato, 38 ore dopo aver iniziato il suo tentativo di record.

Era partito il 20 alle 22, ora locale, dal monastero di Rongbuk (5100 metri) per poi salire lungo la via normale del versante tibetano. Assieme a lui, fino a 7500 metri, Sébastien Montaz-Rosset, che è poi tornato al campo base avanzato (6,500 metri), come previsto.

Kilian è giunto in vetta a mezzanotte del 21, dopo 26 ore dalla partenza, in un unico exploit senza ossigeno e corda fisse.

“Fino ai 7.700 m mi sentivo bene e stava andando secondo tutto secondo i miei piani, ma da quel punto ho iniziato a soffrire di mal di stomaco, credo a causa di un virus intestinale. Ho iniziato a muovermi lentamente fermandomi ogni due passi per recuperare, nonostante ciò sono riuscito ad arrivare in vetta a mezzanotte”.

Jornet a causa di questo malessere ha deciso di concludere in anticipo il tentativo rimanendo al campo base avanzato e non tornando al monastero di Rongbuk come previsto.

Grandissima performance quella di Kilian, che è riuscito a salire in vetta in sole 26 ore senza ossigeno.  

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3 Comments

  1. Sul fatto che non sia record avrei dei dubbi perchè, da quanto mi risulta, nessuno ha mai salito l’Everest partendo dal monastero di Rongbuk in poco più di un giorno per cui, fino a quando qualcuno non ripeterà l’impresa in minor tempo questo dovrebbe essere omologato come tale. Per altro, nonostante il malessere, davvero una prestazione strordinaria.
    Son tuttavia curioso di sapere, una volta che arriveranno notizie più dettagliate, se l’aver rinunciato alle corde fisse significa anche aver scalato il second step in libera o aver usato la scala ivi fissa (propenderei più per questa seconda ipotesi). Giusto perchè, come diceva Bonatti, l’obiettività impone chiarezza.

  2. Senza polemica, ma solo per capire.
    Se uno vuole fare un record dovrebbe adattarsi alle condizioni di quelli che lo hanno realizzato o ci hanno provato. Partire prima, falsa inevitabilmente le cose, perché i dati non solo comparabili. Se uno partisse 1 km prima di Kilian ed arrivasse 30 minuti dopo di lui, sarebbe comunque record perché nessuno è mai partito da lì? Si andrebbe ad avere un record di velocità ogni 100 metri.

    Cosa bisognerebbe usare come metro di paragone? il dislivello? la distanza percorsa?

  3. Credo che la risposta sia: gli stessi parametri (ovviamente devono essere fissati in maniera credibile e, ovviamente, non sfalsati di pochi metri).
    Sullo stesso versante c’erano già diversi tempi di riferimento per una salita veloce (sia con che senza ossigeno), ma tutti riferiti alla partenza dal campo base avanzato che è 1300 m. piu alto e 30 km più lontano da quello di Rongbuk. Il che mi sembra faccia una bella differenza se si vuole stabilire il primato di velocità di salita dell’Everest.
    Sicuramente Jornet avrebbe potuto competere sullo stesso percorso dei record precedenti, ma credo abbia preferito fissare nuovi standard secondo le sue regole (scelta più o meno discutibile, ma non essendoci stati precedenti, fissa inocontestabilmente un parametro di riferimento).
    Detto questo immagino che sullo stesso percorso Kilian possa migliorare nettamente perchè, se si considera che Kammerlander ha impiegato 16 ore nel tratto dal C.B.A. alle vetta, un atleta come lo spagnolo possa tranquillamente eguagliare tale tempo e coprire il tratto tra il C.B.A. e il Campo base di Rongbuk in meno di tre ore.

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