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Alpinismo, Primo Piano

Tre morti in poche ore sull’Everest

Tre vittime un pochissime ore. Questo è il bilancio della mattinata di ieri sull’Everest, dove ieri in 70 hanno toccato la vetta.

È stato identificato l’alpinista statunitense di cui ieri vi avevamo parlato. È Roland Yearwood, medico psichiatra di 51 anni. La morte è avvenuta in fase di salita a 8000 metri mentre era con altri 6 compagni di squadra. Roland era tra i sopravvissuti al terremoto del 2015, che aveva innescato la valanga mortale al campo base. La causa non è ancora ufficiale, ma probabilmente è legata all’altitudine.

Sempre domenica mattina ha perso la vita sul versante tibetano un alpinista australiano, Enrico Marchetti, di 54 anni. La morte è sopraggiunta a 7500 metri in fase di discesa dopo che l’alpinista ha iniziato ha soffrire di mal di montagna a 8000 metri.

Un severo mal di montagna è anche la causa della morte di un alpinista. Lo slovacco, Vladimir Strba, 50 anni, è morto a colle sud. Avrebbe dovuto tentare la via degli inglesi del 1975, sulla parete SW, ma aveva deciso di spostarsi sulla normale dopo la rinuncia all’ultimo minuto alla spedizione del compagno di squadra Zoltan Pal. L’anno scorso i due erano stati salvati sempre sull’Everest con un’operazione di salvataggio molto complessa.

 

Fonte: Himalayan Times – Foto Everest versante nord @ THT – courtesy Arnold Coster

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