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Alpinismo

Babanov rinuncia all'Annapurna

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KATHMANDU, Nepal — Nienta da fare. C’è troppa neve, è troppo pericoloso. Valery Babanov e Victor Afanasief hanno deciso di rinunciare alla loro impresa all’Annapurna, il colosso himalayano di 8091 metri, dove volevano aprire una nuova via sulla parete nord-ovest.

Erano giorni che i due alpinisti tentavano di salire sul versante nord per acclimatarsi, ma nessun tentativo era andato a buon fine. Il 12 aprile avevano attaccato la via dei Cechi sul versante nord ovest, ma avevano dovuto rinunciare per una tormenta di neve. Poi due giorni dopo avevano provato la via classica sulla parete nord, con l’obiettivo di salire fino 6400 metri. Ma anche in questo caso erano dovuti tornare indietro dopo 2 ore di marcia, per il pericolo troppo alto di valanghe e la minaccia del collasso dei seracchi.
 
Alla fine vista la quantità di neve sulla montagna, Babanov e Afanasief hanno deciso di rinunciare. Troppo pericolosa. Alla stessa conclusione, bisogna dire, pochi giorni fa erano arrivati Nives Meroi e Romano Benet, che volevano salire la parete sud dell’Annapurna. Dopo averla valutata davvero inaccessibile, i due alpinisti hanno deciso di cambiare meta e tornare al  Kangchenjunga.
 
"Abbiamo deciso di chiudere qui la spedizione all’Annapurna a causa delle condiozioni meteorologiche – si legge sul sito di Babanov -. C’è troppa neve sulla montagna. L’Annapurna è al momento troppo pericolosa in entrambi i versanti, sia a nord che a sud. In queste condizioni non è possibile neanche acclimatarsi". 
 
Nel frattempo anche la spedizione dell’alpinista ceco Martin Minarik e della francese Elisabeth Revol sta facendo rientro al campo base. I due avevano raggiunto a inizio settimana la cima est salendo dalla sud dell’Annapurna, ma avevano dovuto rinunciare alla vetta per via delle condizioni climatiche proibitive. Adesso pare inoltre che Minarik non sia neppure in buone condizioni fisiche.
 
Valentina d’Angella
 
 
Foto courtesy of Explorersweb
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