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Interviste, Primo Piano

Everest tra scandali e divieti: perchè tanto scalpore per gli orologi?

Everest (photo courtesy greennepaltreks.com)
Everest (photo courtesy greennepaltreks.com)

KATHMANDU, Nepal — Lo scandalo degli orologi costruiti con le pietre del Tetto del mondo e il ritiro dei permessi non alpinistici fino alla vetta dell’Everest. Come mai una reazione così netta da parte del ministero del tursimo nepalese? lo abbiamo chiesto a Beni Maiya Hyoju, una delle operatrici di maggior esperienza riguardo i viaggi in Himalaya, che ha lavorato per dieci anni come Sales & Marketing Director della Cho Oyu Trekking, una delle agenzie leader di mercato in Nepal. Ora lavora per alcuni mesi all’anno nell’agenzia Himalaya Travel aperta da Simone Moro a Bergamo.

Cosa è successo esattamente?
Il Ministero del Turismo ha deciso di non concedere più i permessi per le spedizioni non alpinistiche dirette alla vetta dell’Everest. Siamo in attesa di un comunicato ufficiale, anche perché ci serve sia per la spedizione di Vittorio Brumotti sia per altri. Ancora non so quando arriverà ma lo aspettiamo a momenti.

Come mai è stata ritenuta così grave la questione degli orologi?
Io credo che la gravità della cosa sia dovuta al fatto che non hanno chiesto il permesso prima di realizzare questi orologi. Non hanno avuto né richiesto alcun permesso, se si fossero comportati diversamente non sarebbe andata così, ma in questo modo ognuno può fare quello che vuole e probabilmente il governo ha voluto dare un segnale in questo senso.

In quale senso?
Dopo lo scandalo delle pietre il governo nepalese ha ritenuto di dover difendere la sacralità dell’Everest, perché il Sagaramatha è sacro per il popolo nepalese, è una divinità.

Quante spedizioni sono state danneggiate dal ritiro dei permessi?
Per quanto ne sappiamo fino ad ora sono due. Una è quella di Vittorio Brumotti, l’altra è di un americano. Anche in questo caso si tratta di un biker che girato il mondo in lungo e in largo in bici, però non sappiamo se rinuncerà del tutto anche lui o se si accontenterà di arrivare al Colle Sud, perché ancora non hanno dato un annuncio ufficiale.

Secondo te questo provvedimento cambierà il futuro delle spedizioni all’Everest?
Secondo me sì, anche perché è stato molto criticato questo fatto dagli alpinisti e forse non si ripeterà mai più in fututo che vengano concessi permessi non alpinistici.

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1 Comment

  1. Io lo spero,la montagna concede il suo spazio a chi la rispetta non a chi vuole fare “cazzate” con la bike! Dirò, forse il ministro del turismo nepalese ha salvato la vita a Brumotti,ringrazialo caro.

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