Politica – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Wed, 12 Dec 2018 05:00:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Trentino, una nuova economia dopo il disastro. Dellapiccola: non rimboschiamo tutto https://www.montagna.tv/cms/133102/trentino-una-nuova-economia-dopo-il-disastro-dellapiccola-non-rimboschiamo-tutto/ https://www.montagna.tv/cms/133102/trentino-una-nuova-economia-dopo-il-disastro-dellapiccola-non-rimboschiamo-tutto/#comments Sun, 18 Nov 2018 05:00:17 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133102 7mila ettari di boschi spazzati via da una vento a oltre 200 chilometri orari. Per fare un paragone 10mila campi da calcio ricoperti di foresta cancellati in una manciata di ore. Un numero che fa paura e impressiona. Un numero che ha cambiato completamente l’aspetto di molte valli trentine e un numero che oggi, a dieci giorni dalla catastrofe, lascia i governatori regionali con tante domande.

Prima di tutto bisogna capire come rimuovere tutta questa legna, un lavoro che certamente richiederà tempo e risorse. Bisogna poi capire cosa fare di tutto questo materiale, ma questo sarà certamente il minore dei problemi. La domanda più importante, e più preoccupante, sta nel capire come agire sui territori devastati. Cosa fare delle aree di bosco cancellate? Tra le tante idee proposte, molte delle quali volte a rimboschire le valli, ce n’è una decisamente fuori dal coro. Michele Dellapiccola, ex assessore all’agricoltura e al turismo Trentino, ha infatti dichiarato a Il Dolomiti, che si potrebbe pensare di non rimboschire tutto il territorio devastato dal forte vento con l’obiettivo di tornare a un modello di allevamento di stampo alpino. “La superficie boschiva del Trentino sessant’anni fa era molto meno estesa di oggi e negli anni il bosco ha mangiato prati su prati che un tempo erano utilizzati per l’allevamento” ha spiegato Dellapiccola. “La nostra politica, soprattutto negli anni ’80 ha deciso di puntare su un modello di allevamento di tipo industriale simile a quello veneto, con stalle medio grandi e finendo per importare il foraggio”. Un condizione che, spiega l’ex assessore, ha portato all’abbandono degli alpeggi e che, a differenza di quanto accaduto in Alto Adige, ha ridotto drasticamente il numero degli allevatori. 50mila mucche per 1200 proprietari in Trentino; 100mila mucche per 12mila proprietari in Alto Adige dove si è favorito l’allevamento diffuso con piccoli proprietari e utilizzo dei pascoli.

Secondo Dellapiccola quindi, escluse le aree a rischio idrogeologico e quelle dove il legnare rappresenta “un’eccellenza”, bisognerebbe lasciare a prato nuove porzioni di territorio. Cosa che permetterebbe inoltre di accedere ai finanziamenti europei per le attività in montagna.

Lo sviluppo di questo settore, oltre a riportare giovani in montagna, potrebbe portare alla nascita di attività collaterali come gli agriturismi. “Turismo, agricoltura e allevamento in Trentino devono andare a braccetto” solo così, afferma ancora il politico, si potrà puntare a una nuova rinascita della zona duramente colpita dagli ultimi eventi atmosferici.

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Il Ministro Costa annuncia l’imminente istituzione di 300 nuove zone protette https://www.montagna.tv/cms/133027/il-ministro-costa-annuncia-limminente-istituzione-di-300-nuove-zone-protette/ https://www.montagna.tv/cms/133027/il-ministro-costa-annuncia-limminente-istituzione-di-300-nuove-zone-protette/#respond Thu, 15 Nov 2018 10:20:34 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133027 Presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma si è aperta ieri la “Terza conferenza internazionale sull’ambiente” organizzata dall’Arma. Il tema prescelto per il 2018 è la diversità biologica, considerata il motore della vita sulla Terra.
Il convegno dal titolo “Biodiversity: engine of life on Earth”, che vedrà alternarsi sul palco in tre giornate di conferenza numerosi relatori, specialisti di vari campi delle scienze applicate ai temi ambientali ma anche giuristi, rappresentanti di organizzazioni mondiali, istituzioni comunitarie, agenzie governative e forze di polizia, è stato aperto ieri dagli interventi introduttivi del Comandante dell’Arma dei Carabinieri Generale Giovanni Nistri, del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa.

Quest’ultimo ha annunciato durante il suo intervento un passo avanti di estrema importanza per la tutela della biodiversità su scala nazionale: “Ho alla firma 300 nuove zone di protezione speciale. Saranno istituite entro la fine dell’anno. Sono zone Zps e Sic, ovvero aree riconosciute concordemente con le autorità locali come meritevoli di tutela ambientale […] Non piangiamo più la perdita di biodiversità, ma vogliamo fare in modo che non avvenga“.

Il Ministro ha dato notizia anche di un altro importante progetto in cantiere, quello dell’attivazione di 4 nuovi parchi nazionali. “Partiamo subito con Portofino e il Matese”.

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Doppia cittadinanza agli altoatesini: i primi dettagli https://www.montagna.tv/cms/129886/doppia-cittadinanza-agli-altoatesini-i-primi-dettagli/ https://www.montagna.tv/cms/129886/doppia-cittadinanza-agli-altoatesini-i-primi-dettagli/#comments Sat, 08 Sep 2018 04:00:04 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=129886 Risale allo scorso dicembre la proposta, da parte del cancelliere austriaco Sebastian Kurtz, di dare la doppia cittadinanza italo-austriaca agli altoatesini di lingua tedesca e ladina. I separatisti tirolesi continuano a sostenere il progetto, ma in molti, tra cui anche Reinhold Messner, si sono espressi in questi mesi contro il nuovo provvedimento.

Per mesi la fattibilità della concessione di un doppio passaporto è stato al vaglio degli esperti. La preoccupazione dei più è che gran parte della popolazione altoatesina possa sentirsi discriminata da questa proposta che, nel caso diventasse legge, potrebbe causare dei contrasti all’interno delle comunità locali, a fronte dei limitati benefici che garantirebbe al ristretto numero di interessati.

Le prime voci secondo le quali la commissione di esperti viennese avesse già raggiunto un parere sono state smentite. Un avvio delle trattative prima delle elezioni provinciali di Trento il prossimo 21 ottobre non è probabile. Quello che si sa per ora è che il costo della domanda per i cittadini altoatesini sarà tra i 600 e i 700 euro. La nuova cittadinanza garantirà loro l’accesso al pubblico impiego e ad alcune prestazioni sociali. Queste informazioni fanno parte di una bozza preliminare, che servirà da base per le trattative con Roma sulla doppia cittadinanza. 

Il prossimo 14 settembre è in programma una visita in Alto Adige per Sebastian Kurtz, in cui il rappresentante austriaco incontrerà il presidente della regione Arno Kompatscher per discutere apertamente della misura. “Il parere della commissione di esperti di Vienna è solo una base di discussione – ha ribadito all’ANSA il rappresentante altoatesino – I tempi sono comunque lunghi“.

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Quando la politica si fa in vetta alle montagne https://www.montagna.tv/cms/127318/quando-la-politica-si-fa-in-vetta-alle-montagne/ https://www.montagna.tv/cms/127318/quando-la-politica-si-fa-in-vetta-alle-montagne/#respond Thu, 19 Jul 2018 09:47:21 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=127318 La notizia è stata rilanciata dall’ANSA: il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il governatore altoatesino e quello tirolese, Arno Kompatscher e Günther Platter, faranno cordata e non è un modo figurato per dirvi cha hanno stretto un accordo politico.

Infatti, i tre scaleranno insieme la Dreiländerspitze, 3.197 metri tra l’Austria e la Svizzera. Assieme loro anche Peter Habeler, fresco di festeggiamenti per i 40 anni della prima salita senza ossigeno supplementare dell’Everest con Reinhold Messner, il presidente del club alpino austriaco Andreas Ermacora ed il segretario generale Robert Renzler.

La cordata non sarà quindi metaforica, ma avrò comunque un forte intento simbolico a rappresentare il “legame politico e amichevole” dopo che nelle scorse settimane c’erano stati intensi scambi tra i tre governatori soprattutto sulla questione migranti ed Europa.

La politica si fa in vetta, la speranza è solo che la mancanza di ossigeno non crei conseguenze irreparabili. 

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Reinhold Messner: l’Europa a rischio distruzione a causa dei veti sui migranti https://www.montagna.tv/cms/126061/reinhold-messner-leuropa-a-rischio-distruzione-a-causa-dei-veti-sui-migranti/ https://www.montagna.tv/cms/126061/reinhold-messner-leuropa-a-rischio-distruzione-a-causa-dei-veti-sui-migranti/#comments Tue, 26 Jun 2018 14:53:46 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=126061 L’Europa è finita in trappola per colpa dei veti incrociati sul tema migranti. La politica è l’arte del compromesso. Se abbandoniamo questo principio, l’Europa non avrà futuro“. Così all’ANSA Reinhold Messner, che si è voluto esprimere sulla questione che più sta facendo discutere l’UE nelle ultime settimane. 

L’alpinista, con un passato politico come eurodeputato dei Verdi, ha continuato: “E’ imbarazzante la posizione del cancelliere Kurz che vorrebbe chiudere i confini esterni dell’Ue che l’Austria appunto non ha. Lo stesso vale per la proposta di campi profughi in Libia che Tripoli ovviamente non accetterà” riferendosi alla proposta del Ministro degli Interni Matteo Salvini dopo la visita in Libia dei giorni scorsi. Secondo Messner, “bambini di sei anni affrontano problemi in questo modo“.

Dura la presa di posizione verso il cancelliere Kurz, accusato dall’alpinista “di aver promesso di riportare l’Ungheria in Europa, mentre sta portando l’Austria verso l’Ungheria“. Contro il premier austriaco Messner si era già espresso in passato, criticandone proprio la politica antieuropeista in occasione della proposta del Governo di Vienna di rilasciare la cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca. 

Secondo il Re degli 8000 “non si rendono conto che così distruggiamo l’Ue. Purtroppo la storia si ripete e l’Europa ogni 20-30 anni fa un passo indietro, per la gioia di Trump e Putin“, conclude.
   

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Passaporto austriaco agli altoatesini? Vienna frena https://www.montagna.tv/cms/121264/passaporto-austriaco-agli-altoatesini-vienna-frena/ https://www.montagna.tv/cms/121264/passaporto-austriaco-agli-altoatesini-vienna-frena/#respond Sun, 01 Apr 2018 08:00:46 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=121264 Lo scorso dicembre, il neo eletto governo austriaco, guidato da Sebastian Kurtz, aveva lanciato la proposta di dare la doppia cittadinanza italo-austriaca agli abitanti dell’Alto Adige di lingua tedesca e ladina.

Un’ipotesi che aveva trovato forti sostenitori nei separatisti sudtirolesi, ma anche diversi detrattori non solo tra i politici, ma anche nel mondo dell’alpinismo e dello sport (tra cui Reinhold Messner, Gustav Toni e gli atleti altoatesini della nazionale italiana).

Ora, in vista delle elezioni provinciali in Alto Adige che si terranno il prossimo autunno, pare che Vienna abbia deciso di tirare il freno, almeno per il momento. Ad annunciarlo il quotidiano Tiroler Tageszeitung.

Il gruppo di lavoro, voluto dal ministro degli esteri austriaco Karin Kneissl, dovrà infatti verificare la fattibilità della proposta di doppia cittadinanza italo-austriaca per i sudtirolesi di lingua tedesca e ladina, come anche gli eventuali diritti e doveri dei neo cittadini austriaci. Il parere degli esperti è atteso ancora prima dell’estate, ma – scrive il giornale – il cancelliere Sebastian Kurz, la ministra Kneissl e il governatore altoatesino Arno Kompatscher hanno concordato che il parlamento di Vienna non intraprenderà nessun’altra iniziativa prima delle provinciali in Alto Adige.

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L’Alto Adige vuole Cortina D’Ampezzo, depositato ddl per l’annessione https://www.montagna.tv/cms/121175/lalto-adige-vuole-cortina-dampezzo-depositato-ddl-per-lannessione/ https://www.montagna.tv/cms/121175/lalto-adige-vuole-cortina-dampezzo-depositato-ddl-per-lannessione/#comments Tue, 27 Mar 2018 05:59:17 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=121175 Insediati in parlamento da pochi giorni, freschi di nomina dei presidenti delle Camere, i neo-senatori altoatesini della Svp Meinhard Durnwalder, nipote dell’ex governatore dell’Alto Adige Luis Durnwalder, e i colleghi Dieter Steger e Juliane Unterberger hanno presentato un disegno di legge costituzionale affinché Cortina D’Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia siano annessi all’Alto Adige.

Non lo sapevo – ha dichiarato al Corriere Della Sera il sindaco ampezzano Gianpietro Ghedinafrancamente non siamo stati contattati anche se conosco Meinhard Durnwalder. E comunque la questione del passaggio all’Alto Adige non è proprio all’ordine del giorno. Come ho avuto modo di dire a Luca Zaia, per noi quella partita è sospesa. Siamo concentrati su ben altro: i mondiali 2021. E poi non dimentichiamo che abbiamo ancora una partita aperta, quella dell’autonomia del Veneto”.

Il ddl ora proposto era stato scritto dall’ex senatore Karl Zeller a seguito del referendum che nel 2017 vide i comuni interessati esprimersi a favore dell’annessione. “All’epoca dei referendum non se ne fece nulla, non c’erano le condizioni politiche, visto che anche i nostri alleati del Pd erano spaccati su questo tema – spiega Zeller –. Ora invece c’è l’importante precedente di Sappada. E, in più, se dovesse profilarsi un’alleanza tra Cinque Stelle e Lega il quadro politico potrebbe essere favorevole. I pentastellati sono schierati in favore della democrazia diretta, e qui si tratta di dar seguito all’esito di un referendum, e non escludo che anche la Lega possa essere favorevole a questa scelta di distacco. Staremo a vedere, in ogni caso i tempi saranno necessariamente lunghi”.

Zeller fa riferimento al precedente del Comune di Sappada transitato nel novembre del 2017 dalla Regione Veneto, a cui apparteneva, al Friuli Venezia Giulia. Anche in qual caso, c’era stato un referendum (ben 10 anni prima) con cui il comune ex bellunese aveva chiesto chiedeva di cambiare Regione.

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L’Agenda Ambientalista rimette l’ambiente al centro del dibattito politico https://www.montagna.tv/cms/119573/lagenda-ambientalista-rimette-lambiente-al-centro-del-dibattito-politico/ https://www.montagna.tv/cms/119573/lagenda-ambientalista-rimette-lambiente-al-centro-del-dibattito-politico/#respond Fri, 02 Mar 2018 10:00:31 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=119573 L’ambiente è uno degli argomenti più marginali nell’attuale campagna elettorale. Se ne parla poco e quando se ne parla lo si fa in maniera veloce e superficiale. L’argomento occupa infatti solo qualche trafiletto all’interno dei principali quotidiani e telegiornali italiani. Uno spazio riempitivo e marginale a cui 23 associazioni – tra cui Mountain Wilderness, Legambiente, Wwf, Greenpeace e Lipu – hanno deciso di ribellarsi. L’obiettivo è quello di riportare l’ambiente al centro del dibattito.

Per farlo hanno lanciato l’Agenda Ambientalista per la ri-conversione ecologica del Paese 2018: «50 proposte formulate dalle associazioni ambientaliste su energia, rifiuti, bonifiche, mobilità, consumo di suolo, agricoltura, parchi e paesaggio». Secondo le associazioni promotrici l’agenda serve a stimolare nelle compagini politiche la necessità di «un nuovo patto di sviluppo basato sul connubio inscindibile tra la dimensione ecologica e quella economica e sociale». Le associazioni parlano «dando voce ai milioni di cittadini italiani che ogni giorno scelgono di prendersi cura dei beni comuni e del futuro del nostro Paese e di coloro che sono preoccupati per la situazione ambientale». Secondo l’Istat infatti «il 51,9% degli italiani è preoccupato per i cambiamenti climatici».

Vediamo quindi quali sono le proposte contenute nell’Agenda Ambientalista:

PIANO NAZIONALE DEL CLIMA, DELL’ENERGIA E DELLA MOBILITÀ:
Tra le cinquanta proposte spiccano «gli impegni ineludibili per il nuovo Governo per rispondere a quanto ci chiede l’Europa e il mondo», come la redazione del Piano Nazionale Clima e Energia, «che faccia conseguire l’Obiettivo 100% rinnovabili al 2050» e il varo del Piano Nazionale della Mobilità «per favorire la mobilità pulita, a cominciare dalla bicicletta e dalle auto elettriche, e ripensare le città, liberandole da congestione, dall’inquinamento e dalle emissioni di gas serra».

STRATEGIA NAZIONALE PER LA BIODIVERSITÀ:
Le associazioni chiedono la definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità «per conservare un patrimonio che non ha eguali in Europa – l’Italia ha il primato continentale per la varietà di specie e habitat – sottoposto a gravi fenomeni di bracconaggio e di speculazione nelle aree di pregio».

REVISIONE RADICALE DELLA PAC:
Chiedono inoltre alle forze politiche di «sostenere in sede comunitaria la revisione radicale della Politica Agricola Comune (PAC), basata sui principi dell’agroecologia e del benessere animale, evitando, tra l’altro, l’uso dei pesticidi nelle aree protette e vicino ai corsi d’acqua, mantenendo il divieto assoluto di prodotti OGM».

INCREMENTO DEI DELITTI AMBIENTALI:
Un particolare impegno viene poi richiesto nel prosieguo «del percorso avviato con l’introduzione del Codice Penale degli ecoreati, a cui andrebbero aggiunti nuovi “delitti ambientali” per la tutela della fauna protetta e l’istituzione di un Fondo nazionale per le bonifiche dei siti inquinati orfani – cioè senza più proprietario – sul modello del Superfund USA».

RILANCIO DEI PARCHI E NUOVI PIANI PAESAGGISTICI:
Per ridefinire e rilanciare il ruolo dei parchi nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, gli ambientalisti chiedono «la convocazione della Conferenza nazionale sulle aree protette ed il completamento dei nuovi Piani paesaggistici, sinora approvati da tre Regioni: Puglia, Sardegna e Toscana». Inoltre le associazioni chiedono di porre fine alle disposizioni che molte amministrazioni mettevano in campo furbescamente per aggirare la pianificazione urbanistica e consumare ulteriore suolo.

Le 50 proposte contenute nell’Agenda Ambientalista, che mirano alla «ri-conversione ecologica del Paese», sono raggruppate in 18 filoni tematici «che in questi giorni sono stati messi all’attenzione delle forze e dei movimenti politici che si candidano al governo dell’Italia». L’obiettivo è «costituire la base per un confronto con il futuro presidente del Consiglio incaricato, in occasione degli incontri con i corpi intermedi per la formazione del Programma di Governo» riportando così sulla scena politica le tematiche ambientali.

Di seguito l’elenco delle associazioni che hanno redatto e sottoscritto l’Agenda Ambientalista per la ri-conversione ecologica del Paese 2018:
Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, Fare Verde, Federazione Pro Natura, Federazione Italiana Amici della Bicicletta – FIAB, Forum Ambientalista, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridica Onlus, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, Slow Food Italia, TCI, VAS, WWF.

Ai seguenti link potete trovate la versione integrale e la versione sintetica dell’Agenda Ambientalista.

 

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Montagna ed Elezioni – di Stefano Ardito https://www.montagna.tv/cms/119630/montagna-ed-elezioni-di-stefano-ardito/ https://www.montagna.tv/cms/119630/montagna-ed-elezioni-di-stefano-ardito/#comments Fri, 02 Mar 2018 06:00:34 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=119630 di Stefano Ardito 

 

Il simbolo di un movimento politico, dall’inizio della campagna elettorale, si è imposto all’attenzione di escursionisti e alpinisti. E’ quello di Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice che è diventato famoso in tutta Italia dopo il terremoto del 2016, e si è candidato a presidente della Regione Lazio

Nel simbolo di Pirozzi, accanto al suo nome, campeggia la suola di uno scarpone. Un simbolo che ricorda la schiettezza e il rapporto con la terra del personaggio. E che propone di dare una pedata ai mali del Lazio e dell’Italia. I punti del suo programma, infatti si chiamano “un calcio alla malasanità”, “un calcio alla crisi” e via elencando

Rischia di restare deluso, però, chi pensa che quello scarpone elettorale abbia a che fare con la montagna. Amatrice è a mille metri di quota, ai piedi dei Monti della Laga e di fronte ai Sibillini. Quando parla di sport (“un calcio alla vita sedentaria”) il sindaco Pirozzi, di mestiere allenatore di calcio, parla solo di palazzetti e di piste. Sentieri, pareti e pendii innevati non ci sono. 

Se il sindaco di Amatrice piange, Nicola Zingaretti (PD) non ride. Anche nel programma del governatore uscente del Lazio, che è riuscito con un duro e meritorio lavoro a ridurre l’enorme deficit sanitario della Regione, la montagna semplicemente non c’è. Alla voce “turismo” si parla di promozione e marketing, si cita un “nuovo Grand Tour del Lazio”, si propone un Politecnico del Mare a Ostia.  

Non è un caso, purtroppo. Nessuno nega l’importanza della sanità, del lavoro, della ricostruzione post-terremoto. In materia di montagna, però, la Regione Lazio tace da anni. I sentieri languono, i parchi pure, la legge sulle guide e gli accompagnatori non si fa lasciando campo libero all’abusivismo. 

Tra la Ciociaria e il Terminillo, gli unici interventi pubblici sono quelli per costruire nuovi skilift. Lo sviluppo della montagna manca anche nei programmi di Roberta Lombardi (5 Stelle) e di Stefano Parisi (Centro-destra), i due candidati che contendono a Zingaretti e Pirozzi la poltrona.  

A livello nazionale le cose non vanno meglio. La montagna, nelle sue sfaccettature (acque, ambiente, risorse, allevamento, turismo, lavoro…) non compare quasi mai nei programmi di movimenti e partiti. 

Tra le “100 cose fatte, 100 cose da fare” del PD si parla delle quattro ciclovie nazionali, tutte in pianura. Nel programma di Liberi e Uguali, eredi di parte della tradizione dei Verdi, il turismo sostenibile c’è, ma in modo assolutamente generico. 

Anche nel programma della Lega di Matteo Salvini, saldamente radicata in molte valli, alla voce ambiente compaiono solo temi urbani, dagli scarichi delle auto al trasporto pubblico. Nel chilometrico programma del Movimento 5 Stelle si parla di turismo lento e di governance dei parchi, ma la montagna in quanto tale non c’è. 

L’unica corsa nella quale i temi della montagna sembrano avere un ruolo è quella per la Regione Lombardia. Nel programma di Giorgio Gori (Centrosinistra) si parla di sviluppo integrato della montagna lombarda, di ciclabili e sentieri, di disciplina dei canoni idrici, di valorizzazione del patrimonio forestale. E di una “strategia per selezionare le località sciistiche su cui puntare per i prossimi 30 anni”. 

Il suo competitor Attilio Fontana, leghista che corre per il Centrodestra, affronta il tema con più dettaglio. Tra gli interventi previsti, sono interessanti quelli a favore dei giovani imprenditori di montagna e della valorizzazione in chiave turistica e culturale. 

Se verrà eletto, Fontana farà del 2018 l’Anno della Montagna. Secondo lui, occorre valorizzare “i rifugi lombardi come luoghi unici”, e “le professionalità di guide alpine, maestri di sci, rifugisti e agricoltori di montagna”. 

Tornando verso l’Appennino, la montagna ridiventa remota. Se ne parla poco o nulla nella campagna per la Camera e il Senato nelle Marche e in Umbria. Non se ne parla quasi per niente in Abruzzo, dove al dramma dei terremoti recenti si somma la tragedia di Rigopiano. 

“L’Abruzzo al governo”, il programma con cui il governatore Luciano D’Alfonso si candida al Parlamento nazionale compaiono temi sacrosanti come il ripopolamento ittico dell’Adriatico, l’approvvigionamento energetico e il suo rapporto con la tutela del paesaggio, la bonifica dei siti industriali dismessi e dei fiumi e la riqualificazione edilizia delle città. 

Dei temi della montagna (prevenzione delle valanghe, pulizia delle strade dalla neve, turismo nella natura e nei parchi) non c’è traccia. In compenso, due settimane prima del voto, la Giunta Regionale ha stanziato sei milioni di euro per il collegamento tra le piste da sci di Ovindoli e di Campo Felice

Un intervento di enorme impatto ambientale, nel cuore del Parco Sirente-Velino, che a causa della natura del terreno non aggiungerebbe che pochi metri sciabili ai due comprensori. Per presentarli come una stazione unica, copiando dall’Alto Adige, si potrebbero fare piuttosto una metropolitana o un trenino. 

Qualunque soluzione si scelga, per collegare due bacini sciistici, sei milioni di euro (il costo di una seggiovia medio-piccola) non servono a nulla. Possono essere un primo passo, ma poi di soldi ce ne vorrebbero molti di più. Per averli – sembra voler dire il provvedimento approvato – bisogna votare dalla parte giusta. Una logica che riporta a campagne elettorali lontane.    

 

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Enrico Martinet, dialogando sulla montagna https://www.montagna.tv/cms/119751/enrico-martinet-dialogando-sulla-montagna/ https://www.montagna.tv/cms/119751/enrico-martinet-dialogando-sulla-montagna/#respond Thu, 01 Mar 2018 11:00:17 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=119751 L’attuale classe politica è confusa, forse più confusa dei cittadini. Se già è drammatico il disorientamento che abbiamo noi cittadini, lascia ancora più attoniti vedere la confusione della classe politica. Un caos che deriva da una crisi di identità con radici abbastanza lontane.  

Inizia così il dialogo con Enrico Martinet, giornalista de “La Stampa” e voce dei monti che da molti anni ormai accompagna i lettori grazie ai suoi articoli dedicati al mondo delle alte quote.

In Valle d’Aosta però le cose si complicano ulteriormente. Noi abbiamo lo stato speciale. Un’autonomia che ha i suoi anni ma ha un fondamento radicato. Ricordo che fino a qualche tempo fa c’era una distinzione tra partiti autonomisti e partiti nazionali. Distinzioni che oggi non esiste più. Oggi qualunque espressione politica si dice autonomista, tranne Casapound.

La Valle d’Aosta ha una reale concezione del suo territorio montano?

Certamente. Da noi non si deve pensare di fare una “politica per la montagna” perché la Regione è interamente montana. Chi deve governare la Regione fa i conti tutti i giorni con questo territorio, con le sue difficoltà e con i cuoi pregi. Qualunque programma politico tiene conto del fatto che l’altitudine media della Valle d’Aosta è 2000 metri. È molto importante per il turismo, per l’agricoltura e la zootecnia che alla fine sono collegate al turismo e fanno parte di un’economia tradizionale molto radicata che è quella degli alpeggi.

Gli alpeggi e l’economia tradizionale fanno si che le nostre montagne vengano mantenuto e curate permettendo di mantenere il territorio e prepararlo ad accogliere i turisti.

A livello nazionale invece, credi nell’esigenza di una politica montana?

La montagna è improvvisamente tornata di moda. C’è l’UNCEM che sta facendo una politica molto pressante. Ogni giorno dicono qualcosa sulla montagna. Esistono osservatori montani, esiste un’attenzione per la montagna a livello europeo. Una cosa un tempo impensabile.

Tutto questo da una possibilità anche all’Italia che non sa di essere una terra di montagna, ma lo è. Nel nostro Paese oltre 10 milioni di persone vivono nelle terre alte e, addirittura, ora si sta pensando di legare le politiche delle Alpi a quelle degli Appennini… una cosa davvero interessante.

Un tempo il cittadino utilizzava la montagna unicamente per fare villeggiatura. Oggi invece quando parli di Alpi parli di Torino. Una volta le città alpine erano Bressanone e Bolzano, non era quasi concepibile parlare di Torino o Milano come montagna. Se ne parla da poco perché ci si è resi conto che tutto quel che accade in montagna si riverbera sulla pianura. Eventi come la mancanza di acqua sono fenomeni che partono dalle montagne. Se ne discute spesso nei dibattiti politici, le Alpi sono sempre più nominate anche a Roma.

Quanto è importante che a Roma si parli di Alpi?

È fondamentale nella speranza che questo ci permetta di riflettere sulla possibilità di fare una politica europea a prescindere dai confini perché si deve capire che se il problema ce l’ho io al Sud, ce l’avraia cnhe tu al Nord.

Credi che si sia già compresa questa necessità di lavorare insieme?

Diciamo che si sta iniziando a capire che questa può essere la migliore soluzione per la montagna. Serve per fare allargare la visione del territorio. Non ha senso parlare della politica valdostana senza includere anche Bolzano.

Però il fatto di aver problemi comuni non significa essere tutti italiani o francesi, significa affrontarli in modo unitario mantenendo però le proprie identità. Per questo stiamo assistendo al ritorno dei dialetti, delle piccole lingue studiate all’università e tutelate dall’UE. Sono patrimoni conservati in montagna, nelle zone più difficili da abitare. Sono prova che le montagne conservano le nostre radici. È come un albero che conserva le radici nella chioma, un controsenso, ma è proprio nelle Alpi che dobbiamo trovare le nostre radici e per questo vanno preservate.

Hai in mente un nome per la montagna?

Non ne vedo, per adesso non vedo un grande nome per la montagna. L’unico che potrei citare è Alexander Langer che aveva capito l’importanza delle Alpi. Aveva colto molto prima di altri cosa volesse dire “identità di popolo” e “identità di ambienti e territori”. Non era per il partito del “no”, era per il partito della conoscenza.

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