Ferrate – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Tue, 11 Dec 2018 14:43:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Dolomiti, lavori straordinari di manutenzione alla ferrata delle Bocchette Alte https://www.montagna.tv/cms/129137/dolomiti-lavori-straordinari-di-manutenzione-alla-ferrata-delle-bocchette-alte/ https://www.montagna.tv/cms/129137/dolomiti-lavori-straordinari-di-manutenzione-alla-ferrata-delle-bocchette-alte/#respond Sat, 25 Aug 2018 06:00:35 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=129137 La Commissione Sentieri SAT informa che i lavori di manutenzione straordinaria alle attrezzature della Via ferrata delle Bocchette Alte, nel tratto compreso tra il bivio O323-O305C (nei pressi del rifugio  Alimonta) ed il bivio O305A-O396 (inizio Via ferrata “Oliva. Detassis”, in prossimità della Bocchetta Bassa dei Massodi) avranno inizio a partire da  LUNEDI’ 03 SETTEMBRE 2018. A partire da tale data, e presumibilmente per circa 20 giorni, il tratto di via ferrata indicato sarà CHIUSO.

Si ricorda peraltro che il percorso rimane praticabile, infatti  tale tratto potrà essere aggirato utilizzando la Via ferrata “Oliva  Detassis” – segnavia SAT O396, tracciato dai fratelli Bruno, Giordano e Catullo Detassis in omaggio affettuoso e riconoscente alla propria madre. Fu infatti il primo percorso di collegamento tra il rifugio Alimonta ed il rifugio Brentei, soltanto in seguito vennero tracciate la variante Quintavalle e il sentiero Coggiola.

Le Bocchette Alte rappresentano una delle più famose vie in alta quota su roccia delle Dolomiti. 

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Ferrate del Gran Sasso, finalmente i collaudi- di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/128928/ferrate-del-gran-sasso-finalmente-i-collaudi-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/128928/ferrate-del-gran-sasso-finalmente-i-collaudi-di-stefano-ardito/#respond Fri, 24 Aug 2018 04:00:31 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128928 Sembra essersi finalmente concluso, e nel modo migliore, il balletto di informazioni sulle nuove vie ferrate del Gran Sasso, al centro di importanti (e ben fatti) interventi nell’estate del 2017. 

Dopo mesi di interrogativi e incertezze, un comunicato a firma di Alfonso Calzolaio, direttore del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, ha reso noto che il “certificato di regolare esecuzione” dei lavori è stato redatto a metà luglio di quest’anno per cinque itinerari attrezzati del massiccio abruzzese. 

Sono quindi aperti agli escursionisti e agli alpinisti (che le utilizzano per raggiungere gli attacchi delle vie, o in discesa) le vie ferrate Danesi e Ventricini del Corno Piccolo, la ferrata Ricci e la nuova via normale della Vetta Orientale del Corno Grande, e l’itinerario attrezzato che conduce dal versante di Campo Imperatore fino al bivacco Bafile.

Nuova ferrata del bivacco Bafile

Sull’ultimo percorso citato, continua il comunicato a firma del direttore del Parco, devono essere realizzati “piccoli lavori di sistemazione”. Degli interventi, però, che “non pregiudicano la possibilità di fruizione e la sicurezza” del percorso, che è quindi aperto e utilizzabile. 

La situazione è diversa per la ripida ed esposta ferrata Brizio, che collega la Sella del Brecciaio alla Sella dei Due Corni, e permette di raggiungere il Corno Piccolo se si è partiti da Campo Imperatore. Su questo tracciato, spiega il Parco, “alcuni elementi installati risultano danneggiati dagli eventi atmosferici”. Per questo motivo, la ferrata non è ufficialmente agibile. 

A conferma di quanto scritto dal direttore Calzolaio, l’Ente Parco ha diffuso una lettera del 15 luglio scorso, con la quale l’ingegnere teramano Massimo Marini comunicava di aver completato il collaudo delle ferrate.   

Nei giorni scorsi, i due documenti sono stati spediti ai Carabinieri Forestali e alle società di gestione degli impianti di risalita (il Centro Turistico del Gran Sasso e la Gran Sasso Teramano). 

In qualche modo, sono poi arrivati alle sezioni del CAI e alle guide alpine dell’Abruzzo e delle regioni vicine, che quindi possono includerli nei loro programmi senza temere conseguenze in caso di incidenti. 

Sorprende che, tra i rifugi del massiccio, il comunicato del Parco sia stato spedito solo al Fioretti (ai piedi del Monte Corvo, lontano dagli itinerari attrezzati), confondendo il nome del rifugio con quello del gestore. 

La comunicazione sull’avvenuto collaudo, invece, non è stata spedita ufficialmente né al Duca degli Abruzzi né al Franchetti. La maggior parte dei frequentatori delle ferrate, invece, transita proprio da questi due punti di appoggio. 

Nuova ferrata del bivacco Bafile

Non hanno ricevuto la notizia, e non ci sembra corretto, né i quotidiani né i principali siti d’informazione abruzzesi. E nemmeno i giornalisti, come chi scrive, che si sono occupati a lungo del caso. Non si parla delle ferrate e della loro agibilità nemmeno sui social dell’Ente Parco, né sul sito ufficiale www.gransassolagapark.it. 

Non ci sono stati interventi, fino a oggi, sull’impegnativo Sentiero del Centenario, che traversa il settore orientale della catena. Su questo itinerario, invece, scalette pericolanti e corde fisse sfilacciate o staccate dalla parete creano dei seri pericoli per i frequentatori. 

Ci auguriamo che, prima della fine dell’estate, e della conclusione a fine 2018 del progetto finanziato dalla Regione Abruzzo con fondi dell’Unione Europea, anche il Sentiero del Centenario venga messo finalmente in sicurezza.  

Sarebbe utile ai frequentatori dei due massicci avere notizie aggiornate sullo stato di avanzamento della nuova segnaletica dei sentieri del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, deve tassativamente concludersi entro il 2018.    

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Il pasticcio delle ferrate del Gran Sasso – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/128393/il-pasticcio-delle-ferrate-del-gran-sasso-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/128393/il-pasticcio-delle-ferrate-del-gran-sasso-di-stefano-ardito/#comments Tue, 07 Aug 2018 04:00:55 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=128393 Sulle ferrate e i sentieri attrezzati del Gran Sasso, da poco sistemati con fondi pubblici, la situazione resta paradossale. I nuovi percorsi, sistemati (o ricostruiti ex-novo) nel 2017, sono spettacolari e sicuri, e vengono presi d’assalto da escursionisti e alpinisti. 

In mancanza di un collaudo ufficiale, però, sono teoricamente inagibili. Né la Regione Abruzzo, che ha convogliato sul progetto un milione e mezzo di euro di fondi europei, né il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che è responsabile della sua gestione, hanno finora preso una posizione pubblica. 

Ricapitoliamo la questione. Tra luglio e settembre 2017, un team di tecnici e guide alpine ha sistemato le vie ferrate del Gran Sasso. Tre percorsi (la Ventricini del Corno Piccolo, la ferrata del bivacco Bafile e la Ricci della Vetta Orientale) erano in condizioni discrete, uno (la Danesi del Corno Piccolo) era stata danneggiata da frane, in parte causate dal terremoto del 2016. 

La ferrata Brizio, tra la Sella dei Due Corni e la Sella del Brecciaio, era crollata ed è stata ricostruita da zero. La via normale della Vetta Orientale, dove le vecchie corde fisse erano state tolte per un intervento sbagliato del Parco, è stata riattrezzata su un itinerario diverso. 

I lavori, per quanto abbiamo verificato di persona, sono stati fatti a regola d’arte. Nello scorso inverno, il peso della neve ha spostato una scala della Brizio e un piolo del sentiero del Bafile. Ma sono danni normali per manufatti a 2500 metri di quota, che hanno bisogno di controlli e manutenzione ogni anno. 

Resta ancora da intervenire sul Sentiero del Centenario, tra Vado di Corno e il Monte Camicia. In questo percorso, sulle Torri di Casanova, le corde disancorate e le scale traballanti creano un pericolo serio. Era un intervento da fare subito, e invece lo si attende ancora. Peccato. 

Nell’estate 2017, la notizia delle nuove ferrate si è diffusa rapidamente. L’afflusso di escursionisti sulla Ricci, sul Ventricini, sulla Danesi e verso il Bafile è stato fortissimo. Anche la Brizio, nonostante una scala verticale e faticosa, è stata presa d’assalto. 

Dall’inizio, il consorzio che ha eseguito i lavori ha fatto notare che le opere non erano state collaudate, e che quindi l’accesso non era consentito. Ma all’inizio dei sentieri e nei rifugi, nessun cartello informa della situazione gli escursionisti. Quest’anno, incredibilmente, la situazione è rimasta la stessa. E questo crea seri problemi. 

Mentre gli escursionisti “privati” affollano le ferrate, le sezioni del CAI non le inseriscono nei programmi per evitare responsabilità in caso di incidenti. Anche le guide alpine preferiscono evitarle. 

Chiudere il sentiero Ventricini, però, significa vietare l’arrampicata sulle Spalle del Corno Piccolo. Vietare il sentiero del Bafile significa chiudere le pareti della Vetta Occidentale e del Torrione Cambi. 

Nelle scorse settimane, dopo gli interventi di chi scrive sulle pagine abruzzesi del Messaggero, sui social e sui blog la discussione è stata accesa. Qualche addetto ai lavori ha parlato di collaudi già fatti ma non certificati dalle carte, altri di collaudi che dovrebbero arrivare in pochi giorni. 

Si sa che nei giorni scorsi dei tecnici siano saliti in elicottero a verificare gli infissi. Nessuno ha preso in considerazione l’ipotesi che i collaudi, come avviene nella Provincia autonoma di Trento, su una ferrata non siano in realtà obbligatori.   

Il progetto promosso dalla Regione e realizzato dal Parco prevede anche il rifacimento della segnaletica (e in qualche tratto del piano di calpestìo) dei sentieri, e l’adeguamento dei rifugi. 

Il rifugio Duca degli Abruzzi, 28.7.2018

Sui sentieri, dopo i lavori del 2017, i cantieri sembrano fermi. Intere zone del Gran Sasso e della Laga sono ancora prive di segnavia e di cartelli. Alla fine del 2018, termine di legge per la conclusione dei lavori, la segnaletica potrebbe non essere stata rifatta. 

E’ complicata anche la situazione dei rifugi. A giugno avrebbero dovuto essere realizzati adeguamenti igienici e di sicurezza al Duca degli Abruzzi e al Franchetti, entrambi di proprietà della Sezione di Roma del CAI. 

Nel secondo rifugio, a causa dei ritardi della ditta incaricata, il cantiere è slittato a settembre. Al Duca i lavori sono stati accompagnati da discussioni tra l’impresa, i gestori e la Sezione proprietaria. Chi arriva in questi giorni al rifugio si trovano davanti a un cantiere non recintato, e a un avvallamento pieno di scarti di lavorazione e rifiuti. 

Siamo certi che, alla fine, tutto verrà messo a posto. Ma quando? Nelle settimane più affollate dell’estate, quando sul Gran Sasso arrivano turisti, camminatori e alpinisti dal resto d’Italia e dall’estero, questa incuria è un pessimo biglietto da visita per l’Abruzzo.  

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Aperte le ferrate delle Bocchette Alte e Bocchette Centrali nel Brenta, chiusure solo a settembre https://www.montagna.tv/cms/127338/aperte-le-ferrate-delle-bocchette-alte-e-bocchette-centrali-nel-brenta-chiusure-solo-a-settembre/ https://www.montagna.tv/cms/127338/aperte-le-ferrate-delle-bocchette-alte-e-bocchette-centrali-nel-brenta-chiusure-solo-a-settembre/#respond Sat, 21 Jul 2018 04:00:31 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=127338 Ulteriori comunicazioni arrivano dagli uffici di SAT relativamente alle opere di ripristino, manutenzione e messa in sicurezza delle ferrate.

La ferrata delle ‘Bocchette Alte'(segnavia O305A) è aperta.

Solo il tratto ‘Quintavalle’ verrà chiuso per circa una decina di giorni dal primo di settembre. La percorribilità delle ‘Bocchette Alte’ sarà garantita attraverso la deviazione sul tratto ‘Oliva Detassis’ (396) tracciato dai fratelli Bruno, Giordano e Catullo Detassis in omaggio affettuoso e riconoscente alla propria madre.  Fu infatti il primo percorso di collegamento tra il rifugio Alimonta ed il rifugio Brentei, soltanto in seguito vennero tracciate la variante Quintavalle e il sentiero Coggiola.

Le Bocchette Alte rappresentano senza tema di smentita una delle più famose vie in alta quota su roccia delle Dolomiti ed in generale di tutti i gruppi montuosi europei. Un grandioso itinerario, alpinistico che offre, in un contesto severo, dei panorami indimenticabili, sia verso sud, che verso ovest (Adamello Presanella). Come per le bocchette centrali anche qui vari tratti del percorso sono stati dedicati a personaggi degni di merito.

Aperte anche le “Bocchette Centrali” (O305C) dove i lavori di manutenzione inizieranno dopo il 20 settembre e saranno portati a termine nel minor tempo possibile.

I lavori di realizzazione delle Bocchette Centrali ebbero inizio a cura della S.A.T. nel 1936 e da allora periodicamente manutenzionate e messe in sicurezza a cura dello stesso sodalizio. La innegabile bellezza dei paesaggi, la natura ardita dei percorsi, la particolarità e  l’eleganza delle guglie dolomitiche danno il senso della grande notorietà di questo itinerario alpinistico.   

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Chiudono per lavori le frequentate ferrate Brentari e Castiglioni nel Gruppo di Brenta https://www.montagna.tv/cms/126609/chiudono-per-lavori-le-frequentate-ferrate-brentari-e-castiglioni-nel-gruppo-di-brenta/ https://www.montagna.tv/cms/126609/chiudono-per-lavori-le-frequentate-ferrate-brentari-e-castiglioni-nel-gruppo-di-brenta/#respond Sat, 07 Jul 2018 12:00:59 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=126609 L’ufficio tecnico di SAT sede centrale comunica che stanno per iniziare i lavori di rinnovamento alla ferrata ​Ettore ​Castiglioni (9 luglio) e il mese prossimo inizieranno le operazioni di rinnovamento anche alla ferrata Livio​ Brentari (20 agosto).

Pertanto rimarranno chiuse per un periodo che va dai 20 ai 25 giorni, la differenza sulla durata delle operazioni naturalmente la faranno le condizioni meteo.

La via ferrata Ettore Castiglioni (segnavia O321) fu una delle prime ad essere realizzate nel ​1946​,​ necessaria per collegare i rifugi Agostini e XII Apostoli e per offrire una alternativa più diretta e alpinisticamente meno problematica rispetto allo scavalcamento della Bocca d’Ambiez e della Vedretta dei Camosci. I due rifugi restano comunque collegati, in alternativa alla via ferrata Castiglioni infatti si può percorrere la via ferrata dell’Ideale (segnavia O304) verso la Bocca d’Ambiez e fino alla vedretta dei Camosci. Un percorso più impegnativo dal punto di vista alpinistico in quanto sulla Vedretta d’Ambiez si possono trovare tratti innevati o ghiacciati e quindi è per escursionisti esperti, dove servono esperienza e attrezzatura adeguate.

Ferrata Livio Brentari SAT

La via ferrata Livio Brentari (segnavia O358) è un frequentatissimo e spettacolare collegamento alpinistico attrezzato che arriva a quota 2905 metri, tra il rifugio Agostini e il rifugio Pedrotti alla Tosa e fu inaugurata nel 1950. Il percorso ha inizio a monte del Rifugio Agostini e rimonta il ripido fondo morenico dell’alta valle, fino ai piedi della verticale e maestosa parete est di Cima d’Ambiéz e quindi, descrivendo un ampio semicerchio verso destra, prosegue sull’omonima vedretta, dove bisogna far attenzione ai crepacci, soprattutto sul lato orientale. Anche in questo caso i collegamenti tra i due rifugi non sono interrotti, in alternativa a questo percorso che il 20 agosto verrà chiuso, dalla Forcolotta di Noghera si può proseguire sul sentiero Palmieri (segnavia 320), oppure con una variante un po’ più complicata la via ferrata Mariella Apolloni.

Il piano di ripristino delle vie ferrate SAT è iniziato nel 2008 (SAT cura la segnaletica e la manutenzione di 68 vie ferrate e 125 sentieri attrezzati) ed ogni anno sono numerosi  i lavori che l’Ufficio Tecnico SAT​ con l’ingegner Luca Biasi e la Commissione Sentieri mettono in cantiere per garantire la sicurezza di alpinisti ed escursionisti.

Quest’anno oltre alle due ferrate menzionate ​rientrano nel novero dei lavori​ una parte della via ferrata delle Bocchette Centrali, su una parte delle Bocchette Alte, la via ferrata Porton, la via ferrata Orsi e sulla Kosburger-weg,  per citare le più importanti, oltre ​a numerosi sentieri attrezzati delle Alpi Ledrensi.

Per qualsiasi informazione si può contattare SAT sede centrale tel. 0461.981871 (Ingegner Luca Biasi) oppure consultare il sito della Commissione Sentieri.

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Nasce “Dolomiti senza confini”, l’Alta Via sulle orme della Grande Guerra https://www.montagna.tv/cms/120484/nasce-dolomiti-senza-confini-lalta-via-sulle-orme-della-grande-guerra/ https://www.montagna.tv/cms/120484/nasce-dolomiti-senza-confini-lalta-via-sulle-orme-della-grande-guerra/#comments Mon, 19 Mar 2018 06:00:07 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=120484 Il 2018 è il centesimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale. E proprio il 9 giugno di quest’anno verrà lanciato il progetto interregionale “Dolomiti senza confini”. Un progetto «nato dal sogno che le Dolomiti non siano più una barriera ma un luogo d’incontro e amicizia».

“Dolomiti senza confini” consiste infatti nella creazione di un’Alta Via che colleghi 12 percorsi attrezzati di elevato valore alpinistico e storico, che si sviluppano a cavallo tra l’Italia e l’Austria, tra il Cadore e la Pusteria, dalle Tre Cime di Lavaredo alla Val del Gail.

Un itinerario «che attraversa i luoghi più significativi della Grande Guerra, con trincee e gallerie». L’obiettivo di “Dolomiti senza confini” è quello di realizzare un percorso di pace sui luoghi della guerra. Una grande Alta Via dove gli «appassionati di montagna di qualsiasi nazionalità possono incontrarsi per coltivare quell’amicizia che su queste montagne fiorisce più in fretta».

Sviluppato con il supporto della Provincia di Belluno, della Fondazione Dolomiti Unesco, del Club Alpino Austriaco e dell’Associazione per il Turismo di Sesto; il progetto prevede, «attraverso la sistemazione di alcune vie ferrate», di creare «un’unica area transfrontaliera» dedicata all’escursionismo di alta montagna. L’intervento «porterà alla creazione nell’area Dolomiti Live di un percorso alpinistico che consentirà di unire realmente le tre aree (Pusteria, Osttirol e bellunese) superando così le barriere amministrative e nazionali che lo dividono».

Ferrata Croda dei Toni

Nelle aree interessate al progetto furono infatti realizzate – durante la prima guerra mondiale, dall’esercito Italiano e Austriaco – dei percorsi attrezzati sul Monte Paterno, Torre Toblin, Cima Undici, Croda Rossa di Sesto e Monte Cavallino. Successivamente, quanto rimasto di queste opere, è stato trasformato in percorsi attrezzati di interesse storico, turistico ai quali ne sono stati affiancati di nuovi. Purtroppo però l’area che fa parte del progetto attualmente offre opportunità di accessibilità non uniformi.

Infatti mentre le vie attrezzate in Pusteria e nell’Osttirol non necessitano di interventi strutturali di risanamento e messa in sicurezza, quelle presenti nell’area dell’alto bellunese presentano alcune criticità da superare, così da poter offrire effettivamente agli amanti della montagna un’unica zona escursionistica ampia e articolata, con differenti percorsi attrezzati. Finora infatti, anche a causa di queste problematiche, l’area non è mai stata promossa e valorizzata nella sua interezza.

Il percorso completo dell’Alta Via. Foto @ Meridiani Montagne
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Attenti a quelle ferrate in Sardegna: la perizia delle Guide Alpine e la nota della Regione https://www.montagna.tv/cms/120381/attenti-a-quelle-ferrate-in-sardegna-la-perizia-delle-guide-alpine-e-la-nota-della-regione/ https://www.montagna.tv/cms/120381/attenti-a-quelle-ferrate-in-sardegna-la-perizia-delle-guide-alpine-e-la-nota-della-regione/#respond Wed, 14 Mar 2018 07:32:20 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=120381 Il 5 marzo 2018 l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Sardegna, dopo aver visionato la perizia, redatta dalle Guide alpine italiane e relativa alle vie ferrate del Giorré e del Cabirol, ha scritto una nota al Comune di Cargeghe e a quello di Alghero: la comunicazione indica che nella relazione in questione si rilevano delle irregolarità in merito alla normativa di costruzione di tali impianti, al collaudo e all’abilitazione del progettista, e di conseguenza viene evidenziato un elevato rischio di frana che consiglia il divieto di utilizzo delle opere e la rapida rimozione delle stesse ai sensi dell’art. 35 e 47 del D.P.R. n. 380/2001.

La perizia delle Guide alpine italiane è l’ultimo atto di una lunga serie di segnalazioni private e pubbliche, comparse negli ultimi anni su autorevoli blog di settore e testate giornalistiche.

Ricapitoliamo di seguito la vicenda.

Sulla via ferrata del Giorré si era iniziato a parlare di illecito nel 2015: l’accusa era di invasività ambientale, pericolosità intrinseca al luogo, di dilettantesca realizzazione, nonché di abuso di professione ad alcune sedicenti “Guide”, responsabili anche della realizzazione degli infissi. Le Associazioni Gruppo d’intervento Giuridico e Mountain Wilderness avevano lanciato l’allarme sulla costruzione di ferrate in ambiente SIC e ad alto rischio di frana, in relazione al Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Sardegna, oltre all’abusivismo di professione di Guida alpina.

A seguito degli articoli sulle ferrate di Cabirol e Giorré sono arrivate al Collegio Nazionale Guide alpine italiane (CONAGAI) segnalazioni per altre ferrate in Sardegna e non solo. In qualità di ente pubblico, il CONAGAI ha inviato gli esposti alla Procura della Repubblica. Successivamente la Prefettura di Sassari si è appoggiata alle perizie eseguite dalla locale stazione dei Vigili del fuoco, ma al contempo la Direzione Nazionale dei Vigili del fuoco dichiarava che perizie del genere non competono al Corpo. Il 31 marzo 2017 il CONAGAI ha richiesto un incontro alla Prefettura di Sassari per esporre le proprie perplessità, viste le tante segnalazioni ricevute, e a seguito di un gravissimo incidente occorso in condizioni similari nel 2016 in Sicilia. Tuttavia a distanza di mesi la situazione appariva ancora immutata, tanto che il 31 gennaio 2018 l’Assessorato all’urbanistica della Regione Sardegna ha richiesto al Comune di Alghero informazioni sulla funzione di vigilanza sull’urbanistica circa la ferrata del Cabirol. Per ciò che riguarda la via ferrata del Giorré, la situazione sembrava anche più preoccupante, visto il coinvolgimento del comune di Cargeghe e l’impiego di fondi pubblici.

Sebbene l’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna abbia disposto la chiusura della ferrata da gennaio a luglio, non è seguito nessun altro provvedimento, così il CONAGAI ha fatto pervenire un esposto alla Guardia di Finanza, che ha aperto un’inchiesta ancora in corso. Poiché la professione di Guida alpina per le sue caratteristiche è l’unica che possa giudicare la posa in opera di una via ferrata da un punto di vista della valutazione dei canoni di sicurezza, il CONAGAI ha disposto di effettuare una perizia sulle due strutture, per valutarne le condizioni. La situazione che le Guide alpine hanno rilevato è risultata grave e altamente pericolosa. Le perizie sono state quindi depositate presso diversi enti di competenza tra cui l’Assessorato all’Urbanistica della Regione Sardegna, che ha riportato le conclusioni del CONAGAI indicandole nella nota inviata il 5 marzo al Comune di Cargeghe e a quello di Alghero.

Ufficio Stampa Guide Alpine Italiane

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Ferrata Falconera, un itinerario mozzafiato nel cuore della Valsesia https://www.montagna.tv/cms/113020/ferrata-falconera-un-itinerario-mozzafiato-nel-cuore-della-valsesia/ Sat, 09 Sep 2017 10:00:38 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=113020

Dopo il “trial” di un minuto postato sulla pagina FB delle “Guide di Alagna scuola di alpinismo” tre mesi fa, pubblicato anche da noi di montagna.tv, che documentava la ferrata del Falconera, è uscito il 4 settembre il filmato integrale di sei minuti, stessa pagina e medesima ferrata oltre a un breve filmato sulla ferrata scuola del Partusacc.

Il filmato realizzato dal drone di Marco Orbassano, noto professionista, è stato montato anche grazie alle Guide Alpine di Alagna principali interpreti delle sequenze. Sponsor principale il comune di Varallo che ha voluto promuovere questa bella realtà Valsesiana grazie ai social nel modo più spettacolare.

Di grande impatto sono le impressionanti riprese fatte dall’alto e dal drone, così come molto coinvolgente e di effetto la regia e il montaggio che hanno dedicato un giusto spazio alla sicurezza e alla preparazione dell’ascensione.

Interessante anche la seconda parte del filmato dedicato alla piccola ferrata scuola del Partusacc. Due bambini di 8-9 anni età, con entusiasmo e grande disinvoltura, affrontano la salita opportunamente accompagnati e assicurati da una guida alpina. La riprese del drone, anche in questo caso, garantiscono una scenografia tutt’altro che banale e di grande effetto in un incredibile contesto di  “adrenalina e tenerezza”.

Guardatelo fino alla fine, perché vi riserverà una sorpresa con una femmina di capriolo ed il suo piccolo che per pochi secondi corrono sulla cima della Falconera, proprio davanti al tabellone di arrivo della ferrata.

Che dire, sono proprio sei minuti spesi bene…

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“Le nuove ferrate del Gran Sasso” di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/112894/le-nuove-ferrate-del-gran-sasso-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/112894/le-nuove-ferrate-del-gran-sasso-di-stefano-ardito/#comments Fri, 08 Sep 2017 06:30:26 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=112894 Testo di Stefano Ardito

Dal Gran Sasso, finalmente, arriva una buona notizia. Negli ultimi dodici mesi, il massiccio più alto d’Abruzzo è stato colpito da terremoti, da valanghe e da incendi. Chi lo voleva scoprire è stato via via ostacolato dalla mancata pulizia delle strade dalla neve a febbraio, dai ritardi nell’apertura estiva della cabinovia dei Prati di Tivo, dalla chiusura dell’albergo di Campo Imperatore. E da quella, che speriamo si risolva in breve, del rifugio Franchetti.  

Lavori sulla ferrata Danesi. Foto di Luigi Tassi

Si concludono in questi giorni, con una sola eccezione, i lavori di sistemazione delle ferrate e dei sentieri attrezzati del Gran Sasso. Un elenco che include la nuova via normale e la storica via Ricci alla Vetta orientale del Corno Grande, la via Danesi del Corno Piccolo e il sentiero Ventricini che lo aggira da nord. 

I percorsi, anche se non collaudati formalmente, sono già frequentati e apprezzati dagli escursionisti. E’ ancora aperto il cantiere della Brizio, la ferrata che conduce verso il Corno Piccolo chi arriva da Campo Imperatore. Dovrà attendere il 2018, invece, il Sentiero del Centenario che si snoda dal Vado di Corno a Fonte Vetica toccando i monti Brancastello, Prena e Camicia. Un lungo, bellissimo percorso in ambiente selvaggio, che richiede 10-12 di ore di cammino. 

I lavori, finanziati dalla Regione Abruzzo con circa 450.000 euro, sono stati realizzati a partire dal 20 luglio dal Consorzio Stabile Tottea, che ha vinto la gara d’appalto indetta dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un ruolo che è importante sottolineare, perché vent’anni fa alcune scelte sbagliate dell’ente avevano reso inutilmente pericolosi alcuni itinerari del massiccio. 

Nuova ferrata per il bivacco Bafile. Foto di Stefano Ardito

Le ferrate del Gran Sasso hanno delle storie diverse. La prima, la Danesi, è stata attrezzata con scale da soci del CAI di Teramo negli anni tra le due Guerre Mondiali. La sezione di Roma, nel dopoguerra, ha realizzato la Brizio e poi il sentiero Ventricini, dedicato a un socio caduto sul Corno Piccolo, utilissimo agli alpinisti che frequentano le Spalle. 

Si devono alla sezione dell’Aquila del CAI il Sentiero del Centenario (1974) e quello per il bivacco Bafile (1966), entrambi attrezzati con estrema parsimonia. Quest’ultimo, dotato per decenni solo di una scaletta e due mancorrenti, e non protetto su delle placche di secondo grado, è stato trasformato in ferrata una ventina di anni fa. 

Fino ai lavori di quest’anno, le ferrate del Gran Sasso non erano sicure. Sul percorso che conduce al Bafile, le corde s’interrompevano prima della fine delle difficoltà, costringendo ad affrontare senza protezione delle cenge esposte e l’aerea rampa che conduce al bivacco. 

La Danesi è stata più volte colpita da frane, l’ultima delle quali causata dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato Amatrice. Le corde della normale alla Vetta Orientale, sul versante del Calderone, sono state tolte vent’anni fa per una decisione sbagliata del Parco. 

Lavori sulla ferrata Danesi. Foto di Luigi Tassi

Sulla Brizio e sul Centenario, corde e scale in pessime condizioni, e ancoraggi indeboliti dagli anni, creavano (e creano ancora sul Centenario) dei pericoli seri. Sulle Torri di Casanova, che questo itinerario scavalca, ci sono corde fisse tranciate, scalette appese nel vuoto, altre scomparse e che hanno lasciato passaggi di terzo grado non protetti.

I lavori sulle ferrate permettono oggi ai due Corni di reggere il confronto anche in questo campo con le Dolomiti e il resto delle Alpi. Attirano in Abruzzo escursionisti esperti e alpinisti, danno lavoro alle guide e alle strutture ricettive di Pietracamela e del versante aquilano, creano un’immagine di serietà ed efficienza di cui il Gran Sasso e l’Abruzzo hanno seriamente bisogno.  

Certo, le ferrate non sono sentieri per tutti. Per affrontarle occorre avere l’attrezzatura giusta (casco, imbragatura, set con cordini e moschettoni), e saperla usare. Chi non ha esperienza deve iscriversi a un corso del CAI, o affidarsi alla professionalità di una guida alpina dell’Abruzzo e delle regioni vicine. D’inverno cavi e scale spariscono sotto alla neve e al ghiaccio, e il terreno diventa prettamente alpinistico.  

Cartello dei lavori all’inizio della ferrata Danesi

“Abbiamo fatto un buon lavoro” commenta la guida Gino Perini, tra gli artefici dei nuovi itinerari. “La notizia dei lavori ha già fatto aumentare i frequentatori. Ricordo ancora una volta agli inesperti di non lanciarsi sulle ferrate da soli. E ricordo a tutti che c’è ferrata e ferrata. Sul nuovo percorso della Brizio c’è una scala verticale di 30 metri, che richiede forza di braccia e tecnica, e naturalmente di non lasciarsi impressionare”.

Nell’elenco delle nuove ferrate del Gran Sasso, però, manca un itinerario. E’ la cresta di facili rocce che conduce dal Pizzo Cefalone, raggiunto da un classico sentiero, verso la cresta delle Malecoste. Un percorso di primo grado o giù di lì, con cengette scivolose ed esposte, che è rimasto quasi sconosciuto per secoli. 

Nella primavera del 2005, poco dopo la morte del Papa polacco, che aveva pregato più volte nella sottostante chiesetta di San Pietro, una vetta delle Malecoste è stata battezzata Cima Giovanni Paolo II, e sulla cresta che la raggiunge è iniziato un pellegrinaggio di fedeli inesperti. 

Ferrata del bivacco Bafile – foto di Fabrizio Antonioli

Anni fa, dopo aver assistito a una tragedia mancata, ho proposto sulla stampa locale di installare sulla cresta qualche cavo, ma l’idea non ha avuto seguito. Sulla cresta, fino a oggi, non mi risulta si sia ammazzato nessuno. Magari, per qualcuno, è stato un miracolo di Papa Woytjla, proclamato Santo nel 2014. Ragionando da uomo di montagna e da laico, continuo a pensare che qualche cavo di sicurezza sulla cresta delle Malecoste ci vorrebbe.

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La Ferrata di Falconera ti mette le ali! https://www.montagna.tv/cms/109827/la-ferrata-di-falconera-ti-mette-le-ali/ https://www.montagna.tv/cms/109827/la-ferrata-di-falconera-ti-mette-le-ali/#comments Sun, 25 Jun 2017 08:03:34 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=109827

La Ferrata di Falconera, un progetto realizzato con molto impegno dal comune di Varallo Sesia e quello di Civiasco, è un via creata giusto un anno fa, un anno trascorso con molti passaggi di appassionati ferratisti-alpinisti, dalle Guide Alpine di Alagna nel suggestivo ambiente delle pareti che sovrastano al città Valsesiana. Per sapere come è hai due modi: ti fai spuntare le ali e impari a volarci sopra… oppure ti armi di coraggio e grande umiltà e la sali con esperienza e in sicurezza – o con chi ti può responsabilmente aiutare. Ti elevi con passione, stupendoti ad ogni panorama, colore e disegno che ti offrirà… e solo allora ti sentirai come se avessi avuto quelle ali!

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