Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Fri, 17 Aug 2018 15:13:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Tre Cime di Lavaredo, alpinista precipita e muore https://www.montagna.tv/cms/128816/tre-cime-di-lavaredo-alpinista-precipita-e-muore/ https://www.montagna.tv/cms/128816/tre-cime-di-lavaredo-alpinista-precipita-e-muore/#respond Fri, 17 Aug 2018 15:13:30 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128816 Incidente mortale sulle Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti. La vittima è un alpinista che stava scalando da solo la Cima Piccola (2.856 metri) sul versante bellunese, caduto per ragioni ancora da accertare.

L’uomo non aveva con sé documenti di identità. Per recuperarne la salma è intervenuto l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, allertato dalla centrale del soccorso alpino di Belluno. Il corpo è stato trasportato verso il rifugio Auronzo da dove proseguirà via terra.

Fonte @ ANSA

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Tanti auguri ad Alex Honnold! https://www.montagna.tv/cms/128803/tanti-auguri-ad-alex-honnold/ https://www.montagna.tv/cms/128803/tanti-auguri-ad-alex-honnold/#respond Fri, 17 Aug 2018 11:19:57 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128803 Tanti auguri ad Alex Honnold che oggi compie 33 anni. Nato il 17 agosto 1985 Honnold non necessita di molte presentazioni. È un fuoriclasse, un amante delle vie estreme e delle difficoltà. Si potrebbe dire che la sua casa siano le big wall in particolare quelle di Yosemite su cui ha realizzato l’impossibile. Su The Nose ha più volte battuto il suo stesso record di velocità, l’ultima volta nel giugno scorso con Tommy Caldwell, lo stesso compagno con cui si è aggiudicato un Piolet d’Or per la prima traversata integrale del Fitz Roy.

A impressionare davvero gli appassionati è stata però l’impressionante salita in free solo di El Capitan compiuta nel 2017. Circa 4 ore per 900 metri verticali senza assicurazioni, punto altissimo di una carriera che certamente rivelerà ancora tantissime sorprese.

Come trascorrerà questo su 33esimo compleanno? Probabilmente in giro con il suo furgone e con un appello a tutti i suoi fans: “non mi è mai piaciuto ricevere regali e non ne ho bisogno, per questo lo scorso anno la famiglia della mia ragazza ha iniziato quella che spero si tramuti in una tradizione supportando la Honnold Foundation per il mio compleanno.

La Honnold Foundation è una ONG fondata nel 2012 che si propone di offrire soluzioni energetiche sostenibili e accessibili alle comunità povere del mondo. Cerca di dare una migliore qualità di vita con soluzioni semplici, economiche e a basso impatto ambientale. Vengono ad esempio installati pannelli solari o filtri biosand per generare elettricità e acqua pulita. Grossi progetti a cui si avvicinano più semplici idee come quella di donare piccole lampade led a batteria ai ragazzi che devono studiare, così da poter illuminare i libri scolastici la sera.

“Nessun importo è troppo piccolo” continua Honnold nel suo post di compleanno. “Una lanterna solare in Malawi costa 6 dollari e aiuta le famiglie a eliminare le nubi tossiche delle loro vecchie lampade a cherosene. […] Grazie per avermi aiutato a festeggiare J”.

Chi volesse fare un regalo di compleanno ad Alex Honnold può cliccare QUI

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Nuovo caso di morso di vipera in Valle d’Aosta https://www.montagna.tv/cms/128792/nuovo-caso-di-morso-di-vipera-in-valle-daosta/ https://www.montagna.tv/cms/128792/nuovo-caso-di-morso-di-vipera-in-valle-daosta/#respond Fri, 17 Aug 2018 08:30:01 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128792 Un trentacinquenne di origini sudamericane e residente a Milano è stato morso a una mano da una vipera mentre si trovava a Champoluc, in val d’Ayas.

Trasferito in elicottero al Parini di Aosta, le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Si tratta del terzo caso di persona morsa da vipera solo nell’ultimo mese in Valle d’Aosta: una decina di giorni fa una ragazza di 16 anni olandese è stata soccorsa con l’elicottero a Cogne sul Col Loson, 3200 metri, per il morso di una vipera che le ha provocato uno shock anafilattico, mentre in Val Clavalité, zona Fenis, un altro ragazzo ventenne è stato portato all’ospedale Parini di Aosta dall’elisoccorso sempre per un morso di una vipera, anche un questo caso è avvenuta una reazione allergica.

Per sapere come comportarsi in caso di morso, vi rimandiamo al nostro vademecum

 

 

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La Svizzera chiede la riduzione del livello di protezione del lupo https://www.montagna.tv/cms/128788/la-svizzera-chiede-la-riduzione-del-livello-di-protezione-del-lupo/ https://www.montagna.tv/cms/128788/la-svizzera-chiede-la-riduzione-del-livello-di-protezione-del-lupo/#respond Fri, 17 Aug 2018 06:30:46 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128788 La Svizzera ha chiesto alla Convenzione internazionale di Berna un di abbassare il livello di tutela del lupo, con l’obiettivo di concedere agli Stati membri “un margine di manovra più ampio nella gestione sostenibile” di questo animale: da “assolutamente protetto” a “protetto”.

A sottoporre la richiesta al Comitato permanente della Convenzione, che si riunirà in novembre, l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), che sottolinea come la popolazione del lupo sia cresciuta in modo considerevole negli ultimi decenni, un tema che si fa sentire soprattutto in quelle regioni che prima del ripopolamento non era presente. 

Un declassamento, sottolinea l’Ufam, che metterebbe comunque il lupo specie protetta. Una richiesta analoga era già stata respinta dal Comitato permanente della Convenzione nel 2006, ma secondo la Svizzera oggi le condizioni sarebbero mutate. 

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Turisti in ciabatte, la falsa fiducia della montagna a picco sul mare https://www.montagna.tv/cms/128667/turisti-in-ciabatte-la-falsa-fiducia-della-montagna-a-picco-sul-mare/ https://www.montagna.tv/cms/128667/turisti-in-ciabatte-la-falsa-fiducia-della-montagna-a-picco-sul-mare/#respond Fri, 17 Aug 2018 04:00:42 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128667 L’Italia è un Paese eccezionale unico nell’offrire meravigliosi percorsi escursionistici tra le alte vette di Alpi ed Appennini, ma anche sui promontori a picco sul mare dove lo sguardo si perde tra terra e acqua. Il Parco di Portofino, Il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana, i promontori delle Cinque Terre, l’entroterra sardo con il Gennargentu, ma anche la Sila in Calabria, per non dimenticare l’Etna dalla cui cima si vede Catania e tutto lo Ionio, solo per citare alcuni esempi.

Montagne a due passi dal mare e che per questo motivo vengono spesso e volentieri sottovalutate.

Sono molti i Comuni che per questo motivo stanno correndo ai ripari, contro gli “escursionisti in infradito”, non attrezzati e vestiti in modo adeguato non all’ambiente in cui si trovano, ma dove erano mezz’ora prima: in spiaggia. 

Così, attratti dalla frescura del verde e dai panorami, sempre più turisti si inerpicano sui sentieri anche difficili convinti che poiché si vede il mare (e non il Monte Bianco) allora sia tutto facile. Peccato che non è così.

Un problema che è stato per esempio affrontato in modo approfondito dal Parco di Portofino e dal Soccorso Alpino, i quali hanno rilevato, dati alla mano, che sugli 80 chilometri dei sentieri le richieste di soccorso per infortunio vengono fatte, spesso e volentieri, perché c’è stata una sottovalutazione della camminata.Noi ce la mettiamo tutta, per informare correttamente gli escursionisti. Segnaletica e cartellonistica ad hoc, anche per i daltonici e con le scritte realizzate con un carattere particolare, che facilita la lettura ai dislessici. Ma, a fronte del numero di cadute sul sentiero da San Rocco a San Fruttuoso, in particolare sul versante Sud, forse bisognerebbe ragionare sul posizionamento di un tornello. Chi entra con le infradito o i pantaloncini corti e si fa male, paghi per essere soccorso” aveva dichiarato lo scorso dicembre Alberto Girani, direttore del Parco di Portofino, al convegno “Rete sentieri in sicurezza – La falsa fiducia dei monti sul mare”.

Dipende tutto da come si fa informazione – spiega invece a Repubblica Maurizio Cattani, referente della rete sentieristica della Regione Liguria e consigliere nazionale del Club alpino italiano – Negli anni scorsi i borghi marinari hanno promosso le località dell’interno per delocalizzare e cercare di orientare i flussi turistici. L’escursionismo ha avuto un vero e proprio picco, nelle Cinque terre registriamo un aumento del 25 per cento nei primi mesi del 2018. Una massa di persone che sa poco o nulla di trekking si è riversata sui sentieri“.

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Ivan Camurri, quando l’amore corre in coppia https://www.montagna.tv/cms/128471/ivan-camurri-quando-lamore-corre-in-coppia/ https://www.montagna.tv/cms/128471/ivan-camurri-quando-lamore-corre-in-coppia/#respond Fri, 17 Aug 2018 04:00:17 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128471 Testo di Veronica Balocco, giornalista per professione, scrittrice per passione, viaggiatrice e sognatrice per deformazione genetica. Potete leggere i suoi articoli ed racconti delle sue esperienze sul sul blog www.verofinoinfondo.it

 

Dice che l’emozione più forte l’ha vissuta lassù. A casa. Sulle cime in cui è cresciuto ed è diventato quel che è. Sulle nevi che non si sciolgono mai, in cui ha inciso migliaia di passi. Sempre più veloci. L’emozione più forte è bruciata lì, un giorno di inizio estate. Quando dopo tanti anni è tornata la gara più storica di queste montagne. Da Alagna Valsesia alla Capanna Regina Margherita e ritorno. Tutto a perdifiato, dove già il fiato stenta a sopravvivere. 

Una corsa a sei gambe

Ivan Camurri, alagnese, 32 anni, professione giardiniere e manutentore del complesso Pra’ di Riva, quel giorno non era solo il campione di casa alla ricerca del sogno realizzato. Era un figlio e un amante, con il cuore tachicardico non solo per se stesso, ma anche per le due persone più importanti della sua vita: la mamma e la fidanzata. La prima gli ha insegnato a correre. La seconda gli consente ogni giorno di correre come lui realmente sa fare. E a quella gara, quel giorno di inizio estate, tutti e tre erano ai blocchi di partenza. L’emozione più forte che lui potesse immaginare.

Non è stato solo l’undicesimo posto su 150 squadre a chiudere il cerchio di quella perfezione. Ivan Camurri alla Alagna-Margherita-Alagna ha ascoltato il tifo di casa. Ha gareggiato dove si allena da una vita. E soprattutto è arrivato con un bagaglio, solo in questa stagione, fatto già di quattro vittorie e poco meno di una decina di podi. Che potrebbero diventare molti di più, fino a settembre. Insomma: un quadro senza sbavature. 

Una mamma speciale

Ma probabilmente nulla sarebbe quel che è se, a suo tempo, non ci fosse stata la mamma. Quella mamma. Gisella Bendotti sui sentieri del Rosa è la regina della velocità. Da sempre.

Una macchina da guerra capace di macinare chilometri in salita con la sesta ingranata. E di alzare la polvere in faccia anche agli uomini più forti. “Ho iniziato a correre e ad amare lo sport grazie a lei e a mio papà – racconta Ivan -. Quando ero piccolo, portavano me e le mie cugine ai campionati di corsa in montagna. E noi ci divertivamo un sacco. Erano garette corte, che vivevamo quasi come un gioco”. Poi è arrivata l’adolescenza. E con lei le classiche scelte di rottura. “Per qualche tempo ho abbandonato l’agonismo – ricorda l’atleta alagnese -. Avevo altri interessi. E così mi sono allontanato da quel mondo. Ma mia mamma non mi ha mai pressato, non ha mai insistito perché tornassi a gareggiare. Ha accettato il mio modo di essere finché, verso i 22 anni, ho ricominciato. E in quel momento lei è diventata il mio punto di riferimento: si allenava con me, mi seguiva. Mi preparava. Il nostro legame si é intensificato correndo”. E non si è evidentemente più indebolito, considerato che da allora il cordone ombelicale ha tracciato i sentieri di tante gare corse anche insieme. “Sapere che c’è lei è importante per me – fa notare Ivan -. E continuare a vederla gareggiare è incedibile. Non si arrende mai e tra noi non c’è alcunissimo segno di competitività”.

Uno sport senza antagonismi

Una squadra, insomma. Nel senso più nobile del termine. Anche se, a sentire l’atleta, in questo mondo non si tratta di una grande eccezione: Il nostro sport non è basato sulla competizione – puntualizza -. È una forma di evasione dalle pressioni della quotidianità: vivi le gare per i fatti tuoi e le affronti con la mente libera. Certo, la competizione ti porta a confrontarti con gli altri e a spingere sempre di più, ma è un rapporto sano. Alla fine siamo tutti amici”. 

Non esattamente quanto avviene sui tracciati di gara scialpinistici, altra specialità di Camurri, dove l’aspetto agonistico assume invece connotazioni più profonde: “È uno sport più competitivo – chiarisce -, influenzato anche da fattori esterni quali i materiali. Ed è in genere caratterizzato da gare più corte, il che significa più spinte. In altri termini, più portate al confronto sulla performance”. Per Ivan, non la dimensione ideale. Che invece si inquadra perfettamente nei canoni del trail di lunga distanza, “il mio mondo da circa cinque anni”.

 

È una gara che mi appartiene perché ti consente di tenere un ritmo più basso, più facilmente gestibile. Ovviamente devi conoscere il tuo corpo, lavorare di testa, devi sapere come affrontare le crisi, i crampi, il caldo. Situazioni difficili che accadono spesso: a volte, durante la gara, senti di voler tirare di più. Quello è il momento in cui devi sapere cosa fai, perché se calcoli male i tempi in cui ti nutri rischi di restare disidratato. E allora, sempre seguire una regola fondamentale: mai avere fame o sete”. Sul percorso di gara a confortare gli atleti ci pensano i punti di ristoro. Ma non basta: “Bisogna sempre studiare il chilometraggio prima della partenza – puntualizza Ivan -, in modo da essere matematicamente equipaggiati. Io ad esempio parto sempre con almeno un litro di sali nelle borracce e bevo qualcosa come un litro all’ora. Poi aggiungo gel e barrette almeno ogni tre quarti d’ora, oltre a un bel carico di carboidrati pre-gara. E così evito il rischio crampi”.

Il segreto di una vittoria

Ma cosa serve davvero per non crollare? Per essere pronti a uno sforzo tanto intenso e prolungato, e magari arrivare sul podio? Per Ivan la ricetta sta in una parola. Serenità. “Io mi godo la vita – racconta -. Questo è uno sport libero, che è possibile affrontare senza un approccio agonistico. Ed è questo il bello. Perché se facessi altre specialità non potrei ad esempio bermi la birretta, andare a letto tardi e fare festa come spesso faccio. E non vorrei non fare”. Ma allora? Il segreto dove sta? Verrebbe da dire semplicemente nel talento. Ma Ivan Camurri è uno che comunque non si risparmia in preparazione: “Non mi alleno tutti i giorni perché il corpo richiede anche riposo. Ma più le gare si avvicinano, più aumento il carico. E arrivo ad uscire anche quattro o cinque volte a settimana, in genere da solo perché gli amici in questo giro sono tanti, ma allenarsi insieme non è mai l’ideale”. 

Ma c’è un ingrediente ancora più speciale, più unico ed essenziale di tutto questo. Per arrivare in alto, sulla piattaforma aurea in cui argento e bronzo non possono mettere piede, serve anche l’amore. “Pratico lo stesso sport della mia fidanzata Agnese – chiarisce ancora Ivan – e credo che questa sia una delle cose più belle che una coppia possa affrontare. Ci facciamo forza a vicenda, viviamo le gare letteralmente in due. Quando corri non pensi mai solo a te stesso, ma anche alla persona che ami: la tua competizione è la sua. Ti chiedi dove sarà in quel momento, come starà, quanto starà faticando. Cerchi di non ascoltare la tua sofferenza con il pensiero di lei”.

Ma non solo. Il bello si genera già prima. “Perché tutto nasce dalla complicità. Quel senso di unione che ti fa allenare insieme. Che ti spinge a pensare all’altro prima che a te stesso. E che ti rende consapevole del fatto che vicino hai una persona che comprende quello che stai facendo, che conosce il valore della dedizione e del tempo che vi devi dedicare alla tua passione. Semplicemente perché è anche il suo mondo”.

L’occhio al domani

E allora, il risultato vien da sè. “Prima di ogni gara ero sempre teso. Ora ho la mente libera. Sono rilassato”. E il pensiero può volare da una competizione all’altra senza problemi: non le più dispendiose, vista l’assenza di sponsor, ma le più vicine, quelle più sentite. Con qualche obiettivo in cantiere. Da mirare dritto. Uno tra tutti: l’Ultra trail del Monte Bianco, nella gara da 55 chilometri. O, poco dopo, “la mia prima 100 chilometri, l’Ultra trail del Monte Rosa, da Gressoney a Zermatt”. Ancora una volta sulle montagne di casa. Ancora una volta con lei vicino. 

Pensare al domani sarà poi cosa del futuro. “Vedremo come risponderà il fisico, a lungo andare – chiude Ivan -. Ma continuo a sognare di allungare le distanze sempre di più”. Chissà. Gli ingredienti ci sono. E, a ben pensarci, il quadro è in buona parte colorato di rosa. Come la grande Montagna di casa. Come le due donne di una vita.

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Muore speed-flyer sul Pizzo Coca. Il video del volo di due settimane fa https://www.montagna.tv/cms/128785/muore-speed-flyer-sul-pizzo-coca-il-video-del-volo-di-due-settimane-fa/ https://www.montagna.tv/cms/128785/muore-speed-flyer-sul-pizzo-coca-il-video-del-volo-di-due-settimane-fa/#respond Thu, 16 Aug 2018 15:15:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128785 Un 34enne bresciano ha perso la vita precipitando per 400 metri dalla parete est del Pizzo Coca, in Val Seriana, nelle orobie bergamasche.

Stava praticando speedflying, simile al parapendio ma con una vela più piccola che consente di essere più veloci e più acrobatici. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri di Clusone, quando l’uomo è saltato dall’orlo del crinale, la tela da speed-flying non si è aperta come avrebbe dovuto e lui è precipitato. 

Era un pilota esperto, tanto che solo due settimane prima aveva fatto il medesimo volo ripreso con l’action-cam sul casco.

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In edicola – Monte Civetta da esplorare e conoscere con le guide di Meridiani Montagne https://www.montagna.tv/cms/128640/in-edicola-monte-civetta-da-esplorare-e-conoscere-con-le-guide-di-meridiani-montagne/ https://www.montagna.tv/cms/128640/in-edicola-monte-civetta-da-esplorare-e-conoscere-con-le-guide-di-meridiani-montagne/#respond Thu, 16 Aug 2018 10:00:54 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128640 Gli scalatori la conoscono per la Parete delle pareti, ovvero la Nordovest del Civetta, teatro di pagine fondamentali nella lunga avventura umana dell’alpinismo, a cominciare dal primo sesto grado scalato da Solleder e Lettenbauer in quelle 18 ore di lotta con nevai, rocce instabili e i mille metri del precipizio più alto delle Dolomiti. Ma la grande montagna offre anche una vasta rete di sentieri famosi e vie ferrate storiche.

Per conoscere ed esplorare il Monte Civetta potete affidarvi alla guida, da consultare a casa e da portare nello zaino, curata da Meridiani Montagne che trovate da oggi in edicola assieme a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera.

Cosa contiene:

  • Il racconto della rete di sentieri che si distende su queste montagne
  • Una selezione di dieci itinerari escursionistici intorno a Civetta, Moiazza e Pelmo
  • Tutti i rifugi e i bivacchi del massiccio, con le informazioni pratiche, le vie di accesso e le possibilità che offrono
  • Le valli, l’orografia del territorio, la geologia, la flora, la fauna
  • Indirizzi e numeri utili

La guida dedicata al Monte Civetta fa parte di “Sentieri e rifugi delle Alpi”, la nuova collana di 25 guide da portare nello zaino che approfondisce i gruppi montuosi e le vallate più significativi, arricchita dalle recensione di circa mille punti d’appoggio tra rifugi e isolati bivacchi, e da una selezione di 250 itinerari escursionistici. Ogni volume (12,5 x 17 cm; 96 pagine) raccoglie circa 12 itinerari classificati per difficoltà e corredati da disegni. Contiene approfondimenti su territorio, storia dell’alpinismo e dettagliate informazioni per pianificare le escursioni. Per conoscere e muoversi in sicurezza nella radiosa estate di questi ambienti maestosi.

Le guide si possono acquistare insieme al Corriere Della Sera o a Gazzetta a dello Sport ogni venerdì al costo di 5,90 € (oltre al prezzo del quotidiano) prenotandole presso le edicole o direttamente sul sito primaedicola.it e ritirandole in edicola senza costi aggiuntivi (https://www.primaedicola.it/prenota-online-e-ritira-in-edicola/). Sullo store online di Gazzetta e Corriere della Sera è inoltre possibile comprare direttamente la collana intera o i singoli volumi già usciti. 

 

Le prossime uscite: 

Orobie – 24/08/2018
Catinaccio-Sciliar-Sassolungo – 31/08/2018
Altopiano di Asiago – 07/09/2018
Dolomiti di Fanes – 14/09/2018
Alpi Marittime – 21/09/2018
Dolomiti di Sella – 28/09/2018
Adamello-Presanella – 05/10/2018
Dolomiti Bellunesi – 12/10/2018
Veglia-Devero-Formazza – 19/10/2018
Monviso – 26/10/2018
Dolomiti Friulane – 02/11/2018
Dolomiti d’Ampezzo – 09/11/2018
Alpi Giulie – 16/11/2018
Parco nazionale della Val Grande – 23/11/2018

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A settembre la ventesima Settimana Nazionale dell’Escursionismo del CAI https://www.montagna.tv/cms/125965/a-settembre-la-ventesima-settimana-nazionale-dellescursionismo-del-cai/ https://www.montagna.tv/cms/125965/a-settembre-la-ventesima-settimana-nazionale-dellescursionismo-del-cai/#respond Thu, 16 Aug 2018 06:00:45 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=125965 É disponibile il programma per l’edizione 2018 della Settimana Nazionale dell’Escursionismo promossa dal CAI, secondo il club l’evento annuale più importante per l’escursionismo nostrano. Tra gli appuntamenti che si susseguiranno dall’1 al 9 settembre ci saranno le escursioni organizzate dal club, quelle del Raduno Nazionale Cicloescursionismo (6 – 9 settembre) e di quello Seniores (5 settembre). La partecipazione richiede iscrizione.

Tutti gli itinerari scelti hanno rilevanza storica, culturale, paesaggistica e naturalistica. L’iniziativa è l’ideale per trascorrere qualche giornata in compagnia, alla scoperta delle bellezze del panorama montano nostrano. Tra gli eventi in programma, il più atteso è sicuramente quello del Raduno Nazionale Seniores, il 5 settembre, che vedrà gli escursionisti impegnati in una lunga marcia sul Monte Grappa.

Le attività non si limitano però solamente alla montagna. Per tutti coloro che fossero interessati anche all’aspetto culturale e artistico del territorio, sono state organizzate delle visite guidate in alcune città italiane, tra le quali quella al centro storico di Vicenza, patrimonio dell’Unesco.

Il programma con tutti gli appuntamenti dell’iniziativa è consultabile su www.caisezionivicentine.it. Le scadenze da rispettare per chi volesse iscriversi agli eventi sono: 31 luglio, per i partecipanti al raduno dei Seniores e 25 agosto, per chi volesse partecipare ad altre attività tra quelle programmate. Tutti i contatti da raggiungere per l’iscrizione si trovano nella pagina dell’evento sul sito del CAI.

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Dolomiti, crollo dalle Pale di San Martino https://www.montagna.tv/cms/128778/dolomiti-crollo-dalle-pale-di-san-martino/ https://www.montagna.tv/cms/128778/dolomiti-crollo-dalle-pale-di-san-martino/#respond Thu, 16 Aug 2018 04:00:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128778 Un nuovo crollo ha interessato le Pale di San Martino. Il distacco di roccia è avvenuto nella giornata di Ferragosto dal Dente del Cimone a Colverde sul sentiero verso il rifugio Rosetta.

In base alle ricognizioni della protezione civile, non ci persone coinvolte. Sul posto anche il Soccorso alpino del Trentino ed il Servizio Geologico. 

I cedimenti della roccia non sono inconsueti sulle Dolomiti e proprio sulle Pale di San Martino, tra i più recenti, se ne contano uno due anni fa, nel 2016, nel cuore delle Pale di San Martino, quando crollarono ben 80 mila i metri cubi di roccia dal versante sud-occidentale di Cima Lastei, nel Vallon dei Colombi, a destra della Cima del Conte, sopra il sentiero 711 che porta al bivacco Minazio. Nel 2008, dalla Pala Canali, sul pilastro Castiglioni, e un altro nel 2011, di una parete rocciosa alla base del Sass Maor.

Foto @ TGR Trentino
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