Libri – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 18 Jan 2018 18:52:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 “Aspettami sulla cima”, una storia d’amore tra un uomo, un cane e la montagna http://www.montagna.tv/cms/117709/aspettami-sulla-cima-una-storia-damore-tra-un-uomo-un-cane-e-la-montagna/ http://www.montagna.tv/cms/117709/aspettami-sulla-cima-una-storia-damore-tra-un-uomo-un-cane-e-la-montagna/#comments Sun, 14 Jan 2018 11:00:41 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117709 È uscito già da qualche mese (settembre 2017) e sta riscuotendo un buon successo tra i lettori “Aspettami sulla cima” di Giancarlo Pavan, edito dalla collana I Disgeli di ViviDolomiti.

Il libro è una storia breve, 190 pagine, d’amore tra un uomo, un cane e la montagna che tocca il cuore.  

Pochi giorni dopo la sua scomparsa, tornai in montagna, per la prima volta senza di lei, pochi passi nel bosco e poi il tintinnio della targhetta metallica che lei portava sulla pettorina da montagna, appesa al mio zaino, mi riportò a lei inesorabilmente. Guardai le punte alte degli abeti, il bosco che ormai trascolorava di autunno, la chiamai sommessamente. E fu silenzio.

“Questa è la storia d’amore tra un uomo, un cane e la montagna, pagine di un diario scritto col cuore e nel cuore, che raccontano una vita in cerca di infinito, verso la cima. Un libro su una relazione profonda, una ricerca autentica di armonia e bellezza attraverso la vita, le tante avventure in montagna e nella natura. Un alpinismo condiviso con il cane, con limitazioni che si rivelano aperture, una nuova e possibile libertà che nasce da una profonda alleanza. Una esperienza umana e spirituale immersa tra gli incanti delle montagne.”

 

 

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“Il peso delle ombre”: racconti veri, fake news e comode bugie http://www.montagna.tv/cms/117402/il-peso-delle-ombre-racconti-veri-fake-news-e-comode-bugie/ http://www.montagna.tv/cms/117402/il-peso-delle-ombre-racconti-veri-fake-news-e-comode-bugie/#comments Sun, 07 Jan 2018 06:00:46 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117402 Alessandro Gogna ama la montagna: la notizia è vera. Per questo riesce a scovare nel mondo dei montanari e ancor più in quello degli alpinisti delle particolarità e delle criticità che a volte rendono difficile questo amore.

Questa volta da bibliofilo montano s’è incontrato con il libro “Il peso delle ombre”, GabrieleCapelli Editore, di Mario Casella, giornalista svizzero di carta stampata, radio e televisione, ma anche provetto alpinista.

Vien da pensare, leggendo il libro, che la verità e l’oggettività siano materia poco frequentata sulle montagne: la complessità degli elementi interpretativi ambientali, la lunghezza della prestazione, che spesso si protrae continuativamente per giorni, l’incredibile quantità di stimoli e influenze psicologiche determinate dall’individuale condizione fisica, dallo stato di nutrizione, dalla mancanza di ossigeno, per dirne solo alcune, influenzano a tal punto la condizione psichica da proiettarci talvolta in realtà parallele, come studiato di recente da una ricerca scientifica sugli effetti psicotici dell’alpinismo d’alta quota. Insomma, in certi momenti non sappiamo cosa facciamo e se quel che ricordiamo è quel che abbiamo fatto. E così, giocoforza, ricostruiamo l’accaduto, spesso con ambiguità e, ovviamente, a nostro vantaggio.

Ma è anche vero che la prova non è in assoluto richiesta in alpinismo e dunque l’impresa, la mancata impresa o il salvataggio, proprio o altrui, rimangono nella storia come fatti accaduti, criticati e a volte confutati con altri pezzi di storie alternative alla prima. Questo crea il caso e quelle che Casella definisce ombre, che ci si trascina appresso, qualunque sia stata la motivazione della storia raccontata dal protagonista, o della contro-storia raccontata dai suoi detrattori.

Le conseguenze sulla vita dei protagonisti possono essere dolorose e deleterie, cambiano la percezione della credibilità da parte degli altri, sono un duro colpo all’autorevolezza, sia pure sportiva e alpinistica. Anche se a taluno pare non importi proprio e procede imperterrito verso… la cima.

Una ricerca complessa quella di Casella che tocca, lui lo fa con grazia, uno dei nervi scoperti dall’alpinismo. La verità è importante, ma la sua ricerca, sostiene Casella, non può essere però ossessiva tanto da deformarne i contorni e a volte i contenuti.

Resta il fatto che l’ambizione e l’esibizionismo sono indubbiamente, in dosaggi differenti secondo i casi e le persone, presenti nella storia dell’alpinismo e degli alpinisti, sempre, sia in senso positivo che deteriore. La competizione, altro elemento di stimolo al miglioramento anche qualitativo delle prestazioni, particolarmente nelle sue ricadute economiche, è talmente al ribasso e drogata dal rapporto tra professionisti ( guide e alpinisti sponsorizzati a vario titolo) e dilettanti ( accademici e amatori di vario pensiero e natura ideologica) da non consentire l’espandersi di un serio e credibile movimento professionale delle attività alpinistiche-sportive, che si fondi su un’oggettiva valutazione e riconoscimento della qualità delle attività stesse.

Il terreno incerto e ambiguo nel quale l’alpinismo si agita contribuisce a creare non pochi “casi”, veri e/o falsi.

Le storie nel libro di Casella sono 17, dal K2 di Walter Bonatti al Cerro Torre di Cesare Maestri, alle imprese di Cook in Alaska, all’Annapurna di Ueli Steck, ma anche la parete sud del Lhotse di Tomo Cesen e le ombre su Messner sopo il Nanga Parbat. Il tema dell’ossigeno e le storie di onestà ed umiltà delle donne di montagna attraverso le vicende di Henriette d’Angeville e di Edurne Pasaban. Sono tutte vere come le polemiche e le contro-verità che hanno suscitato.

Del resto, ogni alpinista è stato certamente protagonista, come ogni uomo di mare, di caccia o pesca, di piccoli e grandi “casi”, volontari o no, di esagerazione e manipolazione della verità. Qualcuno ci ha perfino costruito pezzi della propria fama. Ma non è un fenomeno dei giorni nostri. Esilarante ed emblematico in tal senso il famoso “libretto” di Giuseppe Mazzotti, regalato in edizione anastatica allo scorso Film Festival di Trento e che titola: “La montagna presa in giro”, anno 1935.

Casella conclude: “È stata per me una scalata carica di emozioni e a momenti fonte anche di inaspettate riflessioni che credo possano essere estese ad altri ambiti dell’attività umana: dal lavoro al tempo libero, dalla vita privata alla malattia. Sono temi che interpellano: la vita e la morte, l’amore per chi ti vuol bene; l’autostima e l’egoismo; la competizione e il rispetto degli altri”.

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“Camos” genio e sregolatezza nei racconti di Simone Moro, Manolo e tanti altri suoi amici http://www.montagna.tv/cms/116998/camos-genio-e-sregolatezza-nei-racconti-di-simone-moro-manolo-e-tanti-altri-suoi-amici/ http://www.montagna.tv/cms/116998/camos-genio-e-sregolatezza-nei-racconti-di-simone-moro-manolo-e-tanti-altri-suoi-amici/#respond Fri, 22 Dec 2017 06:00:22 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116998 “Il Camós era piuttosto rock’n’roll: conduceva una vita un po’ sregolata, ogni tanto gli piaceva bere e aveva scassato più di una macchina nel tentativo di raddrizzare qualche tornante.
Ma quelli che lo schernivano non li ho mai visti ridere mentre affrontavano le sue Vie…”. SIMONE MORO

BRUNO TASSI, per tutti “Camós” (camoscio), ha rappresentato a livello nazionale uno dei più importanti pionieri del free climbing. Negli anni Ottanta la sua totale dedizione a questa disciplina, che poi prese il nome di arrampicata sportiva, lo annovera tra i più forti arrampicatori dell’epoca e le numerose vie che ha aperto parlano ancora di lui. La falesia di Cornalba, in Val Serinain provincia di Bergamo, rappresenta la sua opera d’arte assoluta e l’ambiente ideale nel quale i suoi sogni e le sue visioni si sono realizzate al meglio.

A dieci anni dalla tragica scomparsa, “CAMÓS“, scritto da Lorenzo Tassi ed edito Versante Sud, vuole presentarci il Camós nella forma più completa possibile: come rocciatore, arrampicatore e alpinista, ma soprattutto come uomo! Un personaggio difficile, spigoloso, discusso per i suoi comportamenti, ma amato e apprezzato per la sua maestria nell’arrampicare, la sua schiettezza tipicamente bergamasca e il suo poetico amore per la natura e la montagna.

Il suo carisma e le sue sfaccettature saranno tratteggiati nei racconti e nelle testimonianze dei suoi amici e di chi l’ha vissuto principalmente, ma il suo essere estremo nell’arrampicata e nei suoi eccessi lo si ritroverà qui anche nella profondità delle riflessioni che lui stesso appuntava parlando di natura, amore e filosofia.
Una storia, quella di Bruno Tassi, che viene in questo libro simbolicamente racchiusa in un ideale abbraccio, quello tra la prefazione di SIMONE MORO (il suo più grande discepolo) e il saluto finale di MAURO CORONA (il suo più grande amico d’intesa spirituale).

Una lettura che darà la piena consapevolezza di chi è stato il Camós e di quanto oggi si senta sempre più il bisogno di raccogliere la sua eredità nel coraggio di essere persone libere da ogni convenzione e nell’essere maestri veri.

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L’editoria di montagna? molto variegata, ma non granché seducente. Intervista a Linda Cottino http://www.montagna.tv/cms/116533/leditoria-di-montagna-molto-variegata-ma-non-granche-seducente-intervista-a-linda-cottino/ http://www.montagna.tv/cms/116533/leditoria-di-montagna-molto-variegata-ma-non-granche-seducente-intervista-a-linda-cottino/#comments Sat, 09 Dec 2017 06:00:56 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116533 Legge oltre centro libri di montagna l’anno. «Praticamente tutto quello che esce e parla di montagna» commenta ridendo Linda Cottino. È stata direttrice di Alp e collabora oggi con le più prestigiose riviste di montagna del panorama italiano. Di certo è una delle persone più quotate per parlarci della nascita, dell’evoluzione e degli imponderabili destini dell’editoria di montagna in Italia.

Qual è l’attuale situazione dell’editoria di montagna?

È sicuramente molto variegata, ma non la trovo granché seducente. Da un lato c’è l’editoria libraria, dov’è lampante la sovrapproduzione di titoli, con tanti libri poco emozionanti e che sembrano fare il verso, su carta, ai reality tv, dove ciascuno mette in mostra se stesso. Oggi chiunque crede di poter scrivere e chiunque si può pubblicare un libro. Ma se dici che un testo non vale, l’autore si offende. Dall’altro lato c’è l’editoria periodica, che non mi pare sia in splendida forma. Solo di rado oggi le riviste di alpinismo offrono spunti in più rispetto a ciò che si trova sul web. Con qualche eccezione, il cui raggio d’interesse è però circoscritto; penso alle pubblicazioni di gruppi come i Ragni di Lecco, o a quelle che danno voce a sport che negli ultimi anni si sono impennati, come lo scialpinismo e il trail running.

Quando pensi che sia iniziato il declino dei periodici di montagna?

Direi intorno al 2006 in sordina e poi in maniera conclamata dal 2008, anche se le prime avvisaglie erano già arrivate al giro di boa del 2000. Proprio quell’anno Alp, che allora era la rivista più venduta in Italia, si orientò verso la monografia geografica. Era un primo segnale di mutamento del gusto, con la conseguente esigenza di trovare nuove formule che differenziassero la carta dal web, la cui importanza e pervasività crescevano a vista d’occhio. Ci si cominciava a chiedere quale fosse la funzione di una rivista.

Questa è stata la fine, ma gli inizi?

Le prime esperienze editoriali partirono da Milano e da Torino. Fu notevole, a fine anni ’60, l’esempio di Rassegna Alpina 2, tra i cui collaboratori c’era anche Franco Brevini. Poi nel 1970 nacque a Torino la Rivista della Montagna come espressione di quel Centro di Documentazione Alpina fondato da un gruppo di giovani alpinisti, tra cui Gian Piero Motti, che intendeva la pratica della montagna anche come forma di arricchimento culturale.

Poi il grande boom delle riviste piemontesi…

Sì, a un certo punto scocca una scintilla di rinnovamento e, ormai negli anni ’80, sulla scia delle nuove riviste patinate come Airone e con gli exploit sportivi delle prime competizioni di arrampicata, il completamento da parte di Messner delle salite agli Ottomila e le battaglie ambientaliste si cerca una narrazione della montagna ripulita da retorica e romanticismo. Bisogna raccontarla in modo nuovo, non più da appassionati che parlano ad altri appassionati, ma da “penne” professionali, cronisti e commentatori, con una grafica e una fotografia rinnovate.

Dopo che cosa accade?

Gli anni ’80 e ’90 e ancora i primi 2000 furono anni di espansione. Nella sola galassia Vivalda ci fu l’esperimento di Punto Rosso dedicato all’arrampicata sportiva, poi proseguito con AlpWall; interessante fu anche Su Alto per l’alpinismo e poi la rivista cult FreeRider per lo sci. Sempre la stessa casa editrice diede vita a due collane, i Licheni per la letteratura e i Capolavori del cinema di montagna, e pubblicò anche qualche guida. Sono gli anni in cui la Rivista della Montagna propone fascicoli monografici come il mitico Dimensione Sci curato da Giorgio Daidola o Rock di Andrea Gobetti, e il CDA crea Le Tracce, che con i Licheni va ad affiancarsi ai classici di Zanichelli e agli Exploits di Dall’Oglio. Il panorama nazionale dei periodici, a parte le pubblicazioni legate al Cai, si arricchisce di altre testate come Pareti e La Rivista del Trekking, mentre in editoria si fa avanti un marchio di futuro successo: Versante Sud.

Credi che la rete abbia un potenziale per quanto riguarda l’editoria di montagna?

Dal punto di vista della circolazione delle notizie, la rete è sicuramente efficace per la velocità. Come sappiamo, il rischio è che puoi dire tutto e il contrario di tutto, puoi far passare una notizia come epocale anche se non lo è; e per le imprese alpinistiche non è un dettaglio di minore importanza. Ma sono i problemi della comunicazione attuale, non una prerogativa della montagna. Certo online si perde il piacere di sfogliare una rivista o un libro, di poter leggere e rileggere, conservare… Sul versante dell’editoria libraria, i numeri degli e-book non sono tali da far presagire l’apocalisse della carta. Per quanto riguarda il comparto delle guide, invece, può essere utile disporre di materiali ad hoc da scaricare; pratica ormai abbastanza diffusa con la vendita di singoli e-pub.

Come ti sembra oggi il panorama delle riviste di montagna?

Sulla montagna e in generale sull’outdoor oggi una pubblicazione interessante è inMovimento, il supplemento mensile del quotidiano il Manifesto, che con articoli scritti da addetti ai lavori e non solo propone a un pubblico ampio ottimi approfondimenti sempre con un respiro laico e non autoreferenziale. Un altro buon esempio di comunicazione sulla montagna come spazio da tornare a vivere, con tutti i suoi problemi e le sue potenzialità, è senz’altro il magazine dell’associazione Dislivelli, in questo caso sul web. Se ci focalizziamo sull’alpinismo, invece, credo che manchi una rivista di approfondimento a tutto campo, uno strumento che oltre a presentare in maniera accattivante le imprese internazionali con belle interviste e immagini da guardare, sia in grado di fare dei ragionamenti su quello che accade e che spesso in Italia non trova eco adeguata.

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Un inverno all’insegna della letteratura. A Cortina torna Una Montagna di Libri http://www.montagna.tv/cms/116279/un-inverno-allinsegna-della-letteratura-a-cortina-torna-una-montagna-di-libri/ http://www.montagna.tv/cms/116279/un-inverno-allinsegna-della-letteratura-a-cortina-torna-una-montagna-di-libri/#respond Fri, 01 Dec 2017 08:30:13 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116279 Una stagione emozionante di neve, sole, idee e cultura sta per cominciare ai piedi delle Dolomiti. È ai nastri di partenza Una Montagna di Libri, la festa internazionale della lettura protagonista della stagione di Cortina d’Ampezzo, che raccoglie un pubblico annuale di circa 20mila presenze.

Dall’8 dicembre a Pasqua, con un ricchissimo programma, la XVII Edizione porterà oltre trenta appuntamenti con l’autore al pubblico di Cortina. Per adulti, ragazzi e bambini. Fino alla primavera.

Avanti. È questo il tema portante della XVII Edizione di Una Montagna di Libri che racconterà i cambiamenti della tecnologia, della scienza, dell’esperienza umana, aprendo libri di viaggio e portando a Cortina un grande spettacolo. Per partire insieme in una nuova avventura, tra libri che, nella loro affascinante diversità, riecheggiano una curiosità totale per il nuovo. Sempre più ricco il parterre di protagonisti della letteratura e del giornalismo italiani e stranieri.
 

“A Cortina d’Ampezzo siamo pronti per un viaggio lungo quattro mesi”, spiega il patron Francesco Chiamulera, “e questa XVII Edizione di Una Montagna di Libri, a otto anni dalla nascita, mettendo insieme qualità e numeri rilancia il ruolo di Cortina come centro di gravità di autori, pagine e idee nel cuore delle Dolomiti. Il festival è un punto di riferimento per l’offerta turistica di Cortina e per la popolazione”.

Ma ecco tutti i contenuti dell’edizione Inverno 2017/18: Una Montagna di Libri sfoglierà le pagine di narratori del calibro di Marco Paolini, Tim Parks, Jan Brokken, Roberto Costantini, Chiara Barzini, Tullio Solenghi, Pietrangelo Buttafuoco, Gianfranco Bettin. Ascolterà le voci della cultura, delle istituzioni, della scienza e delle arti, come Carlo Petrini, Vittorio Sgarbi, Michael Jakob, Riccardo Falcinelli, Franco Gabrielli, Martina Mondadori Sartogo, Antonio De Rossi, Cristiano Seganfreddo, Paolo Nicoletti, Marcella Morandini, Vera Slepoj, Annina Pedrini, Paolo Maria Noseda. Interpellerà protagonisti assoluti dell’informazione e del giornalismo come Paolo Mieli, Emanuele Farneti, Luca Telese, Pierluigi Battista, Bruno Vespa, Aldo Cazzullo, Marco Travaglio, Gennaro Sangiuliano, Vittorio Feltri, Gerardo Greco, Giovanni Stefani, Alessandro Russello, Paolo Possamai, Marisa Fumagalli, Ferruccio Sansa, Massimo Mamoli, Giovanni Viafora, Alessandro Zangrando, Alessandro Mezzena Lona. E ancora, Cristiano Corazzari, Michele Uliana, Marco Birro, Nicola Barbon, Tonino Lamborghini, Michele Merlo, Angelo Pittro, e molti altri. Il programma completo sarà pubblicato il 13 dicembre.

 
#Rifugio451: la temporary house di Una Montagna di Libri
 
Si chiama #Rifugio451 la prima temporary house di Una Montagna di Libri all’inizio di Corso Italia, in Via Roma 5. Un angolo di calore, luci e, ovviamente, le pagine dei libri. Con un nome che è un omaggio a Ray Bradbury e al suo classico Fahrenheit 451. Per chi vuole sapere di più degli incontri cortinesi, per chi ama leggere e vuole qualche consiglio, per chi vuole semplicemente passare del tempo in un rifugio speciale.
 
 
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In Libreria – “Solo. Quando i limiti non esistono”. L’alpinismo secondo Tomo Česen http://www.montagna.tv/cms/116188/in-libreria-solo-quando-i-limiti-non-esistono-lalpinismo-secondo-tomo-cesen/ http://www.montagna.tv/cms/116188/in-libreria-solo-quando-i-limiti-non-esistono-lalpinismo-secondo-tomo-cesen/#comments Wed, 29 Nov 2017 07:30:13 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116188 Si è parlato tanto in queste settimane della mitica parete sud del Lhotse, la cui prima salita, nel 1990, sebbene contestata, spetta a Tomo Česen. Proprio in questi giorni è uscito in libreria la riedizione della traduzione italiana di “Solo” (edito da Alpine Studio), scritto dall’alpinista appena tornato dal Lhotse. 

Tomo Cesen è nato a Kranj, in Slovenia, il 5 novembre 1959. Ha iniziato a frequentare la montagna da giovanissimo, arrampicando sulle montagne delle Alpi Giulie lungo vie sempre più difficili, in estate e in inverno, in cordata con amici o da solo.

A sedici anni aveva già compiuto la sua prima scalata in solitaria. Ha realizzato centinaia di ascensioni, dalle Alpi Giulie alle Dolomiti e dalle Alpi centrali e occidentali fino alle Ande e infine in Himalaya. Prediligendo la scalata solitaria, Cesen ha dato inizio ad un personale percorso che lo ha portato ad arrampicare su vie e su pareti sempre più ardite, quanto sempre più meticoloso era il suo allenamento. È infatti stato uno dei primi alpinisti al mondo a capire che una grande preparazione, unita a una determinazione incrollabile, erano la chiave per superare i propri limiti.

In “Solo”, pubblicato subito dopo il rientro dalla parete sud del Lhotse in solitaria, Tomo Cesen racconta le tappe principali della sua attività alpinistica: le spedizioni himalayane, ma anche la “trilogia di ghiaccio”: le pareti nord dell’Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses in inverno e in solitaria, nella stessa stagione.

Il libro racconta la sua passione, la sua ricerca costante della soluzione dei problemi più difficili, e culmina con la scalata solitaria della parete sud del Lhotse, in quattro giorni e quattro notti.

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In Libreria – “Push”, l’esperienza oltre il limite di Tommy Caldwell su El Capitan http://www.montagna.tv/cms/115922/in-libreria-push-lesperienza-oltre-il-limite-di-tommy-caldwell-su-el-capitan/ http://www.montagna.tv/cms/115922/in-libreria-push-lesperienza-oltre-il-limite-di-tommy-caldwell-su-el-capitan/#respond Tue, 21 Nov 2017 06:00:12 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115922 Il 14 gennaio 2015 Tommy Caldwell, insieme al compagno Kevin Jorgeson, ha salito in diciannove giorni quella che è considerate la via più difficile in tutta la storia dello Yosemite: la Dawn Wall, una parete quasi verticale di quasi 1000 metri.

Un incredibile impresa di Caldwell rappresenta il culmine di una carriera tutta tesa a superare i suoi limiti come atleta e climber.

“Push. Un’esperienza oltre il limite”, edito da Corbaccio ed in libreria da fine ottobre, è la storia appassionante del percorso compiuto da un ragazzino con un padre guida alpina determinato a instillare nel figlio la sua tenacia e la sua passione per la montagna. È la storia di un adolescente con una vera e propria «ossessione» per l’arrampicata, che lo porta ai vertici del circuito. Ma il richiamo dell’avventura estrema ben presto spinge Caldwell verso il mondo vertiginoso e ben poco conosciuto delle Big Wall, le pareti strapiombanti da salire in libera. Una scelta rischiosa dal punto di vista sportivo e non solo: poco più che ventenne, infatti, mentre si trova nelle montagne del Kirghizistan viene rapito da una banda di terroristi e si salva per miracolo; non molto tempo dopo perde l’indice sinistro in un incidente e, successivamente, viene lasciato dalla moglie e dal suo abituale compagno di cordata. Ma Caldwell supera queste avversità con rinnovata determinazione. Il suo obiettivo diventa la più grande, ripida, liscia parete di El Capitan: la Dawn Wall.

Per ben sette anni Caldwell ci prova senza arrendersi: sette anni in cui ridefinisce i limiti di uno sport, ritrova l’amore e ha un figlio. Sette anni per arrivare a un successo straordinario. Push racconta una storia vera di motivazione, resistenza e di trasformazione.

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In Libreria –  “Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri”, il nuovo libro di Francesco Guccini http://www.montagna.tv/cms/115596/in-libreria-tempo-da-elfi-romanzo-di-boschi-lupi-e-altri-misteri-il-nuovo-libro-di-francesco-guccini/ http://www.montagna.tv/cms/115596/in-libreria-tempo-da-elfi-romanzo-di-boschi-lupi-e-altri-misteri-il-nuovo-libro-di-francesco-guccini/#comments Mon, 13 Nov 2017 07:36:04 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115596 L’anima di Francesco Guccini è montanara, come ci aveva lui stesso raccontato l’anno scorso in un’intervista, e questo si rispecchia nei suoi libri, dove l’Appennino non è solo lo sfondo delle storie dei personaggi, ma vero e proprio protagonista. 

E’ da poco uscito nelle librerie “Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri“, edito Giunti, un noir scritto a quattro mani, come le precedenti opere letterarie della serie, con Loriano Macchiavelli. Un libro dove la montagna, con i suoi boschi, le sue genti, che sempre più oggi l’abbandonano, ed i suoi fragili equilibri, tra uomo e natura, passato e futuro, vengono dipinti in modo vivo. Un romanzo che intrattiene e che fa anche riflettere su un territorio, quello delle montagne dell’Appennino, meraviglioso, ma anche complesso. 

 

Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme – dei Carabinieri e della Forestale – che invano vigilano sulla trattoria-bar di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale… Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia: sono gli Elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande.

Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venire assorbito nell’Arma dei Carabinieri?

Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell’aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe.

Inizia per Poiana l’indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l’ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l’intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco…

Potete leggere un estratto del libro, qui

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In una notte “Le otto montagne” di Paolo Cognetti vince il Prix Médicis e l’English Pen http://www.montagna.tv/cms/115521/in-una-notte-le-otto-montagne-di-paolo-cognetti-vince-il-prix-medicis-e-lenglish-pen/ http://www.montagna.tv/cms/115521/in-una-notte-le-otto-montagne-di-paolo-cognetti-vince-il-prix-medicis-e-lenglish-pen/#comments Fri, 10 Nov 2017 07:53:29 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115521 A un anno dalla pubblicazione, il romanzo ‘Le otto montagne’ (Einaudi) di Paolo Cognetti ha vinto il Prix Médicis étranger 2017 e l’English Pen Translates award 2017. Era dal 1995, con ‘Castelli di rabbia’ di Alessandro Baricco, che all’Italia non veniva assegnato il prestigioso riconoscimento francese. Gli importanti riconoscimenti esteri arrivano dopo la vittoria del Premio Strega 2017.

‘Le otto montagne’ è alla tredicesima ristampa con 250 mila copie vendute e una costante presenza nella classifica dei titoli più venduti. Per tutta l’estate, il romanzo è stato primo in classifica e ora è nella top 10 della narrativa italiana. Accolto fin da subito con entusiasmo, il romanzo di Cognetti è stato venduto in 35 paesi. ‘Le otto montagne’ è già stato pubblicato con ottimi riscontri di critica e di vendita in Germania (DVA/Random House), in Francia (Éditions Stock), in Portogallo (Leya Dom Quixote), nella Repubblica Ceca (Odeon/Euromedia), in Romania (Editura Polirom), in Slovacchia (Oden/Euromedia), in Albania (Dudaj), in Estonia (Tänapäev), in Norvegia (Kegge Forlag), in Finlandia (Bazar) e in Olanda ((De Bezige Bij) dove è attualmente al primo posto della classifica dei libri più venduti, davanti a Dan Brown.

Al centro del libro il rapporto tra padre e figlio e l’amicizia fra Pietro e Bruno, nata durante le estati che Pietro trascorre con i genitori in un paesino ai piedi del Monte Rosa. Un’amicizia fatta di poche parole ma granitica come la montagna che li accoglie e che è l’altra grande protagonista del racconto.
  

Fonte @ ANSA

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In Libreria – 110 fotografie in bianco e nero per raccontare le Alpi Apuane http://www.montagna.tv/cms/115087/in-libreria-110-fotografie-in-bianco-e-nero-per-raccontare-le-alpi-apuane/ http://www.montagna.tv/cms/115087/in-libreria-110-fotografie-in-bianco-e-nero-per-raccontare-le-alpi-apuane/#respond Tue, 31 Oct 2017 06:02:25 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=115087 Si va in montagna e si fanno fotografie, oppure si va in montagna per fare fotografie: questa è la sostanziale differenza che trasforma una fotografia in una “buona” fotografia. Un confine che spesso viene sottovalutato, specialmente oggi, sommersi come siamo da milioni di immagini pubblicate sulla rete; immagini che ci distraggono dal concetto fondamentale del soffermarci e valutare la “differenza”. La montagna si può osservare da diversi punti, ma solo uno è quello giusto, la buona fotografia che la ritrae è quella da cui puoi capire l’anima di quella montagna.

Sono 110 gli scatti, rigorosamente in bianco e nero, scattate da Maurizio Papucci e raccolti nel libro fotografico “Apuane”, edito Eclettica Edizioni, in uscita a metà novembre. La prefazione è a cura di Alessandro Gogna, i disegni, che intervallano le fotografie, di Mario Pegollo.

 

Maurizio Papucci è nato a Massa nel 1960, città dove vive e lavora. Fotografo professionista dal 1989, è iscritto all’Albo dei giornalisti dal 1993. In qualità di fotoreporter ha collaborato per lungo tempo con il quotidiano “La Nazione” di Firenze.
Ha dedicato e dedica la sua attività in prevalenza alla fotografia di reportage, sia in Italia sia all’estero, pubblicando i suoi lavori su periodici e quotidiani o utilizzandoli per mostre personali.
“I bambini di Baghdad”, uno dei suoi reportage più intensi, realizzato nel 2001 , è stato esposto a Roma a palazzo Montecitorio.
Da sempre appassionato di montagna, ha fatto parte, come tecnico, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, ed è stato istruttore di alpinismo delle scuole del Club Alpino Italiano: attività che gli hanno permesso di fotografare alcune tra le più importanti vette europee. Da anni dedica molto del suo tempo a fotografare le “montagne di casa”, le Alpi Apuane, percorrendone sia le vie alpinistiche sia i sentieri tradizionali.

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