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Borghi più belli d’Italia: la lista si arricchisce di 3 comuni di montagna

La lista dei “Borghi più belli d’Italia” si arricchisce di 8 new entries, tra cui 3 piccole perle di montagna. Il consiglio direttivo dell’associazione nata nel 2001 per valorizzare e tutelare il grande patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei piccoli comuni italiani, ha deciso di premiare due borghi alpini e uno appenninico: Ingria (TO), Rosazza (BI) e Gesualdo (AV).

334 borghi da scoprire

Una sfida non facile quella affrontata annualmente dai numerosi comuni che mirano a entrare nell’elenco prestigioso dei “Borghi più belli d’Italia”. Per essere ammesso, e poter consequenzialmente utilizzare il marchio dell’associazione, ogni Comune deve soddisfare alcuni criteri, indicati come requisiti essenziali, nella “Carta di Qualità” e nel “Regolamento”. Sono ben 72 i parametri da rispettare.

Con i nuovi ingressi del 2022 il numero di borghi ammessi tra i più belli d’Italia sale a 334. “Sono ormai circa 900 i comuni che hanno chiesto di essere valutati per essere ammessi nell’associazione – si legge sul sito ufficiale www.borghipiubelliditalia.it – . La lista di attesa è ancora è abbastanza lunga, a dimostrazione dell’interesse che i comuni (sotto i 15.000 abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2.000 nel borgo) hanno nei confronti dell’Associazione. Il procedimento è molto articolato e complesso proprio per scoraggiare la richiesta da parte di Comuni che non siano consapevoli del possesso degli elementi necessari per essere valutati positivamente. Per i Comuni che ottengono il riconoscimento si tratta di una grande occasione di sviluppo sia economico che sociale ma anche di assumere una responsabilità importante nei confronti degli altri componenti la rete e, più, in generale nei confronti dell’Italia dei Borghi. La serietà e la rigidità della selezione è una garanzia nei confronti dei potenziali visitatori italiani e stranieri e un incentivo, anche per coloro che non vengono ammessi, a migliorare il livello qualitativo della vita per i residenti e il sistema di accoglienza e di ospitalità per turisti e visitatori.”

“Accogliamo con un caloroso benvenuto – dichiara il Presidente Fiorello Primi – i borghi nuovi arrivati, congratulandoci con loro per aver superato l’iter di valutazione per l’ammissione nella nostra Associazione  che, sempre di più e sempre meglio, vuole rappresentare una punta avanzata del sistema dei Borghi in Italia. Un sistema e una rete che, anche a seguito degli effetti della pandemia, ha assunto una primaria importanza per uno sviluppo del nostro Paese più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Ci sono Borghi già affermati che portano ulteriore notorietà all’Associazione e altri che, pur essendo ugualmente affascinanti e ricchi di tesori artistici e culturali, sono meno conosciuti e hanno bisogno del traino dell’Associazione per farsi conoscere e apprezzare. E’ questo il vantaggio che offre la nostra rete ed è per questo che chiediamo ancor una volta al governo nazionale che sta elaborando il piano di investimenti relativi a PNRR, una particolare attenzione e una lungimirante strategia per dare a queste fondamentali entità territoriali e comunitarie i mezzi e gli strumenti necessari per continuare ad essere la vera spina dorsale dell’Italia”.

Ingria

Il comune di Ingria, tra i meno popolosi dello Stivale (45 abitanti ca.), si trova in Valle Soana, Piemonte. Si tratta del primo paese che si incontra risalendo la Valle e si trova ubicato a una quota di 827 metri, immerso nel verde di boschi di castagno. Nei dintorni di Ingria è possibile condurre escursioni e visitare antiche frazioni (il comune si estende su 21 frazioni, oltre al capoluogo, molte delle quali disabitate, dei piccoli tesori per gli appassionati di tempi perduti). Il borgo è andato incontro a un progressivo spopolamento a partire da inizio Novecento.

Rosazza

Altro borgo piemontese premiato è Rosazza (in piemontese, Arsazza), nel Biellese. Un borgo particolare, riconosciuto come il più misterioso di Italia. Posto a una quota di 895 metri nell’alta Valle Cervo, territorio montano lungo il corso dell’omonimo fiume, conta meno di 100 abitanti. La stretta fascia di terra in cui si trova, tra la Valle del Lys e la Valsesia, era un tempo nota come Valle d’Andorno. A farle da cornice le Alpi Pennine. L’aura di mistero deriva dal personaggio di Federico Rosazza, Senatore del Regno, già membro della Giovane Italia mazziniana e Gran Maestro Venerabile della massoneria biellese.

Rosazza fece costruire varie opere per la popolazione della Valle Cervo, caratterizzate dalla presenza di simbolismi legati al mondo dell’occulto. E pare che tenesse le sue riunioni esoteriche-massoniche presso la torre civica del Palazzo comunale. A Rosazza si deve anche la costruzione del bellissimo castello del borgo, con la sua caratteristica torre guelfa, un arco di accesso che riproduce quello della città di Volterra e rimandi alle rovine di Paestum. Una vera opera d’arte. Passeggiando con sguardo attento tra i vicoli di Rosazza è possibile scorgere simboli massonici, quali rose scolpite, stelle a 5 punte, clessidre, presenti anche sulle numerose fontane che adornano il borgo.

Gesualdo

Gesualdo è un piccolo borgo dell’Avellinese che sorge a 640 m di quota, nella Valle del Calore, nell’Appennino meridionale, a metà strada tra il Mar Tirreno e il Mare Adriatico. Qui la popolazione inizia a crescere rispetto ai precedenti borghi alpini, attestandosi attorno ai 3500 abitanti. Il borgo è noto come “Città del Principe dei Musici”, poiché qui visse il compositore madrigalista Carlo Gesualdo (1566-1613) principe di Venosa e nipote a San Carlo Borromeo, che visse tra le mura del Castello che ancora oggi domina lo sperone roccioso della parte antica della cittadina. Un edificio che viene fatto risalire all’epoca longobarda. Il villaggio si sviluppò in epoca longobarda e normanna attorno a questa roccaforte, che da struttura difensiva fu convertita poi ad abitazione. Per volontà del principe Carlo Gesualdo il castello divenne verso fine Cinquecento un polo artistico potremmo dire, accogliendo letterati e poeti, tra cui anche Torquato Tasso. Accanto al castello si possono ammirare fontane, chiese e palazzi gentilizi.

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