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Propositi futuri per Denis Urubko. La prima invernale del K2 e poi una vecchiaia nei caffè di Bergamo

Denis Urubko, Wspinanie, K2, Broad Peak, Gasherbrum II, alpinismo, Ottomila, Adam BieleckiDenis Urubko durante la sua ultima spedizione al Cerro Torre con sua moglie Maria Cardell – Foto FB @Denis Urubko FANS

Denis Urubko, intervistato dal giornale polacco Wspinanie in occasione della decima rassegna del cinema di montagna di Wadowice, ha rilasciato alcune dichiarazioni secondo cui sarebbe pronto a concludere le sue conquiste sugli Ottomila con un’ultima spedizione invernale con destinazione K2.

Un Denis riflessivo, con lo sguardo volto al futuro, quello che emerge dall’intervista polacca. Che pensa ad un futuro da “uomo qualunque”, quello di un anziano che si rilasserà nei caffè di Bergamo, uno diverso ogni giorno, leggendo un giornale e scambiando due parole al bancone. E che continuerà a salire su roccia fin quando il fisico lo consentirà ma senza puntare alle altissime quote.

 Nessuno di noi è più giovane. È importante finire i progetti che abbiamo iniziato”. E allora quali sono i progetti nel cassetto in cui lo vedremo protagonista prima del ritiro ad una vita fatta di famiglia e tranquillità?

Di certo nel suo futuro dobbiamo aspettarci altre avventure in compagnia di sua moglie Maria “Pipi” Cardell. La Patagonia, da cui sono rientrati da poco è già in lista. E pare che la meta prescelta sia nuovamente il Cerro Torre, un simbolo tra gli alpinisti italiani “proprio come in alta quota è il K2”. Così lo ha definito Denis in un’intervista rilasciata all’outdoor magazine spagnolo Oxigeno -“Ho vissuto in Italia, per me la comunità è molto importante e volevo seguire l’esempio degli alpinisti italiani”.

Una coppia ormai inseparabile da tre anni, nella vita di ogni giorno e nelle imprese in quota. “Penso abbia più fiducia lui in me che io in me stessa. Avevo un sacco di dubbi, è normale, ma lui mi ha risposto: non sono cieco, vedo che sei in grado di  farlo, inoltre, non voglio andare con nessun altro”- queste le affettuose parole con cui Pipi Cardell ha di recente sottolineato quanto sia forte il loro legame di coppia e di squadra, in termini di fiducia reciproca. Due persone, come dichiarato da Denis, che sanno distinguere bene la relazione sentimentale dalle attività in montagna.

Per quanto concerne il fronte Ottomila, Denis sembra avere un chiaro piano triennale. La prossima estate sarà dedicata al Gasherbrum II, a seguire in inverno il Broad Peak e l’inverno successivo il K2, con il desiderio di concludere la sua lista di conquiste invernali con la salita della seconda montagna più alta del Pianeta.

Una spedizione, quella sul K2, che nella mente di Denis dovrebbe essere la prima salita invernale nella storia, da portare a compimento col supporto di Bogusław Magrel, alpinista membro del Club Alpino Polacco, che dovrebbe occuparsi della ricerca degli sponsor.

Lo vediamo dunque molto fiducioso sulle spedizioni attualmente attive sul K2!

Fino al 28 febbraio è impossibile andare al K2 senza un acclimatamento significativo” – ha dichiarato in merito – “E’ il 1 marzo è la fine dell’inverno e non hanno più tempo. Non hanno possibilità di conquistare il K2 quest’anno”.

La montagna insomma aspetterà proprio lui. E in compagnia di chi potremmo vederlo salire?

A differenza di Adam Bielecki che, intervistato da Montagna.tv lo scorso settembre al Ladek Mountain Festival, aveva dichiarato di non vedere altri partner potenziali per una salita invernale del K2 se non Denis, quest’ultimo sembra non avere in mente un nome per compiere la sua ultima impresa.

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17 Comments

  1. ciao
    il K2 per essere conquistato nella vera stagione invernale ha solo due nomi
    che possono farlo insieme: Denis – Simone
    forza ragazzi!!!!!
    Diego

    1. Senza nulla togliere a tutti i grandissimi scalatori che si cimentano in questi tentativi, auspico anch’ io questa soluzione. Sarebbe per Urubko il coronamento di una carriera incredibile e per Moro la consacrazione delle sue capacità ( per chi ne dubitasse ancora ).

  2. io non capisco come sia possibile che ci sia ancora chi sogna la coppia Moro Urubko.
    Non si parlano praticamente più , non si vedono mai in nessuna occasione ; hanno idee radicalmente diverse sul periodo invernale e su come condurre le spedizioni.

    Quella cordata NON esiste più da anni, fatevene una ragione.

    1. Ok alexmarti, ma anche no! Auspico voce del verbo auspicare: Augurarsi il verificarsi di eventi. E non me ne faccio una ragione. Ciao.

  3. ma certo, auspicare si può.
    io ne ho parlato direttamente con uno di loro, e la realtà è che non succederà mai più .
    🙂

  4. Moro ha tirato i remi in barca, ha raggiunto una certa notorietà e vuol morire da vecchio. Sulla stagione invernale ha ragione Urubko. Il 20 marzo si hanno le stesse ore di luce del 20 settembre: hai voglia a parlare di inerzia termica.

  5. E se invece I russi ce la fanno a salire il K2 prima del 20 marzo? O anche Alex Tzikon … non sono messi poi così male …

    1. Sono d’accordo con Hans…secondo me i russi possono farcela. Da domani si apre una finestra di ben 7 giorni di bel tempo. Ce la possono fare sia prima che dopo la fine del mese. Se a poi a Urubko non sta bene come prima invernale, se ne vada sul GI e Broad peak…

  6. Un approfondimento utile sarebbe commentare perchè Urubko in patagonia come tutti gli altri himalayisti non ha combinato nulla mentre anche quest’anno e mentre lui era lì ci sono state grandiose salite. La patagonia è tecnica e bisogna scalare non solo camminare e per questo è chiamata la regina dell’alpinismo. Le invernali sono pericolose e fisicamente dure ma l’alpinismo tecnico ha bisogno di tanto altro e molto di più

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