Estremo – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Danilo Callegari ancora bloccato in attesa di lanciarsi sul Monte Vinson https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/ https://www.montagna.tv/cms/134398/danilo-callegari-ancora-bloccato-in-attesa-di-lanciarsi-sul-monte-vinson/#respond Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134398 Non procede la spedizione in Antartide di Danilo Callegari, che avevamo lasciato lo scorso 7 dicembre con l’annuncio della rinuncia al Polo Sud e con un aereo pronto a prelevarlo l’indomani per portarlo alla base americana. Da lì avrebbe dovuto proseguire la sua avventura, nel giro di pochi giorni, con un lancio in paracadute che lo avrebbe portato ai piedi del monte Vinson, il più alto del continente.

La sfortuna si è però nuovamente accanita su Danilo, che è bloccato da allora presso la base americana a causa dell’impossibilità del bimotore di decollare per il maltempo e il vento, che rende vane le sporadiche schiarite. Oltretutto lanciarsi con il paracadute in queste condizioni sarebbe troppo rischioso: “I forti venti catabatici si sono formati dai 50 ai 300/400 metri di quota alzando così notevolmente la mia, già alta, percentuale di rischio. A quell’altitudine infatti– spiega Callegari -, oltre ad essere già a vela aperta, è anche il momento dove inizierei ad effettuare le manovre per atterrare, ciò significa che con vento molto forte rischierei di farmi spingere notevolmente fuori zona da atterraggio, che tradotto significa: pareti rocciose ed enormi crepacci aperti”.

In questo momento sono in tenda e la bufera non da tregua– fa sapere dal suo team -. È una resistenza mentale e di nervi assurda. Sto aspettando un finestra utile per lanciarmi ma arrivati a oggi mi sa tanto che posticiperò il salto dopo la scalata al Vinson, infatti, a breve verrò portato nel remoto campo alla base di questa grande montagna. Il vento e il gelo la stanno “scuotendo” in lungo e in largo. Prima di venire qui, sapevo che mi sarei ficcato in un bel casino ma questo Antartide è proprio estremo in tutto. Ad ogni modo io sono sempre qui, sul pezzo. Persevero e vado avanti verso i miei obiettivi

Non resta quindi che attendere pazientemente.

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Una gara a due per la prima traversata dell’Antartide in solitaria e senza aiuti https://www.montagna.tv/cms/134227/una-gara-a-due-per-la-prima-traversata-dellantartide-in-solitaria-e-senza-aiuti/ https://www.montagna.tv/cms/134227/una-gara-a-due-per-la-prima-traversata-dellantartide-in-solitaria-e-senza-aiuti/#respond Thu, 20 Dec 2018 05:00:19 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134227 In questo preciso istante due uomini, molto diversi tra loro ma legati dal medesimo obiettivo, stanno solcando le bianche distese dell’Antartide con le loro pesanti slitte. Entrambi stanno gareggiando per essere i primi a compiere la prima traversata dell’Antartide in solitaria senza assistenza e supporti, ovvero senza l’ausilio di vele o cani e senza rifornimenti.

I due avventurieri sono Colin O’Brady e Louis Rudd.

Colin, classe 1985, è un giovane americano appassionato di alpinismo e avventura, un professionista nel mondo del triathlon. Il 27 maggio del 2017 ha battuto il record mondiale dell’Explorers Grand Slam, portandolo a 139 giorni e in contemporanea ha portato a 132 giorni il Seven Summits Speed Record.

Louis, 49 anni, è un capitano dell’esercito britannico. Ha già alle spalle un’esperienza di spedizione in Antartide ed era grande amico di Henry Worsley, altro ufficiale dell’esercito britannico morto nel gennaio del 2016 cercando di completare la prima traversata antartica in solitaria.

Il primo ad annunciare di essere in partenza per l’Antartide è stato Rudd, lo scorso aprile. Pochi mesi dopo, ad ottobre, è arrivata la notizia della discesa in campo di O’Bready.

Sappiamo al momento che sono giunti entrambi al Polo Sud tra mercoledì e giovedì scorsi, arrivando circa a metà del loro viaggio. Sono trascorsi in sintesi 42 giorni dei 70 previsti per compiere l’intero itinerario.

Punto di partenza di questa avventura, iniziata il 3 novembre 2018, è la piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne. L’arrivo invece corrisponde al tavolato di Ross. Una traversata lunga in totale circa 1504 chilometri.

La velocità con cui stanno procedendo sugli sci, spingendo ognuno la propria slitta contenente i viveri per il viaggio – per un peso di circa 160 chilogrammi alla partenza – è di circa 19 chilometri al giorno.

Ai seguenti link è possibile seguire in diretta la loro traversata:

Colin O’Bready

Louis Rudd

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Callegari rinuncia al Polo Sud, ma l’avventura continua https://www.montagna.tv/cms/133881/callegari-rinuncia-al-polo-sud-ma-lavventura-continua/ https://www.montagna.tv/cms/133881/callegari-rinuncia-al-polo-sud-ma-lavventura-continua/#comments Fri, 07 Dec 2018 12:25:14 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133881 Che la situazione di Danilo Callegari fosse critica ne eravamo coscienti. Da giorni era infatti impegnato in un’estenuante marcia nella neve fresca e il suo fisico iniziava a risentire del grande sforzo e delle basse temperature. Danilo sembrava però felice, i suoi messaggi erano carichi di entusiasmo e forza di volontà come sempre. Poche ore fa è poi arrivata la notizia. “Così come la vita, anche l’avventura è fatta di scelte, di numeri e di una parte imponderabile resa da quest’ultima attraente e straordinaria”, questo l’incipit del friulano per poi spiegare gli accadimenti che l’han portato a chiudere la traversata verso il Polo Sud Geografico. “Ho superato a fatica i forti venti catabatici iniziali associati a temperature glaciali, sono andato oltre superando intere e lunghissime giornate di white out dove per procedere ero costretto a fissare per oltre dodici ore consecutive al giorno i miei sci e frequentemente anche la bussola per non perdere la direzione dato che il bianco della neve faceva un tutt’uno con il bianco del cielo dandomi una visibilità nulla (si può dire a qualche metro se era tanto) creando disorientamento, visioni e a tratti un forte senso di vomito ma, ritrovarmi a trainare una pesante slitta su neve farinosa a volte perfino umida dove gli sci sprofondano per oltre trenta centimetri, questo no, questo mi ha colto di sorpresa […]. Gli ultimi tredici lunghi giorni di questo quasi mese e mezzo di traversata, mi hanno reso la vita impossibile. Trainare una slitta in queste condizioni, spesso senza vedere oltre una manciata di metri facendomi consumare un numero esagerato di energie, quindi di cibo, rallentando drasticamente la mia marcia, mi hanno costretto a prendere la decisione più logica per garantirmi la possibilità di continuare
l’avventura scalando la montagna più alta d’Antartide
, quarta delle mie 7 Summits e fulcro dell’intero progetto. Il rischio di arrivare troppo tardi al Polo o di non arrivarci nemmeno nei tempi da me calcolati, avrebbe, ogni giorni di più, alzato il rischio di non avere la possibilità di tentare la salita al Vinson”.

Questa che sta per arrivare sarà quindi l’ultima notte di Danilo sul plateau antartico, domani un aereo lo recupererà per portarlo ai piedi del massiccio Vinson, dove l’avventura continuerà. Saltato il primo dei tre obiettivi del progetto Antarctica Extreme, il raggiungimento del Polo Sud geografico in solitaria e autonomia, ora l’avventuriero si prepara per un salto con il paracadute (con cui raggiungerà il capo base del Vinson) e quindi tentare la scalata della più alta vetta d’Antartide.

“Questa scelta l’ho presa con il sorriso, con il solito sorriso che mi porta ogni giorno ad affrontare la vita ed oltre a ritenerla una grande forma di libertà è stata un’esperienza che mi ha dato moltissimo sia dal punto di vista personale che da quello professionale. Come dice un antico proverbio indiano ‘Quando soffia la bufera, l’albero deve piegarsi o verrà strappato alle radici’. Mi sento estremamente fortunato, sto vivendo un’avventura, per me, senza precedenti e ora mi aspetterà un lungo volo in caduta libera e una scalata ad un colosso di neve e ghiaccio che domina maestoso quest’intero Continente bianco”. 

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Difficoltà per Danilo Callegari che continua la marcia verso il Polo Sud https://www.montagna.tv/cms/133672/difficolta-per-danilo-callegari-che-continua-la-marcia-verso-il-polo-sud/ https://www.montagna.tv/cms/133672/difficolta-per-danilo-callegari-che-continua-la-marcia-verso-il-polo-sud/#comments Mon, 03 Dec 2018 09:38:43 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133672 Un mese (e un giorno) fa Danilo Callegari iniziava la sua lunga marcia verso il Polo Sud geografico. Rispetto al nostro ultimo aggiornamento Danilo si è ulteriormente avvicinato al suo obiettivo. Con la posizione anche l’espressione sul volto dell’esploratore friulano è cambiata. L’abbiamo infatti lasciato con il sorriso per trovarlo con il volto contornato dal ghiaccio e con la pelle evidentemente bruciata dalle basse temperature. La motivazione del ragazzo non è però stata intaccata dalle difficoltà.

Foto Facebook Danilo Callegari

Il messaggio che ieri ha inviato ai suoi collaboratori descrive bene la situazione in cui si trova. Oltre alle problematiche ambientali Danilo si trova infatti a dover fare i conti con i primi problemi fisici. “Ho vesciche ai piedi ancora aperte con sangue, a forza di continuare a strofinare; ho gli alluci gonfi e quasi privi di sensibilità; una tendinite al polpaccio destro; dolori alle teste dei femori, per il tipo di movimento ripetuto milioni di volte, che mi rende difficile anche il sonno; ho una forte tendinite ad entrambi i gomiti; la pelle del volto é mangiata dal ghiaccio; le labbra sono distrutte dal vento gelido; ho un’infiammazione alla narice destra per il continuo vento che arriva da sud ovest; ho perso parte della sensibilità delle ultime falangi di tutte e dieci le dita delle mani e ho perso molti chili”. Nonostante tutto questo però è felice. “Sono estremamente felice, sto vivendo un ambiente che solo in pochi hanno avuto l’onore di poter vivere così, in completa solitudine”.

La marcia continua, QUI potete seguire gli aggiornamenti sulla posizione di Danilo.

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Markus Eder e quello sci senza regole https://www.montagna.tv/cms/133668/markus-eder-e-quello-sci-senza-regole/ https://www.montagna.tv/cms/133668/markus-eder-e-quello-sci-senza-regole/#respond Mon, 03 Dec 2018 05:00:42 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133668 Classe 1990 Markus Eder è un ragazzo normale. Appassionato, pieno di energia, divertente e umile. La sua vera anima si rivela però quando aggancia gli sci ai piedi, sci larghi da neve fresca. Tutto cambia quando prende a scendere e a disegnare tracciati in luoghi dove non sembra essercene la possibilità. Il suo ultimo video, che in questi giorni impazza sui social, mostra perfettamente quella che è l’anima di questo ragazzo, nuovo arrivato nel team Vibram.

“In realtà non si tratta di un progetto partito da me, ma di un’iniziativa di Red Bull Germania portata avanti con Bene Mayr. A me han chiesto di partecipare, sapendo che abito in zona e che conosco molto bene quel territorio.”

È stata una discesa super interessante, incredibile. Ad essere sincero devo dire che all’inizio non riuscivo a immaginare questo tipo di percorso. Ho avuto una stagione abbastanza lunga che non mi ha permesso di capire bene l’idea fin quando sono arrivato sul posto. Il primo giorno ho visto la pista e ho pensato che non valeva la pena, cera pochissima neve ed era impossibile costruire il progetto. Ovviamente però ci abbiamo provato lo stesso e il puzzle pian piano ha preso forma.”

“Quando abbiamo iniziato a riprendere la parte alta del tracciato, sotto stavano ancora costruendo. Faceva caldissimo e ogni giorno fondavano 20 o 30 centimetri di neve. Il problema era che in alcuni punti c’erano solo 20 o 30 centimetri di neve” (ride).

 

Ci spieghi come nascono progetti di questo tipo, come le immagini le tue discese?

Tutto parte da un sogno, dalle cose che vorrei fare. Non sono quasi mai in cerca di progetti nuovi. Succede quasi per caso, viaggiando, vedendo montagne in giro per il mondo, imparando. Così ho l’opportunità di trovare sempre nuove idee e nuovi stimoli per delle sfide.

Torniamo indietro nel tempo. Oggi ti muovi sugli sci come fossero un prolungamento del tuo corpo, ma qual è  stata la tua prima volta?

Sono sempre stato attratto da questo mondo. La mamma mi ha raccontato tanto volte di quando avevo appena tre anni e andavamo a vedere le gare e gli allenamenti di mia sorella. Lei faceva sci alpino e io, da quel che mi han raccontato, mi sono appassionato talmente tanto da voler provare a tutti i costi a sciare. Alla fine mi hanno messo sugli sci in plastica di mia sorella e mi han “lanciato” sulla pista da fondo che correva di fronte a casa. Quella volta ho sceso una collina, rimanendo in piedi e subito volevo riprovare.

Poi?

Crescendo ho iniziato con lo sci alpino, l’ho praticato fino a 14 anni. Devo però ammettere che non mi è mai piaciuto granché, la mentalità dello sci in pista non è la mia. Da sempre saltavo verso il bordo della pista e mi divertivo di più quando non c’era l’allenamento. Infatti con il mio allenatore non c’è mai stato un gran rapporto. Alla fine poi ho deciso di smettere, non era la mia strada.

Dopo aver chiuso con lo sci alpino ho scoperto il freestyle. A farmelo conoscere è stato un film che mi ha regalato un amico. L’ho guardato tutta l’estate e, alla fine, mio padre è stato costretto a prendermi degli sci per la disciplina. Avrò avuto 15 o 16 anni quando ho iniziato.

Da lì in poi una carriera già scritta…

Carriera scritta magari no. Quando go iniziato il movimento era appena all’inizio e non avevo in testa di poter vivere grazie al freestyle. Solo pochi al mondo ci riuscivano. Io ero però molto appassionato e mi piaceva molto, al punto che non m’interessava la possibilità di guadagnare. Volevo solo continuare a sciare.

Il passaggio dallo sci alpino al freestyle è stato un cambio a 180 gradi. Due anni prima ero con lo sci club dove mi venivano date regole e mi veniva detto cosa fare. Di colpo mi sono invece ritrovato in mezzo a degli snowboarder senza regole, dove potevo fare quel che mi pareva (ride).

Il freestyle è stata la mia disciplina fin quando mi hanno invitato a partecipare a una gare in neve fresca. Non volevo nemmeno andare, perché non avevo fatto quel tipo di sci. Alla fine mi sono classificato secondo, in mezzo agli idoli che vedevo nei video. Così è iniziata tutta un’altra storia legata al freeride.

Molti pensano che per fare freeride sia necessario andare lontano, che sulle Alpi non ci sia più spazio…

Per me è il contrario. Più viaggio, più mi rendo conto della bellezza e delle possibilità che abbiamo sulle Alpi. Non è necessario andare in Canada, in Giappone o in Alaska per trovare neve da scendere.

Inoltre, le Alpi sono molto più facilmente accessibili grazie agli impianti di risalita e alle infrastrutture. Spesso, in Alaska o in Canada, per raggiungere i luoghi del freeride bisogna prendere la motoslitta o addirittura l’elicottero. Una discesa richiede molta più logistica e tanta organizzazione.

Con che attrezzatura ti muovi quando vai a fare una discesa?

Ovviamente con gli sci larghi da neve fresca e poi con tutta l’attrezzatura di sicurezza. Anche solo se vai dieci metri fuori pista perché c’è una bella discesa è indispensabile avere con se Artva, Pala e sonda. Spesso uso anche lo zaino paravalanghe.

A proposito di sicurezza, quanto rischio ti prendi durante una discesa?

Può essere tanto o poco. Il problema sta nel fatto che, anche se non scende una valanga, non sai mai quanto sei andato vicino al punto di distacco. Non puoi mai essere sicuro al cento per cento. Per questo ogni anno faccio vari corsi di formazione dedicati alle valanghe, imparando sempre qualcosa di nuovo. Non si smette mai di imparare.

Cosa consiglieresti a un ragazzo che si vuole approcciare al freeride?

Di andare per gradi, di non spingere troppo e di non cercare per forza subito la neve fresca. Gli consiglio inoltre di andare piano, di leggere la natura e cercare di capirne le condizioni. Importante è anche muoversi con amici che hanno esperienza e di cui si può fidare.

Non bisogna mai spegnere il cervello.

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In tuta alare sulle bianche distese dell’Antartide. Una prima assoluta per Heather Swan https://www.montagna.tv/cms/133465/in-tuta-alare-sulle-bianche-distese-dellantartide-una-prima-assoluta-per-heather-swan/ https://www.montagna.tv/cms/133465/in-tuta-alare-sulle-bianche-distese-dellantartide-una-prima-assoluta-per-heather-swan/#respond Thu, 29 Nov 2018 13:09:00 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133465 La temeraria skydiver australiana Heather Swan è diventata lo scorso mese la prima donna nella storia ad aver effettuato un volo in tuta alare sulle bianche distese dell’Antartide, planando sui ghiacci a più di 160 chilometri orari.

 

Una passione, quella di Heather per il volo, nata 23 anni fa quando conobbe Glenn Singleman, suo futuro marito e compagno di avventure estreme. Prima di allora non aveva mai avuto esperienze di skydiving così come più in generale di alpinismo o semplicemente trekking in montagna, aveva un’unica grande passione per la fotografia.

Oggi la ritroviamo a 50 anni con un record tra le mani, conquistato in compagnia del fedele Glenn.

I due si sono lanciati da 3657 metri prima di librarsi in volo sull’Union Glacier. Ondeggiando e virando in tandem sulle candide superfici del Polo Sud, hanno affrontato nel corso della discesa mozzafiato temperature di -35°C.

Heather, ammaliata dal contrasto tra l’intenso blu del cielo e il bianco accecante del paesaggio, si è detta onorata di essere la prima donna ad aver sperimentato un simile volo ma soprattutto di aver realizzato il suo sogno insieme a colui che le ha insegnato questa pratica, l’amato Glenn.

L’Antartide è sempre stato un nostro sogno”- racconta – “decisamente è il salto  che mi ha emozionato  di più in 18 anni di skydiving! Poche persone  hanno visitato il Polo sud finora e noi due siamo di certo i primi ad essersi lanciati in tuta alare, è veramente un onore!”

Prima di approdare in Antartide, Glenn e Heather hanno vissuto altre emozionanti esperienze in tuta alare in Himalaya, in Australia e nel Grand Canyon, giusto per citarne alcune. Una coppia abituata a conquistare record. Nel loro curriculum ne troviamo tre a livello mondiale e due in Australia, i più importanti di certo sono quello del lancio in tuta alare più alto al mondo, effettuato dai 6604 m del  Monte Meru in India (2006, record battuto da Valery Rozov nel 2016) e il primo e unico volo sul Grand Canyon (2015).

Prossima meta?

Ci piacerebbe volare sul Monte Everest un giorno ma al momento ottenere dei permessi sembra alquanto difficile!”

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Con la tuta alare dal Corno Grande del Gran Sasso https://www.montagna.tv/cms/133352/con-la-tuta-alare-dal-corno-grande-del-gran-sasso/ https://www.montagna.tv/cms/133352/con-la-tuta-alare-dal-corno-grande-del-gran-sasso/#respond Fri, 23 Nov 2018 13:17:14 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133352 Uno spettacolare lancio con la tuta alare dal Corno Grande del Gran Sasso. Questo il video diventato virale negli scorsi giorni sui social. Protagonista del magnifico tuffo nel vuoto il base jumber Fabio Mardok.

Nel video sono mixati in realtà 2 lanci differenti.  Le velocità che si possono raggiungere in questo genere di impresa possono essere superiori ai 200 Km/h in base a diversi fattori.

Non possiamo che considerare uniche le immagini che Mardok ha voluto regalare agli appassionati di montagna attraverso il web.

 

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Antarctica Extreme: Danilo Callegari punta al Polo Sud https://www.montagna.tv/cms/133271/antarctica-extreme-danilo-callegari-punta-al-polo-sud/ https://www.montagna.tv/cms/133271/antarctica-extreme-danilo-callegari-punta-al-polo-sud/#respond Fri, 23 Nov 2018 05:00:16 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133271 Abbiamo lasciato Danilo Callegari che stava per partire alla volta Punta Arenas da cui, il primo novembre scorso, è volato in direzione del territorio antartico dove ha subito iniziato la sua lunga marcia verso il Polo Sud geografico.

Ieri abbiamo avuto modo di riascoltare la sua voce attraverso il collegamento in diretta con Virgin Radio. Ottimista come sempre, nonostante il grande freddo e le condizioni climatiche che in questi giorni gli stanno dando filo da torcere, Danilo continua la sua avanzata.

Attraverso la sua pagina Facebook apprendiamo che, dopo essere atterrato nella Baia di Weddel, il friulano si è mosso puntando dritto verso Sud, spesso immerso in un totale white out che gli ha impedito qualsivoglia orientamento visivo. “Due giorni di white out fortunatamente senza vento. Lavoro di bussola fissando i gradi presi dalle coordinate studiate a monte e riportate sul GPS”.

In un alternarsi quindi di vento gelido, temperature che toccano i meno 50 gradi e White out totale Danilo continua a muoversi in quello che simpaticamente definisce un “inferno bianco”. Un territorio estremamente vasto, piatto e desolante in cui Callegari si è completamente immerso lo scorso 14 novembre quando ha lasciato “la difficile zona montuosa” e con lei la vista della baia di Weddel.

In questo momento Danilo si trova nuovamente immerso nel white out con, inoltre, un rialzo termico che ha portato a forti nevicate. Condizioni che Stanno rendendo veramente difficile il trasporto della pesante slitta contenente tutto il necessario per sopravvivere in autonomia durante questa traversata. 30cm di neve fresca al suolo! É stata durissima, qui zero visibilità con white out totale, vento da est e sta continuando a nevicare. La slitta sprofonda, immaginate trainarla in queste condizioni per ore e ore con visibilità a 5 metri”.

Puoi seguire i progressi di Danilo QUI

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Danilo Callegari pronto a partire per l’Antartide https://www.montagna.tv/cms/132067/danilo-callegari-pronto-a-partire-per-lantartide/ https://www.montagna.tv/cms/132067/danilo-callegari-pronto-a-partire-per-lantartide/#comments Mon, 22 Oct 2018 04:00:06 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=132067 Domani, martedì 23 ottobre, Danilo Callegari lascerà l’Italia alla volta di Punta Arenas, cittadina del Cile Meridionale, da cui partirà con destinazione il territorio antartico. “Il primo novembre dovrei dare avvio all’avventura con la partenza per l’Antartide” ci spiega l’avventuriero estremo che si sta preparando a vivere un’esperienza fuori dai comuni schemi. L’avventura si chiama AntarcticaExtreme e prevede il raggiungimento, in totale autonomia, del Polo Sud geografico; un lancio in paracadute; e la scalata del Monte Vinson. Una nuova spedizione che si inserisce nel più ampio progetto di Danilo che mira a raggiungere le vette delle Seven Summits in stile leggero e creando attorno ad esse un’avventura che coinvolga i tre elementi: aria, terra ed acqua.

 

Come ti sei preparato in questi mesi?

Ho dedicato moltissimo tempo alla corsa in montagna allenandomi sulle montagne della Val di Fiemme, dove vivo. Ho cercato di preparare al meglio la parte aerobica affiancandola con una specifica preparazione in palestra per rafforzare quelle fasce muscolari che verranno maggiormente sollecitate durante questa avventura. Per prepararmi alla traversata ho inoltre fatto moltissimo traino di copertoni per simulare quello che sarà il traino della slitta. L’ho fatto per ore al giorno ricordandomi però sempre di dover dedicare tempo anche alla preparazione tecnica della sfida. Per questo ho praticato anche molto paracadutismo.

Oltre a questo ti sei preparato anche a livello geografico e cartografico?

Certamente. Principalmente si è trattato di uno studio sulle mappe, dei percorsi, di una valutazione dei punti GPS. In realtà poi, una volta rilasciato, l’unica cosa da fare è puntare verso Sud.

Molto più approfondito è stato invece lo studio dell’alimentazione, delle condizioni climatiche e delle potenziali problematiche che si potrebbero verificare nelle attività che andrò a svolgere. È stato un periodo di studio molto variegato.

L’ultima volta che ci siamo sentiti eri alle prese con svariati problemi burocratici, sei riuscito a risolvere tutto?

Sono riuscito a risolvere tutto, ma non ho ottenuto il permesso di scalare il Monte Vinson in un’unica tirata salendo e scendendo in giornata. Purtroppo e per fortuna chiunque voglia entrare in Antartide rimane molto vincolato da quelli che sono i regolamenti internazionali. Per questo effettuerò una normale salita al Vinson nella finestra di tempo che mi è stata indicata: dall’8 al 20 gennaio. Anche per la traversata mi è stata indicata una data di ingresso e un limite massimo di tempo. Tutto questo è stato messo nero su bianco su una carta da parte di una società statunitense che ha diritto e dovere di garantire la sicurezza e la logistica in Antartide per i privati. Per questo siamo tutti quanti costretti, in un certo senso, a rispettare queste regole internazionali.

Avrai una squadra di supporto con te in Antartide?

Assolutamente no. Sarò in totale autonomia e in totale autosufficienza. È questo il motivo per cui, se mi riuscirà la traversata, sarò il primo italiano nella storia a raggiungere il Polo Sud Geografico in solitaria, in totale autonomia e in completa autosufficienza.

Sei pronto a partire?

È la domanda che mi fanno tutti e a tutti rispondo: se sono o non sono pronto, se sarò o non sarò pronto, lo scopriremo tutti insieme, io compreso, nel momento in cui sarò la. È un’avventura talmente a se, talmente complessa nel suo insieme, ci sono talmente tante variabili di cui tener conto che dire di essere pronto è totalmente relativo. Condizioni legate, oltre che a me, anche a fattori esterni come i materiali, le condizioni atmosferiche, quelle climatiche e ambientali.

Non lo so se sono pronto, io ho fatto del mio meglio in quest’anno e mezzo per cercare di arrivare preparato sotto più fronti. Come sempre poi sarà la natura a dare la risposta definitiva.

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Morrison e Nelson hanno sciato il Lhotse https://www.montagna.tv/cms/131264/morrison-e-nelson-hanno-sciato-il-lhotse/ https://www.montagna.tv/cms/131264/morrison-e-nelson-hanno-sciato-il-lhotse/#comments Mon, 01 Oct 2018 08:37:21 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=131264 Jim Morrison e Hilaree Nelson ce l’hanno fatta. Hanno sciato il Lhotse, la quarta montagna della terra. A darne la notizia la pagina Instagram The North Face Snow che scrive: “Questa mattina Hilaree Nelson e Jim Morrison sono diventati i primi esseri umani nella storia a sciare il Lhotse. […] Non potremmo essere più orgogliosi”.

Dopo la sciata gli alpinisti si sono fermati a riposare a campo 2 e oggi dovrebbero arrivare a campo base.

Se si tratta di una discesa integrale si tratta certamente di una della più impressionanti discese da un Ottomila. La discesa dal Lhotse, secondo le prime fonti, dovrebbe essere stata realizzata lungo la via normale di salita. Un percorso che li ha impegnati su pendenze che vanno oltre i 50 gradi e su un tracciato, in alcuni punti, largo poco più di 30 o 40 centimetri. Attendiamo con ansia le prime immagini dalla montagna

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