Outdoor – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Danilo Callegari ancora bloccato in attesa di lanciarsi sul Monte Vinson https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/ https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/#respond Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134398 Non procede la spedizione in Antartide di Danilo Callegari, che avevamo lasciato lo scorso 7 dicembre con l’annuncio della rinuncia al Polo Sud e con un aereo pronto a prelevarlo l’indomani per portarlo alla base americana. Da lì avrebbe dovuto proseguire la sua avventura, nel giro di pochi giorni, con un lancio in paracadute che lo avrebbe portato ai piedi del monte Vinson, il più alto del continente.

La sfortuna si è però nuovamente accanita su Danilo, che è bloccato da allora presso la base americana a causa dell’impossibilità del bimotore di decollare per il maltempo e il vento, che rende vane le sporadiche schiarite. Oltretutto lanciarsi con il paracadute in queste condizioni sarebbe troppo rischioso: “I forti venti catabatici si sono formati dai 50 ai 300/400 metri di quota alzando così notevolmente la mia, già alta, percentuale di rischio. A quell’altitudine infatti– spiega Callegari -, oltre ad essere già a vela aperta, è anche il momento dove inizierei ad effettuare le manovre per atterrare, ciò significa che con vento molto forte rischierei di farmi spingere notevolmente fuori zona da atterraggio, che tradotto significa: pareti rocciose ed enormi crepacci aperti”.

In questo momento sono in tenda e la bufera non da tregua– fa sapere dal suo team -. È una resistenza mentale e di nervi assurda. Sto aspettando un finestra utile per lanciarmi ma arrivati a oggi mi sa tanto che posticiperò il salto dopo la scalata al Vinson, infatti, a breve verrò portato nel remoto campo alla base di questa grande montagna. Il vento e il gelo la stanno “scuotendo” in lungo e in largo. Prima di venire qui, sapevo che mi sarei ficcato in un bel casino ma questo Antartide è proprio estremo in tutto. Ad ogni modo io sono sempre qui, sul pezzo. Persevero e vado avanti verso i miei obiettivi

Non resta quindi che attendere pazientemente.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/feed/ 0
Il Sentiero Italia in Piemonte: tutto pronto per l’inaugurazione https://www.montagna.tv/cms/134280/il-sentiero-italia-in-piemonte-tutto-pronto-per-linaugurazione/ https://www.montagna.tv/cms/134280/il-sentiero-italia-in-piemonte-tutto-pronto-per-linaugurazione/#respond Thu, 20 Dec 2018 07:00:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134280 Basta aprire gli storici numeri della Rivista della Montagna per trovare un dettagliato racconto in capitoli di quello che sarà il percorso del Sentiero Italia in Piemonte. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta la patinata rivista d’antan ha infatti dedicato ampio spazio al tracciato della Grande Traversata delle Alpi (GTA), cammino che abbraccia le montagne piemontesi da Nord a Sud. Ispirato dall’idea francese della Grande Traversée des Alpes negli anni il percorso della GTA si è sviluppato sia logisticamente che turisticamente sovrapponendosi poi al percorso della Via Alpina e, oggi, a quello del nuovo Sentiero Italia. “Abbiamo deciso di non fare doppioni, avendo già un itinerario principale che attraversa tutto il Piemonte unendo l’arco alpino occidentale” spiega Gino Geninatti, responsabile per il CAI del tratto piemontese del Sentiero che unisce tutto il Paese. “Ci siamo così accordati con la Regione, ente che sta curando la GTA, riuscendo a far coincidere anche i posti tappa”. Il percorso del SI in Piemonte avrà quindi una lunghezza complessiva di circa mille chilometri e sarà suddiviso in 55 tappe.

“Al momento, come CAI, stiamo monitorizzando e mappando il sentiero in collaborazione con la Regione Piemonte”. Un lavoro che il club alpino piemontese sta svolgendo non solo sul tracciato del SI, ma su tutti gli itinerari regionali. Si tratta di un lavoro utile ad arricchire e mantenere sempre aggiornato il catasto dei sentieri istituito nel 2015. “I nostri rilevatori hanno già percorso tutta la GTA per individuare le aree percorribili e quelle dove sono necessari lavori a causa di frane, mancanza di segnaletica o altre problematiche. Tutte informazioni che poi giriamo alla Regione, la quale provvederà ad effettuare i lavori necessari.

Il percorso non necessità però di grandi lavori di adattamento. Sono infatti numerose le persone che tutti gli anni percorrono la GTA, soprattutto stranieri. “Va però detto che la frequentazione non è uguale lungo tutto il tracciato. Chi arriva dall’estero predilige soprattutto le zone dove si possono trovare più servizi. L’area più battuta è certamente quella che va dalla Val di Lanzo, alla Val di Susa fino alla parte Nord della provincia di Cuneo. La parte Sud del cuneese invece è meno frequentata, come anche la parte alta del Piemonte”.

I volontari del CAI torneranno sul percorso della Grande Traversata dopo la stagione invernale per applicare alle paline segnaletiche il nuovo logo del Sentiero Italia. “Nel mese di luglio poi (dal 19 al 21) ci sarà l’inaugurazione ufficiale del tratto Piemontese che faremo con un piccolo trek nella zona del Monviso. Una staffetta escursionistica partirà da Pontechianale, in Val Varaita, e salirà fino al rifugio Quintino Sella al Monviso dove ci sarà il passaggio di testimone al secondo gruppo che scenderà verso Pian del Re e poi proseguirà valicando in Val Pellice fino al rifugio Willy Jervis. Un bell’omaggio alla montagna simbolo del Piemonte e del Club Alpino Italiano.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134280/il-sentiero-italia-in-piemonte-tutto-pronto-per-linaugurazione/feed/ 0
Una gara a due per la prima traversata dell’Antartide in solitaria e senza aiuti https://www.montagna.tv/cms/134227/una-gara-a-due-per-la-prima-traversata-dellantartide-in-solitaria-e-senza-aiuti/ https://www.montagna.tv/cms/134227/una-gara-a-due-per-la-prima-traversata-dellantartide-in-solitaria-e-senza-aiuti/#respond Thu, 20 Dec 2018 05:00:19 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134227 In questo preciso istante due uomini, molto diversi tra loro ma legati dal medesimo obiettivo, stanno solcando le bianche distese dell’Antartide con le loro pesanti slitte. Entrambi stanno gareggiando per essere i primi a compiere la prima traversata dell’Antartide in solitaria senza assistenza e supporti, ovvero senza l’ausilio di vele o cani e senza rifornimenti.

I due avventurieri sono Colin O’Brady e Louis Rudd.

Colin, classe 1985, è un giovane americano appassionato di alpinismo e avventura, un professionista nel mondo del triathlon. Il 27 maggio del 2017 ha battuto il record mondiale dell’Explorers Grand Slam, portandolo a 139 giorni e in contemporanea ha portato a 132 giorni il Seven Summits Speed Record.

Louis, 49 anni, è un capitano dell’esercito britannico. Ha già alle spalle un’esperienza di spedizione in Antartide ed era grande amico di Henry Worsley, altro ufficiale dell’esercito britannico morto nel gennaio del 2016 cercando di completare la prima traversata antartica in solitaria.

Il primo ad annunciare di essere in partenza per l’Antartide è stato Rudd, lo scorso aprile. Pochi mesi dopo, ad ottobre, è arrivata la notizia della discesa in campo di O’Bready.

Sappiamo al momento che sono giunti entrambi al Polo Sud tra mercoledì e giovedì scorsi, arrivando circa a metà del loro viaggio. Sono trascorsi in sintesi 42 giorni dei 70 previsti per compiere l’intero itinerario.

Punto di partenza di questa avventura, iniziata il 3 novembre 2018, è la piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne. L’arrivo invece corrisponde al tavolato di Ross. Una traversata lunga in totale circa 1504 chilometri.

La velocità con cui stanno procedendo sugli sci, spingendo ognuno la propria slitta contenente i viveri per il viaggio – per un peso di circa 160 chilogrammi alla partenza – è di circa 19 chilometri al giorno.

Ai seguenti link è possibile seguire in diretta la loro traversata:

Colin O’Bready

Louis Rudd

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134227/una-gara-a-due-per-la-prima-traversata-dellantartide-in-solitaria-e-senza-aiuti/feed/ 0
Iker Pou a 41 anni apre la sua via più dura https://www.montagna.tv/cms/134281/iker-pou-a-41-anni-apre-la-sua-via-piu-dura/ https://www.montagna.tv/cms/134281/iker-pou-a-41-anni-apre-la-sua-via-piu-dura/#respond Wed, 19 Dec 2018 11:39:54 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134281 È la via di arrampicata sportiva più dura che abbai mai realizzato. Anche quella che mi è costata di più: ci sono voluti sei anni, anche se non mi ci sono dedicato completamente perché on mezzo ci sono state molte spedizioni, viaggi e lavoro. È stato molto difficile per me continuare ad essere motivato per così lungo tempo”.

Così Iker Pou su Facebook ha annunciato di aver aperto a Megalef una nuova via, “Artaburu” su un tetto “perfetto” di circa 15/20 metri con la maggior parte delle prese dove è possibile infilare al massimo due dita e dove trovare dove mettere i piedi pare essere un miraggio.

Il climber 41enne non si sbilancia sul grado, non avendo riferimenti, ma ha dichiarato che “gli è costato molto di più del suo ultimo 9a+”. Bisognerà attendere le future ripetizioni per avere un’idea più precisa.

Un’altra buona notizia è l’imminente partenza per la Patagonia con suo fratello per completare con la “Terra” il progetto “The North Face 4 Elements, che al momento include Aupa 40 sempre in Patagonia (Aria), Yakumama in Perù (Acqua), Leve Leve sulla piccola isola africana di São Tomé and Príncipe (Fuoco).

 

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134281/iker-pou-a-41-anni-apre-la-sua-via-piu-dura/feed/ 0
L’esilarante parodia di Free Solo, il film sulla salita di Alex Honnold di Freerider https://www.montagna.tv/cms/134210/lesilarante-parodia-di-free-solo-il-film-sulla-salita-di-alex-honnold-di-freerider/ https://www.montagna.tv/cms/134210/lesilarante-parodia-di-free-solo-il-film-sulla-salita-di-alex-honnold-di-freerider/#respond Mon, 17 Dec 2018 17:13:43 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134210 Come accade per ogni film di successo, anche per Free Solo, il film di Jimmy Chin e  Elizabeth Chai Vasarhely sull’impresa di Alex Honnold del 3 giugno 2017, quando ha salito in 3 ore e 56 minuti Freerider su El Capitan in Yosemite, arriva una esilarante parodia.

Il genio nascosto dietro il trailer che vi mostriamo,  dal titolo “Expensive Membership” è Nick Garnham Wright che nel video diventa l’Honnold dell’arrampicata in palestra. Invece della salita in solitaria e senza corda, lo vediamo impegnato su un 7A+.

Tanti i particolari ripresi dal film record d’incassi di Honnold, dai batteri sulla parete ai tagli sulle braccia.

La frase più epica di questi 3 minuti esilaranti è di certo “Le palestre sono l’ascella del mondo dell’arrampicata”.

Se volete farvi due risate non perdetelo!

E se non avete ancora visto il trailer originale di Free Solo, cliccate qui.

 

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134210/lesilarante-parodia-di-free-solo-il-film-sulla-salita-di-alex-honnold-di-freerider/feed/ 0
Giro d’Italia nel Parco del Gran Paradiso, è polemica https://www.montagna.tv/cms/134214/giro-ditalia-nel-parco-del-gran-paradiso-e-polemica/ https://www.montagna.tv/cms/134214/giro-ditalia-nel-parco-del-gran-paradiso-e-polemica/#comments Mon, 17 Dec 2018 10:59:52 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134214 Negli ultimi giorni la tappa numero 13 del prossimo Giro d’Italia, prevista per maggio 2019 presso il Lago del Serrù nell’Alto Canavese nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, è stata oggetto di un “dibattito surreale”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, definisce lo scontro nato tra Uncem e le associazioni ambientaliste che, a partire dalla fine di novembre, hanno iniziato a far sentire la propria voce contro la decisione di far passare il Giro d’Italia all’interno del Parco.

Il consigliere dell’ente parco Gran Paradiso, Toni Farina, facendosi portavoce del risentimento generale del mondo ambientalista, ha scritto qualche settimana fa una lettera per chiedere che la tappa venisse accorciata, con uno spostamento dell’arrivo a Ceresole Reale, anzichè al Serrù.

Non si tratta solo di impatto ambientale, che esiste ma si può almeno in parte contenere, ma di impatto culturale” – si legge nella sua lettera – “E un parco, soprattutto un parco come il Gran Paradiso, primo in Italia (prossimo al secolo di vita), ha oggi, soprattutto oggi, il compito, la missione, di creare cultura, sensibilità ambientale diffusa. E deve farlo ponendo un limite. Accanto alla tutela della biodiversità deve tutelare la propria diversità. Ed è su questa diversità che l’economia locale deve puntare, cogliendo questa straordinaria opportunità.

La responsabile nazionale Alpi di Legambiente Vanda Bonardo ha inoltre aggiunto che “Legambiente è impegnata da tempo per realizzare una mobilità meno impattante nelle zone più delicate e di valore delle nostre montagne. Il passaggio del Giro in Valle Orco è un momento utile per tutta l’area e la scelta di fermarsi a Ceresole costituirebbe un messaggio di grande sensibilità verso l’ambiente naturale”.

Nonostante queste richieste di modifica del percorso nel rispetto della natura, Regione ed Ente Parco hanno confermato il loro appoggio all’arrivo della tappa al Serrù. Il Sindaco di Ceresole Andrea Basolo ha tenuto a sottolineare che la tappa sarà green, con la carovana delle auto ridotta al minimo e l’utilizzo di elicotteri di ultima generazione a bassissimo impatto acustico.

A fargli da eco arriva la risposta secca di Bussone: “Chi crede che la Corsa rosa disturbi ambiente e animali non sa che negli ultimi cento anni di storia del Giro, si sono sempre attraversati e raggiunti luoghi eccezionali sul piano naturalistico e ambientale, dei quali l’Italia è piena, senza intaccare in alcun modo il territorio, le specie animali e vegetali che lo rendono autentico e scrigno unico di biodiversità”. La lista dei luoghi citati dal Presidente è lunga, si va dal Gran Sasso allo Stelvio, dal Colle delle Finestre alle Dolomiti Patrimonio Unesco, fino ai  borghi delle Madonie e alle vette valdostane e friulane.

Non vi è ragione di accusare il Giro d’Italia di creare un impatto sul territorio, secondo Bussone, che riporta come esempio di sostenibilità il programma Ride Green, che prevede nelle tappe di altissima montagna il posizionamento del Quartiere tappa per giornalisti e addetti, così come della maggior parte dei mezzi della corsa, non in cima ma generalmente nel paese a fondo valle o nel borgo più vicino all’arrivo. “Solo pochi mezzi sono autorizzati, con gli speciali bollini, possono salire fino in cima” – specifica – “Così è stato ad esempio lo scorso anno sullo Jaffreau. Il Quartiere tappa era a Bardonecchia”.

Due punti di vista decisamente antitetici dunque quelli del mondo ambientalista, capitanato da Legambiente, e quello dell’Uncem che ritiene eccezionale l’occasione di questa tappa alpina, che porterà “uno straordinario ed irripetibile ritorno di immagine, mediatico e non solo” per le aree del Canavese, di Ceresole, del Parco Gran Paradiso e più in generale per il Piemonte.

Bussone invita dunque a sotterrare l’ascia di guerra, ad “abbandonare le polemiche e guardare alla sostanza”, prendendo coscienza del fatto che l’arrivo al Serrù sia la scelta migliore da fare per “mostrare lo scrigno di biodiversità che sono le Alpi per l’Europa”.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134214/giro-ditalia-nel-parco-del-gran-paradiso-e-polemica/feed/ 2
Intervista a Stefano Ghisolfi dopo il 9b+ che lo ha portato tra i più grandi dell’arrampicata https://www.montagna.tv/cms/134131/intervista-a-stefano-ghisolfi-dopo-il-9b-che-lo-ha-portato-tra-i-piu-grandi-dellarrampicata/ https://www.montagna.tv/cms/134131/intervista-a-stefano-ghisolfi-dopo-il-9b-che-lo-ha-portato-tra-i-piu-grandi-dellarrampicata/#respond Mon, 17 Dec 2018 05:00:41 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134131 Il 7 dicembre scorso Stefano Ghisolfi è entrato a far parte dell’olimpo dei climber riuscendo nella salita di Perfecto Mundo, una delle vie di arrampicata più difficili al mondo gradata 9b+. La via, che si trova a Margalef in Catalogna nel settore Racò de la Finestra, era stata chiodata da Chris Sharma anni fa e liberata da Alexander Megos solo quest’anno.

Si tratta della via d’arrampicata più dura che si conosca dopo Silence, il primo 9c al mondo liberato da Adam Ondra nell’autunno 2017, a Flatanger in Norvegia.

Con questa incredibile realizzazione Ghisolfi è così entrato a far parte dei quattro migliori arrampicatori di tutti i tempi. Oltre a lui infatti solo altre tre persone sono riuscite nella salita di questa difficoltà e sono i già citati Adam Ondra, Chris Sharma e Alexander Megos.

 

Ora fai parte dell’olimpo dei più grandi…

Siamo solo in quattro ad aver fatto il 9b+. È stato particolarmente emozionante portare a termine la salita. Il momento in cui sono arrivato in cima è stato una liberazione, dato che era tanto tempo che la provavo. Ho provato tante emozioni insieme, mi sentivo soddisfatto, felice e appagato.

Quando hai iniziato a provarla?

Nel dicembre dello scorso anno. È stato un percorso lungo, durato un anno.

Un anno e tanti viaggi…

Si, sono andato sei volte in Spagna, in tutto l’ho provata per 32 giorni. La provavo due o tre volte al giorno, l’avrò tentata una novantina di volte in tutto. Le prime volte cercavo di capire come salire, poi ho iniziato a provarla per chiuderla. Cadevo sempre nello stesso punto, in un passaggio dinamico, chiamato crux, dove da un monodito si passa a una pinza. È il passo più duro della via, il passaggio chiave. Quando infatti sono riuscito a prendere la pinza e a tenerla non sono più caduto e sono andato in cima.

Foto Stefano Ghisolfi

Oltre il passaggio chiave quali sono le caratteristiche di Perfecto Mundo?

La prima parte della via non è durissima, ma ti stanca. Salendo però si arriva a un riposo dove io ho cercato di recuperare il più possibile prima della sezione più intensa, che culmina con la pinza del crux. Di per se il passaggio in se non è difficile, come singolo movimento sarei riuscito a farlo senza grossi problemi. La parte più complessa era cercare di arrivare abbastanza riposati al passaggio in modo da collegare il movimento a tutta la parte sotto.

Questo che si sta concludendo per te è stato un anno intenso ma ricco di felicità. È iniziato con la nuova vita di Sara ed è terminato con Perfecto Mundo…

Come è iniziato bene è continuato, con le gare, nel migliore dei modi e si è concluso alla perfezione.

Foto Stefano Ghisolfi

Per il 2019 hai già in mente qualche nuovo progetto?

L’anno prossimo mi concentrerò principalmente sulla qualifica alle Olimpiadi. Per questo motivo diminuirò la scalata su roccia. Ho comunque in mente alcuni progetti da realizzare vicino casa, ad Arco, in modo da poter coniugare sia l’allenamento che la falesia. In questo modo posso allenarmi e scalare su roccia senza dover fare lunghi viaggi che potrebbero portarmi via tempo ed energie.

Visto che hai citato le Olimpiadi, come te le immagini?

Saranno certamente difficili perché è una disciplina nuova e nessuno sa ancora bene come allenarsi e come potranno andare le cose. Per me personalmente la parte più complessa sarà allenare le due discipline che non faccio da tempo: speed e boulder. Nel frattempo dovrò anche mantenere un buon livello nel lead, come quest’anno già andrebbe bene. Al momento quindi concentrerò tutti i miei sforzi per migliorarmi nella velocità e nel boulder.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134131/intervista-a-stefano-ghisolfi-dopo-il-9b-che-lo-ha-portato-tra-i-piu-grandi-dellarrampicata/feed/ 0
Alex Huber firma una nuova incredibile via sulla liscia parete dell’Elefantenbauch https://www.montagna.tv/cms/134066/alex-huber-firma-una-nuova-incredibile-via-sulla-liscia-parete-dellelefantenbauch/ https://www.montagna.tv/cms/134066/alex-huber-firma-una-nuova-incredibile-via-sulla-liscia-parete-dellelefantenbauch/#respond Wed, 12 Dec 2018 10:54:53 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134066 Una linea incredibile, su una parete all’apparenza liscia e senza prese, così Alex Huber descrive la nuova via aperta sull’Elefantenbauch (Austria) questa primavera, prima di partire per il Pakistan, ma di cui ha dato notizia solo ora.

Foto @ Alex Huber Instagram

La via è lunga 200 metri per sei tiri con difficoltà fino all’8b+ ed è stata chiamata Mauerläufer, picchio muraiolo in tedesco, in onore del piccolo volatile che abita sulle Alpi e che ha accompagnato l’alpinista durante tutta la scalata. “Il suo modo inequivocabile di sbattere le ali e di ondeggiare in parete dopo aver mangiato lo rende un abitante tipico delle Alpi. Il suo colore rosso e grigio è incredibile come l’arrampicata su questa parete” spiega Huber, sottolineando come sia importante per preservare la specie non disturbarlo quando si arrampica nella stagione riproduttiva.

Mauerläufer (L1 6c, L2 7a, L3 6c +, L4 8a +, L5 8b + e L6 6c) è la prima linea aperta sulla parete.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/134066/alex-huber-firma-una-nuova-incredibile-via-sulla-liscia-parete-dellelefantenbauch/feed/ 0
Sonnie Trotter libera una nuova variante di North America Wall su El Capitan con Tommy Caldwell https://www.montagna.tv/cms/133927/sonnie-trotter-libera-una-nuova-variante-di-north-america-wall-su-el-capitan-con-tommy-caldwell/ https://www.montagna.tv/cms/133927/sonnie-trotter-libera-una-nuova-variante-di-north-america-wall-su-el-capitan-con-tommy-caldwell/#respond Tue, 11 Dec 2018 05:00:35 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133927 Lo scorso 19 novembre il canadese Sonnie Trotter in cordata con Tommy Caldwell, ha liberato una nuova variante di North America Wall, prima via aperta sulla parete Sud est di El Capitan in Yosemite, nonché terza big wall del massiccio granitico dopo The Nose e Salathè.

La sua apertura si deve al quartetto formato da Yvon Chouinard, Tom Frost, Chuck Pratt e Royal Robbins, che nel lontano ottobre del 1964 furono in grado di salirla senza corde fisse. All’epoca fu considerata una delle vie più difficili al mondo. Lo stesso Robbins la definì “la scalata della nostra vita. Più difficile e più seria di qualsiasi cosa sapessimo”.

Nel 1998 i fratelli Alexander e Thomas Huber hanno impiegato tre settimane per la ricerca di una variante in libera, poi chiamata El Niño. Per anni non si è più sentito parlare molto della North America Wall finchè nel 2017 Sonnie Trotter, in compagnia di Alex Honnold, ha scoperto una variante di tre tiri di El Niño, ribattezzata Pineapple Express, che avrebbe consentito di salire tutta la via in libera. In termini di difficoltà i tre tiri nuovi (12°, 13° e 14°) appaiono paragonabili a quelli della variante originale.

Per mancanza di tempo Trotter non è stato in grado in quell’occasione di portare a compimento la salita in libera. Lo scorso autunno, a  causa di impegni, Honnold non ha potuto rendersi disponibile per accompagnarlo in questo secondo tentativo, che lo ha visto dunque legato in cordata con Tommy Caldwell. I due sono riusciti a liberare la Pineapple Express in giornata, in appena 13 ore.

Trotter ha voluto raccontare l’intera storia di questa nuova variante sul suo account Instagram. Un resoconto pieno di emozioni che parte dal primo incontro con Alex Honnoldnel 2007 attorno ad un fuoco scoppiettante a Camp 4”, salta alla loro avventura nella primavera del 2017 su The North America Wall, con la scoperta di Pineapple Express, e giunge infine all’impresa appena compiuta con Caldwell. Due personaggi che vengono definiti da Sonnie dei supereroi, delle leggende di El Cap. “Sono davvero grato per i bei momenti trascorsi in compagnia di grandi amici” – conclude – “le ore spese faticando su El Capitan le considero  tra le più preziose”.

View this post on Instagram

I first met @alexhonnold in the fall of ‘07 around a crackling fire in Camp 4. Under his trademark hoodie I could still make out the intensity behind his eyes and wide grin, he was perhaps just 21 and recently made headlines for soloing Astroman and the Rostrum in a single day. Something I knew I would never even attempt. Honnold humbly insisted that anybody who climbs 5.13 could probably do it. But not anybody can solo. It takes something more. A certain state of mind. Regardless of age, Alex is a hero, we have fun, I learn something when I climb with him and I’m always grateful to be pushed a little from my comfort zone. In the Spring of 2017 we found the connecting link that would allow the North American Wall to finally be free climbed in its entirety via a 3 pitch variation to El Niño 5.13c. We joked that our recon mission was “5.11d R rappelling”. Scary, but only “moderately” dangerous:) When Alex is on rock, he becomes superhuman, and can do (almost) anything he wants uninterrupted by fear or exposure. I on the other hand move a little slower, more carefully and feel somewhat cautious next to his long strides on the mountain. Sadly, this year Alex couldn’t make it back to Yosemite like we had planned, and encouraged me to go for the climb with another partner. Naturally I was bummed, then gripped, thinking about some of the crux pitches, the fragile rock up higher or the long runouts over questionable gear. With two young kids in the back of my mind, I certainly wasn’t capable by myself. Or so I thought… Having superhero partners is great, but shouldn’t keep us from chasing our dreams. Graciously, another El Cap legend @tommycaldwell offered to support me on his final day of climbing in the valley this year. It was the last good day before the first storm of the season. We met at 4:30am in the Meadow and began our day. I tried to harness a bit of the Honnold state of mind. Pitch by pitch, we moved up the wall, Tommy and I laughed a lot up there and everything seemed to click. We topped out just before 7pm. I’m so thankful for good times with great friends. The hours spent “toiling” on El Cap are some of my most treasured. photo: @austin_siadak

A post shared by Sonnie Trotter (@sonnietrotter) on

 

]]>
https://www.montagna.tv/cms/133927/sonnie-trotter-libera-una-nuova-variante-di-north-america-wall-su-el-capitan-con-tommy-caldwell/feed/ 0
Stefano Ghisolfi nell’Olimpo con “Perfecto Mundo” https://www.montagna.tv/cms/133937/stefano-ghisolfi-nellolimpo-con-perfecto-mundo/ https://www.montagna.tv/cms/133937/stefano-ghisolfi-nellolimpo-con-perfecto-mundo/#comments Mon, 10 Dec 2018 12:12:25 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133937
Foto @ Javi Pec

Esiste una piccola cerchia di climber che è riuscita nell’impresa di salire un 9b+  e fino a qualche giorno fa era composta da solo due membri.

Ora accanto ai nomi di Adam Ondra, Chris Sharma e Alex Megos c’è anche quello di Stefano Ghisolfi, che riuscendo a chiudere la mitica via Perfecto Mundo, a Megalef, entra nell’Olimpo dell’arrampicata.

Dopo tanti giorni a tentare, non riesco a credere che sia successo veramente: ho appena scalato la via più difficile che abbia mai provato – scrive il climber torinese -. Posso finalmente unirmi al club del 9b+ con Adam Ondra, Chris Sharma e Alex Megos; senza di loro non sarebbe stato possibile spingermi fino a questo livello: grazie Chris per aver chiodato questo bellissimo (e duro) percorso, grazie Alex per aver scalato questa via per primo facendomi capire che era possibile e ovviamente grazie a Sara Grippo, la miglior sostenitrice di sempre: in ogni condizione lei era qui con me”.

]]>
https://www.montagna.tv/cms/133937/stefano-ghisolfi-nellolimpo-con-perfecto-mundo/feed/ 1