Sport – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Fri, 12 Jan 2018 14:01:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Il comprensorio Monterosa Ski apre il percorso dedicato allo skialp http://www.montagna.tv/cms/116972/il-comprensorio-monterosa-ski-apre-il-percorso-dedicato-allo-skialp/ http://www.montagna.tv/cms/116972/il-comprensorio-monterosa-ski-apre-il-percorso-dedicato-allo-skialp/#respond Mon, 25 Dec 2017 09:25:53 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116972 Testo di Denis Falconieri
 
A pochi giorni dall’inizio della stagione sciistica, il grande comprensorio della Monterosa Ski amplia la sua offerta con un progetto innovativo che segnerà l’avvio di un percorso verso l’integrazione tra sci e scialpinismo.
 
Dunque non più solo discesa, ma anche salita, in tranquillità e sicurezza, risalendo gli itinerari battuti adiacenti alle piste, adatti al neofita che vuole cimentarsi in una nuova disciplina, ma anche all’atleta professionista che necessita di percorsi dedicati e sicuri al cospetto del Monte Rosa.
 
Nasce così il primo vero e proprio comprensorio per la pratica e l’avvicinamento allo scialpinismo che, partendo da Champoluc-Frachey, consentirà di raggiungere lo spartiacque con Alagna Valsesia in Piemonte, passando per Gressoney-La-Trinité ed attraversando i due colli che collegano le diverse località, per uno sviluppo totale in lunghezza di 32 km e di 1950 mt di dislivello. I percorsi sono dedicati all’esclusiva salita con le pelli: tutti i tracciati rispettano le norme di sicurezza affinché non vi siano interferenze con le piste riservate allo sci alpino, che saranno naturalmente accessibili in discesa dagli scialpinisti durante l’orario di apertura.
 
Ogni utente potrà usufruire dei percorsi acquistando i biglietti speciali scialpinismo: il giornaliero al costo di 10 euro oppure lo stagionale che viene proposto a 49 euro. Entrambi i biglietti comprendono l’utilizzo degli impianti a fune di arroccamento dai paesi del fondo valle per raggiungere la partenza dei percorsi dedicati. Sarà inoltre disponibile il servizio di soccorso pista in caso di infortuni esattamente come per gli sciatori che acquistano lo skipass giornaliero per la pratica dello sci alpino.
 
L’obiettivo del progetto è di sviluppare abilità specifiche e funzionali insieme ad una corretta pratica ad ogni livello delle varie discipline, aumentando così le opportunità di fruizione dell’ambiente montano ed offrendo una grande possibilità di crescita nell’ambito del proprio sport a chiunque voglia vedere lo sci alpinismo come un allenamento integrativo ed innovativo. 
 
Per una maggiore veicolazione del concetto di sicurezza sulla neve e di avvicinamento alla pratica dello scialpinismo Monterosa Ski allestirà in collaborazione con Fondazione Montagna Sicura, ente preposto per il consolidamento della cultura sulla sicurezza in montagna, un campo Artva stabile situato in prossimità dell’arrivo della funivia Stafal-Sant’Anna.
 
L’evento promozionale principe sarà poi la gara in notturna Monterosa Skialp che ormai da anni richiama un gran numero di atleti a percorrere in uno scenario unico ed inconsueto proprio quei percorsi fruibili tutti i giorni da ogni utente. 
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Gustav Thoeni e le Fiamme Gialle sulla questione austriaca: i nostri atleti non vogliono cambiare http://www.montagna.tv/cms/116968/gustav-thoeni-e-le-fiamme-gialle-sulla-questione-austriaca-i-nostri-atleti-non-vogliono-cambiare/ http://www.montagna.tv/cms/116968/gustav-thoeni-e-le-fiamme-gialle-sulla-questione-austriaca-i-nostri-atleti-non-vogliono-cambiare/#comments Thu, 21 Dec 2017 09:18:02 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116968 L’Austria vuole aprire le porte agli atleti altoatesini di lingua tedesca o ladina. Una proposta che non suona affatto nuova e che riapre la ferita della Grande Guerra riportandoci indietro di quasi un secolo. Infondo i nazionalismi ultimamente tornano a dilagare donando al nostro Paese un clima che non sa affatto di 2017.

Una decisione, quella del neonato governo austriaco, che ha fomentato gli animi politici di mezza Europa, a partire dal presidente dell’europarlamento Antonio Tajani che afferma con sicurezza “l’Europa ha chiuso la stagione dei nazionalismi” e al suo fianco anche il segretario degli esteri Della Vedova che ritiene la proposta austriaca una promessa con “il carisma del pugno di ferro etnonazionalista”.

Le voci politiche si stanno quindi scontrando, a forza di ideologie, spesso senza quasi considerare quello che è il volere degli atleti che in questi giorni si trovano a subire tutte le pressioni del caso tanto da non voler esprimere un giudizio. “Siamo atleti, pensiamo a gareggiare e ad andare veloci” ci ha risposto Christof Innerhofer e a ruota ci è arrivata anche la risposta dell’ex sciatrice Isolde Kostner che non capisce perché si sommergano gli sportivi di domande quando si tratta di una questione meramente politica. Di tutt’altro avviso pare invece essere sua cugina, la pattinatrice Carolina, che prende pubblicamente le distanze dall’opportunità offertale dagli austriaci. “Austria bellissima” dichiara “ma io sono onorata di essere italiana”.

Solo l’ex sciatore Gustav Thoeni non si fa molti problemi e, simpaticamente al telefono, spiega che “non ho mai avuto incertezze. Ho sempre corso per l’Italia e non cambierò di certo squadra. Per ora quelle austriache sono solo parole, nulla di concreto. Si vedrà con il tempo, ma non credo che i nostri ragazzi cambieranno. Nei gruppi sportivi militari si sta bene. L’Austria poi è un ambiente difficile, soprattutto per gli sciatori. C’è molta concorrenza, anche laggiù ci sono atleti forti”.

E come l’ormai ex sciatore delle Fiamme Gialle anche il colonnello Vincenzo Parrinello, comandante del gruppo polisportivo Fiamme Gialle, dichiara senza problemi che “non mi pare la proposta sia stata accolta con favore dagli atleti italiani. È come quando ero ragazzino, si vedeva una bella ragazza e si diceva ‘con quella mi fidanzerei’ però, se lei non lo sa la cosa non funziona” ride il colonnello che, con questo esempio semplice e simpatico fa intendere molto chiaramente la sua idea a riguardo. “Loro possono anche aspirare a prendere gli atleti altoatesini, ma ci deve essere dall’altra parte una corrispettiva adesione che, ripeto, non c’è stata” aggiunge ancora.

Cosa accadrebbe però se alcuni degli atleti di punta decidessero di andare a gareggiare con l’Austria? “Per noi non ci sarebbe alcuna perdita” spiega. “È già capitato in passato che alcuni atleti decidessero di lasciare il corpo per altri gruppi sportivi e questo non ha minimamente inciso sul nostro percorso. Siamo un gruppo sportivo con oltre cento anni di storia, la presenza o meno di un atleta di qualsivoglia levatura sportiva non credo possa deviare questa tradizione”. Aggiunge ancora prima di concludere spiegando che “è legittimo che si parli di quest’argomento e che si facciano queste proposte, ma il discorso andrebbe fatto principalmente da un punto di vista giuridico e legislativo, per capire cosa si può fare e cosa no. Quindi andrebbe anche valutata la volontà delle persone che è imprescindibile”.

 

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Il campione indiscusso del Mezzalama Damiano Lenzi ci svela i suoi prossimi obiettivi http://www.montagna.tv/cms/116698/il-campione-indiscusso-del-mezzalama-damiano-lenzi-ci-svela-i-suoi-prossimi-obiettivi/ http://www.montagna.tv/cms/116698/il-campione-indiscusso-del-mezzalama-damiano-lenzi-ci-svela-i-suoi-prossimi-obiettivi/#comments Fri, 15 Dec 2017 06:00:39 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116698 Classe 1987 nasce sotto le pareti del Monte Rosa e fin da subito si approccia allo sci da fondo per poi passare allo scialpinismo che lo porterà ad avere un palmares ricco di vittorie. I gradini più significativi del podio arrivano nel 2005 con la vittoria dei Campionati Mondiali Vertical Race nella categoria juniores. Da lì in poi non si è più fermato diventando, con il tempo campione indiscusso del Mezzalama. Stiamo parlando di Damiano Lenzi a cui siamo riusciti a strappare un’intervista tra un allenamento e l’altro.

Quante volte hai vinto il Mezzalama?

Tre volte. C’è però un atleta che l’ha vinto quattro volte.

Per te questa è una gara molto importante…

Per me, che sono nato sotto il Monte Rosa, è la gara di casa ed è qualcosa di mitico. Mitico non solo perché si corre sulle mie montagne ma anche perché, quando ero ragazzino e praticavo lo sci di fondo ero allenato da Aldo De Gaudenzi, uno che partecipava al Mezzalama e arrivava tra i primi dieci!

Che tipo di allenamento richiede il Mezzalama?

Dipenda da cosa vuoi fare. Se vuoi partecipare o se vuoi vincerlo. Nel secondo caso ci devi lavorare una vita. È una gara trascendentale per cui devi essere un po’ portato.
Ci sono tanti piccoli step da passare per arrivare al gradino più alto del podio, ma è ovvio che se ti avvicini allo scialpinismo quando hai 20, 25 anni hai sicuramente qualcosa in meno di chi, come me, ha iniziato a 15 o 16 anni.
Ci vuole una vita di allenamento per vincere il Mezzalama o una coppa del mondo.

Visto che l’hai tirata in ballo, quali sono le differenze tra la coppa del mondo e il Mezzalama?

Sono gare molto diverse, ognuna con le sue differenze. Nel Mezzalama ci sono tante componenti da considerare, in primis quota e squadra mentre nella coppa del mondo sei solo. Si corre uno contro l’altro. Nel Mezzalama conta la squadra e l’affiatamento, si fa gruppo e si corre sul più debole ricordandosi sempre che bisogna arrivare con le energie a fine stagione.
Ma a fare la vera differenza è il livello di prestigio del Mezzalama che non è paragonabile ad una gara di coppa del mondo.

Ormai sei un campione indiscusso…

Io faccio il mio mestiere, non mi piace definirmi o essere dipinto come un campione. Ho avuto la fortuna di nascere portato, ma soprattutto la fortuna di incontrare persone che mi han saputo indirizzare sulla strada giusta.
Per farla breve si, sono un campione. Ma sono anche stato privilegiato. Ovviamente i sacrifici li ho fatti io e nessun altro se non la mia famiglia per permettermi di allenarmi.

Da che tipo di famiglia arrivi?

Papà è operaio e maestro di sci mentre mamma è insegnante. Mio papà è stato per molti anni il mio allenatore e mi ha seguito fino ai 16, 17 anni, poi ho avuto la fortuna di poter continuare a fare l’agonista fino ad arrivare al centro sportivo dell’esercito. Quella è stata una svolta perché mi ha reso indipendente economicamente.

Prima dell’indipendenza economica invece?

D’estate mi allenavo e lavoricchiavo, d’inverno gareggiavo. Faticavo per ottenere risultati perché, purtroppo, non è facile per un giovane ragazzo aspirare al professionismo. Io ci sono riuscito grazie al gruppo sportivo dell’Esercito e spero che altri gruppi sportivi possano essere interessati all’apertura di gruppi scialpinistici.

Prossimi obiettivi?

Un grande obiettivo è l’Olimpiade perché se riuscirò a vincerla potrò pensare di aver vinto tutto. È questa voglia di aggiungere quel tassello al mio carniere che mi stimola ad andare avanti e a non mollare perché orami ho 30 anni e alcuni motivazioni iniziano a venir meno. Prima delle olimpiadi però devo sbrigarmi a finire casa perché mi sposo.

Quindi hai una vita privata oltre lo sci… chi sei senza sci ai piedi?

Sono una persona normale, un montanaro. Sono un appassionato di montagna schivo e selvatico. Da piccolo ero un po’ come Peter di Heidi. Andavo col nonno in montagna con le mucche e mi divertivo un mondo.

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Dopo lo scandalo del doping di stato, bandita la Russia dai Giochi Olimpici invernali 2018 http://www.montagna.tv/cms/116425/dopo-lo-scandalo-del-doping-di-stato-bandita-la-russia-dai-giochi-olimpici-invernali-2018/ http://www.montagna.tv/cms/116425/dopo-lo-scandalo-del-doping-di-stato-bandita-la-russia-dai-giochi-olimpici-invernali-2018/#respond Wed, 06 Dec 2017 07:55:55 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116425 Il Cio ha sospeso il comitato olimpico russo ed ha deciso che solo singoli atleti “puliti” potranno partecipare, su invito, ai giochi invernali di PyeongChang 2018 sotto la bandiera olimpica.

Il comitato esecutivo del Cio, riunito a Losanna, dopo avere esaminato i risultati della commissione guidata dall’ex presidente della Svizzera, Samuel Schmid, sulla manipolazione sistematica del sistema antidoping in Russia, tanto che si è parlato di vero e proprio doping di stato, ha deciso la “sospensione, con effetto immediato” del Comitato olimpico russo e di “invitare i singoli atleti russi ‘puliti’ ai Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018”. Questi atleti invitati parteciperanno, sia in gare individuali o di squadra, sotto il nome di “Atleta Olimpico dalla Russia” e gareggeranno sotto la bandiera olimpica con divisa neutrale e con l’inno olimpico. Il comitato esecutivo del Cio ha poi deciso che “non sarà accreditato alcun funzionario del ministero dello sport russo e che saranno esclusi da qualsiasi partecipazione a tutti i futuri Giochi l’allora ministro dello sport, Vitaly Mutko, e il suo allora vice ministro, signor Yuri Nagornykh”.

“Si è trattato di un attacco senza precedenti all’integrità dei giochi olimpici e dello sport: il comitato esecutivo del CIO, dopo aver seguito il giusto processo, ha emanato sanzioni proporzionali per questa manipolazione sistematica proteggendo al contempo gli atleti puliti”: così il presidente del Cio, Thomas Bach, commenta le decisioni adottate nei confronti del comitato olimpico russo sui casi di ‘doping di Stato’.

La Russia dovrebbe boicottare i prossimi giochi olimpici invernali poiché partecipare senza poter gareggiare con la propria bandiera significa essere umiliati” così invece il vice presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, Alexander Lebedev, nel primo commento a caldo di un alto rappresentante delle istituzioni russe. Lo riporta Interfax.

 

Fonte: ANSA

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Peter Fill: oggi che sono papà voglio andare ancora più forte http://www.montagna.tv/cms/116171/peter-fill-oggi-che-sono-papa-voglio-andare-ancora-piu-forte/ http://www.montagna.tv/cms/116171/peter-fill-oggi-che-sono-papa-voglio-andare-ancora-piu-forte/#respond Wed, 29 Nov 2017 06:00:15 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116171 Iniziata la stagione di Coppa del Mondo abbiamo intercettato Peter Fill, vincitore della Coppa del Mondo di discesa libera 2016 e 2017.

Quando e come hai iniziato a sciare?

Ho iniziato a casa mia, a Castelrotto. Ho iniziato a sciare che avevo 3 anni, ma ho fatto molta fatica nei primi momenti. Non riuscivo ad imparare e sono rimasto indietro rispetto ai miei compagni di corso.
Ho dovuto poi prendere lezioni private. 

Foto @ Peter Fill

Sappiamo che sei molto legato al tuo paese…

Amo tantissimo Castelrotto. Non posso pensare di lasciarlo, di lasciare le mie montagne e l’Alpe di Siusi. È un paese che offre di tutto, dalle montagne alle piste da sci passando per i sentieri e i laghi in cui fare il bagno. Merita una visita e invito tutti a fare un giro turistico a Castelrotto.

Come sono stati gli anni adolescenziali vissuti sulle piste?

Mi sono sempre divertito. Quando potevo andare a sciare andavo. Ricordo ad esempio che quando tornavo a casa da scuola buttavo la cartella in un angolo e correvo sulle piste di casa, quelle su cui ho imparato, e stavo fuori finché chiudeva lo skilift. Sfruttavo al massimo lo skipass. Pian piano poi questa passione si è trasformata in un lavoro.

Hai scelto la disciplina più veloce, la discesa libera, cosa ti attrae?

Non ho scelto la discesa. Io ho scelto lo sci. Il mio obiettivo era sempre essere lo sciatore più forte al mondo, in tutte le discipline. Ci sono poi però delle doti fisiche e mentali che ti rendono più portato per l’una o per l’altra. Io penso di essere fatto per la discesa. Amo la velocità, mi piace saltare, andare forte. Quando faccio discesa sento una scarica adrenalinica che mi fa divertire.

Foto @ Peter Fill

Ora che sei papà vuoi rallentare?

No, non voglio rallentare però questa è stata una paura che mi ha perseguitato per molto tempo. Ho sempre detto a mia moglie che prima di avere figli avrei voluto smettere di sciare perché temevo poi di non trovare più il coraggio per andare al massimo. Alla fine invece è stato il contrario, quindi magari bisognava farli prima dei figli.

 Sogni e obiettivi per la nuova stagione?

Continuare con il ritmo degli ultimi due anni in cui ero competitivo su ogni pista, ogni terreno, ogni neve. Voglio ritrovare quella sicurezza, poi i risultati arriveranno

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100 giorni a “La Sportiva Epic Ski Tour”, la gara di sci alpinismo del cuore delle Dolomiti http://www.montagna.tv/cms/116015/100-giorni-a-la-sportiva-epic-ski-tour-la-gara-di-sci-alpinismo-del-cuore-delle-dolomiti/ http://www.montagna.tv/cms/116015/100-giorni-a-la-sportiva-epic-ski-tour-la-gara-di-sci-alpinismo-del-cuore-delle-dolomiti/#comments Fri, 24 Nov 2017 07:30:41 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116015 Mancano circa 100 giorni allo start della seconda edizione de “La Sportiva Epic Ski Tour”, dall’8 all’11 marzo sulle nevi trentine, ed il comitato organizzatore ha pensato di rendere più piacevole l’attesa realizzando una serie di video carichi di interviste e contenuti, visualizzabili sulle pagine Facebook e Instagram dell’evento. 100 giorni per seguire i preparativi, gli allenamenti, la vita quotidiana e i consigli dei fuoriclasse, il tutto per non farsi trovare impreparati quando ci saranno da scalare le erte dell’Alpe Cermis, del Passo San Pellegrino e del Passo Pordoi. 

Tra di essi ci sarà anche un “local hero” che terrà informati gli appassionati sulle condizioni dei tracciati in Val di Fiemme e Val di Fassa, spettacolari location ove La Sportiva Epic Ski Tour andrà in scena in tutta la propria magnificenza. Il campione della passata edizione, Damiano Lenzi, si trova già nei ‘terreni di caccia’ innevati per iniziare il proprio training in vista della partenza della stagione agonistica: “Lo scorso anno ho avuto una stagione fantastica, mi sono laureato campione del mondo ed ho vinto gare prestigiose tra le quali l’Epic Ski Tour, vi aspetto tutti numerosi anche perché ha nevicato e le piste sono perfette per iniziare ad allenarsi”. 

Ha annunciato la propria presenza alla manifestazione trentina anche la scialpinista austriaca Theresa Kober: “Normalmente svolgo 7-8 gare l’anno e La Sportiva Epic Ski Tour nel 2018 sarà la perfetta conclusione delle mie fatiche”. 

Il giovane Stefano Mich essendo di Tesero in Val di Fiemme gioca in casa: “Ho iniziato a praticare scialpinismo quando avevo 12-13 anni, con mio papà guida alpina che mi portava sulle cime e fin da subito mi ha trasmesso questa passione che dall’anno scorso ho portato anche nelle competizioni. Sarà il mio primo Epic Ski Tour e non vedo l’ora di essere ai nastri di partenza”. Ma è bene sottolineare che il contest è rigorosamente “4All”, per tutti, un nuovo modo di fare ed intendere lo scialpinismo, visto troppo spesso come proibitivo, complicato o irraggiungibile. Grazie a La Sportiva Epic Ski Tour diverrà invece a portata di mano, andando alla scoperta delle Dolomiti trentine con un trittico di giornate avvincenti e ricche d’iniziative. 

Ė bene dunque non perdere tempo ed iscriversi. Info: www.epicskitour.com 

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Il Canto del Gallo – Ski fitness: lo sci alpinismo è un’altra cosa! http://www.montagna.tv/cms/115767/il-canto-del-gallo-ski-fitness-lo-sci-alpinismo-e-unaltra-cosa/ http://www.montagna.tv/cms/115767/il-canto-del-gallo-ski-fitness-lo-sci-alpinismo-e-unaltra-cosa/#comments Fri, 17 Nov 2017 06:00:53 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115767 Si legge sul sito di Monterosaski: “L’obiettivo di una lenta e incessante ascesa sugli sci è la conquista di una vetta solitaria.
Lo sci alpinismo conduce proprio su quelle cime che, normalmente, d’estate vengono solo fiancheggiate.
Da lassù lo sguardo spazia fra creste montuose estremamente lontane.
Lo sci alpinismo non conquista solo cime, ma anche spazi esclusivi di Natura incontaminata.
Ed è proprio sciando in perfetta solitudine che si raggiunge una completa simbiosi con la Natura“.

Belle parole a cui segue la proposta di uno skipass giornaliero per chi sale con le pelli e scende in pista: la propaganda dei pubblicitari è terrificante. Come quando si usano video di fuoripista stile Canada per promuovere un comprensorio sciistico dove poi il fuoripista è assolutamente vietato.

Ma raggiungere una cima con gli sci in spalla e ramponi ai piedi per poi sciare su pendii di neve reale, non trattata artificialmente, magari farinosa e non tracciata (ma ben venga anche la crosta che obbliga a difficili equilibri) è tutt’altro rispetto al salire su piste attrezzate e soprattutto scendere su una pista battuta!

Chiamiamo le cose con il loro vero nome e significato: una cosa è lo Sci Alpinismo, un’altra è lo “ski fitness”!

Non sono mai riuscito a correre su un tapis roulant, ma mi entusiasma correre nella natura, anche su un argine, meglio su un sentiero: la differenza è totale.

Negli ultimi anni il numero dei praticanti dello ski fitness è cresciuto tantissimo, con anche attrezzi e abbigliamento dedicato, ben vengano anche i percorsi dedicati, ma vi prego chiamiamo le cose con il loro vero nome!

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Christof Innerhofer: “Amo la velocità. Non so vedere il limite” http://www.montagna.tv/cms/115733/christof-innerhofer-amo-la-velocita-non-so-vedere-il-limite/ http://www.montagna.tv/cms/115733/christof-innerhofer-amo-la-velocita-non-so-vedere-il-limite/#respond Thu, 16 Nov 2017 06:00:09 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115733 Si avvicina la stagione invernale e, come gli appassionati rispolverano gli sci, anche gli atleti si affinano con gli ultimi allenamenti pre-stagionali. Ne abbiamo approfittato per intercettare Christof Innerhofer, atleta altoatesino amante della velocità e della mondanità, che tra un allenamento in pista, uno shooting fotografico e un volo per gli USA ha risposto ad alcune domande.

 

 

Quando hai cominciato a sciare?

Diciamo che la prima volta è stata a 3 anni sopra casa, ma non era sciare. Era solo mettere gli sci. Poi, prima di dedicarmi completamente allo sci, ho poi praticato molti altri sport.

Quali?

Ho giocato a tennis, a calcio e a hockey. Ho fatto tutto quello che fa un bambino che non vuole stare fermo. Alla fine però nessuna di queste attività mi ha appassionato come lo sci.

Christof Innenhofes con Valentino Rossi. Foto @ Facebook Page

Come mai?

Lo sci è combinazione tra velocità e pieghe, è dinamismo. Sono stato molto ispirato da questo, infatti la mia seconda passione sono le gare di moto e veder correre Valentino Rossi.

Vai in moto?

No, e non ho mai provato perché per me sarebbe troppo pericoloso. Avrei voglia di correre, non saprei vedere il limite. Già con la bici ho raggiunto i 110kmh e non voglio raccontare altro.

Va bene. Ci parli invece di com’è cambiata la tua vita grazie al mondo dello sci?

Oggi sembra tutto facile. Me ne accorgo spesso osservando il mio nipotino di nove anni a cui compro io sci, tuta da gara e tutto quello di cui ha bisogno. Quando ero piccolo per me le cose erano più complesse. Ricordo ancora i sacrifici per pagare la retta della scuola, l’attrezzatura, l’abbonamento del bus da Brunico a Malles e poi ancora le spese fisse, l’iscrizione allo sci club e gli alberghi quando ero in giro per il mondo. Ricordo tutte le cifre di quegli anni.

Christof Innerrhofen da piccolo. Foto @ christof-innerhofer.com

Che lavoro facevano i tuoi genitori?

Il mio papà era carrozziere mentre mia mamma lavorava, e lavora ancora, in panetteria. Fa il turno di notte, tutti i giorni. Per lei è stata una vita davvero dura. Arrivava a casa la mattina e dormiva durante la giornata, ma alle 12.30 veniva a prendermi in macchina a scuola e mi portava allo sci club. Ha e hanno fatto grandi sacrifici per permettermi di realizzare il mio sogno. Per questo quando, crescendo, ho perso la motivazione i miei sono stati chiari nel dirmi che o prendevo la cosa seriamente o avrei dovuto smettere.

E cos’hai fatto?

Ho iniziato a divertirmi. Aveva da poco aperto una palestra nel mio paese. Ho iniziato a frequentarla e da subito mi sono trovato bene con l’allenatore. Con lui mi divertivo e pian piano anche il mio corpo ha risentito degli effetti di questo allenamento. Mi sono trasformato diventando un atleta e così sono anche migliorato nelle gare.

Che rapporti hai oggi con i tuoi?

Per me loro sono tutto. Purtroppo non ho molto tempo da dedicargli, ma cerco si stargli accanto il più possibile. A loro devo molto. Mio papà mi ha sempre seguito e mi ha sempre portato alle gare, cosa da non sottovalutare perché ricordo che nel mio sci club erano solo due o tre i genitori che seguivano i figli. Oggi stanno bene. Papà non lavora da anni mentre la mamma andrà in pensione dal primo di gennaio.

Parliamo di montagna. Ti senti più montanaro o cittadino?

Montanaro. La montagna è casa mia però mi piace anche la città perché li ho un’altra vita che mi permette di staccare totalmente dallo sci.

Sei un montanaro con un carattere aperto e curioso…

Foto @ christof-innerhofer.com

Sicuramente non sono un altoatesino tipico (risata). Come avete detto sono curioso e mi piace girare e conoscere gente nuova. Diciamo che è una sfumatura del mio carattere che mi facilità quando sono in tv. Certo però quando sei troppo curioso puoi anche dare fastidio perché risulti sempre al centro dell’attenzione. Ad esempio quando sono arrivato in coppa del mondo volevo imparare immediatamente e per farlo mi sono messo a fare domande ai più esperti. Ho chiesto tanto, ero sempre in ricognizione. Sono stati gentili a rispondermi, ma dopo un po’ mi hanno fatto capire che stavo rompendo le scotole.

In montagna vai solo per sciare?

No. Non passa giorno in cui non faccia una camminata con il cane, o prenda la bici per andare al lago. Vicino casa mia ho le Tre Cime, il lago di Braies e molte cascate. Amo profondamente il mio territorio. Qui mi diverto e mi riposo stando in mezzo alla natura. Quando sto nel bosco mi diverto anche a cercare i funghi, è una tradizione di famiglia.

Cosa pensi dei cambiamenti climatici? Pensi che la montagna ne risentirà?

Di sicuro il clima sta mutando ed è sempre più estremo. Dove abito io per fortuna l’inverno esiste ancora e negli ultimi anni la neve è caduta abbondante. Per quelli che si stanno domandando come sia possibile basti sapere che vivo in valle  Aurina. La valle più a nord d’Italia che subisce l’influsso del clima austriaco. Questa però non è una motivazione per continuare lungo la stessa direzione. Bisogna cambiare atteggiamento nei confronti della natura.

Cosa pensi invece della neve artificiale?

Christof Innenhofes. Foto @ Facebook Page

Per noi è ottima perché ha un miglior grip di quella naturale. Esistono però delle soluzioni alternative come ad esempio la copertura primaverile della neve con i teli. Lì sotto si conserva con una perdita del venti o trenta percento permettendo di avere neve per l’inizio della nuova stagione. Purtroppo a livello economico si sa che gli impianti nati in luoghi dove non si ha la garanzia di neve saranno costretti a morire, mentre gli altri diventeranno sempre più forti. Succede così in tutti i campi.

Cosa vedi nel tuo futuro?

Spero di stare bene fisicamente e di poter proseguire a fare l’atleta ancora per molti anni. Ho 32 anni e so quanto pesano questi nella vita di uno sportivo ma, finché il fisico regge, voglio continuare a vivere questo sogno. Mi diverto. Per me è come per i bambini fare le montagne russe a Gardaland. Voglio togliermi altre soddisfazioni, sarebbe bello continuare a salire sul podio. Gli ultimi anni, purtroppo, ho fatto più fatica ma credo ancora di poter essere tra i migliori. So anche bene che le parole servono a poco. È ora di farlo.

 

 

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A Parma si premia lo sport: anche Marco Confortola sul palco http://www.montagna.tv/cms/115709/a-parma-si-premia-lo-sport-anche-marco-confortola-sul-palco/ http://www.montagna.tv/cms/115709/a-parma-si-premia-lo-sport-anche-marco-confortola-sul-palco/#comments Wed, 15 Nov 2017 07:30:46 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115709 Un grande spettacolo quello andato in scena al Teatro Regio per celebrare la 41^ edizione del premio internazionale Sport Civiltà, organizzata dalla sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport di Parma, con il patrocinio di Comune, della Provincia e della Camera di Commercio di Parma, oltre che dal Coni Nazionale.

La serata è stata condotta dal giornalista RAI Massimo De Luca e da Francesca Strozzi, che hanno guidato il pubblico in un vero e proprio viaggio all’interno del mondo dello sport.

Tante storie e testimonianze di atleti che hanno raggiunto traguardi importanti grazie alla costanza e alla passione per la disciplina.

 La giuria della 41esima edizione era presieduta da Vittorio Adorni, gran ciclista e signore dello sport oltre che della vita.

ALESSANDRO BONAN di Sky che si è esibito in una performance da cantautore pur essendo premiato come giornalista e conduttore di trasmissioni dedicate al calcio.  Di spessore la testimonianza del padre, gran portiere, di NICCOLO’ GALLI, anch’esso talentuoso calciatore, nel cui nome la Fondazione voluta dagli amici e genitori supporta i giovani e giovanissimi che si dedicano allo sport. E l’epilogo della triste Nazionale di Calcio di lì a pochi minuti dimostra quanto questo sforzo educativo e in favore dello sport per i giovani vada sostenuto. DANIELE CASSIOLI, è stato premiato per essere uno dei più titolati campioni di sci nautico pur essendo cieco, mentre ELENA PIRRONE E LETIZIA PATERNOSTER, due giovani promesse del ciclismo nazionale ed internazionale, hanno ricevuto il premio come atlete dell’anno.

MASSIMO ZANETTI, Titolare della Segafredo Zanetti, coinvolto nel basket, calcio e ciclismo ha testimoniato il valore positivo dell’abbinamento aziende, brand e sport. Un valore che importante sul piano commerciale, ma fondamentale per i rapporti umani e di amicizia che coinvolge, e MARIO CIPOLLINI, il “Re Leone” del ciclismo, è stato la testimonianza reale e inoppugnabile di questi valori dello sport.

MARCO CONFORTOLA, alpinista di gran cuore e buone gambe, si è guadagnato il PREMIO AMBASCIATORI DELLO SPORT. Ancora una volta l’alpinismo viene riconosciuto, grazie a Confortola, come attività che ai valori dello sport lega quelli della grande natura e avventura, anche umana, come ci racconta lui stesso nel breve video di seguito.

 

 

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La questione catalana arriva fino allo scialpinismo e all’arrampicata http://www.montagna.tv/cms/115510/la-questione-catalana-arriva-fino-allo-scialpinismo-e-allarrampicata/ http://www.montagna.tv/cms/115510/la-questione-catalana-arriva-fino-allo-scialpinismo-e-allarrampicata/#respond Fri, 10 Nov 2017 07:30:04 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115510 La Federació d’Entitats Excursionistes de Catalunya (FEEC) ha annunciato che la  squadra di sci alpinismo non prenderà parte alle competizioni spagnole, a riportare la notizia Desnivel.

La decisione fa seguito alla situazione di tensione politica tra Spagna e Catalogna per l’indipendenza di quest’ultima. Se gli atleti vorranno gareggiare in terra spagnola, dovranno farlo a titolo personale. La federazione parteciperà invece solo agli eventi internazionali (in particolare il Pierra Menta ed il Tour du Rutor). 

Di contro, la federazione spagnola (FEDME) ha comunicato che convocherà comunque gli atleti catalani per far parte della propria squadra di sci alpinismo, che però non vedrà il catalano Kilian Jornet, non per ragioni politiche, ma di salute.

Per il momento, la decisione riguarda solo lo sci alpinismo poiché le competizioni di arrampicata sportiva sono già iniziate, ma la FEEC anticipa che il tema verrà affrontato per la prossima stagione.

Ancora una volta quindi le questioni politiche interferiscono con il mondo della montagna. Non è infatti una cosa nuova, basti pensare a quante vette sono inaccessibili perché in zone di guerra o di confine tra paesi non amici o ai permessi rifiutati perché sul passaporto si hanno visti sgraditi.

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