Primo Piano – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Danilo Callegari ancora bloccato in attesa di lanciarsi sul Monte Vinson https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/ https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/#respond Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134398 Non procede la spedizione in Antartide di Danilo Callegari, che avevamo lasciato lo scorso 7 dicembre con l’annuncio della rinuncia al Polo Sud e con un aereo pronto a prelevarlo l’indomani per portarlo alla base americana. Da lì avrebbe dovuto proseguire la sua avventura, nel giro di pochi giorni, con un lancio in paracadute che lo avrebbe portato ai piedi del monte Vinson, il più alto del continente.

La sfortuna si è però nuovamente accanita su Danilo, che è bloccato da allora presso la base americana a causa dell’impossibilità del bimotore di decollare per il maltempo e il vento, che rende vane le sporadiche schiarite. Oltretutto lanciarsi con il paracadute in queste condizioni sarebbe troppo rischioso: “I forti venti catabatici si sono formati dai 50 ai 300/400 metri di quota alzando così notevolmente la mia, già alta, percentuale di rischio. A quell’altitudine infatti– spiega Callegari -, oltre ad essere già a vela aperta, è anche il momento dove inizierei ad effettuare le manovre per atterrare, ciò significa che con vento molto forte rischierei di farmi spingere notevolmente fuori zona da atterraggio, che tradotto significa: pareti rocciose ed enormi crepacci aperti”.

In questo momento sono in tenda e la bufera non da tregua– fa sapere dal suo team -. È una resistenza mentale e di nervi assurda. Sto aspettando un finestra utile per lanciarmi ma arrivati a oggi mi sa tanto che posticiperò il salto dopo la scalata al Vinson, infatti, a breve verrò portato nel remoto campo alla base di questa grande montagna. Il vento e il gelo la stanno “scuotendo” in lungo e in largo. Prima di venire qui, sapevo che mi sarei ficcato in un bel casino ma questo Antartide è proprio estremo in tutto. Ad ogni modo io sono sempre qui, sul pezzo. Persevero e vado avanti verso i miei obiettivi

Non resta quindi che attendere pazientemente.

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Il ceratosauro più antico al mondo viveva sulle Alpi https://www.montagna.tv/cms/134385/il-ceratosauro-piu-antico-al-mondo-viveva-sulle-alpi/ https://www.montagna.tv/cms/134385/il-ceratosauro-piu-antico-al-mondo-viveva-sulle-alpi/#respond Thu, 20 Dec 2018 14:49:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134385 ceratosauro, giurassico, dinosauri, Saltriovenator zanellai, predatore, fossili, paleontologia
Saltriovenator zanellai in una ricostruzione di Davide Bonadonna

Duecento milioni di anni fa le Alpi erano già popolate da giganteschi dinosauri predatori. Lo provano i resti fossili del ceratosauro del Giurassico più antico al mondo, rinvenuti nella cava Salnova di Saltrio, in provincia di Varese. Il dinosauro è stato chiamato Saltriovenator zanellai  (il cui significato è “cacciatore di Saltrio”, dal nome della località e “di Zanella”, dal cognome del suo scopritore).

Si tratta di un nuovo genere e una nuova specie di teropode, lungo circa 7,5 metri per una tonnellata di peso. Secondo i dati della ricerca, condotta dagli studiosi italiani Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, Simone Maganuco, paleontologo freelance e collaboratore del Museo di Storia Naturale di Milano e Andrea Cau, paleontologo del Museo Capellini dell’Università di Bologna, pubblicati di recente sulla rivista PeerJ, ci troviamo di fronte al più grande e robusto dinosauro predatore del Giurassico inferiore.

Saltriovenator zanellai rappresenta il primo scheletro di dinosauro teropode rinvenuto sulle Alpi e il secondo a livello nazionale dopo Scipionyx, meglio noto come “Ciro”, scoperto a Pietraroia (BN).

In realtà il rinvenimento dei resti fossili risale al 1996 ad opera di Angelo Zanella del Gruppo Brianteo Ricerche Geologiche di Paina di Giussano (Como). Sono stati necessari anni per estrarre i frammenti ossei dalla roccia e ricomporli. Attraverso la loro analisi è stato possibile escludere che il dinosauro, come inizialmente ipotizzato, appartenesse al gruppo degli allosauri, in quanto dotato di quattro dita agli arti inferiori, caratteristica tipica del gruppo dei ceratosauri. La datazione dei fossili ha consentito di anticipare di 25 milioni di anni la comparsa dei grandi dinosauri predatori.

I resti di omero e caviglia sono stati sottoposti ad una analisi paleontologica degli anelli di crescita, che ha portato a concludere che il dinosauro fosse un esemplare giovane di circa 24 anni, ancora in fase di crescita. Nonostante ciò le sue dimensioni risultano impressionanti se rapportate al Giurassico inferiore, periodo in cui i dinosauri carnivori erano decisamente piccoli. Il cranio misurava ben 80 centimetri, era dotato di denti aguzzi e seghettati e arti anteriori costituiti da quattro dita, di cui tre dotate di artigli ricurvi.

Sebbene frammentario, lo scheletro di Saltriovenator mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati, che si trovano rispettivamente nei dinosauri con mani a quattro dita, come i dilofosauri e i ceratosauri, e nei teropodi tetanuri che hanno mani con tre dita, come gli allosauri” – spiega Cristiano Dal Sasso, che si è occupato dell’identificazione delle ossa frammentarie mediante un confronto dei resti con quelli di esemplari più completi appartenenti a specie simili, conservati nell’Università della California, a Berkeley e allo Smithsonian di Washington.

Molto interessante è risultata l’analisi del secondo osso metacarpale, un osso dell’arto anteriore le cui caratteristiche anatomiche hanno portato gli scienziati a concludere che il dinosauro fosse dotato di una ampia capacità di movimento della zampa, che gli consentiva dunque di trattenere le prede con grande forza.

La scoperta di Saltriovenator fa crollare anche una ipotesi in vigore dal 2009 sull’evoluzione degli uccelli a partire dai teropodi. L’idea sviluppatasi dopo la scoperta del ceratosauro primitivo Limusaurus era quella di una evoluzione dell’ala dalla fusione del secondo, terzo e quarto dito dell’arte anteriore. Il giovane dinosauro alpino dimostra che fu il quarto dito a sparire, con seguente fusione dei primi 3.

Un’altra caratteristica mai osservata prima su resti fossili di dinosauri è la presenza di morsicature ad opera di pesci o organismi invertebrati marini, un po’ come i segni visibili sulle carcasse di balena. Dopo la morte, il corpo del predatore deve essere dunque finito in mare, dove avrà galleggiato un poi prima di finire sul fondale e venire sepolto dai sedimenti. Nel Giurassico Inferiore la Lombardia occidentale era infatti occupata dall’Oceano della Tetide, lungo le cui sponde si sviluppavano foreste e spiagge tropicali, terre emerse di dimensioni sufficienti a garantire lo sviluppo  di una catena alimentare al cui apice si trovava il temibile ceratosauro.

 

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L’Italia imbiancata da Nord a Sud. Le favolose immagini della NASA https://www.montagna.tv/cms/134315/litalia-imbiancata-da-nord-a-sud-le-favolose-immagini-della-nasa/ https://www.montagna.tv/cms/134315/litalia-imbiancata-da-nord-a-sud-le-favolose-immagini-della-nasa/#comments Thu, 20 Dec 2018 09:39:53 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134315 Negli scorsi giorni tutte le montagne italiane sono state ricoperte di neve. Un evento cui, in particolare sulle Alpi occidentali, non si sperava quasi più, guardando con una certa invidia le immagini dell’Appennino imbiancato.

Finalmente l’inverno ha pareggiato i conti e ha regalato da Nord a Sud dei panorami spettacolari.

Le immagini satellitari della NASA ci consentono di guardare dall’alto lo scenario meraviglioso della Penisola in versione natalizia.

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Il Sentiero Italia in Piemonte: tutto pronto per l’inaugurazione https://www.montagna.tv/cms/134280/il-sentiero-italia-in-piemonte-tutto-pronto-per-linaugurazione/ https://www.montagna.tv/cms/134280/il-sentiero-italia-in-piemonte-tutto-pronto-per-linaugurazione/#respond Thu, 20 Dec 2018 07:00:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134280 Basta aprire gli storici numeri della Rivista della Montagna per trovare un dettagliato racconto in capitoli di quello che sarà il percorso del Sentiero Italia in Piemonte. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta la patinata rivista d’antan ha infatti dedicato ampio spazio al tracciato della Grande Traversata delle Alpi (GTA), cammino che abbraccia le montagne piemontesi da Nord a Sud. Ispirato dall’idea francese della Grande Traversée des Alpes negli anni il percorso della GTA si è sviluppato sia logisticamente che turisticamente sovrapponendosi poi al percorso della Via Alpina e, oggi, a quello del nuovo Sentiero Italia. “Abbiamo deciso di non fare doppioni, avendo già un itinerario principale che attraversa tutto il Piemonte unendo l’arco alpino occidentale” spiega Gino Geninatti, responsabile per il CAI del tratto piemontese del Sentiero che unisce tutto il Paese. “Ci siamo così accordati con la Regione, ente che sta curando la GTA, riuscendo a far coincidere anche i posti tappa”. Il percorso del SI in Piemonte avrà quindi una lunghezza complessiva di circa mille chilometri e sarà suddiviso in 55 tappe.

“Al momento, come CAI, stiamo monitorizzando e mappando il sentiero in collaborazione con la Regione Piemonte”. Un lavoro che il club alpino piemontese sta svolgendo non solo sul tracciato del SI, ma su tutti gli itinerari regionali. Si tratta di un lavoro utile ad arricchire e mantenere sempre aggiornato il catasto dei sentieri istituito nel 2015. “I nostri rilevatori hanno già percorso tutta la GTA per individuare le aree percorribili e quelle dove sono necessari lavori a causa di frane, mancanza di segnaletica o altre problematiche. Tutte informazioni che poi giriamo alla Regione, la quale provvederà ad effettuare i lavori necessari.

Il percorso non necessità però di grandi lavori di adattamento. Sono infatti numerose le persone che tutti gli anni percorrono la GTA, soprattutto stranieri. “Va però detto che la frequentazione non è uguale lungo tutto il tracciato. Chi arriva dall’estero predilige soprattutto le zone dove si possono trovare più servizi. L’area più battuta è certamente quella che va dalla Val di Lanzo, alla Val di Susa fino alla parte Nord della provincia di Cuneo. La parte Sud del cuneese invece è meno frequentata, come anche la parte alta del Piemonte”.

I volontari del CAI torneranno sul percorso della Grande Traversata dopo la stagione invernale per applicare alle paline segnaletiche il nuovo logo del Sentiero Italia. “Nel mese di luglio poi (dal 19 al 21) ci sarà l’inaugurazione ufficiale del tratto Piemontese che faremo con un piccolo trek nella zona del Monviso. Una staffetta escursionistica partirà da Pontechianale, in Val Varaita, e salirà fino al rifugio Quintino Sella al Monviso dove ci sarà il passaggio di testimone al secondo gruppo che scenderà verso Pian del Re e poi proseguirà valicando in Val Pellice fino al rifugio Willy Jervis. Un bell’omaggio alla montagna simbolo del Piemonte e del Club Alpino Italiano.

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Il nuovo Polverelli minore. Vocabolario della lingua di scialpinisti e freerider https://www.montagna.tv/cms/134031/il-nuovo-polverelli-minore-vocabolario-della-lingua-di-scialpinisti-e-freerider/ https://www.montagna.tv/cms/134031/il-nuovo-polverelli-minore-vocabolario-della-lingua-di-scialpinisti-e-freerider/#comments Thu, 20 Dec 2018 05:00:55 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134031 Si tratta di un progetto nato e cresciuto online. Tutto è iniziato ormai anni fa sullo storico forum Fuorivia grazie a un gruppo di amici. Anni dopo poi, con l’invenzione dei Social Network, l’idea ha preso facilmente piede anche sul Facebook e da quel momento l’evoluzione è stata continua. Stiamo parlando della lingua pauderolesa ovvero delle espressioni e dei termini utilizzati da scialpinisti e freerider. Parole come “Kùlmartel”, “Fioccopatella”, “Uligano” e molte altre. Vocaboli che, dopo anni di catalogazione digitale, trovano finalmente lo spazio concreto di un libro “il nuovo Polverelli minore” (Mulatero editore, 2018) curato da Davide Branca, arricchito dalle illustrazioni di Caio e dalle foto di Federico Ravassard.

Un’idea geniale, leggera e divertente. Piacevole alla lettura, soprattutto quando si incontrano termini che fanno parte anche del proprio vocabolario. Se invece non doveste trovarne nessuno, casualità rara, potete collaborare all’arricchimento del vocabolario, d’altronde quella del popolo pauderoleso è una lingua e, come tutte le lingue, è in continua evoluzione. Per farlo basta andare sulla pagina Facebook del Polverelli e  pubblicare il proprio contributo. Unica condizioni richiesta per l’inserimento del termine nel vocabolario è che questo sia postato con una sintetica descrizione che ne renda il significato comprensibile al pubblico.

 

Lo sappiamo che molti di voi si staranno arrovellando il cervello nel tentativo di dare un significato ai termini che abbiamo citato. Ve li sveliamo noi, ma per gli altri: correte in libreria.

KÙLMARTEL: goffa caduta al suolo a gambe tese, rimbalzando sulle natiche (tipica dello snowboarder incapace di gestire la curva in back e gravemente affaticato).

FIOCCOPATELLA: Si definiscono così i fiocchi di neve di grandi dimensioni.

ULIGANO: definizione per lo scivolatore dai modi grezzi e selvaggi che si ripercuotono nello stile di sciata.

 

Titolo: Il nuovo Polverelli Minore. Vocabolario della lingua pauderolesa

Autore: Davide Branca

Illustrazioni: Caio, Federico Ravassard

Editore: Mulatero

Pagine: 143

Prezzo: 19,00 €

 

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Cabinovia bloccata a Courmayeur, il video dell’intervento del Soccorso Alpino https://www.montagna.tv/cms/134311/cabinovia-bloccata-a-courmayeur-il-video-dellintervento-del-soccorso-alpino/ https://www.montagna.tv/cms/134311/cabinovia-bloccata-a-courmayeur-il-video-dellintervento-del-soccorso-alpino/#respond Wed, 19 Dec 2018 14:59:38 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134311 La telecabina di Plan Checrouit, a Courmayeur, è rimasta bloccata ieri pomeriggio: sono state evacuate due cabine, con a bordo rispettivamente sei e due persone. Nessuno necessita di intervento sanitario.

Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino valdostano con il personale degli impianti a fune. L’elicottero ha portato le guide sui tetti delle cabine ed è stata attivata la procedura di evacuazione con funi e carrucola. L’impianto rimasto bloccato porta gli sciatori dai 1.704 metri di Plan Checrouit ai 2.256 del Col Checrouit.

Il video dell’intervento di soccorso:

 

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Il Soccorso Alpino in udienza da Papa Francesco https://www.montagna.tv/cms/134307/il-soccorso-alpino-in-udienza-da-papa-francesco/ https://www.montagna.tv/cms/134307/il-soccorso-alpino-in-udienza-da-papa-francesco/#respond Wed, 19 Dec 2018 14:18:35 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134307 Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico prenderà parte all’ udienza di Papa Francesco, fissata sabato 22 dicembre, all’ udienza che Papa Francesco ha programmato per i rappresentanti del Servizio nazionale di Protezione civile, il quale CNSAS è una delle Strutture Operative del Dipartimento.

A partecipare ci sarà il Presidente Nazionale del Soccorso Alpino, Maurizio Dellantonio: “Per noi incontrare Papa Francesco è un grande onore. Il Pontefice, con la sua vicinanza alla gente e la sua spontaneità, è profondamente vicino al nostro modo di operare e ai valori che appartengono al Soccorso Alpino. Porterò l’affetto e il saluto di tutti gli uomini del nostro Corpo”.

Dellantonio sarà accompagnato a Roma da numerosi rappresentati del Corpo, che ogni anno effettua in media 9mila interventi di soccorso, tra di loro anche molti impegnati duramente nelle grandi catastrofi degli ultimi anni.

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Uccise, scuoiò ed appese ad un cartello stradale un lupo, incastrato dal DNA il presunto colpevole https://www.montagna.tv/cms/134298/uccise-scuoio-ed-appese-ad-un-cartello-stradale-un-lupo-incastrato-dal-dna-il-presunto-colpevole/ https://www.montagna.tv/cms/134298/uccise-scuoio-ed-appese-ad-un-cartello-stradale-un-lupo-incastrato-dal-dna-il-presunto-colpevole/#comments Wed, 19 Dec 2018 12:35:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134298 Aveva catturato un lupo con un laccio e scuoiato con un coltello a lama corta, quindi lo aveva appeso ad un cartello stradale per le zampe. Appeso accanto un cartello con scritto “No agli abbattimenti, sì alla prevenzione”.

Un macabro fatto di cronaca successo nell’aprile del 2017 nel territorio del Comune di Suvereto, nel livornese, che oggi ha un presunto colpevole: si tratta di un giovane di Riotorto (Livorno) al quale è stato notificato l’avviso di conclusione indagini in relazione al procedimento per i reati di uccisione di animale e furto venatorio.

Il ragazzo è stato individuato dai carabinieri del nucleo forestale di Grosseto e dai Ris grazie al DNA, tecnica solitamente utilizzata per altri reati, ma ad oggi mai impiegata per casi simili. Il materiale genetico ha trovato sull’animale ha permesso di tracciare un profilo genetico del responsabile e fare una comparazione, che ha poi portato al giovane. Successivi accertamenti hanno permesso di attribuire all’indagato anche le impronte digitali lasciate sul cartello. Altre prove sono state rinvenute da una perquisizione dell’azienda di proprietà del presunto responsabile e da successive ispezioni sui pascoli uttilizzati all’epoca dei fatti. 

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Iker Pou a 41 anni apre la sua via più dura https://www.montagna.tv/cms/134281/iker-pou-a-41-anni-apre-la-sua-via-piu-dura/ https://www.montagna.tv/cms/134281/iker-pou-a-41-anni-apre-la-sua-via-piu-dura/#respond Wed, 19 Dec 2018 11:39:54 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134281 È la via di arrampicata sportiva più dura che abbai mai realizzato. Anche quella che mi è costata di più: ci sono voluti sei anni, anche se non mi ci sono dedicato completamente perché on mezzo ci sono state molte spedizioni, viaggi e lavoro. È stato molto difficile per me continuare ad essere motivato per così lungo tempo”.

Così Iker Pou su Facebook ha annunciato di aver aperto a Megalef una nuova via, “Artaburu” su un tetto “perfetto” di circa 15/20 metri con la maggior parte delle prese dove è possibile infilare al massimo due dita e dove trovare dove mettere i piedi pare essere un miraggio.

Il climber 41enne non si sbilancia sul grado, non avendo riferimenti, ma ha dichiarato che “gli è costato molto di più del suo ultimo 9a+”. Bisognerà attendere le future ripetizioni per avere un’idea più precisa.

Un’altra buona notizia è l’imminente partenza per la Patagonia con suo fratello per completare con la “Terra” il progetto “The North Face 4 Elements, che al momento include Aupa 40 sempre in Patagonia (Aria), Yakumama in Perù (Acqua), Leve Leve sulla piccola isola africana di São Tomé and Príncipe (Fuoco).

 

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Andy Holzer, cieco sul Tetto del Mondo https://www.montagna.tv/cms/134264/andy-holzer-cieco-sul-tetto-del-mondo/ https://www.montagna.tv/cms/134264/andy-holzer-cieco-sul-tetto-del-mondo/#respond Wed, 19 Dec 2018 07:00:09 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134264 Testo di G.C. Agazzi

Un grande pubblico ha accolto sabato 8 dicembre 2018 al Palamonti di Bergamo l’alpinista austriaco Andy Holzer, protagonista di una straordinaria serata. E’ stato l’evento conclusivo dell’edizione 2018 del Grande Sentiero, iniziato sempre al Palamonti con la bella conferenza del fotografo naturalista Baldovino Midali.

Si è trattato di un’importante testimonianza, che ha potuto documentare la determinazione di un uomo che, nato cieco, ha iniziato fin da bambino a frequentare la montagna, grazie all’aiuto e all’entusiasmo dei due genitori. La sua famiglia non lo ha mai considerato come un disabile e ha sempre favorito la sua passione per l’alpinismo, incoraggiandolo a portare a termine  sfide ambiziose sulle più alte montagne del pianeta.

Andy, dato il suo limite, può essere considerato un alpinista estremo che riesce a vedere attraverso gli altri suoi sensi, accesissimi, il paesaggio che lo circonda durante le salite. La prima vera escursione in montagna fu con tutta la famiglia negli Alti Tauri nel 1969. Da allora non si è mai arreso, divenendo un grande alpinista. Andy è nato a Amlach un paesino di circa trecento anime del Tirolo Austriaco Orientale, situato tra Dolomiti e Alti Tauri. Non riesce a vedere le montagne che lo circondano nelle sue scalate, ma è, comunque, in grado di immaginare il paesaggio che lo circonda grazie all’estrema sensibilità dei suoi sensi: l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto. Riesce a raccogliere informazioni sufficienti  a costruirsi una immagine di ciò che lo circonda. Dice di non aver mai avuto problemi di equilibrio, affermando di essere bravo anche a pattinare sul ghiaccio. Andy è, poi, riuscito a salire tutte e sette le cime più alte dei vari continenti. E’ stato Hans Bruckner ad aprirgli le porte della montagna.

 Nel corso della serata è stato proiettato un filmato realizzato nel 2017 dalla regista tedesca Juliane Möcklinghoff proprio per narrare le incredibili imprese di Holzer e la sua grande passione per le montagne, intesa come ricerca di libertà. Luca Calvi è intervenuto come interprete d’eccezione, permettendo a Andy di dialogare con il pubblico.

Tre sono stati i tentativi di Andy per salire l’Everest. Due volte dal versante nepalese e, finalmente, la salita avvenuta con successo dal versante Nord, tibetano. La preparazione è stata impegnativa, lunga e seria, e ha imposto a Andy di effettuare numerose escursioni in montagna propedeutiche all’impresa.

Nel corso della serata ci sono stati momenti di intensa emozione, quando Andy ha voluto raccontare quanto ha provato nel salire così in alto. Durante la salita all’Everest è morto, colpito da un ictus, il padre dell’alpinista. Una telefonata al campo base lo ha informato. Andy si è trovato in un momento triste e difficile, quasi convinto di rinunciare, non sapendo quale decisione prendere, ma, poi, la madre lo ha convinto a rimanere. “Nel corso della fase finale della salita mi è sembrato che mio padre salisse accanto a me, incitandomi a continuare” ha detto.

 Andy è stato il primo cieco a scalare nel 2004 la difficile parete Nord della Cima Grande di Lavaredo.

 La parte finale del filmato era stata dedicata a una arrampicata che Andy ha effettuato con la madre sulle Dolomiti.

Andy ha spiegato al pubblico presente come sia riuscito a trasformare gli ostacoli incontrati nel corso della sua vita in  preziose opportunità che gli hanno permesso di salire le più alte montagne della terra. L’alpinista è stato capace di tramutare “il dipendere l’uno dall’altro” in una benedizione.” A riguardo ha affermato che neppure Reinhold Messner ha avuto il privilegio di salire sulla cima dell’Everest in compagnia di due amici. “Non è necessario andare in Himalaya per scalare l’Everest”, ha riflettuto Andy, “perché  ognuno ha il suo Everest da scalare nella vita”.

E’ seguito un lungo dibattito con l’intervento, tra gli altri, di alcuni non vedenti che hanno posto varie domande all’alpinista austriaco. Andy, tra l’altro, ha affermato che la  condizione di non vedente gli ha consentito di girare il mondo per portare la sua testimonianza, a dimostrazione del fatto che chi vuole può. Nel corso della serata ha  presentato il suo libro Gioco d’equilibrio, pubblicato in Italia da Keller Editore, che racconta tutte le esperienze  dell’alpinista austriaco.

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