Cultura – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Il nuovo Polverelli minore. Vocabolario della lingua di scialpinisti e freerider https://www.montagna.tv/cms/134031/il-nuovo-polverelli-minore-vocabolario-della-lingua-di-scialpinisti-e-freerider/ https://www.montagna.tv/cms/134031/il-nuovo-polverelli-minore-vocabolario-della-lingua-di-scialpinisti-e-freerider/#comments Thu, 20 Dec 2018 05:00:55 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134031 Si tratta di un progetto nato e cresciuto online. Tutto è iniziato ormai anni fa sullo storico forum Fuorivia grazie a un gruppo di amici. Anni dopo poi, con l’invenzione dei Social Network, l’idea ha preso facilmente piede anche sul Facebook e da quel momento l’evoluzione è stata continua. Stiamo parlando della lingua pauderolesa ovvero delle espressioni e dei termini utilizzati da scialpinisti e freerider. Parole come “Kùlmartel”, “Fioccopatella”, “Uligano” e molte altre. Vocaboli che, dopo anni di catalogazione digitale, trovano finalmente lo spazio concreto di un libro “il nuovo Polverelli minore” (Mulatero editore, 2018) curato da Davide Branca, arricchito dalle illustrazioni di Caio e dalle foto di Federico Ravassard.

Un’idea geniale, leggera e divertente. Piacevole alla lettura, soprattutto quando si incontrano termini che fanno parte anche del proprio vocabolario. Se invece non doveste trovarne nessuno, casualità rara, potete collaborare all’arricchimento del vocabolario, d’altronde quella del popolo pauderoleso è una lingua e, come tutte le lingue, è in continua evoluzione. Per farlo basta andare sulla pagina Facebook del Polverelli e  pubblicare il proprio contributo. Unica condizioni richiesta per l’inserimento del termine nel vocabolario è che questo sia postato con una sintetica descrizione che ne renda il significato comprensibile al pubblico.

 

Lo sappiamo che molti di voi si staranno arrovellando il cervello nel tentativo di dare un significato ai termini che abbiamo citato. Ve li sveliamo noi, ma per gli altri: correte in libreria.

KÙLMARTEL: goffa caduta al suolo a gambe tese, rimbalzando sulle natiche (tipica dello snowboarder incapace di gestire la curva in back e gravemente affaticato).

FIOCCOPATELLA: Si definiscono così i fiocchi di neve di grandi dimensioni.

ULIGANO: definizione per lo scivolatore dai modi grezzi e selvaggi che si ripercuotono nello stile di sciata.

 

Titolo: Il nuovo Polverelli Minore. Vocabolario della lingua pauderolesa

Autore: Davide Branca

Illustrazioni: Caio, Federico Ravassard

Editore: Mulatero

Pagine: 143

Prezzo: 19,00 €

 

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Gasherbrum IV, un libro omaggio al maestro Maraini https://www.montagna.tv/cms/134234/gasherbrum-iv-un-libro-omaggio-al-maestro-maraini/ https://www.montagna.tv/cms/134234/gasherbrum-iv-un-libro-omaggio-al-maestro-maraini/#comments Tue, 18 Dec 2018 14:22:22 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134234 In grande formato, con foto inedite che raccontano una delle più belle spedizioni italiane in Karakorum, il Club Alpino Italiano è uscito in libreria nell’autunno 2018. Ha pubblicato un volume affascinante, per i dettagli catturati dall’obiettivo di Fosco Maraini. Etnologo, orientalista, poeta, fotografo, scrittore, alpinista. È difficile inquadrare Maraini e raccontarlo. Forse non avrebbe nemmeno voluto lui, lui che per tutta la vita si è dedicato al racconto d’altro senza mai focalizzare l’attenzione su se stesso. Come ha fatto nel suo famosissimo “Gasherbrum IV”, un capolavoro della narrativa di montagna. Un piccolo gioiello per collezionisti a cui oggi si affianca un moderno contenitore di storia curato da Alessandro Giorgetta ed edito dal Club Alpino Italiano: “Gasherbrum IV. La montagna lucente”. Un testo che vuole celebrare i 60 anni da quella scalata che pare ancora impossibile ma anche, e soprattutto, infiltrare il germe della passione nella mente dei più giovani. Di quelli che non hanno vissuto quel periodo alpinistico, ma che possono solo immaginarlo e concretizzarlo attraverso le vivide foto di un maestro come Maraini.

Raccontare questo testo è veramente complesso. Ci ha colpito e ci ha fatto venire la curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro questo impaginato di 127 pagine. Così siamo andati a cercare Alessandro Giorgetta per approfondire e farci raccontare da lui com’è nato “Gasherbrum IV. La montagna lucente”.

 

Ciao Alessandro, ci racconti come si è arrivati alla stesura del libro?

Tutto è nato con la mostra sul Gasherbrum IV che è stata organizzata a Sondrio dal comune e dalla nostra cineteca. La mostra e il lavoro di ricerca fotografica per strutturare la mostra sono state il là per produrre un volume che celebrasse l’anniversario completo.

Quanto impegno ha richiesto la realizzazione di questo volume?

Innanzitutto credo sia essenziale fare un premessa. Per una comunicazione errata pare che tutto il lavoro di realizzazione dell’opera sia stato addossato sulle mie spalle. Nella realtà però non è cosi. L’anima di “Gasherbrum IV. La montagna lucente”, che si è sporcata le mani e ha curato tutte le fasi della realizzazione, è la dottoressa Anna Girardi, coordinatrice editoriale del Club Alpino Italiano.

Invece, per quanto riguarda il lavoro in se, il materiale presente negli archivi della presidenza generale è stato selezionato cercando materiali che rispondessero a determinati criteri culturali, estetici e filosofici. Caratteristiche particolari in grado di mostrare i valori che animavano Fosco Maraini nel suo lavoro di fotografo. Così nasce quindi la struttura di questo volume che conta circa 90 immagini di Maraini e una decina realizzate invece dagli alpinisti che hanno operato in quota: Bonatti, Mauri, Cassin, Gobbi e De Francesch. Abbiamo quindi messo insieme un grande complesso fotografico che necessitava però di una contestualizzazione. Contestualizzazione in quella che è la storia delle spedizioni extraeuropee; in quella che è la storia delle spedizioni che dal 1950 al 1964 hanno portato alla conquista dei 14 Ottomila più uno, che è il Gasherbrum IV; e nell’ambito delle spedizioni del Club Alpino Italiano che, per le loro peculiari caratteristiche, hanno introdotto un nuovo elemento nella storia dell’alpinismo himalayano.

Qual è la mole dei materiali presente nell’archivio della presidenza generale?

La presidenza generale è depositaria di oltre duemila scatti realizzati da Fosco Maraini durante la spedizione. Di questi circa 1600 sono negativi in bianco e nero mentre circa quattrocento sono diapositive 24×36 millimetri.

Insomma, si capisce che dietro alla realizzazione del libro c’è un grande lavoro… perché la scelta di celebrare questi 60 anni con un testo così impegnativo?

Ci sono almeno due aspetti molto importanti che ci hanno portati a voler celebrare in modo così impegnativo, e grande, questo sessantesimo. In primis si è voluto sottolineare l’aspetto tecnico alpinistico che, per la prima volta nella storia delle spedizione himalayane, ha visto scalare difficoltà di quinto o quinto superiore senza l’utilizzo di ossigeno. Prima di questa solo le spedizioni austriache, di cui faceva parte Kurt Diemberger, al Gasherbrum II e al Broad Peak  si erano mosse senza bombole di ossigeno. Va però detto che le difficoltà di questi due Ottomila sono molto più basse rispetto a quelle incontrare dagli alpinisti sul Gasherbrum IV.

Da cosa deriva la decisione di non utilizzare l’ossigeno?

Perché Bonatti e Mauri considerarono, giustamente, che il carico e l’ingombro delle bombole fosse ostativo al fatto di poter scalare su quelle difficoltà. La scelta, tra ossigeno e zaino con il minimo indispensabile, è ricaduta sul necessario per sopravvivere salendo e scendendo in velocità.

Si può quasi dire che questo approccio aprirà poi la strada alle salite sugli Ottomila senza ossigeno, che prenderà però piede solo dieci o quindici anni dopo.

Qual è invece il secondo aspetto su cui si vuole focalizzare il volume?

Vuole sottolineare come tutte e quattro le spedizioni CAI abbiano introdotto un nuovo modo di intendere la montagna. Quella al K2, quella in Antartide e quella al Lhotse erano spedizioni che, accanto alla parte alpinistica, abbinavano una parte di ricerca scientifica. Nel caso del Gasherbrum IV invece la scalata è stata affiancata da un grande lavoro di ricerca culturale. In questo è stata fondamentale la presenza di Maraini e Toni Gobbi che facevano un po’ la scuola agli altri componenti guidandoli all’osservazione dei popoli e di quegli aspetti cui gli alpinisti, quando sono concentrati sull’obiettivo, tengono poco conto.

Si può quindi dire che “La montagna lucente” è il seguito del “Gasherbrum IV” di Maraini…

Il libro di Fosco Maraini è un capolavoro della letteratura alpinistica a cui oggi fa seguito questo nuovo testo che costituisce il completamento iconografico della spedizione (e del lavoro di Maraini) rendendo omaggio all’arte fotografica di Fosco.

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L’esilarante parodia di Free Solo, il film sulla salita di Alex Honnold di Freerider https://www.montagna.tv/cms/134210/lesilarante-parodia-di-free-solo-il-film-sulla-salita-di-alex-honnold-di-freerider/ https://www.montagna.tv/cms/134210/lesilarante-parodia-di-free-solo-il-film-sulla-salita-di-alex-honnold-di-freerider/#respond Mon, 17 Dec 2018 17:13:43 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134210 Come accade per ogni film di successo, anche per Free Solo, il film di Jimmy Chin e  Elizabeth Chai Vasarhely sull’impresa di Alex Honnold del 3 giugno 2017, quando ha salito in 3 ore e 56 minuti Freerider su El Capitan in Yosemite, arriva una esilarante parodia.

Il genio nascosto dietro il trailer che vi mostriamo,  dal titolo “Expensive Membership” è Nick Garnham Wright che nel video diventa l’Honnold dell’arrampicata in palestra. Invece della salita in solitaria e senza corda, lo vediamo impegnato su un 7A+.

Tanti i particolari ripresi dal film record d’incassi di Honnold, dai batteri sulla parete ai tagli sulle braccia.

La frase più epica di questi 3 minuti esilaranti è di certo “Le palestre sono l’ascella del mondo dell’arrampicata”.

Se volete farvi due risate non perdetelo!

E se non avete ancora visto il trailer originale di Free Solo, cliccate qui.

 

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Il mare diventa montagna negli scatti di Ray Collins https://www.montagna.tv/cms/134119/il-mare-diventa-montagna-negli-scatti-di-ray-collins/ https://www.montagna.tv/cms/134119/il-mare-diventa-montagna-negli-scatti-di-ray-collins/#respond Mon, 17 Dec 2018 05:00:48 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134119 L’australiano Ray Collins, prima ancora di essere un abile fotografo, è un grande surfer. L’acqua è il suo elemento naturale e la potenza delle immagini che è in grado di catturare tra le onde ne è la prova.

Negli scatti che vi mostriamo, le onde dell’oceano sembrano picchi ghiacciati. In alcune immagini non è difficile, ad un primo sguardo, cogliere il profilo di una montagna, di quelle vere fatte di terra e roccia.

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Il Club Alpino degli Animali, una piacevole riscoperta https://www.montagna.tv/cms/133928/il-club-alpino-degli-animali-una-piacevole-riscoperta/ https://www.montagna.tv/cms/133928/il-club-alpino-degli-animali-una-piacevole-riscoperta/#comments Sun, 16 Dec 2018 11:00:04 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133928 Ma il pericolo arriva al seguente passaggio,

è uscire dal ghiaccio richiede coraggio.

Anche le guide lo sanno e gridano con affanno:

“Attenzione, Jumbo è caduto nel crepaccio!”.

Noi “intenditori” di montagna non siamo abituati a leggere storie d’alpinismo in rima. Non siamo abituati a leggerne con leggerezza e a farlo con un linguaggio per bambini. Per questo forse “La Grande Ascensione. Il Club Alpino degli Animali” (Mulatero Editore, 2018) è in grado di appassionare grandi e piccini. I testi semplici, ma curati, e i disegni, dei capolavori d’altri tempi, aiutano a immergersi in un’atmosfera disneyana dove gli animali si alzano su due zampe e acquisiscono tutte le capacità intellettive tipiche dell’uomo. Fanno propria anche la capacità di ascendere, diventano anch’essi “conquistatori dell’inutile”.

Fa impressione prendere in mano questo testo per i più piccoli scritto da Clifton Bingham e illustrato da George Henry Thompson. Fa impressione perché risale ai primi del Novecento e, fino a oggi, è passato del tutto inosservato qui in Italia. Bisogna domandarsi, come scrive Pietro Crivellaro, “come abbiamo fatto a non accorgerci prima di questo piccolo capolavoro, sfuggito fino a due o tre anni fa anche ai bibliofili più ferrati e ai repertori più autorevoli di libri di montagna?”. Poco importa ormai. L’importante è che questo piccolo oggetto, quasi da collezionisti per la rifinitura dei disegni e per l’originalità del testo, abbia potuto vedere la luce in un’edizione italiana. Pensate che la prima copia è stata stampata “più di un secolo fa, ancora con le tavole a colori in cromografia, quando il cinema (muto) muoveva i primi passi ed erano di là da venire i cartoni animati di Walt Disney che avrebbero imposto alle masse, non solo infantili, dell’intero pianeta le storie di animali umanizzati”.Disegni affascinanti, che stimolano l’immaginazione, affiancati da rime che aiutano i bambini ad approcciarsi alla montagna, sia a quella cruda e severa che affrontano gli alpinisti che quella più soft fatta di valori. Di quelle virtù che oggi vanno perdendosi, come ribadiamo spesso noi comunicatori di terre alte. Questo testo può certamente essere il mezzo per non lasciar andare quelle storiche qualità che da sempre han mosso l’uomo verso le quote più elevate.

Tutti conoscono la stella alpina, dall’esile stelo,

il bianco fiore di velluto che sfida il secco e il gelo,

dei monti rara gemma che s’annida nei posti più brutti

e pone l’arduo dilemma: la colgo io, o la lascio a tutti?

Questo è il primo volume della collana per bambini “Ma con gran pena le reca giù” che si rifà alla filastrocca un tempo insegnata per far imparare ai più piccoli le sezioni della catena alpina. “Abbiamo cominciato con questo perché da quando un libraio antiquario inglese me lo ha mostrato, una decina di anni fa, mi è sembrato di non aver mai sfogliato un libro dedicato alla montagna così bello racconta Leonardo Bizzaro curatore, insieme a Pietro Crivellaro, dell’edizione italiana del testo. “La traduzione, fatta con Pietro, è stata una sorta di gioco cui ci siamo dedicati nel corso dell’estate. Ci sono state grandi risate e scambi di whatsapp quando uno trovava una soluzione nuova per tradurre il testo in rima. Va detto che ogni tanto ci siamo presi qualche licenza”. Non ve lo sveliamo del tutto, ma i due autori si sono presi una grossa licenza poetica. Una di quelle che ci ha lasciati con il sorriso sul volto, e hanno deciso di farlo proprio nell’ultima riga del volume. Un omaggio del tutto inaspettato a uno dei più grandi di sempre.

“In definitiva, noi ci siamo molto divertiti, speriamo che sia altrettanto per bambini e genitori, ai quali è invece dedicato il testo di Crivellaro in postfazione che racconta curiosità e segreti delle storie di animali umanizzati”.

Beh, Natale è alle porte. Se siete appassionati e volte influenzare positivamente il piccolo di casa correte in libreria.

 

Titolo: La Grande Ascensione. Il Club Alpino degli Animali

Editore: Mulatero Editore

Autore: Clifton Bingham

Illustratore: G. H. Thompson

A cura di: L. Bizzaro, P. Crivellaro

Pagine: 63

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Pocahontas, un live action girato interamente in Abruzzo https://www.montagna.tv/cms/134076/pocahontas-un-live-action-girato-interamente-in-abruzzo/ https://www.montagna.tv/cms/134076/pocahontas-un-live-action-girato-interamente-in-abruzzo/#respond Sat, 15 Dec 2018 11:00:59 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134076 Un film su Pocahontas girato interamente in Abruzzo. Questo il progetto appena portato a termine dal regista aquilano Luke Anthon, che ne ha annunciato l’uscita attraverso un lungo post apparso sul suo profilo Facebook lo scorso 7 dicembre.

 “Oggi è il GRANDE giorno. Sono così felice e fiero per questo lavoro. Ci sono voluti quasi 6 mesi, da Giugno a Novembre, tante ore di lavoro, tanta pazienza e grande sinergia. Al di la del risultato, che lascio giudicare a voi, sono felice perché questo lavoro è nato per gioco”.  Inizia così il lungo messaggio destinato a lettori e spettatori, in cui Luke ha deciso di raccontare tutta la storia di questo live action appenninico.

Come spesso accade, l’idea è nata per caso, durante una passeggiata per i boschi di Roio, una località del comune dell’Aquila, insieme alla compagna Lucia e alla loro piccola, Maya. “Ci venne in mente di divertirci a fare un “filmato” per far divertire Maya e per provare le mie nuove attrezzature”. Tutto è arrivato in maniera rapida e inaspettata, “prima la mail della Disney, la Sony, poi la ricerca della troupe, poi i costumi, gli accessori, e tanto altro ancora.”

Un’esperienza che, a detta del regista, è stata resa possibile perché c’è ancora chi crede nei sogni e nella fantasia. “In un mondo come questo, al giorno d’oggi, dove tutto scorre velocemente, dove a volte non c’è tempo nemmeno per un caffè, realizzare un prodotto come questo risulta un’impresa ciclopica. Eppure tutti noi, io per primo, lo abbiamo fatto senza chiedere niente in cambio, a volte non servono molti soldi per alimentare i sogni, a volte basta solo iniziare a sognare. E come da bambino, quando le mie maestre mi dicevano che stavo sempre con la testa tra le nuvole, ancora oggi, io vi esorto ad alzarli ogni tanto gli occhi al cielo, a chiuderli e poi immaginare. Immaginare qualcosa che ci fa stare bene, immaginare qualcosa di nostro, intimo e poi condividerlo al mondo”.

Il film, definito dal regista “hollywood style”, sembra girato in una foresta nord americana ma in realtà il set scelto è stata proprio la pineta di Roio, a 5 km da casa di Luke, Lucia e Maya. Le tecnologie d’avanguardia utilizzate, il cosiddetto cinema dng RAW 4k,  lo rendono effettivamente comparabile con produzioni di alta cinematografia.

L’idea di girare in Abruzzo è stata una scelta strategica. Un modo per invogliare le produzioni cinematografiche a scegliere come location per le riprese questa regione centro appenninica ricca di ambienti naturali magici.

E dopo Pocahontas arriveranno nei boschi abruzzesi altre due principesse Disney, Mulan e Merida, per la gioia della piccola Maya.

Il live action appena pubblicato su Youtube si presenta difatti come primo step di un progetto più ampio che durerà un anno. La scelta di raccontare le storie di alcune principesse femminili del mondo Disney è stata ben ponderata, con lo scopo di renderle personaggi più moderni che possano rappresentare per le bambine esempi di donne in grado di difendersi, di porsi al centro dell’attenzione e anche diventare leader di successo. Il tema principale che lega le tre principesse è la condizione di schiavitù, sofferta da Pocahontas per mano dei conquistadores, da Mulan con gli unni.

I 3 episodi verranno divulgati su tutte le piattaforme social nei prossimi mesi e verranno poi uniti in un unico video, che sarà presentato a dicembre 2019.

Al momento il progetto non presenta sponsor o finanziatori, anche se sia Luke che il cast artistico e tecnico si augurano di trovare qualche supporto, almeno per avere un rimborso delle varie spese da affrontare.

Tanti i ringraziamenti presenti nel post del regista, a partire dall’attrice protagonista: “Pocahontas è Lucia Liü. E si, è vero, sembra uscita direttamente dal cartone. Lei è il mio bastone, quando cado mi sorregge e quando sto dritto mi osserva. Ritengo di essere fortunato perché seppur le ho fatto prendere freddo, botte e stanchezza, lei non ha mai esitato né mai ha detto io questo non lo faccio. Pensate solo una cosa, nella scena finale, quella più bella, dopo la scena del rapace, secondo il mio parere, Lucia aveva dormito solo 3 ore perché aveva fatto la notte al lavoro. Eppure nella scena risulta quanto mai credibile e concentrata al meglio. Questo si può definire certamente amore.

Ci sono poi i 2 conquistadores interpretati da Jacopo Sirolini e Luca De Meo. Loro hanno permesso, anche grazie alla loro associazione Bandierai dei quattro quarti, di girare queste scene, aiutando come maestri d’armi nella scene di lotta e con i vestiti e gli armamenti”.

E a seguire gli aiutanti nascosti dietro le quinte: Antonello Dundee Falconieri Dell’Aquila, essenziale nella realizzazione delle scene con il rapace; la sarta Antonella Marinelli; il creatore degli effetti speciali Giuseppe Tandoi; il curatore della colonna sonora e del mix Matteo Eusepi; la make up artist Erika D’ambrosio; l’hair stylist Ermani Tucci; la doppiatrice di Pocahontas Anita Tenerelli; i due aiutanti sul set Giovanni Berardi e Luca Cinque; l’esperto del suono Andrea Ferrante; il ristoratore Emanuele Massari. Non mancano infine ringraziamenti a chi, pur non avendo preso parte diretta alla registrazione, ha supportato il progetto, ovvero genitori e cari amici.

Il ringraziamento con cui si conclude il post di Luke è ovviamente rivolto alla sua piccola: “un bacino a te Maya, che ancora non sai leggere, ma sai esprimere tutta te stessa semplicemente guardandomi”.

Oggi è il GRANDE giorno. Sono così felice e fiero per questo lavoro. Ci sono voluti quasi 6 mesi, da Giugno a Novembre,…

Gepostet von Luke Anthon am Freitag, 7. Dezember 2018

 

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“Mountains – la vita sopra le nuvole”. Una prima assoluta in televisione https://www.montagna.tv/cms/134104/mountains-la-vita-sopra-le-nuvole-una-prima-assoluta-in-televisione/ https://www.montagna.tv/cms/134104/mountains-la-vita-sopra-le-nuvole-una-prima-assoluta-in-televisione/#respond Fri, 14 Dec 2018 05:00:48 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134104 Focus TV dedica due weekend al mondo della montagna, mandando in onda in prima visione assoluta il documentario della BBC EarthMountains – la vita sopra le nuvole”, prodotto e diretto dal regista Steve Greenwood. Un doppio appuntamento da non perdere, a partire dalle ore 21.15 di sabato 15 e sabato 22 dicembre.

Tre le catene montuose protagoniste del documentario, la cui ascesa viene descritta nei particolari floristici e faunistici, senza tralasciare la presenza dell’uomo e delle sue attività in grado di persistere in equilibrio con questi ambienti spettacolari grazie alla saggezza delle popolazioni autoctone.

Un racconto che vuole stupire e incantare attraverso immagini che consentono di viaggiare lontano, ma che allo stesso tempo si pone l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico nei confronti dei problemi ecologici che affliggono le montagne del nostro Pianeta, per arginare i quali è necessario l’impegno attivo di ognuno di noi.

Le Montagne Rocciose vengono descritte nella loro natura selvaggia, caratterizzata da cime innevate e vallate da scoprire, popolate da tribù indiane dedite alle corse con i cavalli e da una fauna da fiaba che spazia dai giaguari ai puma, dai lupi ai grizzly. Una meta che attrae  temerari avventurieri delle vette.

Sull’Himalaya la troupe è andata invece all’inseguimento dei leopardi delle nevi che d’inverno scendono nei villaggi a cercare cibo. Inevitabile un tour negli antichi monasteri buddisti per fare un salto nel passato e poi tornare nel presente, incontrando gli atleti impegnati nella “Maratona dell’Everest”.

La lunga catena montuosa delle Ande sembra uscire da un film della Disney, tra specie animali insolite e personaggi assolutamente straordinari, in un paesaggio caratterizzato dalla presenza di leoni di montagna e orsi dagli occhiali.

Insomma un viaggio nel mondo reale che solletica la fantasia, che fa sognare ad occhi aperti davanti a uno schermo, così apprezzato a livello internazionale da essersi guadagnato una candidatura ai Panda Awards 2018, dopo aver già conquistato il premio Music Award.

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“Forse lassù è meglio”, il nuovo libro di Roberto Mantovani https://www.montagna.tv/cms/133941/forse-lassu-e-meglio-il-nuovo-libro-di-roberto-mantovani/ https://www.montagna.tv/cms/133941/forse-lassu-e-meglio-il-nuovo-libro-di-roberto-mantovani/#respond Thu, 13 Dec 2018 07:00:07 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133941
La copertina del libro

“Forse lassù è meglio” è un titolo che vuol dire molto. Se poi il sottotitolo è “Cronache da un mondo sospeso” la cosa si fa ancora più interessante. A chiudere il cerchio e a far venire voglia di aprire il piccolo volume è poi l’autore: Roberto Mantovani. Star qui a presentarlo serve a poco, tutti sanno chi è come tutti conoscono la sua esperienza. Quel che invece è interessante è quel che sta scritto dentro questo nuovo piccolo libro. Conoscendo la produzione letteraria di Mantovani non ci si aspetterebbe infatti un testo del genere. Sarebbe stato più probabile un volume storico dedicato alle modificazioni antropologiche (e non solo) subite dalle valli nel corso del tempo. In “Forse lassù è meglio” invece incontriamo l’uomo. Il Roberto che rifugge interviste personali e che non parla mai (o quasi) della sua esperienza privata. Troviamo 16 racconti veri, di montagna, dove esce fuori il giovane appassionato, quello che ascolta i consigli dei vecchi e frequenta una montagna vera. Non quella patinata che va tanto di moda oggi.

Questo non è certo il racconto del ragazzo di città che va alla montagna. Si tratta invece di una narrazione a tratti cruda di quella che è la bellezza della montagna, di quello che quest’ambiente significava (e significa tutt’ora) per i montanari.

Mantovani l’ha voluto sottotitolare “cronache da un mondo sospeso” perché quelle storie ormai passate sono ancora il suo presente. Sono scene vivide nella sua mente. La realtà però non è più quella, e lo sa anche lui: sarebbe stato più adatto “cronache da un mondo scomparso”. La montagna di oggi è tutt’altra cosa e Roberto la racconta bene negli ultimi capitoli. Lo dimostra quando scrive che le terre alte hanno bisogno di innovazione, di chiudere con la retorica per aprirsi a nuove idee. “Sapete di cosa abbiamo bisogno, più di tutto?” scrive il giornalista. “Di superare i vecchi paradigmi di pensiero e distillarne di nuovi. Dobbiamo rompere il guscio che ci fa vivere come prigionieri; aprirci al dibattito delle idee, farci ispirare da altri ambiti economici, confrontarci con valori, competenze e culture diverse. Creare degli intrecci, ibridare pratiche e idee. E dobbiamo anche smettere di pensare di essere soli al mondo. Là fuori c’è un pianeta intero che si arrabatta per inventare soluzioni nuove: non possiamo continuare a pensare di migliorare la situazione economica delle valli limitandoci alle feste tradizionali e alle polentate per i turisti.

Quelle di Roberto sono riflessioni di un montanaro andato in città e tornato in montagna. È quasi la storia di un sogno all’italiana. Un sogno nostalgico per la propria terra, che si intravede tra le righe. Bisogna però essere attenti lettori per cogliere questa sfumatura, questa voglia di “rivincita” delle terre alte.

“Forse lassù è meglio. Cronache da un mondo sospeso” è Certamente un libro da consigliare a chi non cerca “la montagna dove nevica firmato” e nemmeno quella dei romanzi che oggi van tanto di moda. Qui dentro troverete le valli meno conosciute e i montanari, quelli veri dallo sguardo duro e dalla saponetta difficile, che Mantovani ha ben impressi nel cuore. Questo è un libro che avrebbe meritato un’attenzione maggiore, una maggiore diffusione. Sarebbe stato bello vederlo edito da un grande editore.

 

Titolo: Forse lassù è meglio. Cronache da un mondo sospeso

Autore: Roberto Mantovani

Editore: Fusta Editore

Pagine: 125

Prezzo: 13,9€  

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Vento forte a Milano. Il Monviso appare dietro i grattacieli https://www.montagna.tv/cms/133962/vento-forte-a-milano-il-monviso-appare-dietro-i-grattacieli/ https://www.montagna.tv/cms/133962/vento-forte-a-milano-il-monviso-appare-dietro-i-grattacieli/#respond Wed, 12 Dec 2018 07:00:51 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133962 Il forte vento che negli scorsi giorni ha colpito il Nord Italia, soprattutto le zone alpine, ha regalato anche agli abitanti della pianura dei panorami mozzafiato.

In Lombardia, dove le stazioni del Centro Meteo Lombardo hanno registrato picchi di 76 chilometri orari al rifugio Curò, 98 al Rifugio Capanna 2000 e addirittura 148 in corrispondenza del Lago della Vacca, in territorio bresciano a 2365 m, si è assistito ad una scena rara anche a Milano: il Monviso ha fatto capolino alle spalle dei grattacieli, grazie al temporaneo allontanamento di foschie e inquinanti.

Le foto che vi mostriamo sono state scattate lunedì 10 dicembre da Mirco Bonacorsi, dall’area collinare della bergamasca, verso il confine francese. I grattacieli milanesi in primo piano sono ad una distanza di circa 50 chilometri dal punto da cui sono state scattate le immagini. Sullo sfondo, ad oltre 230 chilometri si staglia invece la sagoma imponente del Re di Pietra.

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“Alpinisti da favola”, un libro che racconta la montagna ai bambini (e non solo) per aiutare i bambini https://www.montagna.tv/cms/133923/alpinisti-da-favola-un-libro-che-racconta-la-montagna-ai-bambini-e-non-solo-per-aiutare-i-bambini/ https://www.montagna.tv/cms/133923/alpinisti-da-favola-un-libro-che-racconta-la-montagna-ai-bambini-e-non-solo-per-aiutare-i-bambini/#respond Tue, 11 Dec 2018 07:00:14 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133923 Dal Monte Bianco al Cervino, dal Pelmo all’Aconcagua, dal Gran Paradiso al Kilimangiaro, per arrivare alle montagne dell’Himalaya come l’Everest, il K2, l’Annapurna e il Nanga Parbat, dall’impresa di Balmat e Paccard a quella di Whymper, passando per quelle di Lucy Walker e della Regina Maria José, per arrivare alla leggendaria scalata della nord del Cervino di Bonatti: Alpinisti da favola, il nuovo libro illustrato pubblicato da Babele editore, raccoglie venti racconti di uomini, donne e animali che hanno compiuto imprese eroiche, sfidando il freddo, le vertigini e i loro limiti, per scrivere il primo capitolo della storia dell’alpinismo mondiale.

Scritto da Denis Falconieri e Rossella Scalise, con le illustrazioni di Chiara Fedele, la copertina firmata dall’artista Chicco Margaroli e la prefazione del giornalista Enrico Martinet, il libro accompagna i lettori alla scoperta delle gesta dei primi alpinisti che sono riusciti a scalare le grandi montagne del mondo e delle donne che, per il loro coraggio e le loro capacità, hanno lasciato un segno nella storia.

Raccontare la storia dell’alpinismo significa raccontare imprese epiche e affascinanti di uomini che con mezzi inadatti e primitivi hanno sfidato l’incognito per arrivare a domare le grandi montagne di tutto il mondo. Questo libro per bambini, ma non solo, da una parte vuole rendere omaggio alle gesta di grandi alpinisti che hanno aperto la strada tracciando la via della conquista e della conoscenza, dall’altra intende cercare di appassionare le nuove generazioni alla montagna”, spiega Denis Falconieri, giornalista e autore Lonely Planet Italia.

Scrivere la storia dei protagonisti dell’alpinismo è stato molto emozionante – racconta la coautrice Rossella Scalise – e mi ha permesso di conoscere meglio un mondo fatto di storie straordinarie, imprese eroiche di grandi uomini, donne e animali che hanno sfidato i loro limiti per lasciare un’impronta indelebile nella storia. ‘Alpinisti da favola’ è un albo illustrato che, con leggerezza e colore, ripercorre le tappe più importanti della prima fase dell’alpinismo mondiale e che può essere letto da grandi e piccini, senza limiti di età!”.

Un libro che racconta la montagna ai bambini per aiutare i bambini di montagna

Una parte del ricavato del libro verrà devoluta a Sanonani Onlus, associazione valdostana nata nel 2015 per aiutare i bambini Nepalesi fondata dall’alpinista Marco Camandona insieme alla moglie Barbara e ad alcuni amici.

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