Sport – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Tue, 11 Dec 2018 14:43:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Al via la stagione scialpinistica. Tante novità e grandi campioni in maglia azzurra https://www.montagna.tv/cms/133747/al-via-la-stagione-scialpinistica-tante-novita-e-grandi-campioni-in-maglia-azzurra/ https://www.montagna.tv/cms/133747/al-via-la-stagione-scialpinistica-tante-novita-e-grandi-campioni-in-maglia-azzurra/#respond Mon, 10 Dec 2018 05:00:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133747 È ormai tutto pronto per la nuova stagione scialpinistica. Infatti, nonostante la neve non abbondi ancora sulle Alpi, i tracciati sono già stati decisi e gli atleti hanno iniziato a scaldare i motori in vista delle prime gare. “Abbiamo iniziato con le prime sciate ad ottobre. Con la squadra siamo andati a cercare neve dove c’è, qualche salita l’ho anche fatta per conto mio” ci racconta Michele Boscacci, protagonista indiscusso della scorsa stagione scialpinistica e detentore della Coppa del Mondo 2017/2018. “Quest’anno le gare importanti iniziano con un mese di ritardo rispetto alla passata stagione, per questo ho scelto di rallentare i ritmi dell’allenamento. Spero di poter migliorare la forma durante le prime competizioni, così da arrivare perfettamente preparato a quello toste” afferma il campione svelando la sua strategia di allenamento.

Una strategia drasticamente diversa da quella messa in campo dall’amico, e anche lui atleta del Centro Sportivo Esercito, Robert Antonioli. L’atleta, l’anno scorso al secondo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo, ha infatti optato per una preparazione importante. “Quest’estate mi sono allenato abbastanza intensamente, anche in montagna facendo alcune traversate classiche. Spero che tutto questo porti bene all’inizio della stagione”. A metà dicembre si inizia infatti con i campionati italiani e poi, il 29 gennaio in Austria, grande debutto per la Coppa del Mondo che quest’anno porta con se importanti cambiamenti. Grande novità sarà infatti che i circuiti ISMF (International Ski Mountaineering Federation) e La Grande Course non “correranno” più insieme. Nella Coppa del mondo non troveranno quindi più spazio le storiche e grandi classiche internazionali come la Pierra Menta o il Tour du Rutor.

Foto Stefano Jeantet

“Spero di gareggiare senza fare errori” commenta ancora Boscacci. “Non dico di riconfermarmi come l’anno scorso, ma di star bene. Vincere è sempre difficili, ma già arrivare con una condizione ottimale è una buona partenza”. Per Antonioli le speranze sono le stesse. “È la prima volta che arrivo così in forma a inizio stagione, spero di riuscire a tenerla. Ci sarà poi da vedere cosa faranno gli altri”.

La squadra nazionale è di tutto rispetto. Oltre ai già citati Michele Boscacci e Robert Antonioli troviamo infatti il plurivincitore del Mezzalama Damiano Lenzi e poi William Boffelli, Matteo Eydallin, Nadir Maguet e Federico Nicolini.

 

Le date di Coppa del Mondo

18-20 gennaio 2019: Bischofshofen (Austria) – sprint e individuale

27 e 28 gennaio 2019: Font Blanca (Andorra) – individuale e vertical

2 e 3 febbraio: Le Dévoluy-La Grande Trace (Francia) – individuale e sprint

22  e 23 febbraio 2019: Beidahu-Jilin (Cina) – individuale, sprint e vertical

23 e 24 marzo 2019: Disentis (Svizzera) – individuale e vertical

3-6 aprile 2019: Madadonna di Campiglio (Italia) – sprint, vertical e individuale.

 

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Goggia, “Donna dell’anno”, pronta al rientro dopo Natale https://www.montagna.tv/cms/133767/goggia-donna-dellanno-pronta-al-rientro-dopo-natale/ https://www.montagna.tv/cms/133767/goggia-donna-dellanno-pronta-al-rientro-dopo-natale/#respond Wed, 05 Dec 2018 15:12:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133767 Vincitrice del premio “Donna dell’anno” al gran galà della Gazzetta dello Sport, che ieri sera ha premiato i migliori sportivi del 2018, Sofia Goggia ha parlato del suo infortunio e ai microfoni di Europsport ha annunciato che l’intenzione è di poter indossare nuovamente gli sci dopo Natale e rientrare alle gare il 19 gennaio a Cortina. Una speranza che tiene però in considerazione anche i tempi di ripresa senza bruciare le tappe: ”Il principale obiettivo diventa guarire completamente per avere la testa e il fisico pronti a gareggiare al 100%. Nei momenti in cui si è costretti a restare fermi si ha la possibilità di lavorare su quegli aspetti che si trascurano un po’ durante l’attività agonistica. Per me l’importante resta godermi il percorso e vivere bene il quotidiano”.

Il riconoscimento della Gazzetta chiude un 2018 che è stato per la bergamasca “da un lato una tragedia”, ma che le ha dato anche grandissime soddisfazioni. “Vi ringrazio per questo premio – ha dichiarato Sofia sul palco-  l’anno scorso ero stata brava, ma forse quest’anno me lo sono meritato di più perché con l’oro olimpico in discesa e la Coppa del Mondo di specialità ho fatto qualcosa che resterà. Il 2018 mi ha dato talmente tanto, che anche se si è chiuso con questo infortunio non importa, lo considero un anno straordinariamente positivo“.

 

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Markus Eder e quello sci senza regole https://www.montagna.tv/cms/133668/markus-eder-e-quello-sci-senza-regole/ https://www.montagna.tv/cms/133668/markus-eder-e-quello-sci-senza-regole/#respond Mon, 03 Dec 2018 05:00:42 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133668 Classe 1990 Markus Eder è un ragazzo normale. Appassionato, pieno di energia, divertente e umile. La sua vera anima si rivela però quando aggancia gli sci ai piedi, sci larghi da neve fresca. Tutto cambia quando prende a scendere e a disegnare tracciati in luoghi dove non sembra essercene la possibilità. Il suo ultimo video, che in questi giorni impazza sui social, mostra perfettamente quella che è l’anima di questo ragazzo, nuovo arrivato nel team Vibram.

“In realtà non si tratta di un progetto partito da me, ma di un’iniziativa di Red Bull Germania portata avanti con Bene Mayr. A me han chiesto di partecipare, sapendo che abito in zona e che conosco molto bene quel territorio.”

È stata una discesa super interessante, incredibile. Ad essere sincero devo dire che all’inizio non riuscivo a immaginare questo tipo di percorso. Ho avuto una stagione abbastanza lunga che non mi ha permesso di capire bene l’idea fin quando sono arrivato sul posto. Il primo giorno ho visto la pista e ho pensato che non valeva la pena, cera pochissima neve ed era impossibile costruire il progetto. Ovviamente però ci abbiamo provato lo stesso e il puzzle pian piano ha preso forma.”

“Quando abbiamo iniziato a riprendere la parte alta del tracciato, sotto stavano ancora costruendo. Faceva caldissimo e ogni giorno fondavano 20 o 30 centimetri di neve. Il problema era che in alcuni punti c’erano solo 20 o 30 centimetri di neve” (ride).

 

Ci spieghi come nascono progetti di questo tipo, come le immagini le tue discese?

Tutto parte da un sogno, dalle cose che vorrei fare. Non sono quasi mai in cerca di progetti nuovi. Succede quasi per caso, viaggiando, vedendo montagne in giro per il mondo, imparando. Così ho l’opportunità di trovare sempre nuove idee e nuovi stimoli per delle sfide.

Torniamo indietro nel tempo. Oggi ti muovi sugli sci come fossero un prolungamento del tuo corpo, ma qual è  stata la tua prima volta?

Sono sempre stato attratto da questo mondo. La mamma mi ha raccontato tanto volte di quando avevo appena tre anni e andavamo a vedere le gare e gli allenamenti di mia sorella. Lei faceva sci alpino e io, da quel che mi han raccontato, mi sono appassionato talmente tanto da voler provare a tutti i costi a sciare. Alla fine mi hanno messo sugli sci in plastica di mia sorella e mi han “lanciato” sulla pista da fondo che correva di fronte a casa. Quella volta ho sceso una collina, rimanendo in piedi e subito volevo riprovare.

Poi?

Crescendo ho iniziato con lo sci alpino, l’ho praticato fino a 14 anni. Devo però ammettere che non mi è mai piaciuto granché, la mentalità dello sci in pista non è la mia. Da sempre saltavo verso il bordo della pista e mi divertivo di più quando non c’era l’allenamento. Infatti con il mio allenatore non c’è mai stato un gran rapporto. Alla fine poi ho deciso di smettere, non era la mia strada.

Dopo aver chiuso con lo sci alpino ho scoperto il freestyle. A farmelo conoscere è stato un film che mi ha regalato un amico. L’ho guardato tutta l’estate e, alla fine, mio padre è stato costretto a prendermi degli sci per la disciplina. Avrò avuto 15 o 16 anni quando ho iniziato.

Da lì in poi una carriera già scritta…

Carriera scritta magari no. Quando go iniziato il movimento era appena all’inizio e non avevo in testa di poter vivere grazie al freestyle. Solo pochi al mondo ci riuscivano. Io ero però molto appassionato e mi piaceva molto, al punto che non m’interessava la possibilità di guadagnare. Volevo solo continuare a sciare.

Il passaggio dallo sci alpino al freestyle è stato un cambio a 180 gradi. Due anni prima ero con lo sci club dove mi venivano date regole e mi veniva detto cosa fare. Di colpo mi sono invece ritrovato in mezzo a degli snowboarder senza regole, dove potevo fare quel che mi pareva (ride).

Il freestyle è stata la mia disciplina fin quando mi hanno invitato a partecipare a una gare in neve fresca. Non volevo nemmeno andare, perché non avevo fatto quel tipo di sci. Alla fine mi sono classificato secondo, in mezzo agli idoli che vedevo nei video. Così è iniziata tutta un’altra storia legata al freeride.

Molti pensano che per fare freeride sia necessario andare lontano, che sulle Alpi non ci sia più spazio…

Per me è il contrario. Più viaggio, più mi rendo conto della bellezza e delle possibilità che abbiamo sulle Alpi. Non è necessario andare in Canada, in Giappone o in Alaska per trovare neve da scendere.

Inoltre, le Alpi sono molto più facilmente accessibili grazie agli impianti di risalita e alle infrastrutture. Spesso, in Alaska o in Canada, per raggiungere i luoghi del freeride bisogna prendere la motoslitta o addirittura l’elicottero. Una discesa richiede molta più logistica e tanta organizzazione.

Con che attrezzatura ti muovi quando vai a fare una discesa?

Ovviamente con gli sci larghi da neve fresca e poi con tutta l’attrezzatura di sicurezza. Anche solo se vai dieci metri fuori pista perché c’è una bella discesa è indispensabile avere con se Artva, Pala e sonda. Spesso uso anche lo zaino paravalanghe.

A proposito di sicurezza, quanto rischio ti prendi durante una discesa?

Può essere tanto o poco. Il problema sta nel fatto che, anche se non scende una valanga, non sai mai quanto sei andato vicino al punto di distacco. Non puoi mai essere sicuro al cento per cento. Per questo ogni anno faccio vari corsi di formazione dedicati alle valanghe, imparando sempre qualcosa di nuovo. Non si smette mai di imparare.

Cosa consiglieresti a un ragazzo che si vuole approcciare al freeride?

Di andare per gradi, di non spingere troppo e di non cercare per forza subito la neve fresca. Gli consiglio inoltre di andare piano, di leggere la natura e cercare di capirne le condizioni. Importante è anche muoversi con amici che hanno esperienza e di cui si può fidare.

Non bisogna mai spegnere il cervello.

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Presentato il logo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Vi piace? diteci la vostra! https://www.montagna.tv/cms/133523/presentato-il-logo-delle-olimpiadi-invernali-di-milano-cortina-2026-vi-piace-diteci-la-vostra/ https://www.montagna.tv/cms/133523/presentato-il-logo-delle-olimpiadi-invernali-di-milano-cortina-2026-vi-piace-diteci-la-vostra/#comments Wed, 28 Nov 2018 11:09:39 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133523 La delegazione italiana ha presentato a Tokyo all’Assemblea dei comitati olimpici invernali la candidatura ufficiale ai Giochi del 2026 di Milano-Cortina.

Svelato per l’occasione il video promozionale e il logo ufficiale: un Duomo di Milano stilizzato con la facciata che si trasforma in montagna, riecheggiando le Alpi e le Dolomiti, con le guglie verdi, bianche e rosse, in onore all’Italia. Dal punto più alto della guglia centrale parte con un effetto cromatico tricolore la discesa di una pista di slalom. Un logo che intende abbinare il simbolo per eccellenza di Milano con i monti di Cortina e della Valtellina, esaltando in ogni circostanza i colori della bandiera italiana, icona di una candidatura condivisa tra i territori ma sempre con lo sguardo rivolto all’intera nazione.

La nostra è una candidatura che parte dal territorio, nel pieno rispetto dell’agenda 2020 con la quale il Cio ha dato le linee guida dei Giochi del futuro: sono sicuro che il sogno di Milano-Cortina 2026 diventerà realtà” ha dichiarato Giovanni Malagò, presidente del CONI. Presenti anche il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, il governatore del Veneto, Luca Zaia e l’olimpionica azzurra, Arianna Fontana.

L’unica rivale, dopo l’addio di Calgary, è Stoccolma, dove però la municipalità non è a favore dei Giochi e al momento, dopo le ultime elezioni, non c’è ancora un Governo. I pronostici sono pertanto a favore della vittoria della candidatura italiana.

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    Olimpiadi invernali 2026. Calgary dice NO https://www.montagna.tv/cms/133037/olimpiadi-invernali-2026-calgary-dice-no/ https://www.montagna.tv/cms/133037/olimpiadi-invernali-2026-calgary-dice-no/#comments Wed, 14 Nov 2018 12:52:58 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133037 La settimana scorsa eravamo rimasti in attesa dei risultati del referendum consultivo indetto a Calgary per definire le sorti della candidatura canadese alle Olimpiadi invernali del 2026. Ebbene al referendum ha vinto il fronte del NO alla candidatura, con il 56,4% dei suffragi pari a 171.750 voti; i favorevoli sono stati 132.832. Questi i risultati non ancora ufficiali, postati su Twitter dal municipio.

    La gente ha parlato, tanta gente, e l’ha fatto chiaramente. E questa è una chiara direzione su dove andare” ha commentato il sindaco di Calgary, Naheed Nenshi, profondamente deluso dal voto. La decisione definitiva sul ritiro spetta ora al consiglio municipale che dovrà ratificare l’esito del voto il prossimo lunedì.

    Calgary, già sede dei Giochi del 1988, avrebbe potuto riutilizzare strutture già esistenti e sfruttare la competenza acquisita per garantire un’ottimale organizzazione dei giochi invernali del 2026. Ma la popolazione a quanto pare non vuole una seconda esperienza olimpica.

    Restano in gara Milano-Cortina Stoccolma. Tra le due candidature quella italiana sembra la più forte, considerando le problematiche di natura politica ed economica che affliggono la capitale svedese. Un altro grave problema di Stoccolma è che la città gode, come tutta la Svezia, di una passione per gli sport invernali ma manca di budelli ghiacciati che determinerebbero la necessità di spostare in Lettonia le gare di bob, slittino e skeleton. Un’idea che non piace a molti. Il prossimo 28 novembre il dossier sulla candidatura di Milano-Cortina sarà presentato al Cio, dal presidente del Coni Malagò, che volerà a Tokyo in compagnia del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del governatore del Veneto Luca Zaia.

    Non resta dunque che attendere le decisioni del consiglio comunale di Calgary, che potrebbe anche non tenere conto delle indicazioni dei cittadini e proseguire la sua corsa per i Giochi 2026. Di certo le problematiche di natura politica fra governo federale, provincia e città nella gestione dell’evento rendono molto più plausibile il passo indietro definitivo del Canada.

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    Giro d’Italia 2019, tutto quello che c’è da sapere sulle tappe di montagna https://www.montagna.tv/cms/132897/giro-ditalia-2019-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulle-tappe-di-montagna/ https://www.montagna.tv/cms/132897/giro-ditalia-2019-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulle-tappe-di-montagna/#respond Sat, 10 Nov 2018 11:00:37 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132897 È stato presentato i giorni scorsi il Giro d’Italia 2019, che per gli appassionati di scalate sarà appassionante, sebbene bisognerà pazientare fino alla seconda parte della Corsa Rosa per i primi arrivi in salita.

    L’anno prossimo si partirà da Bologna con una crono particolarmente impegnativa, dato che a 6km dalla partenza si incontrerà la salita del San Luca, 2,1 km con pendenza media di 9,7%, ma con punte massime del 16%.

    Bisognerà però poi attendere la nona tappa (il 19 maggio), ossia la seconda crono, per poter assistere al primo arrivo in salita, a San Marino, che sarà raggiunto dopo 22km tranquilli, ma al termine di 12,2 km in salita (punta massima 11%, media 4.5%).

    Il primo GPM sarà addirittura solo alla dodicesima tappa (23 maggio) con la scalata del Montoso che porterà i ciclisti a percorrere 8,9 km con pendenza media del 9,4% e massima del 14%. Arrivo a Pinerolo, ma non in salita.

    La tredicesima (24 maggio) sarà una bella tappa alpina: partenza Pinerolo, arrivo a Ceresole Reale. 188 km attraverso 3 GPM molto duri. Per primo il Colle del Lys dalla Val Susa e quindi la salita di Pian del Lupo (9,4 km al 9% di pendenza media) sopra Cuorgné/Castellamonte e la salita finale di 20 km del Colle del Nivolet (pendenza media 9%, ma si arriva anche al 14%) fino al Lago del Serrù.

    Il nome della quattordicesima tappa parla da sé: Saint-Vincent – Courmayeur (Skyway Monte Bianco). Nonostante i pochi chilometri, 131, sarà difficilissima: 5 GPM e in dislivello elevato (4000 m). Si scalano Verrayes, Verrogne (13,8 km, 7,1% medio), Truc d’Arbe (8,2 km, 7% medio), Colle San Carlo (10,5 km, 9,8% medio) prima dell’arrivo in salita di Courmayeur. Si tratta di salite lunghe e di pendenze elevate concatenate senza tratti di respiro, tolto forse l’attraversamento di Aosta.

    La quindicesima tappa, con arrivo a Como sarà lunga (226 km), ma abbastanza tranquilla, almeno rispetto a quello che aspetta i ciclisti alla tappa successiva, il 28 maggio dopo un giorno di risposo: la Cima Coppi.

    La sedicesima, sarà un tappone alpino di 226 km e 5700 m di dislivello. Si scalano il Passo della Presolana, la Croce di Salven, il passo Gavia (che con i suoi suoi 2618 metri è la Cima Coppi) e il Passo del Mortirolo dal versante “mitico” di Mazzo di Valtellina (12.8 km con pendenza media 10% e massima del 18%). Una tappa durissima, faticosa che proporrà distacchi marcati anche tra gli uomini di classifica. Si arriva in salita a Ponte di Legno.

    Ci si sposterà poi verso le Dolomiti con una tappa (la 17esima) con partenza in leggera discesa lungo la Val di Sole fino al Passo della Mendola. Dopo la discesa su Bolzano si risale la Valle dell’Isarco e dopo Bressanone la Val Pusteria. Si scalano le salite di Naz e Terento prima della lunga salita finale fino a Anterselva (Stadio del Biathlon). Da non sottovalutare la 19esima tappa con l’arrivo in salita a San Martino di Castrozza.

    Assolutamente da non perdere la ventesima tappa, l’ultima alpina e la penultima del Giro d’Italia 2019. Finalmente un bel tappone dolomitico di oltre 5000 m di dislivello con le salite di Cima Campo, Passo Manghen (18,9 km con pendenza media del 7,6% e massima del 15%), Passo Rolle (20,6 km con una media del 4,7% e massima del 10%) e la salita finale di Croce d’Aune-Monte Avena (13,5 km con una media del 6,3%, ma si arriva fino al 16% sul finale) ultimo arrivo in salita. Si correrà lungo il percorso storico della Gran Fondo Sportful.

    Il Giro d’Italia 2019 si concluderà con la 21esima tappa a Verona il 2 giugno con una crono sul Circuito delle Torricelle.

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    Olimpiadi 2026: Calgary e Stoccolma vacillano. Avanti tutta per Milano-Cortina https://www.montagna.tv/cms/132794/olimpiadi-2026-calgary-e-stoccolma-vacillano-avanti-tutta-per-milano-cortina/ https://www.montagna.tv/cms/132794/olimpiadi-2026-calgary-e-stoccolma-vacillano-avanti-tutta-per-milano-cortina/#respond Wed, 07 Nov 2018 05:00:56 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132794 Calgary, cittadina canadese che ha già ospitato i giochi olimpici invernali nel 1988 ed attualmente in corsa contro il tandem Milano-Cortina e Stoccolma per le Olimpiadi 2026, ha ricevuto invito da parte del comitato olimpico di interrompere il processo di candidatura.

    Una richiesta giunta in conseguenza del mancato accordo per l’aumento dei fondi da parte del Governo e non accettata di buon grado dal consiglio comunale. La proposta di rinuncia è stata infatti messa ai voti negli scorsi giorni. Ne servivano 10 su 15 per far ritirare la città dalla corsa ma i contrari sono stati soltanto 8, quindi Calgary resta in gara.  Il 13 novembre un referendum cittadino avrà l’ultima parola sulla candidatura.

    Nello specifico la coalizione che amministra la città, un’alleanza tra centro-destra e ambientalisti, ha annunciato la scorsa settimana di non essere d’accordo sull’introduzione di una tassa a discapito dei contribuenti per il finanziamento dei Giochi. Il sindaco Naheed Nenshi ha quindi tentato di richiedere, tramite una lettera inviata al premier Justin Trudeau, un aumento dei fondi pubblici destinati alla gestione dell’evento da 1,75 a 1,9 miliardi di dollari. In un tale clima di incertezza il comitato olimpico canadese, dopo quasi cinque ore di discussione a porte chiuse, ha deciso di preparare una mozione per il ritiro della candidatura che è stata all’ordine del giorno nella riunione del consiglio comunale del 1 novembre.

    Le candidature di Calgary, Stoccolma e Milano/Cortina sono state ufficializzate lo scorso 9 ottobre a Buenos Aires, dopo i ritiri dell’austriaca Graz, della giapponese Sapporo e della svizzera Sion oltre alla ”bocciatura” da parte del Cio della città turca di Euzurum. Pochi giorni dopo sono sorte le prime perplessità nella capitale svedese, a causa del neonato governo cittadino che ha messo in forte dubbio la volontà di investire nei Giochi. Di fronte al destino incerto di Stoccolma e ora anche di Calgary, la corsa in solitaria verso la vittoria di Milano-Cortina, candidatura varata con l’appoggio del governo ma senza fondi pubblici, diventa sempre più realistica.

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    Arrampicata, in Cina Stefano Ghisolfi chiude la Coppa del Mondo Lead in argento https://www.montagna.tv/cms/132500/arrampicata-in-cina-stefano-ghisolfi-chiude-la-coppa-del-mondo-lead-in-argento/ https://www.montagna.tv/cms/132500/arrampicata-in-cina-stefano-ghisolfi-chiude-la-coppa-del-mondo-lead-in-argento/#respond Mon, 29 Oct 2018 09:55:53 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132500 Si è chiusa la Coppa del Mondo di arrampicata specialità Lead con l’ultima tappa in Cina, a Xiamen, dove Stefano Ghisolfi conquista il secondo posto terminando alle spalle di Domen Skofic (ma in finale raggiungono entrambi la stessa presa) la prova.

    Risultato che gli permette di confermare anche il secondo posto nella classifica generale alle spalle di Jakob Schubert. Un vero peccato per la prova di Coppa di una settimana fa a Wujiang, quando il maltempo ha cristallizzato le posizioni in base ai piazzamenti in semifinali con Ghisolfi costretto ad accontentarsi del quinto posto.

    Buoni risultati a Xiamen anche per Francesco Vettorata, che supera le qualificazioni ma si ferma in semifinale ed è 15°. Marcello Bombardi è 18°, Michael Piccolruaz 19°.

    Peccato invece per la gara di velocità con Ludovico Fossali e Gianluca Zodda che si fermano agli ottavi di finale. Con questo risultato Fossali conferma il settimo posto nella Classifica finale di Coppa del Mondo di specialità.

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    Nuovo grattacielo ed arresto per Alain Robert, lo spiderman francese https://www.montagna.tv/cms/132433/nuovo-grattacielo-ed-arresto-per-alain-robert-lo-spiderman-francese/ https://www.montagna.tv/cms/132433/nuovo-grattacielo-ed-arresto-per-alain-robert-lo-spiderman-francese/#respond Fri, 26 Oct 2018 10:41:57 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132433 Lo spiderman francese, Alain Robert, è stato ancora una volta arrestato per aver scalato un grattacielo. L’impresa è avvenuta a Londra, dove il climber ha raggiunto la vetta della Heron Tower, che con i suoi 202 metri è uno degli edifici più alti della capitale britannica. Pare che sia stato un colpo di fulmine: “L’ho visto, l’ho toccato, solo un piccolo tocco“.

    Io mi sento pienamente vivo solo quando la mia vita è in gioco, può sembrare spaventoso e folle, ma è così” aveva dichiarato in passato Robert, il quale nel suo palmares ha il Burj Khalifa (828 metri) a Dubai, il grattacielo più alto del mondo, ma anche il 101 di Taipei, a Taiwan, e l’edificio di Lloyds sempre a Londra per citare solo alcune della sue 160 scalate urbane. 

     

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    Adam Ondra vs Stefano Ghisolfi, intervista doppia https://www.montagna.tv/cms/132346/adam-ondra-vs-stefano-ghisolfi-intervista-doppia/ https://www.montagna.tv/cms/132346/adam-ondra-vs-stefano-ghisolfi-intervista-doppia/#respond Fri, 26 Oct 2018 04:00:31 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132346 Abbiamo approfittato della Champions Challenge che si è svolta qualche tempo fa ad Arco di Trento per fare un’intervista doppia ai due protagonisti indiscussi dell’arrampicata italiana e mondiale. Adam Ondra e Stefano Ghisolfi. Abbiamo fatto a entrambi le stesse domande, ottenendo quest’interessante intervista doppia.

     

    Qual è per voi il significato di questa sfida?

    Stefano Ghisolfi. Sicuramente è una bella esperienza perché si tratta di una sfida unica nel suo genere. Noi facciamo tante gare, scaliamo tanto su roccia, ma non ci confrontiamo mai in una sfida del genere uno contro l’altro. Anche se, in realtà, non è tanto uno contro l’altro quanto uno con l’altro. è un evento divertente perché c’è una sfida, che però passa in secondo piano in favore della collaborazione. La parte bella sta nel vedere gli scambi che si sono, l’amicizia. Questo per me è il significato più importante.

    Andam Ondra. Per me valgono gli stessi principi. Mi piace molto questa competizione, è quasi come una gara su roccia (ride). Magari può essere d’aiuto per aprire la mente agli appassionati che seguono le gare: sarebbe interessante capire come potrebbe essere una gara su roccia.

    Tra poco ci saranno le prime Olimpiadi con l’arrampicata protagonista, quanto è importante per due atleti vedere questo sport approdare tra quelli olimpici?

    Stefano Ghisolfi. È il passo che l’arrampicata avrebbe dovuto fare per diventare uno sport rilevante. È importante perché l’essere alle Olimpiadi aiuta a dare molta più visibilità alla disciplina e questo crea molto più interesse nella gente.

    Essere parte degli sport olimpici aiuterà a vedere l’arrampicata in modo diverso, anche se poi cambierà dovendo rispettate un format olimpico.

    Andam Ondra. L’arrampicata se lo merita. È uno sport interessante, anche per le masse. Alla fine, secondo me, essere alle Olimpiadi sarà di grande aiuto per il mondo delle gare. Aiuterà a far crescere le palestre nel mondo. Non penso invece che cambierà negativamente le falesie, l’arrampicata su roccia.

    Che tipo di influenza può avere sulle falesie l’arrampicata olimpionica?

    Stefano Ghisolfi. Secondo me ci sarà un grosso aumento delle palestre e delle persone che scalano in città.  Sulla roccia invece ci sarà anche un piccolo aumento, ma sarà una percentuale molto minore. Probabilmente roccia e palestra rimarranno due scenari separati in cui uno, quello della palestra, crescerà di parecchio e di conseguenza crescerà anche un po’ il movimento su roccia ma non è detto.

    Adam Ondra. Non penso che organizzare un campionato del mondo su roccia sia un’idea molto saggia dal punto di vista ambientale. Non esiste una falesia in grado di ospitare 5mila persone senza che venga distrutta la natura circostante. Credo che con le olimpiadi si continuerà a seguire il trend degli ultimi anni in cui c’è stato un aumento considerevole delle persone che scalano in palestra, ma solo forse un 50 percento in più che scala su roccia.

    Voi cosa preferite tra roccia e palestra?

    Stefano Ghisolfi. Diciamo che sono 50 e 50. Ho sempre praticato entrambe e credo che uno bilanci l’altro. Ho bisogno di entrambe, per me non ce n’è una meglio e una peggio.

    Adam Ondra. Se dovessi scegliere sceglierei la roccia ma anche la palestra mi piace, come anche il mondo delle gare. Io mi considero soprattutto un rocciatore ma, per esempio, la palestra, è uno strumento molto utile per l’allenamento congeniale alla roccia. Diciamo che senza la palestra non sarei in grado di fare un 9c.

    Può ancora aumentare il grado nell’arrampicata?

    Adam Ondra. Quando ho iniziato a scalare avevo 6 anni e in quel periodo esisteva al massimo il 9a+, ma era ovvio che non c’era un limite. Sicuramente più aumenti la difficoltà, più le cose diventano difficili, ma io ho sempre creduto che il 9c fosse possibile. Adesso, dopo aver fatto il 9c so che è possibile realizzare un 9c+ o un 10a. Probabilmente però ci vorranno ancora venti o trent’anni e non sarò certamente io a fare il primo 10a.

    Stefano Ghisolfi. E non sarò nemmeno io (ride). Sicuramente si, l’arrampicata è uno sport relativamente giovane. Rispetto alle discipline che si praticano da tempi antichi l’arrampicata moderna ha 30 o quarant’anni al massimo. Di sicuro c’è possibilità di sviluppo, grazie anche a un continuo miglioramento delle tecniche di allenamento.

    Adam Ondra. Si tratta di un’attività estremamente complessa. Ci sono tanti fattori in gioco che possono essere migliorati. Non si tratta di un movimento unico da ripetere costantemente.

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