• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Top News

Esploratori al Polo Sud per recuperare il relitto dell’Endurance di Sir Shackleton

Sir Ernest Shackleton, Roald Amundsen, Polo Sud, Antartide, Endurance, relittoFoto @ State Library of New South Wales – Wikimedia Common

Al Polo Sud è in corso una impresa da film di avventura: il recupero del relitto di uno tra i velieri più famosi della storia.

La nave in questione è l’Endurance di Sir Ernest Shackleton, affondata nel novembre del 1915 nelle acque del Mare di Weddel durante la spedizione “Imperial Trans-Antarctic Expedition”, il cui obiettivo era attraversare a piedi l’Antartide partendo dal Mare di Weddell, fino al Mare di Ross. Fu una delle più grandi avventure di tutti i tempi.

Nessuno è mai andato alla ricerca del relitto. Finora.

Quest’anno un team internazionale di scienziati e tecnici ricercatori è salito a bordo della  SA Agulhas II, una rompighiaccio di 13.700 tonnellate, per tentare di recuperarlo. Si apriranno la strada per 120 chilometri di ghiaccio fino al punto in cui, ipoteticamente, dovrebbero trovarsi i resti. Le condizioni meteo sembrano essere dalla loro parte ma la situazione non è certo delle più semplici. In questo periodo gran parte del Mare di Weddel è infatti ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio che può arrivare a 3 metri.

Speriamo di portare a casa l’impossibile”, ha dichiarato con un certo ottimismo il capo della spedizione Mensun Bound.

Attraverso immagini satellitari e droni, l’equipaggio sta cercando di tracciare una rotta in direzione del punto indicato dalle coordinate annotate il giorno del naufragio dal comandante Fran Worsley. Una volta giunti sul posto, faranno immergere dei sottomarini per scandagliare il fondale alla ricerca della nave.

Secondo le loro stime, il relitto dovrebbe ritrovarsi intatto, grazie all’assenza di organismi in grado di intaccare il legno a così basse temperature.

 

La storia del naufragio dell’Endurance

La nave era partita il 1 agosto del 1914 da Londra con a bordo Shackleton a altri ventisette uomini. Il 19 gennaio del 1915, giunti nel Mare di Weddell, l’Endurance rimase però incastrata nel pack, andando alla deriva, fino all’affondamento a causa della pressione del ghiaccio.

Dopo mesi trascorsi sulla banchisa, Shackleton e i suoi uomini riuscirono a bordo di tre scialuppe di salvataggio a raggiungere l’Isola Elephant, nelle Shetland Meridionali, dove le possibilità di essere soccorsi erano altrettanto nulle. Shackleton decise così di tentare di raggiungere con cinque uomini e la scialuppa James Caird (di solo sette metri) la Georgia del Sud per cercare aiuto. Il gruppo attraversò 870 miglia marine (circa 1.600 km) con condizioni meteorologiche terribili, riuscendo ad attraccare, dopo quindici giorni di navigazione in uno dei tratti di mare più pericolosi e difficili al mondo, la Baia di Re Haakon.

Da lì Shackleton, con Tom Crean e Frank Worsley, in 36 ore, attraversò in condizioni climatiche proibitive 30 miglia di montagne e ghiacciai inesplorati della Georgia del Sud raggiungendo, il 20 maggio del 1916, la stazione baleniera di Stromness, da dove organizzerà i soccorsi per gli uomini rimasti sull’Isola Elephant. Dopo quattro tentativi, il 30 agosto del 1916, con il rimorchiatore cileno Yelcho, riuscì infine a trarre in salvo tutti i membri dell’equipaggio.

Per chi volesse approfondire, consigliamo tre libri: “Sud. La spedizione dell’Endurance“, edito Nutrimenti, di Ernest Shackleton con i diari della spedizione; “Wild. Tra i ghiacci del Polo Sud al fianco del capitano Shackleton“, edito Corbaccio, di Reinhold Messner per un punto di vista diverso; “La lunga notte di Shackleton“, edito CDA & VIVALDA, di Mirella Tenderini per conoscere meglio Shackleton.

Articolo precedenteArticolo successivo

3 Comments

  1. …Per chi volesse approfondire, consigliamo “quattro libri”:
    innanzitutto “Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud” – Di Alfred Lansing.
    Il primo libro scritto su questa titanica impresa, che dal 1959 trova sempre nuovi ed entusiasti lettori.
    Edito da TEA. Ediz. economica, solo 9 euri.

  2. Hanno trovato, nel 2014 ,il relitto della Erebus dell’esploratore John Franklin, affondata nel 1846, di quella spedizione perduta alla ricerca del passaggio a Nord ovest, pure i resti sepolti di alcuni componenti.Sul web: “John Franklin” e”Spedizione perduta di Franklin”.
    Pure romanzo storico di Sten Nadolny :”La scoperta della lentezza”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.