Curiosità – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Il ceratosauro più antico al mondo viveva sulle Alpi https://www.montagna.tv/cms/134385/il-ceratosauro-piu-antico-al-mondo-viveva-sulle-alpi/ https://www.montagna.tv/cms/134385/il-ceratosauro-piu-antico-al-mondo-viveva-sulle-alpi/#respond Thu, 20 Dec 2018 14:49:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134385 ceratosauro, giurassico, dinosauri, Saltriovenator zanellai, predatore, fossili, paleontologia
Saltriovenator zanellai in una ricostruzione di Davide Bonadonna

Duecento milioni di anni fa le Alpi erano già popolate da giganteschi dinosauri predatori. Lo provano i resti fossili del ceratosauro del Giurassico più antico al mondo, rinvenuti nella cava Salnova di Saltrio, in provincia di Varese. Il dinosauro è stato chiamato Saltriovenator zanellai  (il cui significato è “cacciatore di Saltrio”, dal nome della località e “di Zanella”, dal cognome del suo scopritore).

Si tratta di un nuovo genere e una nuova specie di teropode, lungo circa 7,5 metri per una tonnellata di peso. Secondo i dati della ricerca, condotta dagli studiosi italiani Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, Simone Maganuco, paleontologo freelance e collaboratore del Museo di Storia Naturale di Milano e Andrea Cau, paleontologo del Museo Capellini dell’Università di Bologna, pubblicati di recente sulla rivista PeerJ, ci troviamo di fronte al più grande e robusto dinosauro predatore del Giurassico inferiore.

Saltriovenator zanellai rappresenta il primo scheletro di dinosauro teropode rinvenuto sulle Alpi e il secondo a livello nazionale dopo Scipionyx, meglio noto come “Ciro”, scoperto a Pietraroia (BN).

In realtà il rinvenimento dei resti fossili risale al 1996 ad opera di Angelo Zanella del Gruppo Brianteo Ricerche Geologiche di Paina di Giussano (Como). Sono stati necessari anni per estrarre i frammenti ossei dalla roccia e ricomporli. Attraverso la loro analisi è stato possibile escludere che il dinosauro, come inizialmente ipotizzato, appartenesse al gruppo degli allosauri, in quanto dotato di quattro dita agli arti inferiori, caratteristica tipica del gruppo dei ceratosauri. La datazione dei fossili ha consentito di anticipare di 25 milioni di anni la comparsa dei grandi dinosauri predatori.

I resti di omero e caviglia sono stati sottoposti ad una analisi paleontologica degli anelli di crescita, che ha portato a concludere che il dinosauro fosse un esemplare giovane di circa 24 anni, ancora in fase di crescita. Nonostante ciò le sue dimensioni risultano impressionanti se rapportate al Giurassico inferiore, periodo in cui i dinosauri carnivori erano decisamente piccoli. Il cranio misurava ben 80 centimetri, era dotato di denti aguzzi e seghettati e arti anteriori costituiti da quattro dita, di cui tre dotate di artigli ricurvi.

Sebbene frammentario, lo scheletro di Saltriovenator mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati, che si trovano rispettivamente nei dinosauri con mani a quattro dita, come i dilofosauri e i ceratosauri, e nei teropodi tetanuri che hanno mani con tre dita, come gli allosauri” – spiega Cristiano Dal Sasso, che si è occupato dell’identificazione delle ossa frammentarie mediante un confronto dei resti con quelli di esemplari più completi appartenenti a specie simili, conservati nell’Università della California, a Berkeley e allo Smithsonian di Washington.

Molto interessante è risultata l’analisi del secondo osso metacarpale, un osso dell’arto anteriore le cui caratteristiche anatomiche hanno portato gli scienziati a concludere che il dinosauro fosse dotato di una ampia capacità di movimento della zampa, che gli consentiva dunque di trattenere le prede con grande forza.

La scoperta di Saltriovenator fa crollare anche una ipotesi in vigore dal 2009 sull’evoluzione degli uccelli a partire dai teropodi. L’idea sviluppatasi dopo la scoperta del ceratosauro primitivo Limusaurus era quella di una evoluzione dell’ala dalla fusione del secondo, terzo e quarto dito dell’arte anteriore. Il giovane dinosauro alpino dimostra che fu il quarto dito a sparire, con seguente fusione dei primi 3.

Un’altra caratteristica mai osservata prima su resti fossili di dinosauri è la presenza di morsicature ad opera di pesci o organismi invertebrati marini, un po’ come i segni visibili sulle carcasse di balena. Dopo la morte, il corpo del predatore deve essere dunque finito in mare, dove avrà galleggiato un poi prima di finire sul fondale e venire sepolto dai sedimenti. Nel Giurassico Inferiore la Lombardia occidentale era infatti occupata dall’Oceano della Tetide, lungo le cui sponde si sviluppavano foreste e spiagge tropicali, terre emerse di dimensioni sufficienti a garantire lo sviluppo  di una catena alimentare al cui apice si trovava il temibile ceratosauro.

 

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Un hangar alieno sui monti del Nevada? https://www.montagna.tv/cms/134164/un-hangar-alieno-sui-monti-del-nevada/ https://www.montagna.tv/cms/134164/un-hangar-alieno-sui-monti-del-nevada/#comments Sun, 16 Dec 2018 09:00:07 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134164 Un teorico della cospirazione ha dichiarato l’esistenza di un hangar alieno nascosto nelle profondità delle montagne del Nevada.

Tyler Glockner, autore di SecureTeam10, un canale YouTube noto da diversi anni sul web che pubblica frequentemente video di presunti avvistamenti UFO, afferma di aver individuato tre aperture bizzarre sulle montagne mentre perlustrava una zona del deserto del Nevada su Google Earth.

Le alture interessate dalla scoperta risultano essere non lontane dall’Area 51, la nota base militare e sperimentale da tempo al centro di teorie cospirative per quanto riguarda l’argomento UFO e alieni, situata nei pressi del villaggio di Rachel, a circa 150 km a Nord Ovest di Las Vegas e gestita come distaccamento dell’Air Force Flight Test Center della base aerea di Edwards.

Tyler ha pubblicato su SecurTeam1o un video descrittivo della sua scoperta – di cui vi mostriamo le immagini salienti – riprendendo le affermazioni del più noto collega cospirazionista alieno Bob Lazar. Ha difatti affermato di vedere “tre grandi porte dell’hangar” che potrebbero estendersi per alcune miglia nel terreno, aggiungendo che questi nuovi hangar abbiano una struttura simile a quelli rappresentati nelle illustrazioni artistiche basate sulle descrizioni fatte da Lazar negli anni ’80. Secondo quest’ultimo gli alieni avrebbero mimetizzato degli UFO sui fianchi delle montagne nell’area prosciugata del Papoose Lake.

Stranamente la posizione indicata da Lazar trenta anni fa corrisponde a quella identificata da Tyler nel suo video che, caricato su Youtube la mattina del 12 dicembre 2018, ha già conquistato più di 360.000 visualizzazioni (per il video completo clicca qui).

Che sia il momento di occuparci anche di alieni montanari? Chissà!

 

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Pocahontas, un live action girato interamente in Abruzzo https://www.montagna.tv/cms/134076/pocahontas-un-live-action-girato-interamente-in-abruzzo/ https://www.montagna.tv/cms/134076/pocahontas-un-live-action-girato-interamente-in-abruzzo/#respond Sat, 15 Dec 2018 11:00:59 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134076 Un film su Pocahontas girato interamente in Abruzzo. Questo il progetto appena portato a termine dal regista aquilano Luke Anthon, che ne ha annunciato l’uscita attraverso un lungo post apparso sul suo profilo Facebook lo scorso 7 dicembre.

 “Oggi è il GRANDE giorno. Sono così felice e fiero per questo lavoro. Ci sono voluti quasi 6 mesi, da Giugno a Novembre, tante ore di lavoro, tanta pazienza e grande sinergia. Al di la del risultato, che lascio giudicare a voi, sono felice perché questo lavoro è nato per gioco”.  Inizia così il lungo messaggio destinato a lettori e spettatori, in cui Luke ha deciso di raccontare tutta la storia di questo live action appenninico.

Come spesso accade, l’idea è nata per caso, durante una passeggiata per i boschi di Roio, una località del comune dell’Aquila, insieme alla compagna Lucia e alla loro piccola, Maya. “Ci venne in mente di divertirci a fare un “filmato” per far divertire Maya e per provare le mie nuove attrezzature”. Tutto è arrivato in maniera rapida e inaspettata, “prima la mail della Disney, la Sony, poi la ricerca della troupe, poi i costumi, gli accessori, e tanto altro ancora.”

Un’esperienza che, a detta del regista, è stata resa possibile perché c’è ancora chi crede nei sogni e nella fantasia. “In un mondo come questo, al giorno d’oggi, dove tutto scorre velocemente, dove a volte non c’è tempo nemmeno per un caffè, realizzare un prodotto come questo risulta un’impresa ciclopica. Eppure tutti noi, io per primo, lo abbiamo fatto senza chiedere niente in cambio, a volte non servono molti soldi per alimentare i sogni, a volte basta solo iniziare a sognare. E come da bambino, quando le mie maestre mi dicevano che stavo sempre con la testa tra le nuvole, ancora oggi, io vi esorto ad alzarli ogni tanto gli occhi al cielo, a chiuderli e poi immaginare. Immaginare qualcosa che ci fa stare bene, immaginare qualcosa di nostro, intimo e poi condividerlo al mondo”.

Il film, definito dal regista “hollywood style”, sembra girato in una foresta nord americana ma in realtà il set scelto è stata proprio la pineta di Roio, a 5 km da casa di Luke, Lucia e Maya. Le tecnologie d’avanguardia utilizzate, il cosiddetto cinema dng RAW 4k,  lo rendono effettivamente comparabile con produzioni di alta cinematografia.

L’idea di girare in Abruzzo è stata una scelta strategica. Un modo per invogliare le produzioni cinematografiche a scegliere come location per le riprese questa regione centro appenninica ricca di ambienti naturali magici.

E dopo Pocahontas arriveranno nei boschi abruzzesi altre due principesse Disney, Mulan e Merida, per la gioia della piccola Maya.

Il live action appena pubblicato su Youtube si presenta difatti come primo step di un progetto più ampio che durerà un anno. La scelta di raccontare le storie di alcune principesse femminili del mondo Disney è stata ben ponderata, con lo scopo di renderle personaggi più moderni che possano rappresentare per le bambine esempi di donne in grado di difendersi, di porsi al centro dell’attenzione e anche diventare leader di successo. Il tema principale che lega le tre principesse è la condizione di schiavitù, sofferta da Pocahontas per mano dei conquistadores, da Mulan con gli unni.

I 3 episodi verranno divulgati su tutte le piattaforme social nei prossimi mesi e verranno poi uniti in un unico video, che sarà presentato a dicembre 2019.

Al momento il progetto non presenta sponsor o finanziatori, anche se sia Luke che il cast artistico e tecnico si augurano di trovare qualche supporto, almeno per avere un rimborso delle varie spese da affrontare.

Tanti i ringraziamenti presenti nel post del regista, a partire dall’attrice protagonista: “Pocahontas è Lucia Liü. E si, è vero, sembra uscita direttamente dal cartone. Lei è il mio bastone, quando cado mi sorregge e quando sto dritto mi osserva. Ritengo di essere fortunato perché seppur le ho fatto prendere freddo, botte e stanchezza, lei non ha mai esitato né mai ha detto io questo non lo faccio. Pensate solo una cosa, nella scena finale, quella più bella, dopo la scena del rapace, secondo il mio parere, Lucia aveva dormito solo 3 ore perché aveva fatto la notte al lavoro. Eppure nella scena risulta quanto mai credibile e concentrata al meglio. Questo si può definire certamente amore.

Ci sono poi i 2 conquistadores interpretati da Jacopo Sirolini e Luca De Meo. Loro hanno permesso, anche grazie alla loro associazione Bandierai dei quattro quarti, di girare queste scene, aiutando come maestri d’armi nella scene di lotta e con i vestiti e gli armamenti”.

E a seguire gli aiutanti nascosti dietro le quinte: Antonello Dundee Falconieri Dell’Aquila, essenziale nella realizzazione delle scene con il rapace; la sarta Antonella Marinelli; il creatore degli effetti speciali Giuseppe Tandoi; il curatore della colonna sonora e del mix Matteo Eusepi; la make up artist Erika D’ambrosio; l’hair stylist Ermani Tucci; la doppiatrice di Pocahontas Anita Tenerelli; i due aiutanti sul set Giovanni Berardi e Luca Cinque; l’esperto del suono Andrea Ferrante; il ristoratore Emanuele Massari. Non mancano infine ringraziamenti a chi, pur non avendo preso parte diretta alla registrazione, ha supportato il progetto, ovvero genitori e cari amici.

Il ringraziamento con cui si conclude il post di Luke è ovviamente rivolto alla sua piccola: “un bacino a te Maya, che ancora non sai leggere, ma sai esprimere tutta te stessa semplicemente guardandomi”.

Oggi è il GRANDE giorno. Sono così felice e fiero per questo lavoro. Ci sono voluti quasi 6 mesi, da Giugno a Novembre,…

Gepostet von Luke Anthon am Freitag, 7. Dezember 2018

 

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L’acqua è ghiacciata o scorre? Una fantastica illusione ottica invernale https://www.montagna.tv/cms/134109/lacqua-e-ghiacciata-o-scorre-una-fantastica-illusione-ottica-invernale/ https://www.montagna.tv/cms/134109/lacqua-e-ghiacciata-o-scorre-una-fantastica-illusione-ottica-invernale/#comments Sat, 15 Dec 2018 07:00:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134109 Nel corso degli anni si tende a dimenticare tante cose imparate sui banchi di scuola ma che gli stati della materia siano liquido, solido e gassoso, in genere resta ben chiaro in mente. Normale restare turbati dalla vista di un fiotto di acqua che sembra immobile, ghiacciato, ma in realtà come si può ben intuire dal rumore di fondo del video che vi mostriamo, sta scorrendo alla solita potenza con cui esce da una fontanella.

L’autore del video, il fotografo naturalista Dario Bonzi, ha spiegato il mistero dietro la magica illusione ottica in un post apparso sul suo profilo Facebook: “IMMOBILE!! Non avevo mai visto niente di simile! Sembra ghiaccio, ma è acqua che scorre! Si tratta di una rara condizione fluidodinamica chiamata flusso laminare stazionario, del tutto naturale”.

 

Una spiegazione confermata da esperti come Riccardo Barberi, docente di Fisica applicata dell’Università della Calabria, che ha spiegato come i flussi stazionari dell’acqua possano assumere forme disparate, diventando anche elicoidali in presenza di vibrazioni a bassa frequenza. Nel caso specifico della fontanella ripresa da Bonzi, il fenomeno potrebbe essere stato favorito dalla temperatura vicina allo zero.

Il video è stato girato in Val Camonica, “terra in cui sono nato nel 1990 e dove vivo tuttora”, come si legge sulla pagina Facebook del giovane fotografo.

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Max Blardone regala una pista da sci ad Amatrice https://www.montagna.tv/cms/133918/max-blardone-regala-una-pista-da-sci-ad-amatrice/ https://www.montagna.tv/cms/133918/max-blardone-regala-una-pista-da-sci-ad-amatrice/#respond Thu, 13 Dec 2018 05:00:17 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133918 Una pista da sci ad Amatrice. Questa la promessa fatta da Massimiliano “Max” Blardone – campione di sci italiano e oggi allenatore, commentatore e opinionista sportivo per Rai Sport – al borgo dell’Appennino laziale colpito dal sisma del 24 agosto 2016 e diventato simbolo del terremoto del Centro Italia.

Un’idea espressa un anno fa nel corso della presentazione del libro “Max Blardone – oggetti, aneddoti e pensieri del nostro campione”, realizzato dal suo Fan club, in occasione della quale Massimiliano si era impegnato a devolvere i proventi del volume a progetti sportivi per i giovani delle località terremotate. Oggi le sue parole si trasformano in azioni concrete con l’annuncio dell’imminente costruzione di una pista da sci in sintetico. “Un sogno che si realizza”, a detta del Sindaco di Amatrice Filippo Palombini.

La pista sorgerà a Villa San Cipriano di Amatrice e promette di diventare un punto di riferimento per il territorio, soprattutto per i giovani iscritti al Liceo Sportivo Turistico Internazionale, inaugurato ad Amatrice nel settembre del 2017.

Il libro sulla storia di Max Blardone si compone di scatti fotografici e aneddoti che raccontano una vita dedicata allo sport con passione e sacrificio. Teatro della narrazione è l’Alta Badia, località cui il protagonista è molto legato e che ha rappresentato la scenografia di tante sue avventure a contatto con la natura.

Il progetto benefico “In pista per Amatrice”, lanciato un anno fa proprio in Alta Badia, è stato presentato dal campione negli scorsi giorni a Roma presso il Complesso Natatorio del Foro Italico. Nel corso del suo intervento ha voluto ringraziare tutte le organizzazioni e i privati hanno contribuito e contribuiranno alla realizzazione della pista. “Lo scorso marzo ho visitato Amatrice ed è stata un’esperienza toccante” – ha raccontato Max – “Prendere coscienza di persona della tragedia ti trasporta subito in un’altra dimensione, ti fa rendere conto di come, vicino alle macerie, la vita continua la sua più tribolata quotidianità: c’è voglia di rinascere, di ricominciare, di guardare all’avvenire gli occhi della speranza. Te lo insegnano soprattutto i bambini che, nelle loro scuole container, ti regalano sorrisi e ti restituiscono emozioni. Il nostro impegno è soprattutto per loro affinché continuino a sognare. Il nostro progetto prevede la realizzazione nel comune reatino di un centro sportivo in cui si potrà fruire di una pista di sci in materiale sintetico per la pratica dello sci alpino e tre piste divertimento per consentire a grandi e piccini di scivolare su grosse ciambelle. È una prospettiva di futuro per quel territorio, un passo importante per il ritorno alla serenità”.

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Occhi al cielo, è arrivata la cometa del Natale 2018 https://www.montagna.tv/cms/134048/occhi-al-cielo-e-arrivata-la-cometa-del-natale-2018/ https://www.montagna.tv/cms/134048/occhi-al-cielo-e-arrivata-la-cometa-del-natale-2018/#respond Wed, 12 Dec 2018 10:03:28 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134048 Quest’anno la cometa di Natale sarà presente non solo nei presepi ma anche nel nostro cielo.

Un bagliore verdastro che inizia a rivelarsi in questi giorni, appena visibile a occhio nudo in zone povere di inquinamento luminoso, proveniente dalla costellazione della Fornace, tra la Balena ed Eridano. Il nome della stella del Natale 2018 è 46P/Wirtnanen.

A metà mese la sua luminosità dovrebbe diventare così intensa da poter essere visibile anche agli occhi meno allenati. Il periodo migliore per osservarla, magari da una località in quota, risulta essere compreso tra il 12 dicembre, giorno in cui la cometa ha raggiunto il punto più vicino al sole (perielio), e il 16 dicembre, quando sarà alla minima distanza dal nostro Pianeta (perigeo).

Si troverà a poco più di 11 milioni di chilometri dalla Terra” – spiega Gianluca Masi, astrofisico responsabile del progetto Virtualtelescope – “la ventesima distanza di sempre tra tutte le comete documentate nella storia“.

La cometa 46P è in realtà una turista abituale dei nostri cieli, dove appare ogni 5 anni e ha rappresentato il primo obiettivo della missione dell’Esa Rosetta, che poi ha deviato su una cometa “sorella”, la 67P/Churyumov-Gerasimenko. Entrambe sono comete gioviane con un diametro di 1,2 chilometri.

Quest’anno purtroppo dovremo accontentarci di vederla in maniera parziale, nel senso che a causa delle rispettive posizioni del Sole e della Terra, la sua lunga coda che misura centinaia di migliaia di chilometri resterà nascosta dietro il nucleo e la sua chioma luminosa. “Quello che potremo vedere sarà sicuramente la chioma, che è proprio la caratteristica da cui le comete prendono il nome” – prosegue Masi – “una nube di polveri, come un batuffolo, che circondano il nucleo quando si accende avvicinandosi al Sole. Sarà di colore tendente al verde, segno della presenza nella loro composizione di carbonio biatomico“.

Come non perdere un simile spettacolo? Per chi non avrà modo di recarsi in montagna ad ammirarla di persona, il Virtualtelescope assicura due appuntamenti: uno nel giorno del perielio (12 dicembre) e un secondo per chi si fosse perso la prima occasione previsto per il 16, quando la cometa sarà nel punto più vicino a noi, a partire dalle ore  23.

Dopo metà mese la presenza della Luna crescente, che sarà piena il 22, renderà più complesse le osservazioni. Il 24 e il 25, grazie al sorgere più tardivo del nostro satellite, dovremmo essere nuovamente in grado di vedere la 46P/Wirtaten.

Per gli appassionati di fotografia Masi consiglia di attivarsi prima del 16, quando la cometa si troverà nella costellazione del Toro, sempre più vicina all’ammasso delle Pleiadi e ben riconoscibile a est. “Basterà un tele non troppo potente, diciamo un 135 mm, a patto che sia luminoso con un’apertura 2.8 o 2.0 e Iso 800-1600 per non generare troppo rumore. Potremo ritrarla facilmente usando un tempo di esposizione di uno o due secondi. Meglio se con più riprese da sommare in postproduzione con un programma adatto“.

Qui di seguito vi mostriamo il video di presentazione della luminosa ospite dei nostri cieli, pubblicato sulla pagina Facebook dell‘INAF (Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio).

46P/Wirtaten: la cometa di Natale arriva vicino al Sole

OCCHI ALL'INSÙ PER LA #COMETADINATALE #46PWIRTATEN Buongiorno dalla redazione di Media INAF. Oggi la nostra #cometa preferita arriva al suo #perielio, cioè il punto più vicino al #Sole di tutto il suo percorso. Se avete la fortuna di vivere lontano dai grandi centri urbani, per esempio in zone di montagna, la cometa è visibile a occhio nudo e ancora per diversi giorni. Il prossimo appuntamento da segnare in agenda è quello del 16 dicembre, quando raggiungerà il suo #perigeo (cioè il punto più vicino alla #Terra) passando a soli 11,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il consiglio, però, è di osservare l’oggetto nelle ore notturne, diciamo dopo le 22 e fino all’alba.Queste immagini sono state realizzate dall'INAF Osservatorio Astronomico di Padova e dall'INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna. Guarda il video anche sul nostro canale YouTube –> http://bit.ly/2B9z3m8

Gepostet von INAF am Mittwoch, 12. Dezember 2018

 

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Foto del giorno: l’Himalaya vista dalla Stazione Spaziale Internazionale https://www.montagna.tv/cms/133908/foto-del-giorno-lhimalaya-vista-dalla-stazione-spaziale-internazionale/ https://www.montagna.tv/cms/133908/foto-del-giorno-lhimalaya-vista-dalla-stazione-spaziale-internazionale/#comments Mon, 10 Dec 2018 15:20:36 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133908 Vi siete mai chiesti come appaiano le alte vette dell’Himalaya agli occhi dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ad un’altitudine compresa tra 330 e 410 km dal livello del mare?

La risposta arriva dalla NASA, che ha deciso negli scorsi giorni di regalare al mondo – a tutti coloro che stanno con i piedi per terra – un’immagine straordinaria scattata da uno degli astronauti in orbita.

Foto @NASA Earth Observatory

Nello scatto è facilmente identificabile la montagna più alta del Pianeta, il monte Everest e alle sue spalle il Kanchenjunga.

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Danilo dove sei? Raggiungere il Polo Sud al tempo dei terrapiattisti https://www.montagna.tv/cms/133864/danilo-dove-sei-raggiungere-il-polo-sud-al-tempo-dei-terrapiattisti/ https://www.montagna.tv/cms/133864/danilo-dove-sei-raggiungere-il-polo-sud-al-tempo-dei-terrapiattisti/#respond Sun, 09 Dec 2018 11:00:23 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133864 Se la terra è piatta, allora dov’è Danilo Callegari? Ci ha fatto sbellicare dalle risate questo quesito posto ai loro follower da parte degli Alpinisti in Erba. A stimolare la loro fantasia il servizio realizzato dalle Iene che documentava il convegno dei terrapiattisti ad Agerola, scatenando poi in rete un dilagare di immagini sempre più assurde.

Tra le tante teorie che han saputo conquistare l’uomo, quella della Terra piatta è certamente la più bizzarra. Una credenza che ci riporta al medioevo, all’epoca delle streghe bruciate nella piazza del paese. In realtà però, a rivedere il servizio mandato in onda su Italia Uno vien quasi da ridere (non ce ne vogliano i terrapiattisti) a sentire teorie che sfaterebbero anni e anni di concetti scientifici assodati e dati ormai per verità assoluta. A preoccupare maggiormente è che tutte queste congetture trovano invece spazio di seria riflessione sul blog dell’ormai ex comico genovese Beppe Grillo.

Tra le tante “verità” dei terrapiattisti alcune sono davvero interessanti, ve le divulghiamo qui rapidamente in modo che possiate prendere atto che tutto quel che si vede sugli atlanti e che vi raccontano a scuola è pura menzogna manipolatrice “dei poteri forti”. Partiamo intanto dai grandi classici: lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto (un piccolo inciso per dire che secondo i terrapiattisti il nome NASA sarebbe acronimo della parola SATAN, nonostante la T in più); i dinosauri non sono mai esistiti, prima di noi la Terra era abitata dai giganti (sono stati loro a costruire la basilica di San Pietro o il Duomo di Milano); la forza di gravità non esiste, preparatevi ad essere sparati nello spazio. La parte più interessante arriva però quando si parla della conformazione del nostro Pianeta. Come tutti già saprete l’Australia non esiste e noi conosciamo solo una piccola area di questo nostro disco blu. Noi ci troviamo al centro mentre tutt’intorno a noi si sviluppano continenti e aree ancora da scoprire (ma certamente tra queste non si cela l’Australia). Per quanto riguarda invece la montagna più alta del mondo? Dimenticatevi dell’Everest. Ai confini della Terra si trova una cima alta ben 400 chilometri e lunga 72mila chilometri dal colore smeraldo. Qui stile alpino ed ossigeno si che sarebbero davvero estremi anche se scalarla potrebbe comportare qualche difficoltà dato che il massiccio è presidiato da un esercito di migliaia di uomini. Cosa difendono? Non si sa.

Dov’è però in tutto questo Danilo Callegari? La risposta più corretta sarebbe “tutto intorno a noi” dato che il Polo Sud non sarebbe un semplice punto sulla superficie terrestre ma una striscia che borda tutta la Terra, come correttamente rappresentato dagli Alpinisti in Erba. Il Polo Nord invece si troverebbe al centro di questa Terra.

Sarà forse per questa ragione che Danilo Callegari, un paio di giorni fa, ha comunicato di aver rinunciato alla traversata? L’impossibilità di identificare il Polo Sud l’ha portato a vagare senza meta consumando cibo ed energie? O, forse, ha scoperto l’inganno dei potenti?

La realtà è che noi, al momento, non possiamo conoscere la sua reale ubicazione in quella sterminata fascia che è il Polo Sud. Possiamo solo sperare che non precipiti dal nostro piatto Pianeta (scusate il gioco di parole), anche se in realtà non può accadere. Quando infatti si arriva al bordo della Terra non si finisce nel vuoto, molto più logicamente si scompare per ricomparire esattamente al capo opposto come nel famoso gioco anni Ottanta Pac-Man. Un’esperienza che sicuramente Danilo ci racconterà al suo rientro, se mai riusciremo a localizzarlo.

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Nuova vita per gli abeti abbattuti dal maltempo: a Milano venduti come alberi di Natale https://www.montagna.tv/cms/133799/nuova-vita-per-gli-abeti-abbattuti-dal-maltempo-a-milano-venduti-come-alberi-di-natale/ https://www.montagna.tv/cms/133799/nuova-vita-per-gli-abeti-abbattuti-dal-maltempo-a-milano-venduti-come-alberi-di-natale/#comments Thu, 06 Dec 2018 13:00:21 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133799 L’8 dicembre gli alberi abbattuti dal maltempo dello scorso ottobre nei boschi del Nord Est arrivano al mercato agricolo coperto di Porta Romana a Milano.

Una risposta ai tanti appelli che si sono susseguiti nelle scorse settimane chiedendo di salvare le numerose piante lasciate a marcire nel fango, impiegandole come alberi di Natale. Nello specifico saranno messe in vendita le piante cadute sull’Altopiano di Asiago e recuperate da Coldiretti, Federforeste e Pefc.

Il loro acquisto rappresenterà un aiuto concreto per i territori devastati dal maltempo e contribuirà a diffondere l’importanza della selezione di un albero di Natale made in Italy, nel rispetto della tradizione e dell’ambiente, con una limitazione nell’uso degli inquinanti alberi in plastica.

Durante gli acquisti i clienti avranno modo di essere supportati da tutor in grado di educarli alla corretta gestione dell’albero, attraverso un vademecum su come sceglierlo, posizionarlo e riciclarlo dopo le feste. Gli agrichef di Campagna Amica realizzeranno nel contempo degli addobbi in materiale naturale. Non mancheranno laboratori a cura di Coldiretti in cui verranno realizzate composizioni floreali per abbellire la casa nel periodo delle feste, utilizzando materiali di riciclo come bottiglie di plastica, scatole, barattoli, foglie secche e fiori spontanei.

Coldiretti informa inoltre che per la prima volta sarà possibile aderire all’iniziativa della spesa sospesa. Ovvero, sull’esempio dell’usanza tipica della Campania di lasciare pagato al bar un caffè per il cliente successivo – il cosiddetto “caffè sospeso” – su ogni banco del mercato di via Friuli sarà a disposizione una cassettina in cui poter lasciare offerte libere, in cambio delle quali verranno donati  prodotti agroalimentari ai bisognosi.

Il mercato agricolo rimarrà aperto venerdì 7 e sabato 8 dicembre, dalle 8 alle 14.

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The comedy Wildlife Photography Awards 2018. Tutti gli esilaranti scatti finalisti https://www.montagna.tv/cms/133417/the-comedy-wildlife-photography-awards-2018-tutti-gli-esilaranti-scatti-finalisti/ https://www.montagna.tv/cms/133417/the-comedy-wildlife-photography-awards-2018-tutti-gli-esilaranti-scatti-finalisti/#respond Sun, 02 Dec 2018 11:00:11 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133417 Animali selvatici in pose simpatiche e situazioni esilaranti, al limite dell’assurdo. Questi i protagonisti annuali del The Comedy Wildlife Photography Awards, uno dei concorsi di fotografia naturalistica più apprezzati sul web.  Vincitore indiscusso dell’edizione 2018 è lo scatto “Caught in the act” (trad. “colto sul fatto”) di Mary McGowan che ritrae uno scoiattolo che sembra puntare le zampe in alto come in un film poliziesco o forse voler fermare qualcosa che sta per travolgerlo. Addirittura c’è chi ha voluto vedere in questo strepitoso scatto un mago intento nel lanciare un incantesimo, un direttore d’orchestra o un parcheggiatore. Un concorso che stimola dunque la fantasia e strappa risate agli spettatori.

La talentuosa McGowan ha vinto, oltre al titolo di vincitrice del The Comedy Wildlife Photography Awards 2018, un viaggio in Kenya e un trofeo fatto a mano da uomini e donne della Tanzania affetti da disabilità.

Il concorso fotografico, giunto alla sua quarta edizione, nasce come idea di Tom Sullam e Paul Joynson-Hicks, due fotografi naturalisti appassionati in particolare di fauna selvatica, per divertire la collettività con immagini spassose “rubate alla natura” ma soprattutto per stimolare alla conservazione della biodiversità. Il The Comedy Wildlife Photography Awards è infatti partner di enti e associazioni impegnati nella tutela degli animali in tutto il mondo.

14 in  totale le fotografie premiate a partire da oltre 40 scatti finalisti (per la gallery completa clicca qui), selezionati a loro volta tra migliaia di immagini inviate nel corso dell’anno.

Qui di seguito vi  mostriamo tutti gli scatti vincitori dell’edizione 2018.

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