Sci alpinismo – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 18 Jan 2018 15:19:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Scialpinismo, sull’Etna i Campionati Europei http://www.montagna.tv/cms/117721/scialpinismo-sulletna-i-campionati-europei/ http://www.montagna.tv/cms/117721/scialpinismo-sulletna-i-campionati-europei/#comments Mon, 15 Jan 2018 07:30:23 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117721 Dopo sei anni dall’ultima esperienza con la Coppa del Mondo di scialpinismo, a Nicolosi, in provincia di Catania, ritorna lo scialpinismo internazionale con i Campionati Europei. I Campionati continentali si disputeranno dal 22 al 24 febbraio, in programma ci saranno Sprint Race, Vertical Race e Individual Race, le categorie in gara saranno Senior, Espoir, Junior e Cadetti. 

Dopo l’esperienza dei Campionati Mondiali Alpago-Piancavallo disputati a febbraio dello scorso anno, un’altra volta l’Italia dello scialpinismo, sotto la supervisione della Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) mette a disposizione la propria professionalità per organizzare, questa volta in terra siciliana, un evento sportivo che richiamerà atleti e appassionati delle “pelli di foca” da tutta Europa. Si prevede infatti la presenza di 150 atleti in rappresentanza di 12 nazioni.

Se Nicolosi sarà il quartier generale dei Campionati, il rifugio Sapienza e i Crateri Silvestri, ai piedi del vulcano siciliano, faranno da cornice alle competizioni che assegneranno i titoli europei.

Le prime nazionali saranno attese a Nicolosi già da Martedì 20 febbraio, gli atleti e i tecnici, si alleneranno sulle nevi del vulcano qualche giorno prima dell’apertura ufficiale dei Campionati. Mercoledì 21 febbraio, nel tardo pomeriggio, tra le vie principali di Nicolosi si terrà la sfilata delle squadre nazionali. Il giorno seguente, il circo bianco dello scialpinismo, salirà in quota per disputare la prima prova in programma, la Sprint Race. La Sprint Race è un mix entusiasmante di velocità e tecnica che racchiude in sè tutti gli aspetti dello scialpinismo, inversioni di marcia, tratti a piedi da affrontare con gli sci nello zaino, e discese al cardiopalma. 

Il giorno seguente, venerdì 23 febbraio, andrà in scena la Vertical Race, gara di sola salita, che porterà gli atleti dal Rifugio Sapienza all’arrivo posto alla “Montagnola”.

L’ultima giornata di gare si svolgerà sabato mattina con la partenza della spettacolare Individual Race, l’essenza dello scialpinismo moderno, salirà in quota, passando per i luoghi più belli del vulcano, scendendo verso la Valle del Bove ritornerà infine verso il parterre d’arrivo all’ombra dei Crateri Silvestri. 

Il Comitato Organizzatore si avvale del prezioso supporto della Regione Sicilia e dell’assessore al Turismo Sport e Spettacolo Sandro Pappalardo, senza dimenticare la collaborazione di tutte le forze di polizia, dei Rangers e di tanti tantissimi volontari.
Oltre all’aspetto agonistico il Comitato dei Campionati vuole dare dei segnali molto forti anche per quanto riguarda i temi della violenza sulle donne e sulla sostenibilità ambientale. Infatti, tutti i concorrenti, vestiranno un pettorale speciale con il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Per la riduzione dell’impatto ambientale della manifestazione, invece, il Comitato userà materiale biodegradabile e in parte riutilizzabile, lanciando così un forte messaggio di rispetto del vulcano,  Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Inoltre è stato avviato anche un programma di coinvolgimento delle scuole di Nicolosi e dell’hinterland Catanese tramite una competizione che avvicini i bambini allo sport e sia un messaggio d’integrazione tra le varie culture.

Martedì, 20 Febbraio 2018
10.00 – 19.00: Accettazione Squadre

Mercoledì, 21 Febbraio 2018
09.00-16.30: Accettazione Squadre
17.00: Sistemazione Nazionali per la sfilata della cerimonia di apertura
17.30: Sfilata squadre Nazionali

Giovedì, 22 Febbraio 2018
08.30: Qualifiche Sprint Race (Cadetti/Junior/Senior) – (come da Regolamento ISMF)
__.__: Premiazione Floreale
18.15: Briefing Vertical Race (Campionati Europei + Open Race)

Venerdì, 23 Febbraio 2018
09.25: Partenza Vertical Race (Cadetti M/F e Junior F.)
09.45: Partenza Vertical Race (Junior M. – Senior F.)
10.00: Partenza Vertical Race (Senior M/F)
__.__: Premiazione Floreale
17.00: Premiazione Sprint Race e Vertical Race (Campionati Europei + Open) c/o P.zza di Nicolosi (c/o palazzetto in caso di avverse condizioni meteo)
18.30: Briefing Individual Race (Campionati Europei + Open Race)
__.__: Premiazione Floreale

Sabato, 24 Febbraio 2018
09.20: Partenza Individual Race (Cadetti M/F e Junior F.)
09.40: Partenza Individual Race (Junior M. – Senior F.)
10.00: Partenza Individual Race (Senior M/F)
10.40: Partenza Open Race
__.__: Premiazione Floreale
17.00: Premiazione Individual Race (Campionati Europei + Open) c/o P.zza di Nicolosi (c/o palazzetto in caso di avverse condizioni meteo)
Al termine della premiazione. Cerimonia di chiusura Campionati Europei
Festa c/o P.zza di Nicolosi

Domenica, 25 Febbraio 2018
Giorno di recupero in caso di avverse condizioni meteo in uno dei precedenti giorni di gara.

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Il comprensorio Monterosa Ski apre il percorso dedicato allo skialp http://www.montagna.tv/cms/116972/il-comprensorio-monterosa-ski-apre-il-percorso-dedicato-allo-skialp/ http://www.montagna.tv/cms/116972/il-comprensorio-monterosa-ski-apre-il-percorso-dedicato-allo-skialp/#comments Mon, 25 Dec 2017 09:25:53 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116972 Testo di Denis Falconieri
 
A pochi giorni dall’inizio della stagione sciistica, il grande comprensorio della Monterosa Ski amplia la sua offerta con un progetto innovativo che segnerà l’avvio di un percorso verso l’integrazione tra sci e scialpinismo.
 
Dunque non più solo discesa, ma anche salita, in tranquillità e sicurezza, risalendo gli itinerari battuti adiacenti alle piste, adatti al neofita che vuole cimentarsi in una nuova disciplina, ma anche all’atleta professionista che necessita di percorsi dedicati e sicuri al cospetto del Monte Rosa.
 
Nasce così il primo vero e proprio comprensorio per la pratica e l’avvicinamento allo scialpinismo che, partendo da Champoluc-Frachey, consentirà di raggiungere lo spartiacque con Alagna Valsesia in Piemonte, passando per Gressoney-La-Trinité ed attraversando i due colli che collegano le diverse località, per uno sviluppo totale in lunghezza di 32 km e di 1950 mt di dislivello. I percorsi sono dedicati all’esclusiva salita con le pelli: tutti i tracciati rispettano le norme di sicurezza affinché non vi siano interferenze con le piste riservate allo sci alpino, che saranno naturalmente accessibili in discesa dagli scialpinisti durante l’orario di apertura.
 
Ogni utente potrà usufruire dei percorsi acquistando i biglietti speciali scialpinismo: il giornaliero al costo di 10 euro oppure lo stagionale che viene proposto a 49 euro. Entrambi i biglietti comprendono l’utilizzo degli impianti a fune di arroccamento dai paesi del fondo valle per raggiungere la partenza dei percorsi dedicati. Sarà inoltre disponibile il servizio di soccorso pista in caso di infortuni esattamente come per gli sciatori che acquistano lo skipass giornaliero per la pratica dello sci alpino.
 
L’obiettivo del progetto è di sviluppare abilità specifiche e funzionali insieme ad una corretta pratica ad ogni livello delle varie discipline, aumentando così le opportunità di fruizione dell’ambiente montano ed offrendo una grande possibilità di crescita nell’ambito del proprio sport a chiunque voglia vedere lo sci alpinismo come un allenamento integrativo ed innovativo. 
 
Per una maggiore veicolazione del concetto di sicurezza sulla neve e di avvicinamento alla pratica dello scialpinismo Monterosa Ski allestirà in collaborazione con Fondazione Montagna Sicura, ente preposto per il consolidamento della cultura sulla sicurezza in montagna, un campo Artva stabile situato in prossimità dell’arrivo della funivia Stafal-Sant’Anna.
 
L’evento promozionale principe sarà poi la gara in notturna Monterosa Skialp che ormai da anni richiama un gran numero di atleti a percorrere in uno scenario unico ed inconsueto proprio quei percorsi fruibili tutti i giorni da ogni utente. 
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Il campione indiscusso del Mezzalama Damiano Lenzi ci svela i suoi prossimi obiettivi http://www.montagna.tv/cms/116698/il-campione-indiscusso-del-mezzalama-damiano-lenzi-ci-svela-i-suoi-prossimi-obiettivi/ http://www.montagna.tv/cms/116698/il-campione-indiscusso-del-mezzalama-damiano-lenzi-ci-svela-i-suoi-prossimi-obiettivi/#comments Fri, 15 Dec 2017 06:00:39 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116698 Classe 1987 nasce sotto le pareti del Monte Rosa e fin da subito si approccia allo sci da fondo per poi passare allo scialpinismo che lo porterà ad avere un palmares ricco di vittorie. I gradini più significativi del podio arrivano nel 2005 con la vittoria dei Campionati Mondiali Vertical Race nella categoria juniores. Da lì in poi non si è più fermato diventando, con il tempo campione indiscusso del Mezzalama. Stiamo parlando di Damiano Lenzi a cui siamo riusciti a strappare un’intervista tra un allenamento e l’altro.

Quante volte hai vinto il Mezzalama?

Tre volte. C’è però un atleta che l’ha vinto quattro volte.

Per te questa è una gara molto importante…

Per me, che sono nato sotto il Monte Rosa, è la gara di casa ed è qualcosa di mitico. Mitico non solo perché si corre sulle mie montagne ma anche perché, quando ero ragazzino e praticavo lo sci di fondo ero allenato da Aldo De Gaudenzi, uno che partecipava al Mezzalama e arrivava tra i primi dieci!

Che tipo di allenamento richiede il Mezzalama?

Dipenda da cosa vuoi fare. Se vuoi partecipare o se vuoi vincerlo. Nel secondo caso ci devi lavorare una vita. È una gara trascendentale per cui devi essere un po’ portato.
Ci sono tanti piccoli step da passare per arrivare al gradino più alto del podio, ma è ovvio che se ti avvicini allo scialpinismo quando hai 20, 25 anni hai sicuramente qualcosa in meno di chi, come me, ha iniziato a 15 o 16 anni.
Ci vuole una vita di allenamento per vincere il Mezzalama o una coppa del mondo.

Visto che l’hai tirata in ballo, quali sono le differenze tra la coppa del mondo e il Mezzalama?

Sono gare molto diverse, ognuna con le sue differenze. Nel Mezzalama ci sono tante componenti da considerare, in primis quota e squadra mentre nella coppa del mondo sei solo. Si corre uno contro l’altro. Nel Mezzalama conta la squadra e l’affiatamento, si fa gruppo e si corre sul più debole ricordandosi sempre che bisogna arrivare con le energie a fine stagione.
Ma a fare la vera differenza è il livello di prestigio del Mezzalama che non è paragonabile ad una gara di coppa del mondo.

Ormai sei un campione indiscusso…

Io faccio il mio mestiere, non mi piace definirmi o essere dipinto come un campione. Ho avuto la fortuna di nascere portato, ma soprattutto la fortuna di incontrare persone che mi han saputo indirizzare sulla strada giusta.
Per farla breve si, sono un campione. Ma sono anche stato privilegiato. Ovviamente i sacrifici li ho fatti io e nessun altro se non la mia famiglia per permettermi di allenarmi.

Da che tipo di famiglia arrivi?

Papà è operaio e maestro di sci mentre mamma è insegnante. Mio papà è stato per molti anni il mio allenatore e mi ha seguito fino ai 16, 17 anni, poi ho avuto la fortuna di poter continuare a fare l’agonista fino ad arrivare al centro sportivo dell’esercito. Quella è stata una svolta perché mi ha reso indipendente economicamente.

Prima dell’indipendenza economica invece?

D’estate mi allenavo e lavoricchiavo, d’inverno gareggiavo. Faticavo per ottenere risultati perché, purtroppo, non è facile per un giovane ragazzo aspirare al professionismo. Io ci sono riuscito grazie al gruppo sportivo dell’Esercito e spero che altri gruppi sportivi possano essere interessati all’apertura di gruppi scialpinistici.

Prossimi obiettivi?

Un grande obiettivo è l’Olimpiade perché se riuscirò a vincerla potrò pensare di aver vinto tutto. È questa voglia di aggiungere quel tassello al mio carniere che mi stimola ad andare avanti e a non mollare perché orami ho 30 anni e alcuni motivazioni iniziano a venir meno. Prima delle olimpiadi però devo sbrigarmi a finire casa perché mi sposo.

Quindi hai una vita privata oltre lo sci… chi sei senza sci ai piedi?

Sono una persona normale, un montanaro. Sono un appassionato di montagna schivo e selvatico. Da piccolo ero un po’ come Peter di Heidi. Andavo col nonno in montagna con le mucche e mi divertivo un mondo.

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100 giorni a “La Sportiva Epic Ski Tour”, la gara di sci alpinismo del cuore delle Dolomiti http://www.montagna.tv/cms/116015/100-giorni-a-la-sportiva-epic-ski-tour-la-gara-di-sci-alpinismo-del-cuore-delle-dolomiti/ http://www.montagna.tv/cms/116015/100-giorni-a-la-sportiva-epic-ski-tour-la-gara-di-sci-alpinismo-del-cuore-delle-dolomiti/#comments Fri, 24 Nov 2017 07:30:41 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116015 Mancano circa 100 giorni allo start della seconda edizione de “La Sportiva Epic Ski Tour”, dall’8 all’11 marzo sulle nevi trentine, ed il comitato organizzatore ha pensato di rendere più piacevole l’attesa realizzando una serie di video carichi di interviste e contenuti, visualizzabili sulle pagine Facebook e Instagram dell’evento. 100 giorni per seguire i preparativi, gli allenamenti, la vita quotidiana e i consigli dei fuoriclasse, il tutto per non farsi trovare impreparati quando ci saranno da scalare le erte dell’Alpe Cermis, del Passo San Pellegrino e del Passo Pordoi. 

Tra di essi ci sarà anche un “local hero” che terrà informati gli appassionati sulle condizioni dei tracciati in Val di Fiemme e Val di Fassa, spettacolari location ove La Sportiva Epic Ski Tour andrà in scena in tutta la propria magnificenza. Il campione della passata edizione, Damiano Lenzi, si trova già nei ‘terreni di caccia’ innevati per iniziare il proprio training in vista della partenza della stagione agonistica: “Lo scorso anno ho avuto una stagione fantastica, mi sono laureato campione del mondo ed ho vinto gare prestigiose tra le quali l’Epic Ski Tour, vi aspetto tutti numerosi anche perché ha nevicato e le piste sono perfette per iniziare ad allenarsi”. 

Ha annunciato la propria presenza alla manifestazione trentina anche la scialpinista austriaca Theresa Kober: “Normalmente svolgo 7-8 gare l’anno e La Sportiva Epic Ski Tour nel 2018 sarà la perfetta conclusione delle mie fatiche”. 

Il giovane Stefano Mich essendo di Tesero in Val di Fiemme gioca in casa: “Ho iniziato a praticare scialpinismo quando avevo 12-13 anni, con mio papà guida alpina che mi portava sulle cime e fin da subito mi ha trasmesso questa passione che dall’anno scorso ho portato anche nelle competizioni. Sarà il mio primo Epic Ski Tour e non vedo l’ora di essere ai nastri di partenza”. Ma è bene sottolineare che il contest è rigorosamente “4All”, per tutti, un nuovo modo di fare ed intendere lo scialpinismo, visto troppo spesso come proibitivo, complicato o irraggiungibile. Grazie a La Sportiva Epic Ski Tour diverrà invece a portata di mano, andando alla scoperta delle Dolomiti trentine con un trittico di giornate avvincenti e ricche d’iniziative. 

Ė bene dunque non perdere tempo ed iscriversi. Info: www.epicskitour.com 

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Il Canto del Gallo – Ski fitness: lo sci alpinismo è un’altra cosa! http://www.montagna.tv/cms/115767/il-canto-del-gallo-ski-fitness-lo-sci-alpinismo-e-unaltra-cosa/ http://www.montagna.tv/cms/115767/il-canto-del-gallo-ski-fitness-lo-sci-alpinismo-e-unaltra-cosa/#comments Fri, 17 Nov 2017 06:00:53 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115767 Si legge sul sito di Monterosaski: “L’obiettivo di una lenta e incessante ascesa sugli sci è la conquista di una vetta solitaria.
Lo sci alpinismo conduce proprio su quelle cime che, normalmente, d’estate vengono solo fiancheggiate.
Da lassù lo sguardo spazia fra creste montuose estremamente lontane.
Lo sci alpinismo non conquista solo cime, ma anche spazi esclusivi di Natura incontaminata.
Ed è proprio sciando in perfetta solitudine che si raggiunge una completa simbiosi con la Natura“.

Belle parole a cui segue la proposta di uno skipass giornaliero per chi sale con le pelli e scende in pista: la propaganda dei pubblicitari è terrificante. Come quando si usano video di fuoripista stile Canada per promuovere un comprensorio sciistico dove poi il fuoripista è assolutamente vietato.

Ma raggiungere una cima con gli sci in spalla e ramponi ai piedi per poi sciare su pendii di neve reale, non trattata artificialmente, magari farinosa e non tracciata (ma ben venga anche la crosta che obbliga a difficili equilibri) è tutt’altro rispetto al salire su piste attrezzate e soprattutto scendere su una pista battuta!

Chiamiamo le cose con il loro vero nome e significato: una cosa è lo Sci Alpinismo, un’altra è lo “ski fitness”!

Non sono mai riuscito a correre su un tapis roulant, ma mi entusiasma correre nella natura, anche su un argine, meglio su un sentiero: la differenza è totale.

Negli ultimi anni il numero dei praticanti dello ski fitness è cresciuto tantissimo, con anche attrezzi e abbigliamento dedicato, ben vengano anche i percorsi dedicati, ma vi prego chiamiamo le cose con il loro vero nome!

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La questione catalana arriva fino allo scialpinismo e all’arrampicata http://www.montagna.tv/cms/115510/la-questione-catalana-arriva-fino-allo-scialpinismo-e-allarrampicata/ http://www.montagna.tv/cms/115510/la-questione-catalana-arriva-fino-allo-scialpinismo-e-allarrampicata/#respond Fri, 10 Nov 2017 07:30:04 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115510 La Federació d’Entitats Excursionistes de Catalunya (FEEC) ha annunciato che la  squadra di sci alpinismo non prenderà parte alle competizioni spagnole, a riportare la notizia Desnivel.

La decisione fa seguito alla situazione di tensione politica tra Spagna e Catalogna per l’indipendenza di quest’ultima. Se gli atleti vorranno gareggiare in terra spagnola, dovranno farlo a titolo personale. La federazione parteciperà invece solo agli eventi internazionali (in particolare il Pierra Menta ed il Tour du Rutor). 

Di contro, la federazione spagnola (FEDME) ha comunicato che convocherà comunque gli atleti catalani per far parte della propria squadra di sci alpinismo, che però non vedrà il catalano Kilian Jornet, non per ragioni politiche, ma di salute.

Per il momento, la decisione riguarda solo lo sci alpinismo poiché le competizioni di arrampicata sportiva sono già iniziate, ma la FEEC anticipa che il tema verrà affrontato per la prossima stagione.

Ancora una volta quindi le questioni politiche interferiscono con il mondo della montagna. Non è infatti una cosa nuova, basti pensare a quante vette sono inaccessibili perché in zone di guerra o di confine tra paesi non amici o ai permessi rifiutati perché sul passaporto si hanno visti sgraditi.

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“The Chuting Gallery” Caroline Gleich chiude la sfida e scia le 90 linee http://www.montagna.tv/cms/114285/the-chuting-gallery-caroline-gleich-raccoglie-la-sfida-90-linee-un-inverno/ http://www.montagna.tv/cms/114285/the-chuting-gallery-caroline-gleich-raccoglie-la-sfida-90-linee-un-inverno/#respond Mon, 09 Oct 2017 10:25:34 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=114285 Novanta linee da sciare, tutte nello stato dello Utah: “The Chuting Gallery”, la guida scritta nel 1998 da Andrew McLean, è senza dubbio un progetto molto ambizioso da affrontare. Lo sa bene l’alpinista americana Caroline Gleich che è riuscita a sciare tutte le linee della guida, la prima donna a chiudere il progetto. 

La gente ha diverse opinioni riguardo a Caroline Gleich: viene definita Social Media star, una modella mascherata da alpinista. Ma queste riduzioni a lei proprio non vanno giù, è così da quando, a sedici anni, si imbatté nella guida “The Chuting Gallery” che riporta 90 linee (molte di queste molto difficili) sulle Wasatch Mountains nello Utah. La prima volta che disse che lei le avrebbe sciate tutte le risero in faccia, letteralmente. “Forse era perché sono bassa, o perché sono una ragazza bionda, ci rimasi molto male”. Dopo dieci anni e dopo tanto allenamento è riuscita a dimostrare che sono l’allenamento e la passione a fare una buona alpinista, e non il colore dei capelli. 

 

Guarda il video del progetto: 

 

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La prima discesa integrale con gli sci del Weisshorn per Edmond Joyeusaz http://www.montagna.tv/cms/108837/la-prima-discesa-integrale-con-gli-sci-del-weisshorn-per-edmond-joyeusaz/ http://www.montagna.tv/cms/108837/la-prima-discesa-integrale-con-gli-sci-del-weisshorn-per-edmond-joyeusaz/#respond Tue, 30 May 2017 07:06:37 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=108837 La guida alpina di Courmayeur Edmond Joyeusaz ha effettuato la prima discesa integrale con gli sci del versante sud del Weisshorn (4.505 metri), in Svizzera.

La discesa consiste in 1.100 metri di dislivello, in cui la pendenza si attesta su una media di 55 gradi, e ha richiesto, in alcuni tratti, di calarsi sci ai piedi in corda doppia, come nella goulotte iniziale in cui la pendenza di addirittura 70 gradi rendeva impossibile la sciita.

Joyeusaz ha ipotizzato una difficoltà di S7 per questo tracciato, entrando tra i più difficili da lui realizzati.

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Scialpinismo nella Georgia dei poli opposti http://www.montagna.tv/cms/108345/scialpinismo-nella-georgia-dei-poli-opposti/ http://www.montagna.tv/cms/108345/scialpinismo-nella-georgia-dei-poli-opposti/#respond Mon, 22 May 2017 06:30:14 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=108345 Testo e foto di Veronica Balocco e Michele Cucchi

 

L’essenza di cumino avvolge l’aria. E’ il profumo di khachapuri. Di carne speziata. Zuppa calda. Un piatto ricco che ci raggiunge, nel dehors di questo bar, in questa piccola, curiosa stazione sciistica. Il vino rosso nasce qui. E raccoglie tutto il sapore della terra aspra e ruvida. Una discesa in neve fresca, e ora sorseggiamo felici.

Qui a Tetnuldi il mondo è strano: qualcuno, arrivato da migliaia di chilometri di distanza, ci ha creduto. Ha osservato quei pendii, voluto quegli impianti, offerto le risorse. Soldi. E creato tutto questo. Modernità pura, in mezzo al silenzio del Caucaso. Ma la strada ancora non c’è. La prima stagione di questo piccolo mondo di seggiovie a sei posti brilla spensierata. Qualche local, tanti stranieri. Polizia di montagna in esercitazione. Guide pronte a organizzarsi. E la voce che inizia a spargersi anche oltre i confini di una Georgia che pochi, nell’Europa delle Alpi, sembrano conoscere davvero. Eppure, nonostante tutto questo, la strada non c’è. Guidare su piste sterrate, dove anche le auto più moderne arrancano a fatica, è normale da queste parti. Ma qui, in questo sperduto regno creato dai finanziatori stranieri, qui dove le aspettative parlano di turismo, sciatori in arrivo, tra impianti avveniristici e dehors sulla neve, una strada vera non arriva. Le seggiovie hanno avuto la priorità. Domani, forse, alla stagione che arriverà, anche l’asfalto porterà civiltà fin quassù.

Dobbiamo farci l’abitudine, a queste contraddizioni. Se c’è qualcosa che di questo Paese emerge sopra ogni cosa, come la confusione per l’Italia e la pulizia per la Svizzera, è il suo essere tutto e il contrario di tutto. E il suo saper lasciar convivere queste anime in una paradossale pace. Mestia, dove la montagna del nord assume la forma di un villaggio d’altri tempi, con le sue torri che raccontano antagonismi lontani, è una miscela di opposti distanti e vicini. Un presente che sa di storia, tra le viuzze in pietra che anche Vittorio Sella non seppe fare a meno di imprimere sulla lastra, lasciando in cambio il ricordo di sé, e delle sue immense opere, per i decenni a venire. Arretrata ma non povera, medievale ma contemporanea, sovietica ma occidentale questa cittadina è la scelta più scontata del popolo sciistico in arrivo dall’ovest. Ed è da qui che in questo inverno, ad ogni latitudine e longitudine si osservi, si vede neve. Cime severe, altezze inconsuete: c’è chi le vive con una rotazione di elicottero, chi con i nuovi impianti, chi con il sudore delle pelli. Tetnuldi e Mestia, rumore e silenzio, impianti e natura, folla e solitudine. Pochi chilometri di distanza e nel cuore profondo dello Svaneti, regione delle montagne e della storia, le due opposte facce della Georgia si svelano.

Ma la magia del Caucaso non si ferma qui. Ovunque si guardi, qualunque cima si scelga, è una scoperta. Salite mai banali, discese da inventare. E piacere puro nella polvere leggera del freddo dell’Est. Sembra di non aver mai visto tanta neve, di non aver mai scivolato su un cotone tanto morbido. E l’arrivo in paese, tra le mucche che osservano, il pastore che si affianca per una foto, il ruscello da attraversare, i maiali che attraversano le strade fangose, è la più ovvia chiusura di tanta stranezza. Di tanta bellezza.

E noi siamo lì, nel mezzo di tutto. A provare un po’ tutte le strade per vivere l’emozione di ogni giorno. A incidere la nostra firma sulla lavagna liscia del bianco perfetto, nel tempo di un pomeriggio che sfuma immancabile tra un khachapuri e un tocco di speck del Trentino, una birra local e un bicchiere d’acqua dal rubinetto che nessuno chiude mai, paura del gelo.

Ma c’è un momento per tutto, in questa Georgia dei poli opposti. Un attimo per visitare l’innovativo museo e uno per sbirciare nel vecchio negozietto venditutto. Uno per guardare l’aeroporto futurista e uno per farsi una serata nel ristorantino da 6 euro a cena completa. Sono gli estremi che riemergono. Le alternative che convivono. Antitesi che guidano la scelta degli attimi, dove c’è spazio anche per stringere amicizia con i georgiani più veri. Quelli vestiti di nero ma solari nel sorriso. Temprati dalla vita severa ma stregati dalla tv. Dalla compostezza riservata ma dalla voglia di donarti quel che hanno. 

Se c’è qualcosa destinato a restarci dentro, di questa Georgia così ovunque contrastante, è proprio qui. Nella pace di una giornata che finisce, con una sciata alle spalle, le montagne negli occhi, un bicchiere di vino tra le mani, una focaccia tra i denti, la stanchezza degli amici e il sorriso di chi ci offre un letto. Riuniti tutti intorno al tavolo, a raccontarci quanto diverso sia il nostro mondo. E quanto bello sia poterselo dire in faccia.

È la bellezza pura e ingenua di un Paese da cui la storia non si è lasciata impietosire. E che pure ora rivive come meta di un turismo portatore di ossigeno. Ma fino a che punto? C’è chi dice che questo luogo abbia ancora tanta strada da fare. Troppo lontano dal modello che domina la mente occidentale. Troppo arido di comodità. Ma la sensazione di tutti noi, che lì ci abbiamo vissuto emozioni destinate a non svanire, è che gli opposti siano ancora una volta in perfetto equilibrio. Perfettamente selezionati per mantenere la bolla d’aria nel centro. E che questa meravigliosa Georgia, a conti fatti, abbia già trovato la sua personale meta.

 

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Il Canto del Gallo – Ahi Ahi Mezzalama http://www.montagna.tv/cms/107336/il-canto-del-gallo-ahi-ahi-mezzalama/ http://www.montagna.tv/cms/107336/il-canto-del-gallo-ahi-ahi-mezzalama/#comments Fri, 28 Apr 2017 09:28:29 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=107336 Da sempre il mondo della montagna si divide fra chi sostiene che non si debba e non si possa fare dello sport e quindi delle competizioni in montagna e chi invece sostiene che alpinismo e sport siano due aspetti diversissimi, ma che possono coesistere. Sport e alpinismo diversi fra loro, ma con mille sovrapposizioni.

Quasi tutte le parole che finiscono in –ismo stanno ad indicare dottrine e movimenti religiosi, sociali, filosofici, letterari, artistici, atteggiamenti, tendenze, caratteri collettivi o individuali; solo in rarissimi casi attività sportive (ciclismopodismo). Cito tre “ismo” che secondo me sono ben collegati fra loro: illuminismo, eroismo, alpinismo; perché quando si pensa all’alpinismo spesso si intende più uno stato mentale nei confronti della montagna, per alcuni una filosofia di vita. Giusto o sbagliato che sia l’alpinismo lo abbiamo accettato così.

Faccio un passo indietro, ripartendo dallo sport: attività che si esprime in una competizione, con una classifica, un vincitore sulla base di regolamenti ben precisi e un’etica della correttezza che anch’essa ha delle regole scritte, non solo tramandate oralmente come quando si parla di alpinismo.

Io sono fra coloro che da sempre ha sostenuto che lo sport in montagna ci sta tutto; anzi, se si fossero adottate le regole tipiche dello sport si sarebbero potute evitare tantissime polemiche su chi era o è il più forte alpinista, chi ha salito o meno una tal cima: tutte cose che costellano la storia dell’alpinismo che in realtà così puro e scevro da competizione, come taluni ci vogliono far credere, non è mai stato.

Sono stato promotore delle gare di arrampicata su ghiaccio fino alla loro massima espressione con la Coppa del Mondo, nello stesso tempo non mi sono mai opposto ai meeting tra amatori, i “rassemblement alla francese”, anche se mi è sempre sembrato importante tenere ben distinte le due cose.

Nello scialpinismo è lo stesso. Ci sono i raduni non competitivi e ci sono le gare vere e proprie (anche se poi nelle competizioni rimane ancora una frangia di partecipanti per i quali è importante partecipare e basta).

E arrivo al tema di questo mio “canto”. É verissimo che il Mezzalama è qualcosa di incredibile e unico nel panorama delle gare di scialpinismo, in un ambiente eccezionale e complesso, difficilissimo da organizzare anche per le variabili condizioni meteo e nevose, ma è e deve rimanere comunque una gara agonistica a tutti gli effetti, con delle regole certe perché si parla di tracciato, cancelli e tempi.

Lo scialpinismo sportivo diventerà a breve disciplina olimpica, sicuramente non sarà come il Mezzalama, che è incredibilmente di più, ma rappresenterà gare per le diverse specialità, in ogni caso più semplici e facilmente interpretabili da parte dei giudici.

Gare sportive: ma il Mezzalama di quest’ anno si è, suo malgrado, sicuramente allontanato da questa visione sportiva ed ancor più da quella olimpica.

Mi spiego: in tutte le gare in cui bisogna stare in un tracciato, chi salta una porta o non segue il percorso obbligato viene squalificato (a meno di non risalire a scaletta per riprendere il tracciato corretto) anche se il secondo avrebbe comunque perso, anche se il secondo non fa ricorso ecc, per rispetto delle regole che nello sport devono essere, per l’appunto,  rispettate; in caso contrario si avvalora ulteriormente tutto quell’alone di incertezza naif,  talvolta di comodo, tipico del cugino alpinismo.

Non si può essere rigorosissimi nei controlli prima della partenza sui materiali per ragioni di sicurezza, tanto da non accettare una piccozza se non ha la paletta, e poi essere morbidi su un errore chiaro nel seguire il tracciato.

In più il tracciato era stato modificato per ragioni di sicurezza, dove è finita questa decisione?

Non si può risolvere tutto con una “strigliata agli alpini” nel dopo gara (articolo sulla Stampa del 27 aprile): le strigliate vanno bene per i ragazzi a scuola, non per degli atleti che possiamo definire professionisti veri e propri, che si allenano tutto l’anno anche per vincere una competizione, usano materiali sofisticatissimi e super costosi per i quali le aziende sviluppano da anni una ricerca continua (come accade per il Mezzalama), o che la competizione possono perderla se commettono un errore dettato dalla foga/disattenzione in prossimità dell’arrivo e quindi rilevabile da tutti.

Aspettarsi per la più bella e importante gara al mondo di sci alpinismo un provvedimento di ripristino dell’etica sportiva è chiedere troppo? Anche per rispetto di tutti coloro che praticano e seguono direttamente o indirettamente le gare di scialpinismo, aziende incluse.

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