Frana sulla “Via della Vita”: chiusa la storica ferrata delle Alpi Giulie
Una frana ha interessato la ferrata "Via della Vita", nelle Alpi Giulie. Il CAI Friuli Venezia Giulia invita a non percorrere l'itinerario fino al completamento delle verifiche tecniche da parte delle Guide Alpine.
Una frana ha reso temporaneamente impraticabile la ferrata “Via della Vita” (sentiero attrezzato 513aF), uno degli itinerari più impegnativi e conosciuti delle Alpi Giulie Occidentali. L’allerta è stata diffusa nei giorni scorsi dal CAI Friuli Venezia Giulia attraverso i propri canali ufficiali.
“Sulla Ferrata Via della Vita (513aF) si è verificata una frana. È assolutamente sconsigliato percorrere l’itinerario fino a nuova comunicazione”, si legge nell’avviso. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’entità del distacco né sul tratto esatto coinvolto, ma hanno precisato che sono in corso le necessarie verifiche tecniche da parte delle Guide Alpine, chiamate a valutare le condizioni del percorso e l’eventuale necessità di interventi per il ripristino della sicurezza.
Una ferrata simbolo delle Giulie
La “Via della Vita” si sviluppa nel gruppo del Mangart, sopra i Laghi di Fusine, in provincia di Udine. L’itinerario risale la parete occidentale della Veunza fino al Bivacco Alberto Busettini, attraversando un ambiente severo e spettacolare caratterizzato da pareti verticali, cenge esposte e terreno spesso friabile.
Con circa 450 metri di sviluppo attrezzato e una classificazione di difficoltà molto elevata, la ferrata è considerata una delle più impegnative dell’intero arco alpino orientale. Non è un percorso per escursionisti occasionali: richiede esperienza, capacità di progressione su terreno alpinistico e un’attenta valutazione delle condizioni della montagna.
Dalla “Via della Morte” alla “Via della Vita”
L’itinerario ha anche una storia particolare. Realizzato negli anni Venti dagli Alpini per scopi militari e di controllo del confine, era originariamente conosciuto come “Via della Morte”, un nome che richiamava la natura severa del percorso e dell’ambiente in cui si sviluppa. Negli anni Ottanta venne restaurato e ribattezzato “Via della Vita”, assumendo la denominazione con cui è conosciuto oggi.
In attesa delle verifiche
Fino alla conclusione dei sopralluoghi tecnici, il CAI raccomanda di non avvicinarsi all’itinerario e di scegliere percorsi alternativi. Solo dopo le valutazioni delle Guide Alpine sarà possibile capire se la frana abbia interessato esclusivamente il tracciato oppure anche le attrezzature fisse della ferrata.


