Località – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Tue, 11 Dec 2018 14:43:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Sharan, Tiguan e Touran, i tre cammelli che vivono sulle Dolomiti https://www.montagna.tv/cms/132461/sharan-tiguan-e-touran-i-tre-cammelli-che-vivono-sulle-dolomiti/ https://www.montagna.tv/cms/132461/sharan-tiguan-e-touran-i-tre-cammelli-che-vivono-sulle-dolomiti/#respond Sun, 04 Nov 2018 09:00:27 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132461 Sharan, Tiguan e Touran sono tre cammelli asiatici che vivono sulle Dolomiti.

La loro attuale casa è infatti la malga Tuff Alm, a 1.270 metri di quota sopra Fie’ allo Sciliar, piccolo comune ai piedi del massiccio omonimo in provincia di Bolzano. Sono arrivati lì come regalo per il cinquantesimo compleanno di Sepp Haselrieder, gestore della malga.

Da tempo volevo prendere dei cammelli, perché mi piacciono gli animali particolari, ma mia moglie mi rispondeva sempre che ero matto”. A quanto pare la moglie ha poi cambiato idea e ha deciso di stupirlo con un dono decisamente insolito.

Mi hanno bendato gli occhi e mi hanno portato all’aperto” – ricorda Sepp – “pensavo a uno spettacolo di ballerine e invece mi sono trovato davanti questi cammelli. Parenti e amici, in tutto una ventina di persone, hanno raccolto i soldi per regalarmi questi splendidi esemplari“.

Per tranquillizzare i più scettici il padrone assicura che gli animali vivono bene in vetta, non soffrono né il freddo né la neve e il loro pelo è diventato più folto. Inoltre non sono soli ma vivono in compagnia di lama e alpaca. Insomma alla Tuff Alm si respira aria d’Oriente.

I tre cammelli sono diventati in poco tempo un’attrazione turistica e non si sottraggono ai visitatori che li avvicinano per scattar loro foto o immortalare lo strano incontro con un selfie.

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Riaperta la Funivia dell’Aiguille du Midi https://www.montagna.tv/cms/126753/riaperta-la-funivia-dellaiguille-du-midi/ https://www.montagna.tv/cms/126753/riaperta-la-funivia-dellaiguille-du-midi/#comments Tue, 10 Jul 2018 08:00:29 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=126753 Ha riaperto lo scorso weekend la funivia dell’Aiuguille du Midi, che da Chamonix porta a 3.800 metri in cima alla guglia più alta delle Aiguilles de Chamonix. 

L’Aiguille du Midi è oramai un’affollatissima attrazione turistica, ma rimane anche porta d’accesso facilitata per gli alpinisti alla Vallée Blanche, al Rifugio des Cosmiques, al Mont Blanc de Tacul o alla vetta del Monte Bianco dalla via des Trois Monts, decisamente poco battuta essendo molto lunga e faticosa.

La funivia aveva chiuso il 10 giugno scorso a causa di un’anomalia ad un cavo che ha richiesto un intervento di manutenzione per la sostituzione. Un intervento simile era si era già reso necessario a maggio quando un guasto tecnico aveva causato l’evacuazione di un centinaio di persone e costretto la Compagnie du Mont Blanc a chiudere l’impianto per effettuare i controlli e i necessari interventi.

Nonostante la riapertura, le attrazioni dell’Aiguille du Midi non saranno a regime: rimane chiuso, almeno per il momento, l’ascensore che porta alla cima, a 3 842 metri, e lo step into the void, il box in vetro sospeso nel vuoto.

Ricordiamo inoltre che la cabinovia panoramica che collega, attraversando il Ghiacciaio del Gigante, l’Aiguille du Midi a Punta Helbronner rimarrà chiusa per tutta estate a causa della rottura del cavo portante a seguito del vento di questo inverno.

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In Trentino il “sole è garantito”: in caso di maltempo la vacanza è rimborsata https://www.montagna.tv/cms/126553/in-trentino-il-sole-e-garantito-in-caso-di-maltempo-la-vacanza-e-rimborsata/ https://www.montagna.tv/cms/126553/in-trentino-il-sole-e-garantito-in-caso-di-maltempo-la-vacanza-e-rimborsata/#respond Sun, 08 Jul 2018 04:00:58 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=126553 L’iniziativa ”Sole garantito” è stata lanciata dalla Provincia autonoma di Trento e permette ai turisti che pernottano in zona per almeno una settimana di stipulare una vera e propria assicurazione sul bel tempo. Il contratto assicurativo viene collegato a due centraline meteo in grado di fornire dati esatti sulla quantità delle eventuali precipitazioni. Se durante il periodo di soggiorno vengono superati i 3 millimetri di pioggia per almeno 3 giorni, anche non consecutivi, i clienti hanno diritto a un rimborso fino al 100% del costo della vacanza.

La stipulazione di questo tipo di assicurazione sarà facoltativa e potrà essere attivata solo dalle strutture ricettive convenzionate. In caso di maltempo, il cliente stesso potrà verificare online i dati sulle precipitazioni rilevati dalle centraline, garantendo l’assoluta trasparenza della copertura assicurativa. A dare questa possibilità saranno hotel, campeggi e altre strutture turistiche, appoggiandosi sulla Compagnia assicurativa dell’Apt. Il cliente sottoscriverà la polizza semplicemente compilando un modulo apposito fornitogli dal gestore della struttura in cui andrà a soggiornare.

Oltre che ai clienti, le polizze sono indirizzate anche alle strutture turistiche che operano sul territorio, che potranno a loro volta assicurarsi contro mancati ricavi causati dal maltempo. 

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Parte l’edizione 2018 di RisorgiMarche – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/125711/parte-ledizione-2018-di-risorgimarche-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/125711/parte-ledizione-2018-di-risorgimarche-di-stefano-ardito/#respond Wed, 27 Jun 2018 04:00:23 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=125711 Quattordici concerti, un mese di musica all’aperto ai piedi dei Monti Sibillini. Tornano domenica 1 luglio, con l’esibizione del rocker fiorentino Piero Pelù sui prati di Forca di Presta, gli spettacoli di RisorgiMarche, la rassegna ideata un anno fa dall’attore marchigiano Neri Marcorè.

Neri Marcorè, foto Marco Biancucci

Nell’edizione 2017, più di 80.000 persone hanno raggiunto a piedi o in bici i prati e i borghi sede dei concerti. Tutti luoghi di grande bellezza, feriti ma non domati dalle scosse dell’estate e dell’autunno del 2016, che hanno iniziato a rinascere grazie all’impegno di uomini e donne che hanno scelto di restare.   

RisorgiMarche è un festival diffuso nel territorio interessato dalle scosse. E’ una occasione di incontro e di confronto tra la gente del posto e persone provenienti da tutta Italia. E’ una possibilità di rilancio turistico” spiega Neri Marcorè, direttore artistico della manifestazione.

Anche quest’anno vogliamo tenere accesi i riflettori su zone a rischio di oblio da parte dei media e dell’opinione pubblica. Vogliamo ribadire la bellezza della mia regione e la sua inalterata capacità di accoglienza. Vogliamo essere vicini, anche fisicamente, alle comunità colpite dal terremoto”. 

Quest’anno, grazie alla riapertura di una parte delle strade di montagna, i concerti di RisorgiMarche (tutti acustici, e a basso impatto sull’ambiente) si svolgono a una quota mediamente superiore a quella dell’edizione 2017. 

Oltre a quello di Piero Pelù a Forca di Presta, ai piedi del Monte Vettore, rientrano in questa categoria il concerto di Mario Biondi (sabato 7 luglio) sui pascoli del Pizzo di Meta, tra Bolognola e Sarnano, e quello di Alex Britti (lunedì 9 luglio) sul Monte Torrone, sul versante di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. 

Lo spettacolo di chiusura (2 agosto), affidato a Neri Marcorè e ai musicisti dello Gnu Quartet, avrà per teatro San Giacomo di Monte Piselli, sul confine con l’Abruzzo e nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Location più classiche, e spesso quasi sconosciute, per le esibizioni di star italiane come Angelo Branduardi (martedì 3 luglio) sui Piani di Crispiero, tra Castelraimondo e Serrapetrona, Irene Grandi (lunedì 23 luglio), ai Piani di Cagnano di Acquasanta Terme, e Paolo Belli accompagnato dalla sua Big Band (sabato 28 luglio) ai Campi di Vetice presso Montefortino.  

Fa piacere scoprire che all’appello di Neri Marcorè, quest’anno, abbiano risposto anche due star straniere come l’israeliana Noa (sabato 14 luglio sui Prati di Monte Vermenone, tra Fiuminata e Sefro) e il brasiliano Toquinho (mercoledì 1 agosto al Pian della Cuna di Fematre, tra Visso e Pievetorina). 

RisorgiMarche 2017, pubblico, foto Marco Biancucci

Tutti i concerti saranno completamente gratuiti, e inizieranno alle 16.30, in località che per l’occasione potranno essere raggiunte solamente a piedi o in bicicletta, lungo itinerari appositamente segnalati, privi di difficoltà (T nella scala CAI) e indicati sul sito www.risorgimarche.it. 

I disabili e i loro accompagnatori, inviando una mail all’indirizzo disabili.risorgimarche@gmail.com, possono richiedere il permesso per avvicinarsi in auto ai luoghi dei concerti. In caso di pioggia e temporali, i concerti verranno annullati e non saranno recuperati. 

Chi vuole raggiungere i luoghi degli spettacoli con camminate più lunghe, e avere spiegazioni sul territorio attraversato, possono partecipare alle escursioni gratuite organizzate dalle guide alpine e dagli accompagnatori di media montagna delle Marche www.guidealpinemarche.com/risorgimarche. 

Tra le novità di RisorgiMarche 2018 è anche il DopoFestival. Dopo il termine dei concerti e il ritorno a valle del pubblico, i borghi della zona offriranno negozi aperti, mercatini e altre possibilità di intrattenimento. Data la gran quantità di pubblico di passaggio, sarà un’altra occasione di visibilità per le aziende colpite, e per le attività commerciali e culturali del territorio.  

RisorgiMarche 2017, pubblico, foto Marco Biancucci

RisorgiMarche ha il patrocinio della Regione Marche, dei Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso e Monti della Laga, del Ministero dei Beni Culturali, di ventitré Comuni e di aziende private come la BMW, la Faber e la Banca di Credito Cooperativo. 

Fondamentale la collaborazione della Protezione Civile e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. La produzione musicale dei concerti è di TAM-Tutta un’Altra Musica di Giambattista Tofoni, che è il direttore esecutivo del Festival.

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Prima apertura delle Cascate del Serio a suon di musica https://www.montagna.tv/cms/125367/prima-apertura-delle-cascate-del-serio-a-suon-di-musica/ https://www.montagna.tv/cms/125367/prima-apertura-delle-cascate-del-serio-a-suon-di-musica/#respond Thu, 14 Jun 2018 06:30:06 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=125367 In occasione della prima apertura delle Cascate del Serio il noto trombettista-compositore di origini siciliane Giovanni Falzone darà il via alla seconda edizione de’ “I Sentieri della Musica”, la rassegna musicale itinerante in alta quota che si svolgerà a Valbondione dal 17 giugno al 23 settembre. 

Con il loro triplice salto le Cascate del Serio sono le più alte d’Italia e fra le più alte al mondo; esse costituiscono una delle maggiori attrazioni del Parco delle Orobie. Una posizione invidiabile per poter godere di questo spettacolo naturale occupa il piccolo borgo di Maslana, antico insediamento rurale che si adagia a circa 1.340 metri di quota. 

La prima delle cinque aperture previste per il 2018 è fissata per domenica 17 giugno. Quello stesso giorno, alle ore 10.00, nei pressi dell’Osservatorio floro-faunistico di Maslana, esattamente nella zona detta “dei Grandi Massi”, avrà luogo la performance in solo di Giovanni Falzone. Egli sarà il co-protagonista di questo evento naturale attorniato da tanti appassionati della montagna e della musica, regalando un’esperienza sensoriale unica nel suo genere.  Continua a leggere l’articolo su Valseriananews per tutte le informazioni. 

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Swarovski mette la firma sulla nuova funivia del Piccolo Cervino https://www.montagna.tv/cms/122491/swarovski-mette-la-firma-sulla-nuova-funivia-del-piccolo-cervino/ https://www.montagna.tv/cms/122491/swarovski-mette-la-firma-sulla-nuova-funivia-del-piccolo-cervino/#respond Sat, 02 Jun 2018 08:30:33 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=122491 Leitner ropeways, tra le aziende leader nel settore dei sistemi di trasporto a fune montani, ha dato vita ad una collaborazione con la nota casa di cristalli austriaca per offrire agli impianti di Zermatt le migliori cabine mai viste. Oltre alla tecnologia di ultima generazione utilizzata, il design è Pininfarina e sarà impreziosito dai celebri cristalli appartenenti alla linea “Crystal Rocks”. A ciò si aggiungeranno sedili ispirati al settore automobilistico, illuminazione che richiama un cielo stellato e ampie vetrate panoramiche.

Le nuove cabine saranno utilizzate a partire dal prossimo autunno sul Matterhorn glacier ride, il nuovissimo complesso sul Piccolo Cervino, in particolare sull’impianto 3S, il più alta d’Europa con i suoi 3.821 metri di altitudine della stazione a monte. L’impianto andrà ad aggiungersi alla funivia già esistente nella località, incrementando di 2.000 visitatori all’ora la capacità di trasporto. I costi di realizzazione previsti ammontano a circa 52 milioni di franchi.

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Monti Ernici, il Lazio selvaggio (e non protetto) – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/121729/monti-ernici-il-lazio-selvaggio-e-non-protetto-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/121729/monti-ernici-il-lazio-selvaggio-e-non-protetto-di-stefano-ardito/#respond Sat, 07 Apr 2018 05:00:29 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=121729 Il Lazio è anche una regione di montagne. Nel Reatino si alzano il Terminillo, i Monti della Duchessa e i Monti della Laga, dove Amatrice è stata devastata due anni fa dal terremoto. 

Più a sud, tra le province di Roma e Frosinone, si alzano i Monti Simbruini, tutelati da un Parco regionale, e quelli del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. I massicci del Preappennino, dai Lucretili ai Lepini e agli Aurunci, si affacciano sulla Campagna Romana e la costa e offrono ambienti selvaggi, ed escursioni in ogni momenti dell’anno. 

Ma il vero gioiello dell’Appennino laziale è un altro. I Monti Ernici, che culminano nel Monte del Passeggio, nel Pizzo Deta, nel Monte Ginepro e nella Monna, scendono verso la Ciociaria con migliaia di ettari di meravigliose faggete. 

Ci sono grotte difficili e profonde (intorno a Campo Catino), grandi doline a cielo aperto, altopiani carsici e forre. Sul crinale del massiccio crescono le uniche stelle alpine del Lazio. Nonostante la caccia accanita, vivono sugli Ernici il capriolo, la coturnice, l’aquila reale e il lupo. Anche l’orso, si è fatto vedere più volte. 

L’orso che abbiamo battezzato Ernico è stato visto e fotografato per la prima volta nell’autunno 2012 da Francesco Culicelli. Poi è stato avvistato varie volte dai pastori. Noi ne abbiamo seguito le tracce per sei mesi. L’analisi del DNA su escrementi e peli ha rivelato che in realtà gli orsi erano due”. 

 

Un orso marsicano sui Monti Ernici, © Gaetano De Persiis

A raccontare questa storia è Gaetano De Persiis, coordinatore del Comitato Promotore del Parco degli Ernici e autore del volume Ernico, un orso dell’Appennino, pubblicato dall’associazione Salviamo l’Orso con la prefazione dello zoologo Paolo Ciucci, uno dei massimi esperti italiani della specie. 

Lo stesso Ciucci, in uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente e dal PATOM (il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), ha indicato i Monti Ernici come una delle più importanti aree di espansione per la specie. Un’area, però, che non è ancora protetta. 

“Sugli Ernici si caccia ovunque, anche nell’Oasi di Trisulti-Valle dell’Inferno e anche fuori dalla stagione venatoria. I fuoristrada a due e quattro ruote arrivano ovunque, anche sul Pizzo Deta” spiega Gaetano De Persiis. 

L’unico settore tutelato dei Monti Ernici è la Riserva di Zompo lo Schioppo, in Abruzzo. Un’area di 1025 ettari, protetta dal 1987, dove dopo forti piogge e al disgelo scroscia una cascata alta un centinaio di metri. 

Sul versante laziale la vicenda è più complessa. La prima proposta di un’area protetta è stata avanzata dal CAI nel 1973. Dieci anni dopo, nel 1983, quando la Regione Lazio ha istituito il Parco dei Monti Simbruini, è stata annunciata la sua futura estensione agli Ernici. 

Nel 1988, finalmente, il Parco dei Monti Ernici, esteso su 17.700 ettari, è nato grazie a un’altra legge regionale. Che è scomparsa pochi mesi più tardi, nell’ultima seduta del Consiglio Regionale prima della fine della legislatura. Una seduta che Andrea Franco e Mario Di Carlo, responsabili del WWF e di Legambiente per il Lazio, hanno definito “la notte dei lunghi coltelli”. 

Un quarto di secolo dopo, nel 2014, grazie al lavoro del Comitato Promotore (al quale aderiscono 68 associazioni), è ricomparsa in Consiglio Regionale una proposta per la tutela dei Monti Ernici. Prima firmataria la consigliera ciociara Daniela Bianchi (PD). In tre anni la proposta non è stata approvata, ed è decaduta con la fine della legislatura.

Non sappiamo ancora se Nicola Zingaretti, il governatore del Lazio rieletto il 4 marzo, riuscirà ad avviare la nuova legislatura, perché dispone solo di 24 consiglieri su 50. Durante la campagna elettorale, però, nel suo programma, compariva l’impegno per “la tutela per gli Ernici”. Il 9 marzo, dopo la vittoria (anche se problematica) dell’ex-governatore, quell’impegno era scomparso dal sito. 

Queste cose non si fanno, sembra un inganno contro gli elettori. Ci auguriamo che sia solo una svista dei suoi collaboratori” ha scritto il 12 marzo De Persiis, a nome del Comitato Promotore del Parco, in una lettera aperta a Nicola Zingaretti. “La firma del governatore, d’altronde, è apposta in calce a due delibere di Giunta, del 2013 e del 2016, con le quali la Regione Lazio s’impegna per la tutela degli Ernici nell’ambito del PATOM”.

Gradiremmo avere una sua risposta che fughi ogni dubbio, e che confermi l’impegno suo e della sua prossima Giunta a tutelare i Monti Ernici” conclude la lettera aperta a Zingaretti. Ad aspettare una risposta, oltre agli escursionisti e agli alpinisti che percorrono queste montagne, sono le faggete e le vette, le aquile e i lupi. E magari qualche altro orso che deciderà di andare a passeggio sugli Ernici. 

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Riapre Campo Imperatore – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/121650/riapre-campo-imperatore-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/121650/riapre-campo-imperatore-di-stefano-ardito/#respond Thu, 05 Apr 2018 05:00:13 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=121650 Dall’Abruzzo innevato, dopo tante cattive notizie, arriva una novità positiva. Giovedì 29 marzo, in tempo per il fine-settimana di Pasqua, hanno riaperto le due seggiovie e le piste di discesa di Campo Imperatore, la più alta e stazione invernale del Gran Sasso e dell’intera regione. 

I 40 sciatori saliti con la prima funivia, e i quasi 1500 del weekend, hanno trovato una situazione più che invernale. Oltre cinque metri di neve, e un freddo ancora molto intenso, sembrano poter garantire un lungo mese di aprile sugli sci. Per chi preferisce lo scialpinismo, le classiche traversate verso la Provvidenza e i Prati di Tivo saranno in condizioni ancora più a lungo. 

Campo Imperatore la funivia

La funivia del Gran Sasso, che sale da Fonte Cerreto fino ai 2130 metri dell’albergo, ha funzionato tutto l’inverno. Ma ha trasportato in quota solo scialpinisti, escursionisti con le ciaspole e alpinisti con piccozza e ramponi. I turisti e i curiosi, sempre numerosi a Campo Imperatore, sono stati scoraggiati dalla chiusura, fino a pochi giorni fa, dell’Albergo e del vicino Ostello.  

Il principale tassello mancante per far rinascere la stazione era però la nuova seggiovia delle Fontari, che riporta gli sciatori verso la stazione a monte della funivia, e senza la quale non è possibile usare l’altro impianto, la seggiovia della Scindarella. 

I lavori della nuova seggiovia, costata 7 milioni di euro, sono iniziati solo a luglio invece che nella primavera scorsa per colpa di lungaggini burocratiche e amministrative e dei difficili rapporti con il Parco. Ha pesato anche il cambio di sindaco e giunta al Comune dell’Aquila, con Pierluigi Biondi (centro-destra) che ha preso il posto di Massimo Cialente (centro-sinistra). 

Straordinario, invece, l’impegno degli operai del Centro Turistico del Gran Sasso e delle ditte in appalto, che hanno operato nel cantiere nei mesi più freddi dell’inverno. I lavori della nuova seggiovia delle Fontari sono terminati a inizio febbraio. Il collaudo da parte dei tecnici del Ministero dei Trasporti si è portato via più di un mese. 

Il giorno dell’inaugurazione, dopo la benedizione di don Nelson Calligari, parroco di Assergi, hanno parlato Luigi Faccia, direttore della Scuola di Sci Assergi-Gran Sasso, e alcuni amministratori pubblici. Guido Liris, vice-sindaco dell’Aquila, ha ringraziato “chi ha lavorato nonostante le condizioni meteo avverse”, e ha confessato a nome dell’amministrazione comunale “il dispiacere per gli addetti ai lavori, per gli albergatori e per tutto l’indotto”.

Campo Imperatore, sciatore

Una giornata comunque positiva” ha aggiunto Domenico De Nardis, amministratore pro-tempore del Centro Turistico del Gran Sasso, la municipalizzata che gestisce la stazione. “Abbiamo sperato di poter riaprire per Natale ma non è stato possibile. Quest’opera è un grande investimento per la montagna aquilana”. 

L’altra notizia positiva della giornata, e di tutto il weekend di Pasqua, è stata la riapertura dell’Ostello di Campo Imperatore, affidato ai fratelli Andrea e Daniele Mancini, e della taverna al seminterrato dello storico Albergo. Per quest’ultima struttura, danneggiata da infiltrazioni d’acqua, bisognerà attendere ancora. 

Ora tocca agli sciatori, che dovrebbero salire numerosi anche dopo la chiusura stagionale (tra l’8 e il 15 aprile) degli altri comprensori abruzzesi. La speranza di amministratori e tecnici è di arrivare con le piste aperte al 13 maggio, quando si concluderà a Campo Imperatore la nona tappa del Giro d’Italia 2018. Per il Gran Sasso e l’Abruzzo sarebbe uno spot straordinario.   

Campo Imperatore, sciatori

La tappa, lunga 224 chilometri e che inizierà da Pesco Sannita, in Molise, arriverà al Gran Sasso dopo un primo Gran Premio della Montagna a Roccaraso. E salirà a Campo Imperatore per una strada mai percorsa dalla corsa rosa, quella da Santo Stefano di Sessanio al Lago Racollo. 

Una strada spettacolare e sinuosa, bellissima. E che per gran parte dell’inverno, e anche il giorno di Pasquetta, la ex-Provincia dell’Aquila e i Comuni non sono riusciti a tenere aperta. Il 13 maggio sarà bene non fare scherzi. 

 

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Nepal: 2017 anno memorabile per il turismo. Per il 2020 si punta a 1.500.000 visitatori https://www.montagna.tv/cms/121449/nepal-2017-anno-memorabile-per-il-turismo-per-il-2020-si-punta-a-1-500-000-visitatori/ https://www.montagna.tv/cms/121449/nepal-2017-anno-memorabile-per-il-turismo-per-il-2020-si-punta-a-1-500-000-visitatori/#respond Fri, 30 Mar 2018 10:10:56 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=121449 Anche quest’anno si è rinnovato l’appuntamento dedicato alla promozione del turismo in Nepal, promosso dall’Ambasciatore del Nepal per l’Italia residente a Ginevra, e coordinato dal Nepal Tourism Board e dal Consolato Onorario del Nepal a Roma,

Al Teatro Filodrammatici di Milano, si è tenuto ieri un talk show per raccontare il Nepal sotto le moltiplici sfaccettature che lo caratterizzano, a cui hanno partecipato l’Ambasciatore S.E. Deepak Dhital, il Conosle Onorario di Roma, Paolo Nugari, l’alpinista Giuseppe Pompili, III italiano assoluto ad aver scalato le 7 vette più alte nei 5 continenti, Silvia Antonini, accompagnatrice turistica, che ha risieduto in Nepal, ed il giornalista, scrittore e video maker Stefano Ardito, autore di numerose pubblicazioni riguardanti questo magnifico Paese, che ha anche moderato la tavola rotonda.

Tra i dati rilevanti condivisi, c’è quello che definisce il 2017 anno memorabile per il turismo nepalese perché si è superata la tanto attesa cifra di un milione di visitatori con un incremento rispetto all’anno precedente di un eccellente 25%. Anche il numero dei turisti italiani è cresciuto, passando da 9.900 a 12.000.

L’impegno e gli investimenti promozionali a livello internazionale di Nepal Tourism Board e del Governo sono stati quindi premiati, risollevando finalmente l’immagine sofferente che la destinazione portava con sé dai tragici eventi del 2015. Grazie ai progressi in campo sociale, garantiti da una politica più stabile, si è anche diffusa una percezione di maggiore sicurezza e di tranquillità che ben si affiancano alla serenità della popolazione.

Il prossimo traguardo che l’Ente del turismo si pone entro il compimento della campagna Visit Nepal 2020, è quello di raggiungere la cifra di 1.500.000 visitatori. Obiettivo realistico se osservato nella prospettiva dell’incremento inarrestabile del turismo d’avventura che vede il Nepal come principale hub asiatico se non addirittura mondiale.

È certo che si dovranno superare i limiti posti alla crescita derivanti dalle infrastrutture: la strategia già avviata è infatti quella di potenziare gli aeroporti di Kathmandu, e soprattutto quelli di Bhairahawa-Lumbini e di Pokhara che potranno assorbire il 50% del traffico ora concentrato sulla Capitale. Naturalmente continua il progetto del nuovo aeroporto di Nijgad, a 175 Km da Kathmandu poiché posto in una condizione più favorevole, lontano dalle nebbie invernali che affliggono le piste di Tribhuvan.

L’industria ricettiva concorrerà con 4000 nuove camere, offerte, tra l’altro, da 7 strutture a 5 stelle e da 4 a 4 stelle, ma è importante sottolineare la vocazione originaria e consolidata di ricettività a basso costo del Nepal, che ha permesso alla città di Pokhara di essere eletta la Best Value City for Budget Travellers dalla rivista Forbes.  

Nuovi programmi ed iniziative

Una destinazione su cui NTB punta i riflettori è il Lago Rara, il più grande del Paese compreso nel Rara Lake National Park, che è invece il più piccolo parco nazionale del Nepal. Situato nel Nord Ovest del Nepal ad un’altezza di 2990m, il lago è raggiungibile attraverso il piccolo aeroporto di Talcha, richiede qualche ora a piedi di avvicinamento, ampiamente ripagata dalla spettacolarità del luogo. Praticamente sconosciuto al mercato internazionale, è un’oasi di biodiversità eccezionale, ivi incluso l’habitat di specie a rischio quali il panda rosso, l’orso nero dell’Himalaya, il leopardo. Il lago è un luogo ideale dove trascorrere momenti piacevoli di relax remando nelle chiare acque blu-cristallino o camminando sulle colline circostanti alla ricerca di spettacolari punti di osservazione sui pittoreschi panorami. Lo splendore della natura, le foreste di pini, abeti e ginepri e le cime innevate che fanno da sfondo, rendono questo angolo di Nepal permeato di un’atmosfera imperdibile, lontana dal mondo.

Volendo approfondire un altro tema cardine di un possibile viaggio in Nepal, è importante fare un richiamo all’aspetto spirituale della destinazione. La spiritualità è il tema alla base di un possibile circuito buddhista che comprende certamente Ramgram nel cui stupa sono raccolte reliquie del Buddha, Lumbini, luogo di nascita del Buddha e Tilaurakot dove lo stesso Buddha visse fino a 29 anni prima di incamminarsi in un percorso di illuminazione lontano dalle attrazioni materiali. È inoltre possibile percorrere il sentiero sacro agli Hindu che la Regina Mayadevi percorse il giorno di luna piena del mese di Falgun portando con sé il neonato Siddharta Gautam.

Aggiunge infine Paolo Nugari, Console Onorario di Roma e referente per l’Italia di Nepal Tourism Board: “Il Nepal è considerata la destinazione del Dharma. L’interesse crescente per discipline come yoga, meditazione e la pratica di cure tradizionali, solleticano l’interesse del visitatore che cerca un rifugio dal disordine dei valori del mondo occidentale e una risposta ai propri interrogativi esistenziali. NTB ha percepito il potenziale di questo fenomeno e cerca di tradurlo in un aumento del numero di visitatori, pur nel rispetto della cultura nepalese e in equilibrio tra i percorsi personali di ricerca e l’inevitabile interesse economico derivante”.

Ai partecipanti alla serata è stato offerta infine una proposta di pietanze tipiche preparata dal ristorante Nepalese Achar di Milano e sono stati estratti due biglietti aerei omaggio offerti dalle compagnie presenti (Air India, Turkish Airlines e Qatar Airways).

 

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Lo spettacolo della galaverna tra mare e montagna sul Monte Beigua https://www.montagna.tv/cms/120164/lo-spettacolo-della-galaverna-tra-mare-e-montagna-sul-monte-beigua/ https://www.montagna.tv/cms/120164/lo-spettacolo-della-galaverna-tra-mare-e-montagna-sul-monte-beigua/#comments Sat, 10 Mar 2018 11:00:49 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=120164 Testi e Foto di Marco Berta e Grazia Franzoni

 

Il crinale del Monte Beigua, al confine tra le province di Genova e Savona, nelle giornate fredde e umide dell’inverno si riveste di un manto ghiacciato, la galaverna, che rende ancora più spettacolare il contrasto tra il mare e l’ambiente montano. 

Il punto in cui la dorsale appenninica si spinge a minore distanza dal mare è il monte Reixa, con i suoi 1183 m di quota a soli 5,7 in linea d’aria dalla costa. La cima è uno splendido balcone panoramico sulla costa ligure e si può raggiungere con una breve camminata dal Passo del Faiallo. Nelle rare giornate con abbondante innevamento si può scegliere se muoversi con le ciaspole, con gli sci da fondo o da scialpinismo. Altrimenti, è una perfetta meta escursionistica adatta a tutti. 

Per gli sciatori, sui ripidi versanti affacciati sul mare si aprono alcuni interessanti canali che permettono di fare estetiche curve per alcune centinaia di metri di dislivello.

Se ci si affaccia verso nord, è la catena alpina che fa da sfondo all’amplissimo orizzonte e si può trovare neve farinosa nel bosco di faggi che ammanta i versanti collinari.

Per godere il paesaggio incantato della galaverna, che trasforma ogni roccia ed albero in vere e proprie sculture, bisogna essere pronti a “cogliere l’attimo”… e  sfidare le temperature rigide e i forti venti che rendono possibile questi fenomeni: ne vale la pena! 

Al Passo del Faiallo si trova un ottimo ristorante albergo, “La nuvola sul mare”, che funziona come punto tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri ed è aperto tutto l’anno, offrendo un riparo caldo e accogliente. 

 

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