• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Top News

In scarpe da ginnastica a 4000 metri sul Breithorn occidentale, l’appello del CNSAS

Foto @ Victor Vicquery – CNSAS

La montagna è un luogo straordinario ma non è un parco cittadino o una spiaggia di sabbia! Rispettiamola! Il primo modo per rispettarla è quello di viverla con prudenza, ben attrezzati e consapevoli dei propri limiti senza aver paura di saper rinunciare. Sappiamo che appelli come questo raggiungono tante persone ma non tutti, quindi oltre che a condividere questo post sui social vi invitiamo a raccomandare sempre ad amici, conoscenti e parenti la stessa prudenza che raccomandiamo noi a voi. Solo tramite una corretta e costante sensibilizzazione a 360°, partendo anche dai più piccoli, riusciremo a far diminuire le migliaia di incidenti che ogni anno avvengono sulle nostre montagne e quindi ad evitare tante tragedie. Grazie per l’attenzione“.

E’ questo l’appello del Soccorso Alpino comparso su Facebook a corredo di una foto di un uomo in scarpe da ginnastica sul Breithorn occidentale, in Valle d’Aosta, scattata da alcuni alpinisti a circa 4000m. Nonostante l’invito a fermarsi e a tornare indietro,, chiarisce il CNSAS, l’uomo ha deciso di proseguire.

Un appello che condividiamo anche noi, come abbiamo già fatto più volte negli anni scorsi e quest’anno, nella speranza che il messaggio che la montagna è meravigliosa , ma deve essere vissuta con consapevolezza e rispetto possa raggiungere più persone possibili e che si possa diffondere una cultura corretta. 

Articolo precedenteArticolo successivo

27 Comments

  1. Un giorno ho detto ad un amico Guida Alpina che avevo letto questa frase: “Pochi possono dare del tu al mare e quei pochi non lo fanno”. Mi ha guardata sorridendo e mi ha risposto: “È profondamente vero anche per la montagna!”
    Questa estate qualcuno che “ha dato del tu” al Cervino ha lasciato la sua anima sulla montagna.
    Si può fare molto, anche al di sopra delle proprie possibilità (altrimenti non ci sarebbe scopo di andare avanti), ma occorre sempre seguire gli insegnamenti di coloro che hanno più esperienza.
    E questo vale dal semplice trekking, al canyoning, all’arrampicata.
    Grazie.
    Cervinia, 24 agosto 2018

  2. Eppure alcuni guru dell’arrampicata estrema anni 80 si vantano dei loro inizi con scarpe di tela di cui non dico marca.Poi sono diventati testimonial e consulenti di ditte calzaturiere, ( almeno i sopravvissuti).
    Per giudicare dalla foto, bisognerebbe vedere le suole, c’e’ sempre la possibilita’ che siano modello con chiodi avvitabili al tungsteno.

    1. negli anni 80 le scarpette erano quelle e quelle usavi per arrampicare ma sui ghiacciai andavi con il modello “guida” della Dolomite

  3. In Valle d’Aosta hanno poco da lamentarsi. Hanno costruito strade, funivie e case dappertutto in nome del denaro. Hanno svenduto l’Ambiente per i soldi e ora si lamentano se tutti vanno in quota senza fare fatica.
    Hanno portato in quota tutto il peggio della città e ora si lamentano…

    1. Sono d’accordo con te, negli Ecrins non è così, quasi dappertutto ogni metro di dislivello te lo devi guadagnare con il sudore! Ad esempio La Barre des Ecrins, Pelvoux, Pic Sans Nom ecc..

  4. In Val d’Aosta come in tante altre parti della nostra bella Italia il territorio è stato svenduto. E si è cominciato quando qualcuno ha cominciato a tacciare di esclusivismo certe attività sportive e facendo pubblicità ha spinto la gente a provare. E si sa che è la richiesta che genera lo sviluppo eccessivo.
    Ma esistono ancora persone che nonostante tutto rispettano ancora l’ambiente ed insegnano a farlo, anche normalissimi camminatori che magari vanno a fare una passeggiata e riportano a valle i rifiuti incontrati sul sentiero. Ne ho incontrati molti sule nostre montagne. E molto spesso ho sentito dire che sono degli stupidi. Se invece di denigrare sempre imparassimo una buona volta a far tesoro del buono che abbiamo intorno……
    Grazie.

  5. Io invece credo che si debba fare un’analisi più approfondita: la montagna è sempre rischiosa, dipende da dove metti l’asticella commisurandola alle tue capacità, attrezzature, ambiente, meteo, etc.
    Mi sembra che anche quest’anno l’elenco di vittime fra i cosiddetti “esperti” sia molto lungo. Con questo non voglio giustificare il comportamento della persona in questione, ma mi infastidisce l’atteggiamento di superiorità di chi si arroga il diritto di poter fare quello che vuole, anche rischiare la sua vita e quella dei soccorritori, tanto lui è un alpinista con il pedigree mentre il popolo deve limitarsi ad andare per boschi e laghi.

  6. Bah mi sembra veramente una polemica sterile, classica del personaggio che della montagna sa tutto lui etc… Quella foto non e’ stata fatta sul Nanga Parbat, ma sul Breithorn Occidentale, dove ci sono piu’ persone che in piazza la domenica, a poche centinaia di metri dell’arrivo della funivia di Plateau Rosa. Non devi essere Bonatti per fare quella mezza camminata e 4000 metri (3500 realisticamente) non significano nulla, l’unico pericolo sarebbe cadere dentro un crepaccio nel caso si fosse allontanata molto dai percorsi gia’ tracciati, ma la foto mostra chiaramente che si e’ messa a seguire le tracce e immagino volesse semplicemente sgranchirsi le gambe. Fosse stata per lo meno in vetta o sulla cresta Occidentale/Centrale allora sarebbe stato sorprendente, ma chiaramente cosi’ non e’, caso chiuso e adesso l’autore di questo splendido articolo puo’ tornare sul Karakorum

    1. sono daccordo con te Riccardo, tanto casino per nulla, perdipiu’ noto con stupore che un certo Albert scrive sciocchezze a piu’ non posso in calce a quasi tutti gli articoli, mania di protagonismo forse? senso di frustazione pregresso? fatto sta’ che non se ne puo’ piu’…apriti un blog e scrivici quello che vuoi ma lascia in pace per un po questi articoli che di tuoi commenti hai stancato tutti, non hanno capo ne coda…

    2. Concordo ampiamente,
      senza voler fare il bastian circa il giudizio sul comportamento pericoloso dei turisti d’alta quota,che è necessario stigmatizzare, guardando la fotografia constato che:
      -Nell’articolo, rilancio di agenzia, si parla di un umo, invece è una donna.
      -Non sappiamo a che distanza sia dalla funivia.
      -La giornata non è male. Ci saranno almeno 15 gradi
      -La signora ha gli occhiali protettivi, ha un pile, una giacca sottobraccio e per quanto riguarda i jeans, alzi la mano chi negli anni 70, prima dell’avvento dell’hi-tech, non girava in montagna con i jeans di velluto.
      Il problema sta nelle calzature con scarso grip, sicuramente si è bagnata i piedi, ma ..attenzione!
      -La signora non è così sprovveduta, sa camminare. Infatti ha battuto la sua traccia un metro fuori dal pistone indurito dal passaggio di centinaia di persone, poi mette il piede di taglio ed incrocia bene il passo senza scivolare.
      Conclusione:
      La signora è una ardimentosa, si era stufata della terrazza della funivia ed ha fatto un giro. Datele un paio di scarponi e ramponi e lascerebbe indietro quelli che la guardano con tanto d’occhi.

  7. Forse i giovani non sanno che negli anni 90 si correva una delle prime skymarathon del circuito FILA proprio da Cervinia alla cima del Breithorn Occidentale. Indovinate che scarpe si usavano? Normali scarpe da corsa. L’aiuto aggiuntivo era dato da bastoncini da sci che in discesa si potevano lasciare all’assistenza corsa. Io la corsi nel 96 e non trovai particolari problemi se non gli alpinisti tradizionali partiti dalla stazione della funivia con scarponi ramponi piccozze e corde che non favorivano certo il nostro veloce passaggio, anzi. Questo per dire che non devono esistere regole universali ma contano lo specifico contesto e le reali capacità della persona. Nessuno si scandalizza se qualche cosiddetto esperto o guida compie ascensioni solitarie, anzi vengono ammirati, si pubblicano i loro video sponzorizzati ma occorre il distintivo altrimenti sei considerato un incosciente. Smettiamola di giudicare per partito preso o schema mentale precostituito ma contestualizziamo ogni situazione e valutiamola per ciò che è veramente. Si tratta del Breithorn non del K2.

  8. Guida della Dolomite?? Ne ho ben 2 paia ben ingrassate e risuolate.
    Se nei pressi di un ghiacciaio c’e’un rifugio..un servizio in piu’potrebbe essere noleggiare scarponi e ramponi e piccozza.
    Un tempo e forse ancora oggi, sui passi alti e accanto a partenze funivie, stazionavano bancarelle di venditori ambulanti di giacconi, , Impermeabili maglioni, calzettoni, guanti , berretti e scarponi…facevano fuori gli avanzi di magazzino.Se poi un superattrezzato trova persona in difficolta’, puo’sempre soccorrerla od aiutarla , se gli suscita qualche sentimento altruistico.

  9. Gentile Andrea, se mai e’ la redazione che giudica i commenti non pubblicabili.Infatti un altro, Giovanni, parla di gare in scarpette…c’e’poi sempre Tom Perry che va a piedi nudi su roccia e su neve.
    Sembra che l’industria abbi colto il segnale.Produce ramponcini leggeri, sottotacco, catenelle da inglobare rapidemente nella calzatura, persino ditta famosa Vibram ha studiato la mescola che tiene il grip sughiaccio bagnato.Per mettersi nei guai ormai o si e’completamente neofiti o disinformati o noncuranti.In questi giorni il comportamento su ghiacciaio e’anche alla ribalta dei tg…pero’se si vogliono informazioni e corsi, nelle tv passa poco di didattico.Sul Web parecchio.Poi sempre in primavera nella mia zona partono i corsi CAI, lezioni insala e prove sulcampo.

  10. Giusto…se la neve e’diventata molle ed acquosa per il gran caldo come in questo Agosto, ..anche con l’attrezzatura il procedere diventa incerto e faticoso…Infatti gli esperti consigliano di partire di notte o di astenersi se gia’tardi.

  11. una domanda : i crepacci sono pieni di infradito, scarpe da ginnastica e palette per la sabbia o di ramponi di ultima generazione dei così detti esperti “proprietari ” delle montagne ?

    1. Non saprei… Per scoprirlo bisognerebbe caderci dentro ed è meglio non farlo…

      Di sicuro percorrendo un ghiacciaio in infradito o scarpe da ginnastica è più facile caderci, rispetto a chi svolge la stessa attività legato in cordata e munito di picozza e ramponi…

Rispondi a Riccardo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.