Sapori – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Tue, 11 Dec 2018 14:43:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Per ogni chilo di Asiago venduto 1 euro a malghe e pascoli danneggiati https://www.montagna.tv/cms/133795/per-ogni-chilo-di-asiago-venduto-1-euro-a-malghe-e-pascoli-danneggiati/ https://www.montagna.tv/cms/133795/per-ogni-chilo-di-asiago-venduto-1-euro-a-malghe-e-pascoli-danneggiati/#comments Fri, 07 Dec 2018 09:00:39 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133795 Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago donerà 1 euro per supportare la salvaguardia delle malghe e dei pascoli dell’Altopiano per ogni chilogrammo di Asiago venduto.

Un’iniziativa di solidarietà cui sarà possibile partecipare sul sito del Consorzio (https://shop.asiagocheese.it/it/) dall’8 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019 a sostegno dell’area dell’Altopiano di Asiago, devastata dal maltempo dello scorso ottobre che ha spiazzato via oltre 300.000 alberi e distrutto intere vallate, con compromissione della riapertura di numerose malghe e difficoltà di pascolo per gli animali, causando una conseguente perdita non solo in termini economici e ambientali ma anche di valori storico-culturali.

Le donazioni verranno consegnate all’Unione Montana “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, l’istituzione che si occupa di preservare e garantire la biodiversità dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo, preposta al censimento dei danni, alla programmazione delle azioni di messa in sicurezza delle malghe di proprietà comunale e al ripristino di una condizione sufficiente per la pratica della monticazione.

L’obiettivo primario” – afferma il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago Fiorenzo Rigoni – “è quello di pensare al futuro di questo territorio e alla produzione casearia che da millenni viene praticata. In questo momento difficile, mettiamo in campo tutta la nostra esperienza e determinazione per non lasciare soli i malghesi e le loro famiglie. Allo stesso tempo, continueremo tutti a lavorare per preservare la biodiversità di questa zona e garantire che il suo patrimonio naturale, valore universale affermato in tutto il mondo, venga sempre più riconosciuto attraverso la produzione di Asiago DOP, espressione autentica di una scelta sostenibile, naturale e rispettosa dell’ambiente”.

La speranza del Consorzio è di vedere quanto prima avviate le azioni volte al ripristino delle condizioni di sicurezza dei boschi, al recupero dei pascoli e soprattutto ad assicurare la riapertura delle malghe danneggiate la prossima estate.

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I prodotti agricoli dell’Appennino delle aziende colpite dal terremoto sbarcano su Amazon https://www.montagna.tv/cms/133351/i-prodotti-agricoli-dellappennino-delle-aziende-colpite-dal-terremoto-sbarcano-su-amazon/ https://www.montagna.tv/cms/133351/i-prodotti-agricoli-dellappennino-delle-aziende-colpite-dal-terremoto-sbarcano-su-amazon/#respond Sat, 24 Nov 2018 11:00:21 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133351 Sarà più facile per chi vive lontano dare una mano concreta all’Appennino, ancora ferito dal terremoto, grazie all’iniziativa di Cia-Agricoltori Italiani che ha portato i prodotti agricoli di quelle terre su Amazon.

Una vetrina di eccezione, accessibile ad un pubblico sconfinato, dove poter acquistare olio e vino, lenticchie di montagna, salumi, formaggi, conserve e tanti altri prodotti di qualità provenienti da piccole aziende che lavorano in un territorio difficile, ma che non lo vogliono abbandonare.  

Un progetto, “I Prodotti dell’Appennino” il cui marchio ne identifica online la provenienza e la bontà, che vuole sostenere la ripresa delle aziende agricole di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, incentivando sono solo il rilancio delle attività imprenditoriali, ma anche la riscoperta delle eccellenze enogastronomiche, spesso di nicchia, e delle regioni stesse.

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Giornata Mondiale della Pasta, festeggiamola con due ricette dalle nostre montagne https://www.montagna.tv/cms/132393/giornata-mondiale-della-pasta-festeggiamola-con-due-ricette-dalle-nostre-montagne/ https://www.montagna.tv/cms/132393/giornata-mondiale-della-pasta-festeggiamola-con-due-ricette-dalle-nostre-montagne/#comments Thu, 25 Oct 2018 10:32:59 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132393 Compie 20 anni la Giornata Mondiale della Pasta, che dal 1998 celebra il 25 ottobre il piatto simbolo dell’Italia. 

Amata da nord a sud, da est ad ovest, in ogni sua forma e con ogni condimento, oggi vogliamo festeggiarla con due ricette di pasta provenienti dalle nostre montagne.

La prima è un grande classico dalle Alpi, i piazzoccheri, la seconda un tripudio di gusto dagli Appennini: l’amatriciana!

Per mettere un po’ tutti d’accordo, sapendo che ognuno ha il proprio modo di fare queste due ricette, per i pizzoccheri ci affidiamo alla ricetta originale codificata e registrata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio; per l’amatriciana la ricetta è quella ufficiale del comune di Amatrice.

Pizzoccheri

Ingredienti (dosi per 4 persone) 
400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina bianca
200 g di burro
250 g di formaggio Valtellina Casera dop
150 g di formaggio in grana da grattugia
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio, pepe

Preparazione: 

Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti. 
Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri. Una buona alternativa è comprare i pizzoccheri già fatti.

Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini). 

Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio. 
Friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri.

Senza mescolare servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.

Amatriciana

Ingredienti (dosi per 4 persone)

500 g di spaghetti
125 g di guanciale di Amatrice
un cucchiaio di olio di oliva extravergine
un goccio di vino bianco secco
6 o 7 pomodori San Marzano o 400 g di pomodori pelati
un pezzetto di peperoncino
100 g di pecorino grattuggiato
sale

Preparazione:

Mettere in padella l’olio, il peperoncino ed il guanciale tagliato a pezzetti. Rosolare a fuoco vivo. Aggiungere il vino. Togliere dalla padella i pezzetti di guanciale, sgocciolare bene e tenerli da parte possibilmente in caldo, si evita il rischio di farli diventare troppo secchi e salati e resteranno più morbidi e saporiti.

Unire i pomodori tagliati a filetti e puliti dai semi (meglio prima sbollentarli, cosi si toglierà più facilmente la pelle e poi tagliarli) oppure i pelati. Aggiustare di sale, mescolare e dare qualche minuto di fuoco.

Togliere il peperoncino, rimettere dentro i pezzetti di guanciale, dare ancora una rigirata alla salsa.

Lessare intanto la pasta in abbondante acqua salata. Scolarla bene e metterla in una terrina aggiungendo il pecorino grattugiato. Attendere qualche secondo e poi versare la salsa.

Rigirare e per chi lo desiderasse altro pecorino!

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Dagli Stati Uniti la birra prodotta con la magnesite https://www.montagna.tv/cms/132227/dagli-stati-uniti-la-birra-prodotta-con-la-magnesite/ https://www.montagna.tv/cms/132227/dagli-stati-uniti-la-birra-prodotta-con-la-magnesite/#respond Sun, 21 Oct 2018 04:00:59 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132227
Una famosa foto di Kurt Albert

Birra e arrampicata, due passioni che spesso viaggiano insieme. Perché quindi non unirle? È quello che hanno pensato al birrificio Wynkoop Brewing quando è nata la Limey Unicorn, una birra dorata con uno speciale aroma unico dato dall’utilizzo di magnesite, ossia carbonato di magnesio, nella sua produzione. 

L’idea, seppur apparentemente stramba, non è così peregrina, infatti nella produzione di alcune birre viene comunemente utilizzato il carbonato di calcio per modificare i parametri dell’acqua utilizzata e quindi ottenere diversi sapori.

La birra per i climber sembra aver ottenuto un grande successo di pubblico ed ha già vinto alcuni riconoscimenti.

Ovviamente quella impiegata è magnesite pura, testata e prodotta appositamente per poter essere consumata. Non provate quindi a bifficare con quella che avete a casa!

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La “cultura alimentare alpina” candidata a Patrimonio immateriale dell’Unesco https://www.montagna.tv/cms/131569/la-cultura-alimentare-alpina-candidata-a-patrimonio-immateriale-dellunesco/ https://www.montagna.tv/cms/131569/la-cultura-alimentare-alpina-candidata-a-patrimonio-immateriale-dellunesco/#comments Sat, 06 Oct 2018 08:00:07 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=131569 La “cultura alimentare alpina” come Patrimonio immateriale dell’Unesco. La candidatura proviene da un’iniziativa transnazionale che coinvolge i sette Paesi dell’arco alpino ed è stata presentata ad Innsbruck alla conferenza del progetto europeo Alpfoodway. 

In quell’occasione è stata depositata la carta “Charter of Alpine Food Heritage” che, dopo un ampio lavoro di condivisione tra i 14 partner del progetto europeo, nei prossimi mesi sarà diffusa nella forma di petizione online tra istituzioni, imprese e cittadini di 7 Paesi a ridosso delle Alpi per raccogliere il più ampio sostegno possibile alla candidatura UNESCO della Cultura alimentare alpina. L’obiettivo è arrivare entro ottobre 2019, al momento della conferenza finale del progetto Alpfoodway, con un dossier completo da poter consegnare alle commissioni UNESCO.

Per dare forza all’ambiziosa iniziativa è in costruzione un inventario online, fondato sui principi della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003), che già raccoglie oltre 50 schede sulla cultura alimentare alpina, ottenute sulla base di ricerche antropologiche, sociologiche e storiche.

L’anima del progetto è promuovere il Patrimonio Culturale Alpino attraverso la valorizzazione delle tradizioni alimentari per creare un forte elemento identitario condiviso lungo tutta la catena montuosa europea. 

 

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Agitu Gudeta scappata dall’Etiopia al Trentino, tra tradizione e razzismo https://www.montagna.tv/cms/130150/agitu-gudeta-scappata-dalletiopia-al-trentino-tra-tradizione-e-razzismo/ https://www.montagna.tv/cms/130150/agitu-gudeta-scappata-dalletiopia-al-trentino-tra-tradizione-e-razzismo/#comments Mon, 17 Sep 2018 04:00:56 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=130150 Agitu Gudeta, 40 anni, proviene dall’Etiopia ma ormai è trapiantata in Trentino da anni. In Valle di Gresta, su prati esposti al sole, gestisce l’azienda agricola “La capra felice”, un’attività con cui ha ridato speranza all’allevamento della capra Mochena minacciata dall’estinzione. Ad essere minacciata non solo la capra, ma anche Agitu che nell’ultimo anno è stata vittima di aggressioni e dispetti a sfondo razziale. Una situazione che però non ha scalfito la gioia di vivere che Agitu trasmette naturalmente con i suo sorriso e la sua voglia di vivere. Per questo la “regina delle capre felici”, come spesso viene soprannominata, continua ad allevare le sue piccole capre in quello che lei chiama un ambiente di pace e bellezza.

Agitu era arrivata in Italia per studiare sociologia e, quando riusciva, tornava in Etiopia dove con il padre si occupava di progetti di agricoltura sostenibile. Attività che ben presto l’hanno resa personaggio scomodo per il governo etiope ormai avvezzo alle pratiche di “land grabbind” (acquisto di terreni agricoli da parte di multinazionali a discapito dei popoli locali, repressi e sfruttati). Per queste ragioni il governo ha emesso verso di lei un mandato d’arresto che l’ha costretta alla fuga, una fuga che oggi la vede insediata ed integrata tra le montagne trentine dove porta avanti la sua passione per la pastorizia e il recupero della tradizione.

 

Che tipo di capre alleva?

Otto anni fa ho iniziato con 15 capre, oggi ce ne sono invece 180. Si tratta della capra Pezzata Mochena, una razza autoctona tipica della valle e oggi presente su tutto l’arco alpino trentino. Quando è iniziata l’attività ho scelto di concentrarmi sulla capra Mochena per poi allargarmi anche alla Camosciata delle Alpi e più in generale al recupero delle razze rustiche e dei terreni abbandonati.

Cosa producete in fattoria?

Facciamo formaggi. La produzione va dal formaggio fresco presamico, alla lattica che lavoriamo in modi diversi: la facciamo stagionata con le muffe, oppure spalmabile. Abbiamo poi ricotte, formaggi erborinati e lo jogurt realizzato sia con batteri probiotici che senza.

Si tratta di prodotti venduti esclusivamente in Regione e senza intermediari. Questo perché credo fortemente in una filosofia “no global” per quanto riguarda il cibo. La produzione massiccia del cibo lo rende non sostenibile e questo va contro la mia filosofia di vita. Anche la scelta di non vendere ai negozi è fatta per legare a noi il consumatore. Per questo proponiamo anche giornate al pascolo per famiglie: è un modo per conoscersi, per scoprire la mungitura e la produzione del formaggio, fidelizzando il legame e inculcando nelle nuove generazioni la cultura che lega produttore, consumatore e territorio.

Perché senti così forte la necessità di un legame con il territorio e la tradizione?

Perché voglio cercare di fare il contrario rispetto a quel che han fatto le multinazionali a casa mia, in Etiopia. Lì gli interessi economici hanno portato a espropriazioni di terreni, allo sfruttamento della manodopera, allo sfruttamento delle terre senza nessun riguardo verso le tematiche ambientali. Credo che l’agricoltura abbia un impatto forte sul territorio e che quindi l’agricoltore sia più responsabile verso l’ambiente rispetto alle altre persone. Per questo dobbiamo cercare di dare un valore aggiunto a quel che facciamo e all’ambiente che viviamo. Dobbiamo imparare a lavorare avendo meno impatto possibile e, possibilmente, dando qualcosa in cambio al territorio. La mia azione ovviamente è solo una goccia nel mare, ma se viviamo pensando questo allora nessuno farebbe mai nulla. Sono stimolata dall’idea di contaminare gli altri con cose giuste, con idee giuste. Non ho mai mirato ad arricchirmi, a fare cassa. Ho invece sempre cercato di puntare al benessere del territorio, degli animali, delle persone che lavorano in azienda e del consumatore a cui cerco di offrire prodotti genuini.

Quando sei arrivata in Italia?

Sono arrivata nel 2010 e ho avuto la fortuna di trovare subito lavoro in bar. Durante quel periodo poi ho iniziato a maturare l’idea di mettere su un allevamento di capre recuperando la tradizione, terreni e strutture abbandonate. Le prime 15 capre le ho trovate su per i monti, erano disperse. Sono andata a prenderle cercando di avvicinarle con il sale. (ride)

Dopo ho iniziato subito a mungerle e a fare i formaggi ottenendo piccoli ricavi con cui ho finanziato l’azienda. All’inizio però l’entrata principale era comunque costituita dal lavoro al bar che ho comunque mantenuto per il primo periodo.

In Etiopia facevi già questo lavoro?

Si ho lavorato per più di dieci anni con i pastori nomadi. Credo sia lì che è nata la mia passione per la pastorizia.

Ti sei portata dietro qualche insegnamento della tradizione?

Osservandoli ho appreso qualche tecnica. Ad esempio in azienda produciamo prodotti cosmetici con latte di capra e tutto nasce dal fatto che i pastori etiopi utilizzano la panna del latte come idratante per la pelle. Ho solo dovuto riadattare la ricetta.

Un’ultima domanda: sei felice?

Io sono felice, si.

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A due anni dal sisma la sagra dell’amatriciana torna a casa. Il sindaco: un passo verso il futuro https://www.montagna.tv/cms/129491/a-due-anni-dal-sisma-la-sagra-dellamatriciana-torna-a-casa-il-sindaco-un-passo-verso-il-futuro/ https://www.montagna.tv/cms/129491/a-due-anni-dal-sisma-la-sagra-dellamatriciana-torna-a-casa-il-sindaco-un-passo-verso-il-futuro/#respond Fri, 31 Aug 2018 09:55:33 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=129491 Solo il vento riempiva di rumore il paese che si preparava alla festa che non sarebbe mai arrivata. I manifesti pubblicitari stavano attaccati ai pochi muri ancora in piedi, ma per lo più erano ormai sommersi dalle macerie del paese andato. Amatrice era crollata su se stessa come un castello di carte, era avvenuto da poco e nell’aria si sentiva ancora quell’odore di calcinacci che tanto ricorda i cantieri.

Siamo stati nel borgo appenninico due mesi dopo il terribile terremoto del 24 agosto è tutto era immobile. Sembrava che la vita non sarebbe più tornata, che tutto fosse per sempre finito. Dopo due anni invece qualcosa sembra muoversi. I problemi sono ancora tanti e il paese non è ancora veramente rinato però il centro è stato sgomberato da buona parte delle macerie e, oggi, torna la sagra degli spaghetti all’Amatriciana. “Abbiamo scelto di andare avanti, ogni passo che facciamo è un passo verso il futuro. Siamo ancora in emergenza, ma se vogliamo guardare avanti dobbiamo farlo passando innanzitutto per le nostre tradizioni, e la sagra è un pezzo di storia di questa città e di questa terra” ha affermato il sindaco Filippo Palombini commentando il ritorno dell’iconica festa che, dopo due anni di delocalizzazione, ritrova radici ad Amatrice.

Tra pochi minuti, alle 12.30, prenderà avvio la grande festa che proseguirà per tre giorni. Ad aprire le danze la banda musicale Casperia con le sue majorette e poi tanti spettacoli tra cui l’appuntamento “il Jazz italiano per le terre del sisma”. Una festa per tutti, la festa della rinascita con uno dei piatti simbolo del paese, ma anche dell’Italia intera.

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L’Everest nello spot del Parmigiano, Uncem contro l’uso improprio del marchio “Prodotto di Montagna” https://www.montagna.tv/cms/128909/leverest-nello-spot-del-parmigiano-uncem-contro-luso-improprio-del-marchio-prodotto-di-montagna/ https://www.montagna.tv/cms/128909/leverest-nello-spot-del-parmigiano-uncem-contro-luso-improprio-del-marchio-prodotto-di-montagna/#comments Wed, 22 Aug 2018 04:00:43 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128909 Il marchio “Prodotto di Montagna” è stato approvato solo pochi giorni fa e già si parla di un suo uso improprio. Si tratta di una misura realizzata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo per difendere la qualità dei prodotti e delle materie prime provenienti dalle nostre montagne

Ad usarlo scorrettamente sarebbero stati i promotori di uno dei prodotti caseari italiani più celebri, il Parmigiano Reggiano, pubblicizzato sulla carta stampata utilizzando richiami non conformi alle linee guide del marchio. L’ultima campagna promozionale del formaggio duro richiamerebbe la sua origine montana mostrando immagini dell’Everest. L’advertising riporterebbe perfino un marchio differente da quello realizzato appositamente dal MIPAAF.

Uncem richiede quindi al ministero un maggiore controllo circa l’utilizzo del marchio, esprimendo il suo disappunto per la campagna pubblicitaria realizzata da un prodotto tanto rappresentativo per il nostro paese. Secondo Uncem, il Parmigiano non sarebbe nemmeno da considerare interamente prodotto di montagna, senza contare che ci sono molti altri prodotti che hanno veramente bisogno di una tutela efficace sul mercato.

Il logo ufficiale del MIPAAF

La preoccupazione dell’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani è che, senza una regolazione adeguata, il marchio di qualità finisca per diventare l’ennesimo fallimentare tentativo di realizzare una misura per incentivare efficacemente l’economia montana.

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La qualità dei prodotti di montagna riconosciuta da un nuovo marchio https://www.montagna.tv/cms/128391/la-qualita-dei-prodotti-di-montagna-riconosciuta-da-un-nuovo-marchio/ https://www.montagna.tv/cms/128391/la-qualita-dei-prodotti-di-montagna-riconosciuta-da-un-nuovo-marchio/#respond Sat, 11 Aug 2018 08:12:44 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128391 Il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ha firmato la scorsa settimana il decreto che sancisce la nascita del marchio identificativo “Prodotto di montagna“. Il simbolo, una montagna stilizzata di colore verde, identificherà prodotti realizzati con materie prime che vengono esclusivamente da zone montane o la cui trasformazione (stagionatura, fermentazione, maturazione, eccetera) avviene in montagna. Questo dovrebbe assicurare un regime di qualità atto a promuovere i prodotti delle attività di montagna.

Prodotto di montagna, agricoltura, allevamento, prodotti tipici
© MIPAAF

Tutelare i prodotti di montagna – ha detto il ministro in occasione della firma del decreto – vuol dire premiare il lavoro di migliaia di piccole e medie imprese che contribuiscono a tenere viva l’economia del nostro Paese. Questo vuol dire anche riconoscere il valore sociale, ambientale e turistico di queste aree. Con questo marchio, inoltre, sempre nell’ottica della maggiore trasparenza e tracciabilità, sarà più facile per i consumatori riconoscere e scegliere queste produzioni Made in Italy“.

Secondo i dati della della Fondazione Montagne Italia, il valore delle attività montane che rientrano nel settore primario è di 9,1 miliardi di euro. Si tratta di una fetta di mercato consistente, le cui peculiarità necessitano di essere protette e la cui qualità deve essere adeguatamente valorizzata.

L’applicazione del marchio, presentato a inizio anno a Sondrio dal ministro Maurizio Martina, sarà facoltativa. “Il nostro obiettivo è valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane – ha dichiarato alla presentazione il ministro Martina Con il regime di qualità e questo nuovo marchio i consumatori potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale”.

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Cracco, il cuoco stellato sul Monte Bianco https://www.montagna.tv/cms/126139/cracco-il-cuoco-stellato-sul-monte-bianco/ https://www.montagna.tv/cms/126139/cracco-il-cuoco-stellato-sul-monte-bianco/#comments Thu, 28 Jun 2018 13:19:06 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=126139 Una cena-evento ha impreziosito martedì sera il nostro già unico panorama alpino, quando la cucina del celebre chef italiano Carlo Cracco ha incontrato uno dei simboli dell’attività vinicola valpolicellana, Marilisa Allegrini

L’evento si è tenuto ai 3.500 metri di quota di Punta Helbronner, nella maestosa sala ricevimento della stazione d’arrivo della funivia SkyWay. Fuori dalla finestra il tramonto sul Monte Bianco. Nei piatti le opere di Cracco, che si è superato con un menu composto interamente da pietanze inedite. Tutti i piatti giocavano con le materie prime della montagna, esaltandone la territorialità e la rustica semplicità. Con maestria lo chef ha utilizzato gli aghi di abete rosso, le foglie di begonia per guarnire il suo famoso uovo (affumicato alla liquirizia), la segatura di cipresso per la crosta del filetto di daino per poi terminare con le note balsamiche delle pigne per il dessert al mascarpone.

Ad accompagnare le pietanze, gli aromi e i sapori tipici della Valpolicella, con vini storici di produzione dell’azienda veronese leader nel mercato vinicolo internazionale.

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