Turismo – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Fri, 12 Jan 2018 11:30:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Il rifugio Guglielmo Jervis nel Parco del Gran Paradiso cerca un nuovo gestore http://www.montagna.tv/cms/117588/il-rifugio-guglielmo-jervis-nel-parco-del-gran-paradiso-cerca-un-nuovo-gestore/ http://www.montagna.tv/cms/117588/il-rifugio-guglielmo-jervis-nel-parco-del-gran-paradiso-cerca-un-nuovo-gestore/#respond Thu, 11 Jan 2018 06:00:14 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117588

La Sezione di Ivrea del Club Alpino Italiano intende affidare, a partire dal 1 aprile 2018, il servizio di gestione del Rifugio alpino Guglielmo Jervis, di proprietà del Demanio Militare e di cui il CAI Ivrea è concessionario, sito in località Pian del Nel (2264 m), Comune di Ceresole Reale (TO), all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, secondo le modalità dettagliate nei documenti scaricabili sotto.

Il numero di posti letto disponibili, compresi quelli riservati al gestore, è di 25.

La domanda dovrà pervenire alla Sezione entro il 18 febbraio 2018 e la graduatoria del Bando di gara sarà pubblicata entro e non oltre il 31 marzo mediante affissione nei locali della sede della Sezione e pubblicazione sul sito della stessa www.caiivrea.it e su loscarpone.cai.it.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria della sezione segreteria.caiivrea@gmail.com.

Qui sotto sono scaricabili il Bando di gara, la domanda di partecipazione (allegato A) e la planimetria della struttura (allegato B).

CAI Ivrea

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Gli assi dell’arrampicata su ghiaccio ritornano a Corvara http://www.montagna.tv/cms/117583/gli-assi-dellarrampicata-su-ghiaccio-ritornano-a-corvara/ http://www.montagna.tv/cms/117583/gli-assi-dellarrampicata-su-ghiaccio-ritornano-a-corvara/#respond Wed, 10 Jan 2018 10:32:58 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117583 Anche nel 2018, venerdì 26 gennaio (qualificazioni) e sabato 27 gennaio (finali), Corvara in Passiria ospita la UIAA Ice Climbing World Cup. Su uno degli impianti più impegnativi di tutta Europa, gli atleti si sfideranno nelle discipline Lead (difficoltà) e Speed (velocità). 

La struttura consiste in una torre di ghiaccio alta 25 metri che si innalza verticalmente, un cilindro di ghiaccio di 14 metri e una ripida parete ghiacciata di 15 metri. Questi elementi sono collegati da passaggi orizzontali, numerosi aggetti e traversate laterali molto complesse che richiedono ai migliori arrampicatori al mondo il massimo impegno. Gli aggetti, infatti, vantano pendenze di 57, 62 e 72 gradi.

A due settimane e mezzo dall’evento, tutto promette bene a Corvara: finora, i preparativi si sono svolti entro i termini prestabiliti e, dopo che l’impianto dell’Alta Val Passiria, come da tradizione, è stato aperto il giorno di Santo Stefano, attualmente la costruzione di acciaio e cemento è ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso un metro. “La struttura già oggi è in ottime condizioni. Non vediamo l’ora di dare il benvenuto ai primi arrampicatori qui a Corvara”, dichiara il presidente dell’associazione Reinhard Graf, che è anche a capo del comitato organizzatore della tappa altoatesina di Coppa del Mondo di fine gennaio.

Al via vedremo nuovamente i vincitori dello scorso anno, i sudcoreani HeeYong Park e HanNaRai Song, che dovranno affrontare la concorrenza della squadra russa guidata dai fratelli Maxim Tomilov e Alexey Tomilov e da Maria Tolokonina. Sarà assente, invece, la regina altoatesina dell’arrampicata su ghiaccio, la meranese Angelika Rainer, già tre volte campionessa del mondo, che quest’anno si concede una pausa dalla Coppa del Mondo.

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I nostri lettori – Ciaspolare al Piano di Tarica con vista mare http://www.montagna.tv/cms/117409/i-nostri-lettori-ciaspolare-al-piano-di-tarica-con-vista-mare/ http://www.montagna.tv/cms/117409/i-nostri-lettori-ciaspolare-al-piano-di-tarica-con-vista-mare/#respond Sun, 07 Jan 2018 09:30:29 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117409 Testo e foto di Luciano Pellegrini 

Accumuli di neve ventata, strati ghiacciati, vento forte, aumento della temperatura. Per questi motivi, per sciare con gli sci da fondo, escursionismo o ciaspolare, pur con poca neve, meglio un posto tranquillo, panoramico con tante impronte di animali selvatici ed un panorama mare e monti. La località? Il Piano di Tarica che si raggiunge dalla località di Passo Lanciano CH, (1343 m), con la carrareccia che arriva a Serramonacesca PE.

Il paesaggio è accattivante con saliscendi e ottima segnaletica. Lo sguardo osserva il massiccio del Gran Sasso, il Morrone, le cime della Maiella, il Sirente, il Velino, la Laga, la Montagna dei Fiori, il Vettore, le montagne del parco ed il mare. Purtroppo il solito imbecille ha voluto esibirsi, percorrendo la carrareccia con una vettura. Anzi al ritorno, alla piana, c’erano più impronte circolari. Questo divertirsi maniacale ha disturbato l’ambiente, la flora e la fauna. 

La località offre, seguendo la segnaletica del parco CP (Capanne in pietra a secco), la visita ai Tholos.

Dislivello 250 metri
Distanza 9 KM
Tempo 4 ore
Difficoltà EAI

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E’ la voglia di montagna che spinge il turismo http://www.montagna.tv/cms/117406/e-la-voglia-di-montagna-che-spinge-il-turismo/ http://www.montagna.tv/cms/117406/e-la-voglia-di-montagna-che-spinge-il-turismo/#respond Sun, 07 Jan 2018 07:35:05 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117406 Voglia di montagna e di sci, vacanze più lunghe nel 2018 e legate alla cultura. Sono i trend che emergono dall’Osservatorio Confturismo-Istituto Piepoli, secondo cui l’indice di fiducia rilevato a dicembre presenta una leggera diminuzione rispetto al valore registrato lo scorso anno, ma la propensione al viaggio rimane comunque sufficiente. 

Dopo il boom nel turismo del 2017, come sarà il turismo del 2018? Concentrandosi sul breve periodo, quindi sulle intenzioni di vacanza per il trimestre gennaio-marzo,  il turismo montano e della neve è l’elemento trainante, molto più che negli ultimi due anni. Se infatti le mete preferite rimangono quelle culturali la voglia di montagna “contagia” il 40 per cento degli intervistati che dichiarano di volere fare una vacanza in questo periodo, ben superiore al valore registrato a  dicembre 2016.

La meta preferita rimane l’Italia con circa l’80 per cento delle preferenze, grazie alla capacità del territorio e dell’offerta turistica di presentare le caratteristiche preferite degli italiani. In termini di Regioni, il Trentino Alto Adige rimane in prima posizione davanti alla Toscana, Lombardia, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta.

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Con le ciaspole o le pelli lungo il sentiero del “Bosco incantato” http://www.montagna.tv/cms/117388/con-le-ciaspole-o-le-pelli-lungo-il-sentiero-del-bosco-incantato/ http://www.montagna.tv/cms/117388/con-le-ciaspole-o-le-pelli-lungo-il-sentiero-del-bosco-incantato/#respond Sat, 06 Jan 2018 10:30:16 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117388 In questa nuova uscita della “Guida del cuore”, la rubrica dedicata all’escursionismo, Valseriana News vi porta alla scoperta del sentiero del “Bosco incantato”. Un’escursione semplice adatta a tutti con ciaspole o pelli (vi raccomandiamo sempre artva, pala e sonda).

L’itinerario si sviluppa a cavallo fra la Val Seriana e Val di Scalve. Giunti con l’auto in località Colle Vareno, appena prima degli impianti di risalita del Monte Pora, ci incamminiamo verso sinistra, lasciandoci alle spalle la seggiovia che conduce in cima al Vareno. Qui un evidente cartello C.A.I. ci segnala il sentiero del Bosco incantato.

L’itinerario prosegue nel fitto bosco di abeti, dove numerosi cartelli ci spiegano l’habitat che ci circonda, con ampi panorami sulla Val di Scalve e la Val Canonica. Continua a leggere l’articolo su ValserianaNews

 

 

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Uffa, blogger a 4 zampe http://www.montagna.tv/cms/117148/uffa-blogger-a-4-zampe/ http://www.montagna.tv/cms/117148/uffa-blogger-a-4-zampe/#comments Wed, 03 Jan 2018 07:30:12 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117148 “Ciao, io sono Uffa e sono un cane a cui piace fare il cane”. Si presenta così il Border Collie che ormai spopola sul web grazie al suo blog a quattro zampe Dogs on Tour. Un piccolo portale, un bacile di informazioni per gli amanti del cammino, con i fedeli amici a quattro zampe. Un’idea innovativa, volendo.

Uffa e Marcello

Un blog a misura di cane, scritto da un cane grazie all’aiuto del suo fedele amico dal pollice opponibile Marcello che ci racconta il loro incontro. “L’ho trovata per caso, di ritorno da un’escursione in Val Pellice”. Era scappata da un allevamento “gliel’ho allora riportata ma, mi han proposto di tenerla. Ormai, della cucciolata, rimanevano solo lei e la sorella”. Così quel cucciolo diventò Uffa, “sarebbe dovuto essere un pastore australiano ma crescendo notavo che assomigliava sempre più ad un Border Collie”. Un cane molto impegnativo e pieno di energie, “perfetto per andare in montagna”. 

Da quell’incontro sono ormai passati tre anni. Tre anni fatti di un legame intenso e tre anni di camminate a sei zampe. “Anche escursioni lunghe e difficoltose, con cui ho imparato a vedere la montagna con occhi nuovi”, con quelli di Uffa che, ci racconta il blog, vede a colori. In particolar modo il bianco, il blu e il giallo. Gli altri colori sono sfumature di questi tre, precisa ancora l’autore del sito che ha iniziato a raccontare sul web le sue escursione per “poter essere d’aiuto ad altri amanti della montagna e degli animali. “Spesso non si sa bene cosa fare quando si va in montagna con il cane. Alcune volte avessi saputo che era ben accetto me lo sarei portato mentre magari avrei evitato altri posti in cui l’accoglienza era meno calorosa”.

Tutte informazioni preziose quando ci si vuole avventurare nel territorio montano con il proprio animale, ma anche dati tecnici sull’escursione (valutata in una scala canina di difficoltà da una a tre zampe). Sui tratti in cui prestare attenzione, sui passaggi più delicati, sulla presenza o meno di acqua e ancora sulla possibilità di incontrare cani pastore “che fanno il loro lavoro, ma con cui ci possono sempre essere problemi”. Insomma questo Dogs on Tour doveva diventare, ed è diventato, un punto di riferimento per chi volesse vivere la montagna in compagnia del suo fidato amico a quattro zampe. Una piazza, ricca di informazioni, aperta ai contributi di tutti spiega Marcello. “Adesso ci stanno arrivando molti tour esterni. Ne abbiamo alcuni dall’Isola d’Elba, grazie ad una ragazza che si è innamorata del progetto e poi uno dal lago di Como e ancora un racconto dal Sentiero degli Dei”. Una mole di materiale che sta iniziando a rendere impegnativa la gestione del sito, ma che lentamente lo sta riempiendo di contenuti originali ed apprezzati. “Lentamente” conclude Marcello “si sta concretizzando il sogno di trasformare una passione in un servizio a quante più persone vogliono approcciarsi al mono della montagna con il proprio cane”.

 

 

 

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Luca Mazzoleni: sfogo di un rifugista appenninico http://www.montagna.tv/cms/116915/luca-mazzoleni-sfogo-di-un-rifugista-appenninico/ http://www.montagna.tv/cms/116915/luca-mazzoleni-sfogo-di-un-rifugista-appenninico/#respond Sun, 31 Dec 2017 07:40:36 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116915
Foto di Biagio Mengoli

Da trent’anni quasi gestisce il rifugio Franchetti al Gran Sasso d’Italia. Lo fa con amore e passione, ma gestire un rifugio non è la vita poetica che molti si aspettano, non è godersi le albe e i tramonti sulle cime delle montagne. Spesso, nei giorni di maggior affluenza, nemmeno riesci a vederle le montagne tanta è la mole di lavoro da sbrigare. Ma lasciamo che a raccontarci tutto questo sia il rifugista da una vita, Luca Mazzoleni.

Prima del Franchetti hai gestito altri rifugi?

Ho iniziato con il Duca degli Abruzzi che si trova al lato opposto del Gran Sasso, sul versante aquilano, rispetto al Franchetti. La prima richiesta per averlo in gestione l’ho mandata a 17 anni ma, vista l’età, non è stata presa in considerazione. Ci ho allora riprovato l’anno dopo e la richiesta fu esaudita.

Come mai hai voluto un rifugio in gestione così giovane?

Fondamentalmente tutto nasce dalla non volontà di continuare ad andare a scuola. Non andavo bene e, per dirla tutta, ho passato l’ultimo anno di liceo appoggiato al termosifone chiedendomi cosa fare dopo. L’unica certezza era la passione per la montagna, ero anche socio CAI ormai da anni e così, finita la scuola, sono riuscito ad averlo in gestione.
Sono entrato al Duca nell’82 che era un rudere. Non fu semplice, ma pian piano ci siamo fatti strada e l’ho portato avanti fino all’87.

Poi?

Rifugio Franchetti in invernale. Foto @ Luca Mazzoleni

Nell’88 si liberò la gestione del Franchetti e lo chiesi. Me lo affidarono e , ormai da allora sono passati quasi trent’anni.

Tutto un altro rifugio?

Decisamente, al Duca portavamo l’acqua su a spalla anche per lavare i piatti. Quando sono entrato al Franchetti c’era già una sorgente e un lavandino per lavare i piatti, però era in condizioni pessime. Ci sono voluti anni per renderlo vivibile.

Di certo non è un rifugio comodissimo perché non ha le docce e ha il bagno fuori, sta a venti metri dal rifugio però per l’anno prossimo è già stato approvato e finanziato dalla Regione Abruzzo un bando per la realizzazione di servizi igienici più comodi al Franchetti con anche, si spera, le docce.

A proposito di lavori di adeguamento del rifugio, secondo te hanno senso le normative di valle in un rifugio?

Apertura invernale

In parte no. Spesso ti portano alla chiusura dei rifugi. In un rifugio come in Franchetti, con 23 posti letto, non c’è assolutamente la cubatura che c’è in un albergo e non avrebbe senso imporre le stesse regole. Infatti ci sono poi state delle deroghe. Nel caso specifico del Franchetti, ad esempio, non devo mettere la porta antipanico perché se nevica richiamo di rimanere bloccati dentro.

Ci sono invece le norme sanitarie che vanno applicate, ma bisogna poi ricordarsi del luogo in cui ci si trova. Per poter applicare tutte le norme bisognerebbe aumentare tantissimo i costi oppure, nel caso più sciagurato, chiudere i rifugi.

Chiudere i rifugi?

Spesso ci troviamo a lavorare in situazioni emergenza e, messi alle strette, dopo un po’ ci arrendiamo.
Porto il mio esempio personale con il Franchetti in cui da qualche anno a questa parte nel mese di agosto mi trovo a dover sopportare un carico di lavoro molto più alto di quello che la struttura e il personale può sopportare. A questo si aggiunge che non ho il posto fisico in cui alloggiare altro personale aggiuntivo e, ovviamente non posso e non voglio allargare il rifugio.

Non dovreste essere contenti di un maggior afflusso?

Certamente, se fossi un ristorante in cui apro la cucina dalle 11 alle 15 io però sono un rifugio e devo poter sempre dar da mangiare a chi lo chiede e l’eccesso di frequentazione del mese di agosto ci mette in crisi portandoci ad arrivare a fine stagione morti. Questa cosa accade in molti rifugi.

Amo questo lavoro, ma comincio a temere davvero il mese di agosto. Non puoi fare il numero chiuso, ma non riusciamo davvero a sostenere questo ritmo. Sembra assurda come cosa da dire perché, come giustamente avete detto, dovrei essere contento di avere più gente, ma ci sono dei limiti che ti fanno passare la voglia.

Se potessi, rinunciando anche ai soldi, lavorerei solo a giugno, luglio e settembre. Non solo per la folla, ma anche per la qualità della gente. Agosto è un mese che non finisce mai. Ho avuto anche persone salite al rifugio con il carrellino con le rotelle per fare la spesa, quando l’ho visto sono rimasto allibito.

Cosa vorresti vedere in un rifugio di montagna perfetto?

Dipende. Un tempo ti avrei detto un Franchetti più comodo e meno affollato ad agosto. Ora ti direi un rifugio dove riesci ad avere più dialogo con le persone, com’è anche qui, ma non ad agosto. Un luogo dove le persone si trovano come a casa loro.

Il Franchetti sommerso

Pensi che gestire un rifugio in Appennino sia diverso dal farlo sulle Alpi?

È completamente uguale in quanto a mentalità e soluzione dei problemi. Anche il pubblico è lo stesso.

È invece completamente diverso per quanto riguarda il numero e la politica. Noi siamo soli. Siamo abbandonati dalle amministrazioni e dalla politica. Adesso abbiamo ottenuto un finanziamento della Regione grazie ad un’amministrazione di cui fanno parte persone appassionate di montagna, che sanno quanto vale la montagna. Prima eravamo quasi del tutto ignorati. Abbiamo anche provato a fare un’associazione, ma eravamo davvero pochi. L’associazione esiste ancora ma saranno due anni che non ci riuniamo. Sulle Alpi c’è tutto un altro interesse.

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Gran Sasso, la montagna sprecata – di Stefano Ardito http://www.montagna.tv/cms/117178/gran-sasso-la-montagna-sprecata-di-stefano-ardito/ http://www.montagna.tv/cms/117178/gran-sasso-la-montagna-sprecata-di-stefano-ardito/#comments Sat, 30 Dec 2017 06:00:36 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117178 di Stefano Ardito

 

Hanno chiuso il Gran Sasso, e hanno buttato via la chiave. Tra Natale e Capodanno, le montagne d’Europa regalano divertimento a milioni di cittadini, e danno reddito a decine di migliaia di residenti. In Abruzzo succede il contrario. E il massiccio più bello e più alto di tutti sembra un nemico da tenere sotto chiave. E’ una follia, uno spreco, un suicidio.

Si capisce, dopo i 39 morti di un anno fa a Rigopiano, che chi amministra abbia paura della neve. Ma la paura per governare il territorio non basta. Sul Gran Sasso pesano una burocrazia lenta e cieca, l’ignoranza di cosa si fa altrove, la mancanza assoluta di fantasia.

Certo, non si può fare di ogni erba un fascio. Ogni decisione sbagliata ha la sua storia, le sue carte bollate e le sue firme. Occorre distinguere tra le responsabilità dei Comuni, della Regione, delle tre ex-Province di Teramo, Pescara e L’Aquila, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, delle società pubbliche proprietarie degli impianti di risalita. 

A Campo Imperatore la funivia, di proprietà di una società del Comune dell’Aquila, è regolarmente aperta. Chi dai 2130 metri dell’arrivo vuole salire alla cresta della Portella o al Corno Grande con i ramponi o gli sci può farlo, almeno finché non arriverà un nuovo divieto di attività fuoripista. Lo storico albergo che ha ospitato Mussolini, e prima e dopo di lui migliaia di escursionisti e sciatori, invece è sprangato, senza nemmeno un bar o un gabinetto di emergenza. 

Il cantiere della nuova seggiovia delle Fontari funziona, ma i lavori sono iniziati troppo tardi. Sarebbe stato possibile rinviarli di un anno, e tenersi ancora per un inverno il vecchio impianto. Invece si è deciso di tentare, e sembra proprio una decisione sbagliata. Se va bene, seggiovia e piste apriranno e febbraio.

Certo, come sappiamo bene, l’inverno non è solo sci di pista. A Campo Imperatore si potrebbero tracciare dei sentieri battuti (in Alto Adige ce ne sono centinaia), o proporre escursioni con piccozza e ramponi ai rifugi condotte dalle guide alpine abruzzesi. L’Osservatorio astronomico è una meta suggestiva. Ma non ci sono iniziative né proposte.  

Sul versante di Teramo la situazione è altrettanto deprimente. A Prato Selva, in territorio di Fano Adriano, le seggiovie sono chiuse, i battipista in abbandono, il rifugio alla base degli impianti ha qualche finestra aperta e si riempie di neve. 

Ai Prati di Tivo, alla base del Corno Piccolo, la nuova cabinovia, costruita nel 2009 con dimensioni più adatte alla Val Gardena che a una piccola stazione abruzzese, ha costi di gestione troppo alti, e costringe a gare d’appalto estenuanti. 

Alla fine, anche stavolta, a gestirla sarà la Gran Sasso Teramano, società pubblica in via di liquidazione. Ma il ritardo è già enorme. Nella scorsa estate, invece che a giugno, l’impianto è partito a fine luglio, dimezzando di fatto la stagione. 

Ora, nel momento-clou della stagione invernale, si è appena iniziato a collaudare gli impianti, ma le piste per ora sono chiuse. Senza battitura, la neve di inizio dicembre è stata spazzata via dal vento. La cabinovia dell’Arapietra funziona, ma trasporta solo scialpinisti e alpinisti. Senza nemmeno un bar all’arrivo, che ci vanno a fare i turisti lassù? 

Situazione bloccata anche nel “piccolo Tibet” d’Abruzzo, tra Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio e Calascio. La strada del Lago Racollo, ideale per ciaspolatori e fondisti, non viene aperta da tre inverni, e il rifugio accanto al lago ha chiuso. 

La strada di Fonte Vetica, cuore di uno splendido comprensorio di scialpinismo e sci nordico, nel 2017 è stata aperta soltanto a metà marzo, e centinaia di appassionati arrivati dall’Itala settentrionale, dalla Svizzera, dalla Germania e dall’Austria hanno portato altrove i loro sci e i loro euro. 

Quest’anno, grazie a una convenzione con la Regione Abruzzo, a Castel del Monte è arrivato uno spazzaneve, che però deve prioritariamente pulire le vie del paese e la strada che lo collega a Calascio. La morte delle piste da fondo di Fonte Vetica sarebbe il colpo di grazia per alberghi, agriturismi e bed & breakfast. 

“Lo scorso inverno, dopo le nevicate di gennaio, la strada della Vetica è stata chiusa senza motivo per due mesi” commenta Paolo Baldi, titolare del Rifugio della Rocca di Calascio. “Nella nostra zona il turismo invernale, fatto da ciaspole, sci di fondo e scialpinismo esisteva, e invece oggi non c’è più. Lo hanno ammazzato gli amministratori”. 

Sulle Alpi, secondo le ultime ricerche, il 50% dei turisti dell’inverno non scia in pista, e oggi regioni e Province autonome investe su ciaspole, passeggiate e fondo, e naturalmente sulla gastronomia e sulla wellness. In Abruzzo, la Regione e i Comuni sembrano avere in mente soltanto lo sci di pista, come sulle Dolomiti di trent’anni fa. 

E poi c’è il silenzio assordante del Parco. Certo le strade e la loro pulizia dalla neve non competono all’ente guidato da Tommaso Navarra. Ma se l’area protetta si battesse per la loro apertura, e per garantire ai visitatori la possibilità di arrivare in montagna, forse qualcuno ascolterebbe.  

I nuovi Parchi italiani, 26 anni fa, sono nati grazie a una legge che aveva come valore fondante l’ecoturismo. Sul Gran Sasso, come sulla Majella o sulla Laga, per sei mesi all’anno l’ecoturismo si fa con le ciaspole, i ramponi, le pelli di foca, le gite fotografiche in cerca di camosci e di lupi. Senza strade aperte tutto questo non si fa, o si fa poco e male.

Negli altri comprensori abruzzesi, dall’Altopiano delle Rocche al Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, in questi giorni non si trova una camera, e il merito non è solo dello sci da pista. 

Al Gran Sasso invece le strade chiuse, la mancanza di iniziative sul territorio, le informazioni inesistenti o sbagliate (oggi si usa il termine fake news) stanno creando il deserto. Perché le amministrazioni locali e il Parco non lo urlano alla politica regionale e nazionale? Che senso ha chiudere a chiave il Gran Sasso?

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Inaugurato in Cile, a 6.100 metri, il bivacco/rifugio più alto al mondo http://www.montagna.tv/cms/116851/inaugurato-in-cile-a-6-100-metri-il-bivacco-rifugio-piu-alto-al-mondo/ http://www.montagna.tv/cms/116851/inaugurato-in-cile-a-6-100-metri-il-bivacco-rifugio-piu-alto-al-mondo/#comments Wed, 27 Dec 2017 07:30:24 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116851 Sul vulcano El Ojos del Salado, uno stratovulcano in Cile alto 6893 metri, è stato inaugurato in questi giorni il bivacco/rifugio più alto del mondo a 6.100 metri.  El Ojos è considerato il vulcano attivo più alto del mondo e ha due crateri, uno in Cile e l’altro in Argentina. 

Le operazioni per costruire il rifugio sono iniziate il 4 novembre quando un team di costruttori e alpinisti cileni e tedeschi sono partiti con dei camion alla volta dello spiazzo dove è stato realizzato il piccolo capanno. 

Il rifugio è stato denominato “Amistad”e  può contenere fino a otto persone. Oltre alle difficoltà di lavorare a quelle quote, la sfida è stata portare i camion così in alto. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione tra le  società Rheinmetall Man e la MAN che hanno provveduto a far avere dei camion di ultima generazione per raggiungere questo obiettivo. 

 

Fonte @wkndheroes.com

 

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Svizzera: inaugurata la funicolare più ripida al mondo http://www.montagna.tv/cms/116833/svizzera-inaugurata-la-funicolare-piu-ripida-al-mondo/ http://www.montagna.tv/cms/116833/svizzera-inaugurata-la-funicolare-piu-ripida-al-mondo/#respond Tue, 26 Dec 2017 09:12:13 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116833
E’ stata aperta, in Svizzera, la funicolare più ripida al mondo. La funicolare raggiunge il paesino di Stoos ed è l’unico mezzo per accedervi dal momento che le automobili non possono circolare. 
 
La pendenza della tratta è al 110 cento e le cabine, dalla particolare forma cilindrica, permettono una leggera rotazione in modo da mantenere il piano d’appoggio sempre in orizzontale. La costruzione della funicolare da Guinnes è costata 50 milioni di euro.
 
La funicolare, che si trova nei pressi del lago dei quattro cantoni a mezz’ora da Lucerna, è lunga due chilometri, ha un dislivello di 743 metri e in pochi minuti permette di raggiungere il paesino di Stoos. 

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