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Seed, un progetto pakistano ed italiano per il Central Karakorum National Park

Testo di Luca Listo, Direttore di Programma, SEED

Il Central Karakorum National Park è uno dei parchi montani più estesi, selvaggi e, per certi versi, inesplorati del pianeta. Situato nel profondo nord del Pakistan, ai confini con la Cina, il parco, che si estende per più di 10 mila chilometri quadrati, è attraversato ogni anno da migliaia di turisti e alpinisti diretti alla conquista delle sue maestose cime, tra le quali la più famosa resta quella del K2. Lì si possono incontrare ungulati rarissimi, lupi, orsi, linci e il leggendario leopardo delle nevi. I paesaggi sono da mozzare il fiato e la maestosità delle vallate, dei deserti d’alta quota e dei ghiacciai, rendono le distanze difficilmente calcolabili a occhio nudo, donando un inusuale senso di disorientamento a chi percorre questi luoghi.

Per lunghi anni, infatti, il Cknp è stato ritenuto dal senso comune come il Parco del K2 ed è stato, per altrettanto tempo, una mera realtà amministrativa. Fino a quando, all’interno di un programma di conversione del debito Italo-Pakistano, sotto l’egida dell’allora Cooperazione Italiana allo Sviluppo (oggi Aics), non è stato approvato il Social, Economic and Environmental Development in the Cknp region (Seed): un vasto programma di trasformazione socio-economica e protezione ambientale mirato a rafforzare la governance del parco e ad incentivare e sostenere la partecipazione della popolazione locale nel suo funzionamento. L’area, infatti, è circondata da centinaia di villaggi e paesi la cui composizione etnica, linguistica, religiosa e culturale è tra le più variegate del Pakistan, rendendo il lavoro particolarmente complesso, soprattutto a causa del fatto che le consuetudini di utilizzo delle risorse naturali locali andavano spesso in conflitto coi regolamenti federali pakistani attinenti alla gestione dei parchi nazionali.

Il programma, ideato e gestito da Ev-K2-CNR, in collaborazione con la Karakoram International University (Kiu), WWF Pakistan e altre ong locali, è nato nel 2009, coinvolgendo più di 200 tra ricercatori, guide alpine, tecnici, scienziati e staff di supporto. Seed ha mosso i suoi primi passi attraverso lo studio e la ricerca in campo ambientale e sociale per poi attivarsi in iniziative volte a migliorare le infrastrutture turistiche, le strade, la segnaletica e i beni architettonici tradizionali. Ma non solo: il Seed ha svolto un ruolo importante nell’educazione dei più giovani e nel finanziamento di borse di studio universitarie, nella piantumazione di nuove foreste, nel’assistenza sanitaria in aree remote, oltre che nell’addestramento di personale per il soccorso d’alta quota e nella creazione di un sistema di raccolta e smaltimento rifiuti autosufficiente. 

Una delle iniziative in cui Seed ha avuto molto successo è stata la promozione dell’area stessa, soprattutto, su scala nazionale, contribuendo, insieme con le associazioni di tour operator del Pakistan, a incrementare la presenza di turisti pakistani quasi del quattrocento percento in pochi anni, con effetti notevoli sull’economia locale.

Dalla fine del progetto nel dicembre 2016, il Direttorato del parco può contare inoltre su personale e dirigenza addestrati, nuove strutture e attrezzature, oltre a un sistema di governance sorretto da un Piano di gestione generale, frutto di anni di ricerca e advocacy coordinati da Ev-K2-CNR, e da 15 piani di gestione vallivi, condivisi e approvati da autorità, ong e comunità locali.

Del progetto SEED e del parco del Central Karakorum National Park se ne parlerà domani, alle ore 16.00, al Trento Film Festival al convegno “Mountains, energy for the planet: the K2 region”

 

 

Info: “Mountains, energy for the planet: the K2 region
venerdì 5 maggio, ore 16.00
presso il MUSE, Corso del Lavoro e della Scienza 3 – Trento
Il programma, qui
http://trentofestival.it/edizione-2017/eventi/schedule/35102/385/1493992800/mountains-energy-for-the-planet-the-k2-region

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