Cultura – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Fri, 19 Jan 2018 08:43:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Riguarda la puntata dedicata alle Dolomiti di “Meraviglie”, il programma di Alberto Angela http://www.montagna.tv/cms/117976/riguarda-la-puntata-dedicata-alle-dolomiti-di-meraviglie-il-programma-di-alberto-angela/ http://www.montagna.tv/cms/117976/riguarda-la-puntata-dedicata-alle-dolomiti-di-meraviglie-il-programma-di-alberto-angela/#respond Fri, 19 Jan 2018 06:00:50 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117976 E’ andato in onda mercoledì’ 17 la puntata di “Meraviglie”, il programma in prima serata su Rai1 condotto da Alberto Angela e dedicato ai siti Unesco italiani. 

La puntata di mercoledì scorso era dedicata a Pisa, a Matera, ma anche alle Dolomiti, che dal 2009 sono inserite tra i Patrimoni naturali dell’umanità. 

Se vi siete persi la puntata, potete recuperarla qui (il servizio dedicato alle Dolomiti inizia a 1h e 23 min): Puntata “Meraviglie” 17/01/18

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Pronto, Soccorso Alpino? lo spot che fa in…dignare http://www.montagna.tv/cms/117980/pronto-soccorso-alpino-lo-spot-che-fa-in-dignare/ http://www.montagna.tv/cms/117980/pronto-soccorso-alpino-lo-spot-che-fa-in-dignare/#respond Fri, 19 Jan 2018 06:00:21 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117980 Una casa automobilistica ha invaso la radio con una pubblicità che la prima volta che la senti ti sorprende, le successive fa in…dignare.

Una voce al telefono chiede al Soccorso Alpino il recupero suo e della vettura presso un rifugio alpino a causa della troppa neve e pendenza, la risposta, con sottofondo di rumore di elicottero, è scontata: se avesse usato l’auto pubblicizzata non avrebbe avuto problemi. 

La struttura del messaggio è fuorviante e inquietante oltre che scorretta. Far passare che il Soccorso Alpino riporti a valle le auto che impropriamente sono salite ai rifugi (come ci siano arrivate non lo sappiamo) e che sono rimaste in panne è un’informazione diseducativa e sbagliata.

Intanto se rimani bloccato con l’auto chiami il Soccorso Stradale. Se sei in un luogo pericoloso per le valanghe, puoi chiamare il 112 che allerta il servizio di intervento e soccorso più adatto, ma stiamo parlando di casi e servizi seri. Non di irreali e irridenti spot pubblicitari.

La coincidenza poi dell’uscita dello spot con la ricorrenza della tragedia di Rigopiano lascia esterrefatti se involontaria, disgustati se premeditata.

Infine, una delle criticità che spesso il Soccorso Alpino denuncia sono le chiamate immotivate o improprie. Proprio come quella “felicemente” proposta dalla pubblicità.

Ma chi è il genio che ha inventato questa “cosa”?

 

Per chi non avesse ascoltato lo spot in radio:

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Il viaggio di Alberto Angela nelle “Meraviglie” d’Italia approda questa sera sulle Dolomiti http://www.montagna.tv/cms/117879/il-viaggio-di-alberto-angela-nelle-meraviglie-ditalia-approda-questa-sera-sulle-dolomiti/ http://www.montagna.tv/cms/117879/il-viaggio-di-alberto-angela-nelle-meraviglie-ditalia-approda-questa-sera-sulle-dolomiti/#comments Wed, 17 Jan 2018 06:05:04 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117879 Pisa e la sua Piazza dei Miracoli, i Sassi di Matera e le Dolomiti sono i tre siti, dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità, protagonisti della terza puntata di “Meraviglie, la penisola dei tesori”, in onda su Rai1 questa sera, mercoledì 17 gennaio, alle 21.25.

Il programma, condotto da Alberto Angela, ha come tema i siti Unesco italiani, che sono 53, nessun paese al mondo ha avuto altrettanti riconoscimenti. 

Alberto Angela arriverà a quasi tremila metri di altezza, sulle Dolomiti, per ammirare un paesaggio di incomparabile bellezza. Si tratta di un sito assolutamente straordinario, naturale e umano. Non un sito vergine, ma strettamente legato all’uomo che in queste valli è stato presente fin dall’età del bronzo. Verrà raccontata la formazione di questa catena montuosa e le sue particolarità. Tra di esse il legno degli abeti rossi di Paneveggio usato per costruire violini e strumenti musicali. Il perché ce lo illustrerà il celebre violinista Uto Ughi attraverso due preziosi violini antichi creati con il legno proveniente da Paneveggio: uno Stradivari e un Guarneri del Gesù.

 

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“Aspettami sulla cima”, una storia d’amore tra un uomo, un cane e la montagna http://www.montagna.tv/cms/117709/aspettami-sulla-cima-una-storia-damore-tra-un-uomo-un-cane-e-la-montagna/ http://www.montagna.tv/cms/117709/aspettami-sulla-cima-una-storia-damore-tra-un-uomo-un-cane-e-la-montagna/#comments Sun, 14 Jan 2018 11:00:41 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117709 È uscito già da qualche mese (settembre 2017) e sta riscuotendo un buon successo tra i lettori “Aspettami sulla cima” di Giancarlo Pavan, edito dalla collana I Disgeli di ViviDolomiti.

Il libro è una storia breve, 190 pagine, d’amore tra un uomo, un cane e la montagna che tocca il cuore.  

Pochi giorni dopo la sua scomparsa, tornai in montagna, per la prima volta senza di lei, pochi passi nel bosco e poi il tintinnio della targhetta metallica che lei portava sulla pettorina da montagna, appesa al mio zaino, mi riportò a lei inesorabilmente. Guardai le punte alte degli abeti, il bosco che ormai trascolorava di autunno, la chiamai sommessamente. E fu silenzio.

“Questa è la storia d’amore tra un uomo, un cane e la montagna, pagine di un diario scritto col cuore e nel cuore, che raccontano una vita in cerca di infinito, verso la cima. Un libro su una relazione profonda, una ricerca autentica di armonia e bellezza attraverso la vita, le tante avventure in montagna e nella natura. Un alpinismo condiviso con il cane, con limitazioni che si rivelano aperture, una nuova e possibile libertà che nasce da una profonda alleanza. Una esperienza umana e spirituale immersa tra gli incanti delle montagne.”

 

 

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Riguarda la puntata di Voyager sulla storia della Diga del Gleno http://www.montagna.tv/cms/117468/riguarda-la-puntata-di-voyager-sulla-storia-della-diga-del-gleno/ http://www.montagna.tv/cms/117468/riguarda-la-puntata-di-voyager-sulla-storia-della-diga-del-gleno/#respond Tue, 09 Jan 2018 07:28:29 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117468 Ieri sera la trasmissione “Voyager – ai confini della conoscenza”, su Rai2, ha raccontato la storia della diga del Gleno crollata il 1° dicembre del 1923 riversando 3 milioni di metri cubi di acqua sulla sottostante Val di Scalve.

Per chi si fosse perso la puntata, qui il link per rivederla: Puntata Voyager

 

Oggi della diga rimangono i ruderi delle parti laterali, quelle che poggiavano sulla roccia, ed un bacino lacustre di circa 250 metri di lunghezza. Per poterla raggiungere e vedere si può seguire il sentiero panoramico 411 partendo da Pianezza di Vilminore di Scalve, 1267 m, oppure il sentiero 410, più lungo, che parte da Bueggio e sale alla destra orografica del torrente Gleno. Noi di Montagna.tv, quando ci siamo andati, abbiamo deciso all’andata di partire da Bueggio e al ritorno di passare per il sentiero 411, arrivando a Pianezza e raggiungendo l’auto a piedi seguendo la strada asfaltata.

 

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“Il peso delle ombre”: racconti veri, fake news e comode bugie http://www.montagna.tv/cms/117402/il-peso-delle-ombre-racconti-veri-fake-news-e-comode-bugie/ http://www.montagna.tv/cms/117402/il-peso-delle-ombre-racconti-veri-fake-news-e-comode-bugie/#comments Sun, 07 Jan 2018 06:00:46 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117402 Alessandro Gogna ama la montagna: la notizia è vera. Per questo riesce a scovare nel mondo dei montanari e ancor più in quello degli alpinisti delle particolarità e delle criticità che a volte rendono difficile questo amore.

Questa volta da bibliofilo montano s’è incontrato con il libro “Il peso delle ombre”, GabrieleCapelli Editore, di Mario Casella, giornalista svizzero di carta stampata, radio e televisione, ma anche provetto alpinista.

Vien da pensare, leggendo il libro, che la verità e l’oggettività siano materia poco frequentata sulle montagne: la complessità degli elementi interpretativi ambientali, la lunghezza della prestazione, che spesso si protrae continuativamente per giorni, l’incredibile quantità di stimoli e influenze psicologiche determinate dall’individuale condizione fisica, dallo stato di nutrizione, dalla mancanza di ossigeno, per dirne solo alcune, influenzano a tal punto la condizione psichica da proiettarci talvolta in realtà parallele, come studiato di recente da una ricerca scientifica sugli effetti psicotici dell’alpinismo d’alta quota. Insomma, in certi momenti non sappiamo cosa facciamo e se quel che ricordiamo è quel che abbiamo fatto. E così, giocoforza, ricostruiamo l’accaduto, spesso con ambiguità e, ovviamente, a nostro vantaggio.

Ma è anche vero che la prova non è in assoluto richiesta in alpinismo e dunque l’impresa, la mancata impresa o il salvataggio, proprio o altrui, rimangono nella storia come fatti accaduti, criticati e a volte confutati con altri pezzi di storie alternative alla prima. Questo crea il caso e quelle che Casella definisce ombre, che ci si trascina appresso, qualunque sia stata la motivazione della storia raccontata dal protagonista, o della contro-storia raccontata dai suoi detrattori.

Le conseguenze sulla vita dei protagonisti possono essere dolorose e deleterie, cambiano la percezione della credibilità da parte degli altri, sono un duro colpo all’autorevolezza, sia pure sportiva e alpinistica. Anche se a taluno pare non importi proprio e procede imperterrito verso… la cima.

Una ricerca complessa quella di Casella che tocca, lui lo fa con grazia, uno dei nervi scoperti dall’alpinismo. La verità è importante, ma la sua ricerca, sostiene Casella, non può essere però ossessiva tanto da deformarne i contorni e a volte i contenuti.

Resta il fatto che l’ambizione e l’esibizionismo sono indubbiamente, in dosaggi differenti secondo i casi e le persone, presenti nella storia dell’alpinismo e degli alpinisti, sempre, sia in senso positivo che deteriore. La competizione, altro elemento di stimolo al miglioramento anche qualitativo delle prestazioni, particolarmente nelle sue ricadute economiche, è talmente al ribasso e drogata dal rapporto tra professionisti ( guide e alpinisti sponsorizzati a vario titolo) e dilettanti ( accademici e amatori di vario pensiero e natura ideologica) da non consentire l’espandersi di un serio e credibile movimento professionale delle attività alpinistiche-sportive, che si fondi su un’oggettiva valutazione e riconoscimento della qualità delle attività stesse.

Il terreno incerto e ambiguo nel quale l’alpinismo si agita contribuisce a creare non pochi “casi”, veri e/o falsi.

Le storie nel libro di Casella sono 17, dal K2 di Walter Bonatti al Cerro Torre di Cesare Maestri, alle imprese di Cook in Alaska, all’Annapurna di Ueli Steck, ma anche la parete sud del Lhotse di Tomo Cesen e le ombre su Messner sopo il Nanga Parbat. Il tema dell’ossigeno e le storie di onestà ed umiltà delle donne di montagna attraverso le vicende di Henriette d’Angeville e di Edurne Pasaban. Sono tutte vere come le polemiche e le contro-verità che hanno suscitato.

Del resto, ogni alpinista è stato certamente protagonista, come ogni uomo di mare, di caccia o pesca, di piccoli e grandi “casi”, volontari o no, di esagerazione e manipolazione della verità. Qualcuno ci ha perfino costruito pezzi della propria fama. Ma non è un fenomeno dei giorni nostri. Esilarante ed emblematico in tal senso il famoso “libretto” di Giuseppe Mazzotti, regalato in edizione anastatica allo scorso Film Festival di Trento e che titola: “La montagna presa in giro”, anno 1935.

Casella conclude: “È stata per me una scalata carica di emozioni e a momenti fonte anche di inaspettate riflessioni che credo possano essere estese ad altri ambiti dell’attività umana: dal lavoro al tempo libero, dalla vita privata alla malattia. Sono temi che interpellano: la vita e la morte, l’amore per chi ti vuol bene; l’autostima e l’egoismo; la competizione e il rispetto degli altri”.

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“L’ultima discesa”, il film che racconta la storia vera di Eric LeMarque – Guarda il trailer http://www.montagna.tv/cms/117362/lultima-discesa-il-film-che-racconta-la-storia-vera-di-eric-lemarque-guarda-il-trailer/ http://www.montagna.tv/cms/117362/lultima-discesa-il-film-che-racconta-la-storia-vera-di-eric-lemarque-guarda-il-trailer/#respond Fri, 05 Jan 2018 07:39:48 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117362 La storia vera dell’ex campione olimpico di hockey Eric LeMarque diventa un film. “L’ultima discesa” racconta la storia di come l’atleta sia sopravvissuto per otto giorni in cima a una montagna in California in seguito a una tempesta di neve. LeMarque viene infatti sorpreso da una tormenta mentre sta scendendo con lo snowboard in fuori pista nell’High Sierra in California. Quello che lo attenderà sarà una sfida per la sopravvivenza contro il gelo, la fame e la natura ostile.

Il film sarà dall’ 8 febbraio al cinema. Nel cast troviamo Josh Hartnett, la vincitrice dell’Oscar Mira Sorvino e Sarah Dumont. Qui sotto potete vedere il trailer: 

 

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Il Monviso fotografato da Bergamo, la straordinaria foto http://www.montagna.tv/cms/117260/il-monviso-fotografato-da-bergamo-la-straordinaria-foto/ http://www.montagna.tv/cms/117260/il-monviso-fotografato-da-bergamo-la-straordinaria-foto/#respond Mon, 01 Jan 2018 07:30:40 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117260 Lo straordinario scatto è stato fatto dal fotografo Valerio Minato, che è riuscito a fotografare il Monviso da Bergamo, a ben 242 km da Re di pietra. La Skyline di Milano a farne da cornice. 

“Un’idea –  scrive il fotografo – che mi ronzava da parecchio tempo in testa…fotografare il Monviso da lunghissima gittata.. e così oggi, complice l’aria molto limpida, ho fatto due passi fino a Bergamo (Torre De’ Roveri) alla bellezza di 242 Km in linea d’aria dal Re di pietra. Allineamento scelto per avere lo skyline di Milano sulla stessa linea (ben riconoscibile in basso con i suoi tanti grattacieli). Non mi aspettavo sinceramente l’aereo.. ma mi sono accorto di avere proprio sotto Orio al Serio“. 

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Svizzera: la camminata sospesa a 3000 metri di quota sul Peak Walk- Guarda la Gallery http://www.montagna.tv/cms/117067/svizzera-la-camminata-sospesa-a-3000-metri-di-quota-sul-peak-walk-guarda-la-gallery/ http://www.montagna.tv/cms/117067/svizzera-la-camminata-sospesa-a-3000-metri-di-quota-sul-peak-walk-guarda-la-gallery/#respond Sun, 24 Dec 2017 11:00:47 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=117067 Situato a Glacier 3000, tra i cantoni svizzeri di Vaud e Berna, il Peak Walk è stata la prima passerella del suo genere. Aperto nel 2014 permette di raggiungere la vetta dello Scex Rouge a 2971 metri offrendo uno spettacolo mozzafiato sulle cime dei Diablerets e di Gstaad. Il camminamento è lungo 107 metri e largo 80 centimetri. Qui sotto potete ammirarlo incrostato da neve e ghiaccio.

 

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“Camos” genio e sregolatezza nei racconti di Simone Moro, Manolo e tanti altri suoi amici http://www.montagna.tv/cms/116998/camos-genio-e-sregolatezza-nei-racconti-di-simone-moro-manolo-e-tanti-altri-suoi-amici/ http://www.montagna.tv/cms/116998/camos-genio-e-sregolatezza-nei-racconti-di-simone-moro-manolo-e-tanti-altri-suoi-amici/#respond Fri, 22 Dec 2017 06:00:22 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=116998 “Il Camós era piuttosto rock’n’roll: conduceva una vita un po’ sregolata, ogni tanto gli piaceva bere e aveva scassato più di una macchina nel tentativo di raddrizzare qualche tornante.
Ma quelli che lo schernivano non li ho mai visti ridere mentre affrontavano le sue Vie…”. SIMONE MORO

BRUNO TASSI, per tutti “Camós” (camoscio), ha rappresentato a livello nazionale uno dei più importanti pionieri del free climbing. Negli anni Ottanta la sua totale dedizione a questa disciplina, che poi prese il nome di arrampicata sportiva, lo annovera tra i più forti arrampicatori dell’epoca e le numerose vie che ha aperto parlano ancora di lui. La falesia di Cornalba, in Val Serinain provincia di Bergamo, rappresenta la sua opera d’arte assoluta e l’ambiente ideale nel quale i suoi sogni e le sue visioni si sono realizzate al meglio.

A dieci anni dalla tragica scomparsa, “CAMÓS“, scritto da Lorenzo Tassi ed edito Versante Sud, vuole presentarci il Camós nella forma più completa possibile: come rocciatore, arrampicatore e alpinista, ma soprattutto come uomo! Un personaggio difficile, spigoloso, discusso per i suoi comportamenti, ma amato e apprezzato per la sua maestria nell’arrampicare, la sua schiettezza tipicamente bergamasca e il suo poetico amore per la natura e la montagna.

Il suo carisma e le sue sfaccettature saranno tratteggiati nei racconti e nelle testimonianze dei suoi amici e di chi l’ha vissuto principalmente, ma il suo essere estremo nell’arrampicata e nei suoi eccessi lo si ritroverà qui anche nella profondità delle riflessioni che lui stesso appuntava parlando di natura, amore e filosofia.
Una storia, quella di Bruno Tassi, che viene in questo libro simbolicamente racchiusa in un ideale abbraccio, quello tra la prefazione di SIMONE MORO (il suo più grande discepolo) e il saluto finale di MAURO CORONA (il suo più grande amico d’intesa spirituale).

Una lettura che darà la piena consapevolezza di chi è stato il Camós e di quanto oggi si senta sempre più il bisogno di raccogliere la sua eredità nel coraggio di essere persone libere da ogni convenzione e nell’essere maestri veri.

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