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Alpinismo, Primo Piano

Revol è vetta sul Lhotse

Imprevedibile Elisabeth Revol. Era arrivata in Nepal affermando di non voler tentare vie particolarmente difficili o pareti inaccessibili, ma di aver solo voglia di stare tra quelle montagne dove scarseggia l’ossigeno.

Ci avevamo anche creduto, almeno fino al momento in cui non si è geolocalizzata al campo base del Makalu, informando tutti che qualche giorno più tardi avrebbe tentato la vetta. Così è stato ed il 10 maggio ha provato a raggiungere gli 8.462 m della quanta montagna del mondo, fermandosi però all’antecima. Troppo vento e troppa neve fresca nell’ultimo tratto.

Tornata al campo base ha ringraziato tutti, ha scritto una lunga nota per raccontare la sua avventura, ha postato qualche foto e con un “à bientôt” è scomparsa nuovamente dall’etere.

Quel “a presto” però si è rivelato inaspettatamente vicino ed infatti solo quattro giorni più tardi, il 18 maggio, ricompare nuovamente, questa volta a campo 2 dell’Everest scrivendo: “Tornata per un’altra vetta, vi lascio indovinare quale! Passata l’Icefall di notte, arrivata al C2. Va tutto bene”.

Cerchiamo di indovinare allora. Le opzioni non sono tante: Everest o Lhotse. Avevamo azzardato Everest, sebbene da settimane l’irrequieto Tomek Mankiewicz (che a volte non è effettivamente troppo affidabile) si agitava su Facebook in merito una possibile invernale sul tetto del mondo con la francese. Ovviamente, tanto per cambiare, Elisabeth ci ha smentito posizionandosi il giorno dopo al campo 4 e rendendo palese che l’obiettivo fosse il Lhotse.  

Poi l’annuncio che i venti erano troppo forti e che era impossibile salire in vetta, seguito qualche ora da un altro messaggio che la localizzava a 8480, 36 metri dalla cima del Lhotse che è alto 8516 m, il quarto tra gli 8000. 

È quindi scesa, per la seconda volta in questa stagione, ad un soffio dalla vetta, bloccata ancora una volta dal maltempo. Brava comunque, vetta o meno, e chissà cosa ci riserverà per il futuro l’imprevedibile Elisabeth Revol. 

AGGIORNAMENTO 22/05/17 ore 10.15: A dimostrazione dell’imprevedibilità, di poco fa un messaggio di Elisabeth Revol la quale è al campo base da ieri pomeriggio. L’alpinista francese ha informato di aver raggiunto la vetta del Lhotse senza ossigeno e senza sherpa, ma di aver potuto scrivere dove fosse solo 30 metri più in basso, operazione che l’è costata un guanto. Ed allora complimenti per la vetta!

 

 

(Nella foto in alto Elisabeth sul Makalu settimana scorsa. Foto @ Elisabeth Revol)

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6 Comments

    1. Sarei curioso di conoscerti di persona,dai della m…a a tutti,se mi dai il tuo indirizzo entro 2 giorni vengo a trovarti

      1. A tutti? Ermanno, Honnold, , Elio, Huber, Fowler, Della Bordella, Korra Pesce, Urubko, House, Anthamatten, Auer…te ne posso scrivere 1000 su cui non mi permetto neppure di aprire bocca. Tutta gente che non apre bocca e non da notizie che non siano notizie vere. E sono veri fuoriclasse

  1. Magari sei il più forte alpinista del mondo, di sicuro quello con l’ego ipertrofico al più alto livello. alla faccia della modestia!

  2. Non ho criticato la Revol, sul Nanga è stata tosta e pulita a differenza di altri. Ma se sali una montagna dove sono già saliti a pacchi mi dici tu dove è la notizia. Io sopra i 6000 ho camminato un pò di volte ma sopra i 2000 metri di dislivello mi annoio e mi fanno male le gambe. Se capiti al Falier però ci possiamo vedere lì in zona salgo spesso ma non camminate. Ci divertiamo sicuro

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