Parchi – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Parco del Gran Paradiso: estesa l’area vietata alle scalate sulle cascate per proteggere il gipeto https://www.montagna.tv/cms/134172/parco-del-gran-paradiso-estesa-larea-vietata-alle-scalate-sulle-cascate-per-proteggere-il-gipeto/ https://www.montagna.tv/cms/134172/parco-del-gran-paradiso-estesa-larea-vietata-alle-scalate-sulle-cascate-per-proteggere-il-gipeto/#comments Fri, 14 Dec 2018 10:06:15 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134172 Lo scorso anno la cova di una coppia di gipeti non era andata a buon fine, per tale ragione quest’anno il Parco nazionale del Gran Paradiso, in accordo anche con le Guide Alpine, ha deciso di adottare un piano di protezione più forte a tutela dei due rapaci che quest’autunno sono tornati per il quarto anni consecutivo nella Valle di Cogne scegliendo un’altra area per nidificare.

Il piccolo nucleo costituisce la metà delle coppie di questa specie attualmente presenti sulle Alpi occidentali italiane.

Alcune specie sono particolarmente sensibili alla presenza umana e risentono in misura maggiore del disturbo che possiamo arrecare.  Il sito di nidificazione in Valnontey si colloca in un complesso rupestre intensamente frequentato, in periodo invernale, dagli appassionati di arrampicata su cascate di ghiaccio. “Bisogna eliminare gli elementi disturbanti, ossia persone che scalano vicino al nido e camminano sui pianori soprastanti, e soprattutto i voli di elicottero. Poiché non si possono proibire eventuali voli di elisoccorso, bisogna eliminare il problema alla radice, ossia far sì che non ci siano persone da soccorrere, proibendo l’accesso a determinate cascate”, ha spiega Alessandro Crudo presidente della Società guide alpine di Cogne.

Coppia di gipeti nel nido in Valsavarenche, una delle altre valli del Parco interessate dalla nidificazione

Il Parco del Gran Paradiso, consapevole dell’importanza delle cascate per l’economia turistica della Valle di Cogne, ha quindi estes la zona da vietare. Non si potrà quindi accedere al pianoro sommitale del Money e alle cascate: “L’ago di Money”, “Di fianco alla leggenda”, “Repentance super”, “La volpe e l’uva” (via di dry tooling), “Monday Money”, “Gusto di Scozia” e “Flash estivo”, rispettivamente le numero 9, 10, 11, 11bis, 12, 13 e 14 della guida “Effimeri barbagli” di Matteo Giglio (Tipografia valdostana 2014), scelta come riferimento.

Il Presidente del Parco Italo Cerise ha commentato: “La nidificazione del gipeto in Valnontey, per il quarto anno consecutivo, rappresenta un evento di grande interesse scientifico e naturalistico per il Parco, ed è una conferma dell’efficacia della sua azione a favore della conservazione della biodiversità; ma anche una opportunità per il territorio vista la forte attrazione che un evento come questo suscita in tutti coloro che amano la natura. Le misure di tutela che sono state adottate perché la nidificazione vada a buon fine, limitano l’attività di arrampicata su ghiaccio in una zona modesta della Valnontey che potrà continuare ad ospitare questa attività nel resto del suo territorio”.

Oltre alle attività di prevenzione in essere, il monitoraggio del gipeto da parte del corpo di sorveglianza è quotidiano. Il controllo dei siti di nidificazione, in particolare durante la cova l’allevamento del nidiaceo, viene fatto dai guardaparco, insieme ai tradizionali strumenti, con mezzi tecnologici particolarmente avanzati, al fine di assicurare un adeguata protezione ai “tesori” del vero e proprio scrigno della biodiversità che è il Parco. “Saranno posizionate corde con cartelli informativi per delimitare la zona, oltre a dare ampia diffusione del divieto sui media. Soprattutto vorrei precisare che le guide alpine collaboreranno con il corpo di sorveglianza del Parco, che sarà sempre presente in zona, per fare osservare il divieto di accesso. Chi oltrepasserà le delimitazioni andrà incontro a sanzioni amministrative e al sequestro dell’attrezzatura e per chi fosse sorpreso a disturbare il nido scatterà la denuncia penale. Non è uno scherzo, si fa sul serio!”, conclude Alessandro Crudo.

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A Yellowstone c’è un geyser che erutta lattine e monetine https://www.montagna.tv/cms/132434/a-yellowstone-ce-un-geyser-che-erutta-lattine-e-monetine/ https://www.montagna.tv/cms/132434/a-yellowstone-ce-un-geyser-che-erutta-lattine-e-monetine/#respond Sat, 27 Oct 2018 08:00:34 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132434 L’Ear Spring, uno dei geyser meno attivi del Parco di Yellowstone, situato sulla collina nell’Upper Geyser Basin, si è improvvisamente svegliato lo scorso 15 settembre, lasciando a bocca aperta i turisti presenti per caso nella zona con quella che è stata definita la più grande eruzione dal 1957. Zampilli di acqua bollente alti fino a 10 metri insieme ai quali dalla caldara sono uscite rocce ma anche numerosi detriti di natura antropica, come riporta l’US Geological Survey (USGS).

I custodi del parco hanno raccolto nell’area circostante praticamente di tutto: un blocco di cemento, lattine di alluminio, una cannuccia, bicchieri di plastica, mozziconi di sigaretta, accessori in gomma e in metallo ma anche un centinaio di monete antiche e addirittura un ciuccio degli anni ’30.

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Foto Yellowstone National Park Official FB Page

Questi ultimi reperti, di certo valore storico, verranno analizzati e collocati nel museo del Parco.

Alcuni degli oggetti recuperati sarà finito accidentalmente nel geyser, molti sono stati gettati deliberatamente.

Si potrebbe pensare che lanciando qualcosa in una pozza d’acqua bollente l’oggetto sparisca” – ha affermato la guardia forestale Rebecca Roland – “ma non è così: rimane e si accumula. E in questo caso avrebbe anche potuto uccidere, come già accaduto in passato”.

L’elevato numero di oggetti classificabili come “spazzatura” ha portato il Parco a ricordare ai visitatori, tramite un post apparso sulla propria pagina Facebook, che i loro gesti abbiano conseguenze dirette sull’ambiente.

Oggetti estranei – si legge in data 25 settembre –  possono compromettere la temperatura dell’acqua del geyser. Alla prossima eruzione di Ear Spring speriamo di veder uscire solo rocce naturali e acqua. Aiutaci anche tu evitando di gettare cose al suo interno!”

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WWF: agli italiani, ogni anno, costa più un espresso da Starbucks che i Parchi Nazionali https://www.montagna.tv/cms/130323/wwf-agli-italiani-ogni-anno-costa-piu-un-espresso-da-starbucks-che-i-parchi-nazionali/ https://www.montagna.tv/cms/130323/wwf-agli-italiani-ogni-anno-costa-piu-un-espresso-da-starbucks-che-i-parchi-nazionali/#respond Sat, 15 Sep 2018 08:00:09 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=130323 E’ stato presentato nei giorni scorsi dal WWF  il “Check-up dei parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette”, alla presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e quello che ne è emerso non fa molto rallegrare. 

In giornate dove le associazioni dei consumatori e la stampa si indigna perché un espresso nel nuovo store meneghino di Starbucks costa 1,80 euro, quello che dovrebbe far davvero storcere il naso è che l’Italia, ogni anno, destina ai suoi 23 parchi nazionali solo 81 milioni di euro: 1 euro e 35 centesimi ad abitante, nemmeno un semplice caffè.

A dimostrarlo è stata l’indagine, a cui hanno partecipato tutti i 23 Parchi Nazionali attualmente operativi e 26 aree marine protette sulle 29 istituite, condotta con il metodo della Valutazione e Prioritizzazione Rapida della Gestione delle Aree Protette (RAPPAM), che offre ai gestori e ai decisori politici uno strumento per raggiungere l’obiettivo di una gestione più efficiente ed efficace dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette.

Dallo studio del WWF emerge che il lungo cammino cominciato con la legge quadro sulle aree protette (la 394/91) è ancora ben lontano dall’essere completato e frea le principali criticità ci sono gli strumenti di gestione, la carenza di personale qualificato e di risorse disponibili per progetti di conservazione.

I Parchi nazionali nono solo sono a corto di fondi, ma in carenzab anche di personale specializzato: nell’83% dei casi non hanno geologi e veterinari, nel 20% mancano di naturalisti. Più di metà dei parchi nazionali (15 su 23) non hanno nemmeno un presidente o direttore. Solo nel 30% dei casi è stato approvato in via definitiva il Piano per il Parco, e meno del 10% degli enti di gestione si sono dotati di un Regolamento. Le spese per le attività di monitoraggio e per i progetti di conservazione risultano entrambe inferiori al 10% del budget per la quasi totalità dei Parchi. In 9 parchi sono inferiori al 5%.

Le 29 Aree marine protette, poi, coprono solo 700 km di costa, lo 0,8% del totale e ricevono solo 7 milioni di euro all’anno di fondi. Questa sitazione fa sì che la condizione delle specie e degli habitat in più del 50% delle Aree marine protette è uguale o peggiore rispetto all’esterno.

Quello dei parchi nazionali e delle aree marine protette è un sistema che fino ad oggi ha consentito di proteggere una parte fondamentale del nostro capitale naturale ma che ad oggi non riesce a decollare ha affermato la presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi-. È necessario lavorare per affermare una regia generale in grado di coordinare e organizzare al meglio questo sistema che protegge porzioni essenziali del nostro capitale naturale“.

Quello che il WWF chiede a governo e parlamento una revisione della legge sulle aree protette (la 394 del ’91), per semplificare procedure farraginose e migliorare la governance in particolare delle riserve marine, ma anche un aumento di 40 milioni dei fondi, la nomina di manager competenti e non politicizzati per gli enti, l’istituzione dei parchi nazionali “sospesi” (Stelvio, Delta del Po, Gennargentu, Matese, Portofino).

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In Appennino al via l’endurance trail più lungo d’Italia https://www.montagna.tv/cms/129417/in-appennino-al-via-lendurance-trail-piu-lungo-ditalia/ https://www.montagna.tv/cms/129417/in-appennino-al-via-lendurance-trail-piu-lungo-ditalia/#respond Fri, 31 Aug 2018 06:00:28 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=129417 501 chilometri, 30mila metri di dislivello positivo, 8 parchi naturali e 200 ore per completare il tracciato. Sono questi i numeri dell’AVP501 Endurance Trail. Una gara di trail running tra le più lunghe al mondo che si svolgerà lungo l’Alta Via dei Parchi. Un itinerario che attraversa la catena appenninica da Est a Ovest interessando i territori di otto parchi: Sasso Simone e Simoncello, Alto Appennino Modenese, Appennino Tosco Emiliano, Valli del Cedra e del Parma. Un modo unico per scoprire questo angolo selvaggio di Appennino affascinante per la sua natura, ma anche per la sua storia.

Si tratta di un percorso unico nel suo genere che si snoda tra l’Emilia Romagna, la Toscana e le Marche attraversando due Parchi Nazionali, cinque regionali e uno interregionale per una lunghezza totale di circa 500 chilometri. Un lungo cammino, composto da 27 tappe, nato per promuovere la conservazione della natura e la valorizzazione delle aree protette con la promozione di un tipo di turismo sostenibile. L’endurance Trail si colloca all’interno dell’Alta Via come un modo per promuovere e far conoscere sempre più questo affascinante percorso escursionistico.

La competizione inizia domani, primo settembre, con partenza da Pennabilli ai margini del Parco Sasso Simone e Simoncello e termina a Berceto nei pressi del Parco Valli del Cedra e del Parma. Otto giorni di gara, totalmente immersi nella natura di quest’angolo d’Appennino, in cui gli atleti avranno modo di ristorarsi in uno dei 37 punti previsti e nelle 7 basi vita attrezzate per un riposo di qualche ora prima di ricominciare a correre lungo i sentieri di montagna.

Per coloro che non volessero cimentarsi nel percorso completo, ma che comunque desiderassero sperimentare l’emozione di correre lungo l’Alta Via del Parchi, l’organizzazione ha ideato due gare intermedie. Una 21k che si svolgerà domani, primo settembre su 21 chilometri con salita al Monte Carpegna (1415 m); e una 56k che si svolgerà l’8 settembre sulla parte finale del percorso con partenza da Cerreto Laghi e arrivo a Berceto dopo 56 chilometri.

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Una guida al Parco Nazionale del Karakorum https://www.montagna.tv/cms/128123/una-guida-al-parco-nazionale-del-karakorum/ https://www.montagna.tv/cms/128123/una-guida-al-parco-nazionale-del-karakorum/#respond Tue, 14 Aug 2018 08:00:18 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128123 Central Karakorum National Park, un parco nazionale che affonda le sue radici all’ormai lontano 1993. Un’area protetta che ingloba alcuni dei più grandi ghiacciai al mondo come quelli del Siachen (75 km), del Baltoro(57 km) e dell’Hispar-Biafo (122 km). Un territorio imponente e fragile al confine con Cina, Afghanistan e India che racchiude parte delle montagne dell’Hindu Kush, del Karakorum e dell’Himalaya.

Il Parco Nazionale del Karakorum è un condensato di storia, cultura e biodiversità. In soli 75500 chilometri quadrati, un’area grande come mezza Lombardia, si può trovare un importante patrimonio di flora endemica oltre ad essere un importante rifugio per specie a rischio, come il leopardo delle nevi, il Markhor, la pecora Marco Polo, il mosco, la lince himalayana, la pecora blu, l’orso bruno, il lupo indiano e lo stambecco himalayano.

Un patrimonio immenso da tutelare, valorizzare e far conoscere al di fuori dei confini nazionali pakistani. Per questo è nata la “CKNP – guide”. Un testo con affascinanti foto e interessanti racconti di quel che si può trovare, vedere, visitare e scoprire in questo bellissimo parco naturale che raggiunge il suo culmine con gli 8611 metri del K2, la seconda montagna della terra. Oltre a questo poi molte proposte di trekking tra le più alte e affascinanti montagne della terra. Opportunità per camminare, andando alla scoperta di alcuni degli ultimi luoghi remoti del pianeta, in modo responsabile e sostenibile. Una filosofia di spostamento e turismo fortemente voluta e promossa da tutta l’organizzazione del Central Karakorum National Park.

La guida è disponibile gratuitamente QUI

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Orso marsicano: avvistati i primi cuccioli https://www.montagna.tv/cms/124974/orso-marsicano-avvistati-i-primi-cuccioli/ https://www.montagna.tv/cms/124974/orso-marsicano-avvistati-i-primi-cuccioli/#respond Sun, 10 Jun 2018 06:00:09 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=124974 Quello attuale è un momento importante per gli orsi: è il periodo in cui hanno bisogno di alimentarsi dopo lo svernamento, dell’accoppiamento, ma anche quello in cui i piccoli nati l’anno precedente vengono lasciati dalle mamme e iniziano una vita indipendente ed in cui le mamme con i nuovi nati escono dalle tane e iniziano a esplorare il territorio mangiando erba e insetti.

Non di meno è un momento importante anche per i guardiaparco che portano avanti il monitoraggio scientifico degli orsi. 

Proprio durante una di queste sessioni di osservazioni nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise è stata avvistata la prima femmina riproduttiva: un’orsa con due cuccioli dell’anno. Le immagini sono realizzate alla tecnica del digiscoping che consente di documentare a una distanza notevole senza arrecare alcun disturbo agli animali.

Con la condivisione di questa notizia – scrive il Parco – vogliamo rivolgere un invito a tutti: in questo periodo, più che in altri, è fondamentale rispettare i regolamenti del Parco, restare lungo il sentiero ed evitare di postare foto e video in tempo reale segnalando le località. In questo periodo si gioca il futuro dei cuccioli appena nati, di quelli che nasceranno l’anno prossimo e dei giovani che dovranno carvarsela da soli. Il nostro comportamento può fare la differenza, non dimentichiamocelo!

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Torna la giornata nazionale “In cammino nei Parchi”, per camminare in libertà sui sentieri montani https://www.montagna.tv/cms/123393/torna-la-giornata-nazionale-in-cammino-nei-parchi-per-camminare-in-liberta-sui-sentieri-montani/ https://www.montagna.tv/cms/123393/torna-la-giornata-nazionale-in-cammino-nei-parchi-per-camminare-in-liberta-sui-sentieri-montani/#respond Wed, 09 May 2018 05:00:51 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=123393 Torna la giornata nazionale di Club alpino italiano e di Federparchi dedicata al camminare in libertà per scoprire paesaggi e meraviglie di montagne e Parchi d’Italia, incontrandosi sui sentieri.

Domenica 13 maggio è infatti in programma la 6a edizione di “In cammino nei Parchi”, compresa, come ormai da tradizione nella Giornata Nazionale dei Sentieri del CAI: in programma 63 appuntamenti escursionistici in 43 aree protette di 18 regioni, che coinvolgono 109 Sezioni del Club alpino. Obiettivo promuovere l’escursionismo naturalistico e culturale per tutti.

Le escursioni, aperte a soci e non soci CAI, giovani, anziani e famiglie, comprendono attività di pulizia, manutenzione e segnatura dei sentieri, con focus sulle particolarità naturalistiche, storiche e culturali delle zone attraversate.
Una ventina di esse si svolgeranno tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sei in Piemonte, cinque in Emilia Romagna e altrettante in Abruzzo.

La giornata si rivolge a ogni visitatore, turista, escursionista e alpinista, per partecipare ed essere anche protagonista, collaborando insieme alla manutenzione e alla tematizzazione dei sentieri, alla conoscenza del territorio, alla cura e al rispetto per la natura“, afferma Filippo Di Donato, presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI, che coordina le iniziative. “Un altro obiettivo è sicuramente l’armonizzazione della segnaletica dei sentieri su base nazionale, secondo i riconoscibili standard del Cai (segnavia rosso-bianco-rosso), per facilitare una percorrenza il più possibile sicura e promuovere i messaggi del Sentiero Italia“.

Una realtà, quella del Sentiero Italia (oltre 6.000 km di tracciato che da S.Teresa di Gallura in Sardegna, attraversa Sicilia, Appennino e Alpi per terminare a Trieste), che il CAI intende rilanciare proprio quest’anno con il progetto CamminaItaliaCai, il quale comprende la rivisitazione e il ripristino dell’intero tracciato, a cui seguirà la pianificazione di eventi per valorizzarlo e promuoverlo.

“In cammino nei Parchi” anticipa la Giornata Europea dei Parchi del 24 maggio, che celebra l’istituzione della prima area protetta, avvenuta in Svezia nel 1909.

Per l’elenco dettagliato delle escursioni con le info per partecipare: www.cai-tam.it

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Fucili sulle montagne dell’orso – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/120862/fucili-sulle-montagne-dellorso-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/120862/fucili-sulle-montagne-dellorso-di-stefano-ardito/#respond Wed, 21 Mar 2018 06:00:40 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=120862 Sui monti dell’orso marsicano si spara. Da qualche settimana, nella Zona di Protezione Esterna del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, accanto al suono del vento sulle foglie, e a quello dei torrenti al disgelo, echeggiano gli spari delle carabine della caccia di selezione al cinghiale. 

Un guardiaparco del PNALM – foto Stefano Ardito

A renderlo possibile, per la prima volta in Italia, è un accordo firmato lo scorso 24 ottobre a Pescasseroli da Antonio Carrara, presidente del Parco, e da Marco Del Castello e Antonio Petrocco, rispettivamente presidente e rappresentante del Comitato di Gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia di Sulmona. 

La Zona di Protezione Esterna, estesa su 80.000 ettari, molto più vasta del Parco che ne misura quasi 50.000, è una caratteristica unica dell’area protetta che interessa l’Abruzzo, il Lazio e il Molise. Per i Parchi più recenti, la legge-quadro in materia (la n. 391 del 1994) prevede delle “aree contigue” che sono state istituite solo in pochi casi. 

Un orso marsicano – foto Ecotur Pescasseroli

Nella Zona di Protezione Esterna, fin dalla sua istituzione negli anni Settanta, la caccia non è espressamente vietata. Ma la presenza del lupo, del camoscio, del cervo e di quasi la metà dei circa 50 orsi marsicani sopravvissuti sull’intero Appennino impone la massima attenzione. Rientra nell’area che è stata aperta ai fucili la Valle del Sagittario, che ospita Scanno e il suo lago, e dove si registrano ogni anno centinaia di avvistamenti di orsi. 

Negli anni Ottanta, l’allora direttore del PNALM Franco Tassi aveva più volte vantato come un ottimo risultato una gestione della caccia concordata tra il Parco e le Aziende Faunistico-Venatorie, poi trasformate in Ambiti Territoriali di Caccia. 

Meno cacciatori, e più legati al territorio, sembravano una garanzia di tutela. Da allora, e fino alla fine del 2017, si è sparato solo nella stagione venatoria, dalla fine di settembre a gennaio.      

La Zona di Protezione Esterna del Parco – foto Stefano Ardito

A spingere le associazioni venatorie a chiedere l’apertura della caccia tutto l’anno è l’emergenza causata dalla diffusione del cinghiale. Una specie introdotta proprio a scopi venatori, e che in Abruzzo si è moltiplicata fino a superare i 200.000 esemplari, con enormi problemi per le coltivazioni. 

A sparare sul confine del Parco non sono tutti i cacciatori abruzzesi ma 300 “selecacciatori”, formati attraverso degli appositi corsi. 

I commenti da parte dei gestori della caccia sono ovviamente positivi. “Abbiamo lavorato intensamente per avviare una fase nuova di dialogo con le autorità di gestione delle aree protette” spiega Marco Del Castello, presidente dell’ATC di Sulmona. “La tutela dell’orso bruno marsicano, grazie a questo protocollo, è rafforzata” aggiunge il suo collega Antonio Petrocco.

I due rappresentanti dell’ATC esprimono la speranza che l’accordo (sperimentale, e valido solo per il 2018) possa essere esteso in futuro anche al Parco nazionale della Majella e alla Riserva regionale Monte Genzana-Alto Gizio. 

Dario Febbo – foto Stefano Ardito

In Abruzzo, come in tutto l’Appennino, la moltiplicazione dei cinghiali è certamente un’emergenza. Ormai vengono fotografati anche sulla spiaggia di Pescara” risponde Dario Febbo, il biologo che ha diretto fino al febbraio 2017 il Parco d’Abruzzo e Molise. Da allora, è bene ricordare, il Ministero dell’Ambiente non ha ancora nominato un nuovo direttore. 

L’aumento dei cinghiali è esponenziale, in linea di principio può essere giusto abbatterli o catturarli con trappole, come si fa nei Parchi dei Sibillini e del Gran Sasso e dei Monti della Laga”. “D’altro canto, come dimostrano le ricerche, i cinghiali forniscono più di metà della dieta del lupo. E la caccia, anche se praticata con attenzione, crea comunque un disturbo serio all’orso” continua Dario Febbo. “In autunno, nella stagione venatoria tradizionale, la presenza di cacciatori e cani disturba il plantigrado che dece accumulare scorte di cibo per l’inverno. Ora, al disgelo, le orse escono dal letargo con i cuccioli, e il disturbo può essere ancora più grave”.   

Un altro problema serio è quello dei possibili incontri ravvicinati tra cacciatori di cinghiali ed escursionisti. I 700 chilometri di sentieri segnati del Parco si svolgono anche nella Zona di Protezione Esterna. 

Al contrario di quelli del Gran Sasso, che percorrono pascoli e zone rocciose, quasi tutti i sentieri del PNALM si svolgono nel bosco. Molti attraversano dei valichi, e permettono di arrivare dall’alto in valloni dove potrebbe essere in corso una battuta. 

Dopo un inverno che ha portato metri e metri di neve, la vera stagione dell’escursionismo nel Parco inizia ora. Ci auguriamo che la presenza dei 300 “selecacciatori” armati di carabina non crei problemi all’orso marsicano, una specie rarissima e preziosa. E, naturalmente, nemmeno agli appassionati dei sentieri.        

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Domenica con Mela Verde si andrà alla scoperta del Parco dello Stelvio. Ospite Marco Confortola https://www.montagna.tv/cms/116453/domenica-con-mela-verde-si-andra-alla-scoperta-del-parco-dello-stelvio-ospite-marco-confortola/ https://www.montagna.tv/cms/116453/domenica-con-mela-verde-si-andra-alla-scoperta-del-parco-dello-stelvio-ospite-marco-confortola/#respond Sat, 09 Dec 2017 07:30:53 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116453

Quando ci troviamo difronte ad un territorio straordinario, incontaminato, immediatamente ci rendiamo conto che è necessario proteggerlo e permettere a tutti di conoscerlo nel rispetto dell’ambiente e di tutte le specie viventi che lo popolano e per far questo esistono 25 parchi Nazionali Italiani.

Questa settimana Mela Verde ci porterà alla scoperta del Parco Nazionale dello Stelvio, un polmone verde di oltre 130.000 ettari, collocato nel cuore delle Alpi Centrali tra le provincie di Lombardia e Trentino-Alto Adige. Verranno fatte conoscere le meraviglie naturalistiche del parco, ciò che offre ai suoi visitatori e la conduttrice, Ellen Hidding, incontrerà Marco Confortola che, oltre a raccontare la sua storia, spiegherà la figura della guida alpina. La puntata si concluderà sperimentando l’accoglienza di uno dei guardiani della montagna, il rifugista.

L’appuntamento è domenica 10 dicembre, su canale 5, alle ore 10.50. 

Prima della nuova puntata, andrà in onda alle ore 11.00 “Le storie di Mela Verde”, dove si racconterà la storia di uno chef stellato, che usa per i suoi piatti ingredienti molto particolari e senza dubbio non convenzionali; va nei boschi, ad esempio, a raccogliere licheni, cortecce, resine, foglie e altri prodotti del bosco che poi rielabora in cucina in ricette molto diverse dal solito.

Si racconterà poi la storia di un grande distillatore, considerato un vero maestro di quell’arte antica e tra le tante cose che crea, anche un gin, un gin di montagna. Infine, un terzo incontro con due ragazzi che hanno deciso di produrre birra in montagna coltivando il luppolo e utilizzando grano del territorio.

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45 mila euro per i sentieri del Parco delle Orobie Bergamasche https://www.montagna.tv/cms/116268/45-mila-euro-per-i-sentieri-del-parco-delle-orobie-bergamasche/ https://www.montagna.tv/cms/116268/45-mila-euro-per-i-sentieri-del-parco-delle-orobie-bergamasche/#respond Fri, 01 Dec 2017 07:46:28 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116268 Le Comunità Montane della Valle Brembana e di Scalve hanno ricevuto un contributo da 45 mila euro per gli interventi di manutenzione ordinaria dei sentieri del Parco delle Orobie Bergamasche.

Il contributo prevede: 15 mila euro alla Comunità Montana Valle Brembana per il progetto dedicato agli interventi di manutenzione ordinaria che saranno effettuati nei comuni di Piazzatorre (Prati di Pegherolo – Begna), Carona (Carona – Sardegnana) e Mezzoldo (via Priula – Ponte Acqua – Ala Ancogno). I restanti 30 mila euro sono destinati alla Comunità Montana di Scalve per i progetti dedicati agli interventi di manutenzione ordinaria del sentiero «Delle Pale» sito nel comune di Azzone e agli interventi di manutenzione ordinaria del sentiero «Vvivione – Gardena» nel comune di Schilpario.

Si tratta di progetti che consentiranno di tutelare l’ambiente del Parco, proteggendo la natura e al tempo stesso rendendola fruibile per un uso culturale, ricreativo e sociale della comunità dei residenti e dei visitatori, sempre più attirati dalle bellezze e dalla biodiversità del Parco. 

«La manutenzione ordinaria del territorio è un’azione complessa, da pianificare e ripetere periodicamente nel tempo. Un’attività che siamo contenti di poter sostenere in valle di Scalve e in val Brembana, a favore dei sentieri del nostro Parco. Il nostro compito è, infatti, intervenire preventivamente per difendere il suolo, per mantenere l’identità dell’ambiente e per garantire situazioni di sicurezza per chi in questi ambienti vive, opera o per chi ne fruisce anche solo saltuariamente. I progetti che abbiamo ricevuto e analizzato hanno incontrato le finalità del Parco e per tanto sono stati meritevoli dei nostri contributi. Non ci resta dunque che dare avvio ai lavori, con la certezza che ognuna delle azioni in campo non potrà far altro che migliorare l’autenticità del nostro Parco» – dichiara il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche, Yvan Caccia.

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