Itinerari – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Fri, 19 Jan 2018 08:43:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 I nostri lettori – Ciaspolare al Piano di Tarica con vista mare http://www.montagna.tv/cms/117409/i-nostri-lettori-ciaspolare-al-piano-di-tarica-con-vista-mare/ http://www.montagna.tv/cms/117409/i-nostri-lettori-ciaspolare-al-piano-di-tarica-con-vista-mare/#respond Sun, 07 Jan 2018 09:30:29 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117409 Testo e foto di Luciano Pellegrini 

Accumuli di neve ventata, strati ghiacciati, vento forte, aumento della temperatura. Per questi motivi, per sciare con gli sci da fondo, escursionismo o ciaspolare, pur con poca neve, meglio un posto tranquillo, panoramico con tante impronte di animali selvatici ed un panorama mare e monti. La località? Il Piano di Tarica che si raggiunge dalla località di Passo Lanciano CH, (1343 m), con la carrareccia che arriva a Serramonacesca PE.

Il paesaggio è accattivante con saliscendi e ottima segnaletica. Lo sguardo osserva il massiccio del Gran Sasso, il Morrone, le cime della Maiella, il Sirente, il Velino, la Laga, la Montagna dei Fiori, il Vettore, le montagne del parco ed il mare. Purtroppo il solito imbecille ha voluto esibirsi, percorrendo la carrareccia con una vettura. Anzi al ritorno, alla piana, c’erano più impronte circolari. Questo divertirsi maniacale ha disturbato l’ambiente, la flora e la fauna. 

La località offre, seguendo la segnaletica del parco CP (Capanne in pietra a secco), la visita ai Tholos.

Dislivello 250 metri
Distanza 9 KM
Tempo 4 ore
Difficoltà EAI

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Con le ciaspole o le pelli lungo il sentiero del “Bosco incantato” http://www.montagna.tv/cms/117388/con-le-ciaspole-o-le-pelli-lungo-il-sentiero-del-bosco-incantato/ http://www.montagna.tv/cms/117388/con-le-ciaspole-o-le-pelli-lungo-il-sentiero-del-bosco-incantato/#respond Sat, 06 Jan 2018 10:30:16 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117388 In questa nuova uscita della “Guida del cuore”, la rubrica dedicata all’escursionismo, Valseriana News vi porta alla scoperta del sentiero del “Bosco incantato”. Un’escursione semplice adatta a tutti con ciaspole o pelli (vi raccomandiamo sempre artva, pala e sonda).

L’itinerario si sviluppa a cavallo fra la Val Seriana e Val di Scalve. Giunti con l’auto in località Colle Vareno, appena prima degli impianti di risalita del Monte Pora, ci incamminiamo verso sinistra, lasciandoci alle spalle la seggiovia che conduce in cima al Vareno. Qui un evidente cartello C.A.I. ci segnala il sentiero del Bosco incantato.

L’itinerario prosegue nel fitto bosco di abeti, dove numerosi cartelli ci spiegano l’habitat che ci circonda, con ampi panorami sulla Val di Scalve e la Val Canonica. Continua a leggere l’articolo su ValserianaNews

 

 

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I nostri lettori – Sulla traccia di un sentiro abbandonato http://www.montagna.tv/cms/116548/i-nostri-lettori-sulla-traccia-di-un-sentiro-abbandonato/ http://www.montagna.tv/cms/116548/i-nostri-lettori-sulla-traccia-di-un-sentiro-abbandonato/#respond Sun, 10 Dec 2017 11:00:09 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116548 Testo e foto di Luciano Pellegrini

Circa un secolo fa una frana interruppe il sentiero che dalla località Balzolo di Pennapiedimonte CH, (710 m), Parco Nazionale della Maiella, conduceva alla sorgente del Linaro (946 m). L’acqua di questa sorgente disseta molti cittadini della zona oltre a formare il torrente AVELLA che scorre dell’omonima valle. Il nome AVELLA ha origine dalle piante dell’Avellana, coltivate su questa valle, che producono il frutto del nocciolo. I pastori hanno frequentato per secoli questo territorio, costruendo circa 180 grotte, ma anche gli eremiti hanno trovato in questa valle un alloggio per la loro scelta di vita.

La traccia di sentiero inizia da questo terrazzo che immediatamente si inerpica, per arrivare a PRANNASERRA, (PIANO COLTIVATO), (950 m). A testimonianza della faticosa vita agricola dei residenti, ci sono i terrazzamenti che definivano i campi. Si coltivavano patate e grano, si raccoglieva il foraggio per gli animali, c’erano alberi da frutto. Seguendo questa traccia, si incrocia il sentiero del parco G1 in località LA CROCE (1055 m). Il sentiero G1 arriva al Rifugio Pomilio (1890 m). Un altro sentiero raggiunge la Grotta di Fratanalle che era un Eremo, poi adattato a grotta pastorale, dove trovarono ospitalità sia le greggi che i monaci. Un altro sentiero è quello che raggiungeva la sorgente del Linaro, interrotto dalla frana. Non è semplice seguire la traccia per la fitta vegetazione ed i rovi, ma quasi all’improvviso spunta una scultura naturale a forma di CONIGLIO (1060 m). Non puoi fare a meno di fotografare, girargli attorno, alzare lo sguardo, restare incredulo.

Proseguendo il cammino esplorativo, si arriva al CANTONE ROSCIANO. Devi fermarti e riflettere perché c’è un lungo corridoio con gli scalini, scavati nella roccia. Lo hanno realizzato i boscaioli ed i pastori per agevolare il passaggio delle pecore e dei muli che trasportavano la legna. Con quanta intelligenza e fatica, con le attrezzature che avevano, hanno lavorato. Poco dopo, questa traccia finisce, inizia la frana e ci affacciamo sulla VALLE FUNDA, (valle profonda), che termina sulla strada bianca. Le previsioni meteo sono state rispettate… pioggia verso mezzogiorno… Bisogna tornare indietro e per chiudere l’anello, per non affrontare la placca rocciosa, ho preferito passare per la ripida discesa che prosegue nella zona “lu ceràscë”, “il ciliegio’. Questa zona era frequentata e coltivata. Ci sono dei ruderi e su uno di essi ci sono delle incisioni. Arrivato al Balzolo, una fitta nebbia avvolgeva la PENNA O DEA MAIA, toponimi che non piacciono ai residenti. Loro chiamano questo caratteristico sperone roccioso con un grande arco di roccia, CIMIROCCHE, (CIMA ROCCA).

La mia immaginazione, confortata da una leggenda, rappresenta questo sperone roccioso alla DEA MAIA, inginocchiata, con la testa abbassata, che avvolta nella nebbia, ha preso una immagine di mistero, un alone di magia, mentre veglia la tomba del figlio Mercurio, il dio messaggero. La nebbia lugubre, scura, il silenzio, l’emozione, hanno evidenziato maggiormente la sua sofferenza. Sembrava che accarezzava suo figlio per asciugargli l’acqua.
Purtroppo, spero di sbagliarmi, la storia dei pastori, la tradizione delle pecore, la cultura delle costruzioni delle grotte, gli eremi, le scale, saranno dimenticati per sempre, se non ci sarà la possibilità di percorrere i sentieri. Questi sentieri dovranno essere aggiunti al “CATASTO DEI SENTIERI”, manutentati e con segnaletica, perché sono ostruiti dai rovi, dai ginepri, dai pini mughi, dalle frane, quindi abbandonati. Ora c’è un cartello del parco con la LETTERA A (RISERVA INTEGRALE). Per conoscere queste storie, resteranno i racconti, le leggende, i libri.

Distanza 7 km
Difficoltà E/EE
Tempo 3 ore
Dislivello 360 metri in salita – 410 metri in discesa

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45 mila euro per i sentieri del Parco delle Orobie Bergamasche http://www.montagna.tv/cms/116268/45-mila-euro-per-i-sentieri-del-parco-delle-orobie-bergamasche/ http://www.montagna.tv/cms/116268/45-mila-euro-per-i-sentieri-del-parco-delle-orobie-bergamasche/#respond Fri, 01 Dec 2017 07:46:28 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116268 Le Comunità Montane della Valle Brembana e di Scalve hanno ricevuto un contributo da 45 mila euro per gli interventi di manutenzione ordinaria dei sentieri del Parco delle Orobie Bergamasche.

Il contributo prevede: 15 mila euro alla Comunità Montana Valle Brembana per il progetto dedicato agli interventi di manutenzione ordinaria che saranno effettuati nei comuni di Piazzatorre (Prati di Pegherolo – Begna), Carona (Carona – Sardegnana) e Mezzoldo (via Priula – Ponte Acqua – Ala Ancogno). I restanti 30 mila euro sono destinati alla Comunità Montana di Scalve per i progetti dedicati agli interventi di manutenzione ordinaria del sentiero «Delle Pale» sito nel comune di Azzone e agli interventi di manutenzione ordinaria del sentiero «Vvivione – Gardena» nel comune di Schilpario.

Si tratta di progetti che consentiranno di tutelare l’ambiente del Parco, proteggendo la natura e al tempo stesso rendendola fruibile per un uso culturale, ricreativo e sociale della comunità dei residenti e dei visitatori, sempre più attirati dalle bellezze e dalla biodiversità del Parco. 

«La manutenzione ordinaria del territorio è un’azione complessa, da pianificare e ripetere periodicamente nel tempo. Un’attività che siamo contenti di poter sostenere in valle di Scalve e in val Brembana, a favore dei sentieri del nostro Parco. Il nostro compito è, infatti, intervenire preventivamente per difendere il suolo, per mantenere l’identità dell’ambiente e per garantire situazioni di sicurezza per chi in questi ambienti vive, opera o per chi ne fruisce anche solo saltuariamente. I progetti che abbiamo ricevuto e analizzato hanno incontrato le finalità del Parco e per tanto sono stati meritevoli dei nostri contributi. Non ci resta dunque che dare avvio ai lavori, con la certezza che ognuna delle azioni in campo non potrà far altro che migliorare l’autenticità del nostro Parco» – dichiara il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche, Yvan Caccia.

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Nuova falesia in Sardegna con il progetto “La Pietra del Sud” dei Ragni di Lecco http://www.montagna.tv/cms/115936/nuova-falesia-in-sardegna-con-il-progetto-la-pietra-del-sud-dei-ragni-di-lecco/ http://www.montagna.tv/cms/115936/nuova-falesia-in-sardegna-con-il-progetto-la-pietra-del-sud-dei-ragni-di-lecco/#respond Tue, 21 Nov 2017 10:02:37 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115936 Siamo in Sardegna, ancora una volta, per il nuovo capitolo del progetto “La Pietra del Sud”, l’avventura che da diversi anni vede il Gruppo Ragni impegnato nel sostenere, con contributi di materiale e di “mano d’opera specializzata”, i chiodatori locali che si dedicano allo sviluppo di nuovi siti d’arrampicata nelle regioni meridionali.

La nuova falesia Giradili è in Ogliastra, nel territorio di Baunei, ed è collocata in una meravigliosa posizione panoramica in un contesto naturale selvaggio e di grande bellezza. Si domina Pedra Longa con un panorama tra i più belli d’Italia, con base comoda. Proseguendo per pochi minuti si arriva sotto la grande parete della punta Giradili e volendo, seguendo i bolli blu, si scende verso il mare e quindi Pedra Longa in circa 30′. Il cantiere è tutt’ora in lavorazione, e i settori esplorati sono per ora 5. Il potenziale è notevole ma già oggi si può scalare senza annoiarsi. 

Per le informazioni sui vari settori, l’accesso, la roccia e tanto altro: www.ragnilecco.com/punta-giradili-sardegna/

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I nostri lettori – Un’escursione nel Parco Nazionale del Gran Sasso aspettando la neve http://www.montagna.tv/cms/115815/i-nostri-lettori-unescursione-nel-parco-nazionale-del-gran-sasso-aspettando-la-neve/ http://www.montagna.tv/cms/115815/i-nostri-lettori-unescursione-nel-parco-nazionale-del-gran-sasso-aspettando-la-neve/#respond Sun, 19 Nov 2017 07:55:47 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115815 Testo e foto di Luciano Pellegrini 

Domenica 12 novembre, una giornata calda, soleggiata e con poco vento, aspettando la neve prevista nei prossimi giorni, con amici del CAI di Guardiagrele CH e Lanciano CH, abbiamo scelto una escursione ad anello nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Siamo partiti da Vado di Focina (1383 m) e seguendo una carrareccia nella Piana del Voltigno, superato il Lago Sfondo (1364 m), il Colle della Biffa (1392 m), siamo arrivati a Fonte Aciprano (1452 m). Con una ripida salita raggiungiamo la parte alta di Vallestrina (1700 m) dove si apre un bel panorama sul Gran Sasso, Sirente, Velino, paesi e borghi come Rocca Calascio AQ.

Scegliamo il percorso di cresta per scendere nella lunga valle che sorveglia le rocce del Monte Meta (1784 m). Si abbandona la valle che prosegue al rifugio Ricotta (1517 m), a pochi metri della strada per Campo Imperatore, per proseguire verso il Malepasso (1500 m).

Da questo posto si può ammirare il più bel panorama sulla catena del Gran Sasso, la piana di Campo Imperatore, il Monte Bolza (1927 m). Un veloce riposo per mangiare il panino e si riprende il cammino sulla valle Caterina. Alla fine della valle (1350 m), ci affacciamo sul profondo Vallone d’ Angora.

A Vado di Focina si chiude l’anello. E’ un lungo percorso che ci fa attraversare valli e boschi, con panorami oltre che sulle montagne descritte, anche sulla Maiella, il Morrone ed il mare.

Distanza 15 KM
Dislivello 500 metri
Difficoltà E
Tempo 5 ore senza soste

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Traversata integrale dal colle Bonney alla vetta del Gran Paradiso http://www.montagna.tv/cms/115381/traversata-integrale-dal-colle-bonney-alla-vetta-del-gran-paradiso/ http://www.montagna.tv/cms/115381/traversata-integrale-dal-colle-bonney-alla-vetta-del-gran-paradiso/#respond Wed, 08 Nov 2017 07:33:04 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115381 Testo e foto di Giancarlo Maritano, Guida Alpina 

Ci sono salite che, più di altre, lasciano un ricordo chiaro ed indelebile. Vuoi per la bellezza della linea, dell’arrampicata, per il tipo di terreno…O magari per delle sensazioni e degli stati d’animo che, durante la salita, erano lì a farci compagnia.

La traversata della cresta che, dal Colle Bonney, porta in vetta al Gran Paradiso, è stata una di quelle. Consigliata da Gian Carlo Grassi nel suo mitico “Le cento più belle salite del Gran Paradiso e Valli di Lanzo”, l’avevo a lungo immaginata e sognata, per poi riuscire a farla nell’ormai lontano 2003.

Allora avevo esattamente trovato quello che mi aspettavo: roccia, neve, misto, tratti da scalare, altri da disarrampicare, tratti facili ad altri mooolto esposti! Insomma, un “riassunto” dell’alpinismo classico.

Da quel momento, ho avuto sempre il desiderio di ripeterla. Ma, come sempre, trovare disponibilità di tempo, condizioni meteo e compagno giusto, non è così facile! L’occasione c’è stata quest’anno, durante la mia stagione da guida. Estate secca, ghiacciai pericolosi, seraccate da evitare…di nuovo un anno che, per l’alpinismo classico, è stato molto difficile. Il mio amico Andrea è però determinato. Sempre allenato, sempre pronto a fare salite d’ambiente e tecnicamente impegnative, senza preoccuparsi troppo della quantità di dislivello e della fatica.

In più, nonostante il tipo di terreno sul quale si svolge questa traversata sia molto delicato e l’ambiente severo, almeno si può contare sull’assenza di particolari pericoli oggettivi per buona parte della salita.

La partenza è dal parcheggio del super affollato rif. Chabod, che si raggiunge e si oltrepassa alla volta del bivacco Sberna, magico angolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il bivacco nonostante sia abbastanza spartano (a parte pochi letti e coperte asciutte non offre altro), è il punto di partenza davvero ideale. Il giorno dopo conviene partire presto, facendo al buio la parte più noiosa della giornata, ovvero la salita al colle Bonney 3587m. Quest’anno (2017) era completamente secca, e abbiamo preferito tenere i ramponi dopo aver superato una terminale non semplicissima.

Dal colle comincia la cresta vera e propria, dove l’intuito diventa il fattore principale per evitare di perdere tempo prezioso: mai troppo bassi sugli sfasciumi, mai troppo alti sui torrioni. Individuare i passaggi giusti per ritrovarsi esattamente dove serve. Tante le piccole doppie da effettuare, i tratti da disarrampicare e le traversate da compiere.

La cosa più importante è ricordarsi che la traversata è lunga: quando si è a metà della cresta, al colle di Montandaynè (3723m), sembra quasi di essere arrivati… Non dimentichiamoci che, invece, il tratto successivo è davvero impegnativo. La salita termina solo in vetta al Gran Paradiso, che si raggiunge nella magica luce del pomeriggio.

Ultimo dettaglio: causa anche la mancanza di neve ed il ritiro dei ghiacciai, quest’anno una eventuale ritirata sarebbe stata pressoché impossibile o quantomeno molto problematica. 

Punto di Partenza: la base ideale è il bivacco Sberna, 3414m, situato al colle orientale del Gran Neyron. Il bivacco si raggiunge in 4h30’ di cammino, prima su comodo sentiero – fino al rif. Chabod- e, da lì, per tracce, morene ed attraverso il piccolo ghiacciaio di Montandaynè. Al bivacco sono presenti solo le coperte. Non c’è acqua e gas.

Percorso: il percorso si snoda in generale sullo spartiacque tra la Valsavarenche e la Valnontey. Dal bivacco conviene ridiscendere sul ghiacciaio di Montandaynè e percorrerlo brevemente fino a portarsi alla base del canale che conduce al colle Bonney (crepaccia terminale). Risalire il canale e puntare al colletto da cui inizia la traversata vera e propria (1h). La prima parte della cresta, prevalentemente rocciosa, prevede di aggirare le principali difficoltà sul lato Valsavarenche prima, in seguito su quello della Valnontey, per poi ritornare sul lato Chabod attraverso un caratteristico foro roccioso. Con ancora qualche aggiramento ed una breve discesa si arriva alla finestra di Tsasset (3633m, 2h). Da qui, scavalcando alcuni gendarmi (brevi doppie, ancoraggi in posto ma da verificare), ed aggirandone altri, si arriva al dosso nevoso che precede la vetta della Becca di Montandaynè 3833m, che si raggiunge con una brevissima deviazione a sinistra per facili blocchi rocciosi (2h).

Da questa vetta percorrere la nevosa cresta sud-ovest per un centinaio di metri, fino ad un caratteristico dente roccioso sul quale si trova (versante Tribolazione) l’ancoraggio per la prima doppia (30m). Da qui ancora una breve doppia e si arriva alla cengia che, percorsa verso la Valsavarenche, conduce ad un nuovo ancoraggio da quale, con altre due doppie o con delicata disarrampicata, si arriva al Colle di Montandaynè (3723m, 1h).

Da qui risalire il breve pendio nevoso che conduce alla base dei tre risalti rocciosi che caratterizzano il Piccolo Paradiso. Salire il primo torrione (Punta Vaccarone 3868 mt) e aggirare i torrioni successivi sul lato Cogne (brevi doppie). Si superano quindi la punta centrale (P. Farrar 3921 m – 2 h dal colle), e successivamente la punta meridionale (P. Frassy 3923 m). Da qui si scende per neve al colle del Piccolo Paradiso (3877 m), dove comincia l’ultima parte di cresta (1h). Percorrerne il filo fino alla base di un nuovo salto roccioso, che si può scalare direttamente o, più facilmente, scalarlo sulla sinistra (versante Cogne). Superata quest’ultima difficoltà si arriva all’ultimo tratto di neve che, ormai senza difficoltà, porta in vetta (1h).

Prevedere almeno 10h in totale dal colle alla vetta.

Discesa: lungo la via normale del Gran Paradiso, passando dal rif. Chabod.

Materiale: 1 corda da 60m, 1 piccozza tecnica (meglio 2 per il capocordata), ramponi, moschettoni e discensore. Qualche friends medio piccolo, 3 viti, cordoni da abbandono per sostituire quelli vecchi, casco e frontale.

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Più di 40 itinerari per scoprire l’Italia in modo lento. Online l’Atlante dei Cammini http://www.montagna.tv/cms/115373/piu-di-40-itinerari-per-scoprire-litalia-in-modo-lento-online-latlante-dei-cammini/ http://www.montagna.tv/cms/115373/piu-di-40-itinerari-per-scoprire-litalia-in-modo-lento-online-latlante-dei-cammini/#respond Tue, 07 Nov 2017 13:30:17 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115373

E’ nato il primo Atlante Ufficiale dei Cammini d’Italia, realizzato dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) che mappa 41 delle più belle “vie verdi” italiane da scoprire a piedi, in bicicletta e a cavallo.

Si tratta della prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità slow che al momento contiene oltre 40 cammini: ci sono quelli dedicati ai santi, come i cammini francescani, laureatani e benedettini, quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, il cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, il sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e ancora la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri.

“L’Atlante dei Cammini – ha dichiarato il ministro della Cultura, Dario Franceschini – è pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza unica nel nostro Paese immergendosi in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia. Il 2019 – ha aggiunto il ministro – sarà l’anno del turismo lento”.

L’atlante è consultabile online sul sito camminiditalia.it, dove sono offerte indicazioni, immagini e informazioni utili.

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I nostri lettori – Itinerario in Appennino: dal Lago Racollo al lago Passaneta http://www.montagna.tv/cms/115229/i-nostri-lettori-itinerario-in-appennino-dal-lago-racollo-al-lago-passaneta/ http://www.montagna.tv/cms/115229/i-nostri-lettori-itinerario-in-appennino-dal-lago-racollo-al-lago-passaneta/#comments Sun, 05 Nov 2017 09:59:42 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115229 Testo e foto di Luciano Pellegrini

Programmare una escursione che offre più occasioni, (storia, cultura, tradizione, ambiente, montagna), può essere impegnativo, ma offrirà più soddisfazione.

Ho scelto il sentiero, (itinerario n°63), dal Lago Racollo (1573 m) al lago Passaneta (1561 m). Il sentiero è poco segnalato, c’è qualche vecchio segnavia formato da un tondino di ferro arrugginito con una bandierina, piantato sul terreno. È chiaro che non si può reggere, sia per il pascolo dei tanti animali, (bovini, equini, ovini), che per la neve.

Mi trovo insieme ad un’amica, F.M. del CAI di Pescara, nell’altopiano di Campo Imperatore, descritto dal noto alpinista Fosco Maraini, il “Piccolo Tibet”. L’altopiano si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il lago Racollo si può raggiungere o dal borgo di Santo Stefano di Sessanio AQ o da Castel del Monte AQ. Iniziamo a camminare in direzione Ovest su una visibile carrareccia, ci sono anche tracce di animali e superando dolci colline, si arriva alla conca di Prato del Bove, dove c’è uno stazzo. Da qui si vedono i ruderi di Santa Maria del Monte. Si supera una sella ed ecco il convento Cistercense (1616 m) in una spettacolare posizione di assoluto predominio, fra i laghi Racollo e Passaneta.

L’ampio panorama sull’altopiano e la catena del Gran Sasso è unico. Le tre vette del Corno Grande, (la Vetta Occidentale 2912 m – la Vetta Centrale 2893 m – la Vetta Orientale 2903 m), Monte Aquila (2494 m), Vado di Corno (1922 m) dove inizia il sentiero del centenario, Monte Brancastello (2385 m), le Torri di Casanova (2362 m), Monte Infornace (2469 m), Monte Prena (2.561 m), Monte Camicia (2564 m) e ad ovest il Monte Bolza (1927 m). Santa Maria del Monte fu edificata nel XIII secolo, ma sicuramente dopo l’anno 1222 quando fu costruita l’abbazia di Santo Spirito di Ocre, alla quale apparteneva. C’era una volta una tabella con la descrizione della sua storia, utile agli escursionisti, oggi non c’è più… qualche imbecille si sarà divertito a farla sparire.

Seguitiamo il nostro cammino scendendo al lago di Passaneta (m 1560), luogo solitario con un piccolo stazzo in muratura ed una mandria di bovini al pascolo. Tornando indietro, ho notato sul colle che domina la conca di Prato del Bove, due persone che si sono fermate ed hanno iniziato a scendere nella valle. Noi abbiamo proseguito verso il lago Racollo fermandoci ad una fonte con acqua sorgiva, dissetandoci. C’erano alcuni pastori di nazionalità albanese che stavano recuperando gli animali che pascolavano per farli svernare in Puglia. Sarebbero tornati il primo giugno.

Stavamo per ripartire, ma ci siamo incontrati con due giovani. Erano scozzesi che avrebbero voluto raggiungere i ruderi di Santa Maria del Monte, ma non avendo trovato nessuna segnaletica, hanno proseguito, ad occhio lamentandosi per questa trascuratezza. Anche se dà fastidio fare i paragoni, ripeto questa frase, sperando che qualcuno possa intervenire. Nel parco Nazionale dei Monti Tatra, Polonia, la segnaletica verticale è realizzata con un basamento in cemento, al centro c’è un foro da dove esce un cilindro di ferro, dentro il quale viene sistemato un palo di legno con la direzione dei sentieri. Il palo viene fissato con viti. Difficile?

Dislivello 200 m
Distanza 7 km
Difficoltà E

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In vetta al Pizzo Corzene ammirando l’Alta Val Seriana a 2200 metri di quota http://www.montagna.tv/cms/115243/in-vetta-al-pizzo-corzene-ammirando-lalta-val-seriana-a-2200-metri-di-quota/ http://www.montagna.tv/cms/115243/in-vetta-al-pizzo-corzene-ammirando-lalta-val-seriana-a-2200-metri-di-quota/#respond Sat, 04 Nov 2017 11:30:32 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115243 Una nuova escursione alla scoperta delle Orobie bergamasche, nel gruppo del massiccio della Presolana a 2200 metri s.l.m., in vetta al pizzo delle Corzene. Un’escursione nel complesso non troppo impegnativa , dove l’unico tratto che richiede la massima attenzione è la cresta finale che porta alla cima.

Raggiunto in auto il Passo della Presolana, si segue la comoda strada carreggiabile che conduce al rifugio malga Cassinelli (45/50 minuti). Proseguiamo il nostro itinerario seguendo le indicazioni che portano alla Valle dell’Ombra, mantenendo la sinistra appena superata la malga. Scopri di più su Valseriananews

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