Cronaca – Montagna.TV https://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 20 Dec 2018 16:55:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Cabinovia bloccata a Courmayeur, il video dell’intervento del Soccorso Alpino https://www.montagna.tv/cms/134311/cabinovia-bloccata-a-courmayeur-il-video-dellintervento-del-soccorso-alpino/ https://www.montagna.tv/cms/134311/cabinovia-bloccata-a-courmayeur-il-video-dellintervento-del-soccorso-alpino/#respond Wed, 19 Dec 2018 14:59:38 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134311 La telecabina di Plan Checrouit, a Courmayeur, è rimasta bloccata ieri pomeriggio: sono state evacuate due cabine, con a bordo rispettivamente sei e due persone. Nessuno necessita di intervento sanitario.

Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino valdostano con il personale degli impianti a fune. L’elicottero ha portato le guide sui tetti delle cabine ed è stata attivata la procedura di evacuazione con funi e carrucola. L’impianto rimasto bloccato porta gli sciatori dai 1.704 metri di Plan Checrouit ai 2.256 del Col Checrouit.

Il video dell’intervento di soccorso:

 

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Uccise, scuoiò ed appese ad un cartello stradale un lupo, incastrato dal DNA il presunto colpevole https://www.montagna.tv/cms/134298/uccise-scuoio-ed-appese-ad-un-cartello-stradale-un-lupo-incastrato-dal-dna-il-presunto-colpevole/ https://www.montagna.tv/cms/134298/uccise-scuoio-ed-appese-ad-un-cartello-stradale-un-lupo-incastrato-dal-dna-il-presunto-colpevole/#comments Wed, 19 Dec 2018 12:35:03 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134298 Aveva catturato un lupo con un laccio e scuoiato con un coltello a lama corta, quindi lo aveva appeso ad un cartello stradale per le zampe. Appeso accanto un cartello con scritto “No agli abbattimenti, sì alla prevenzione”.

Un macabro fatto di cronaca successo nell’aprile del 2017 nel territorio del Comune di Suvereto, nel livornese, che oggi ha un presunto colpevole: si tratta di un giovane di Riotorto (Livorno) al quale è stato notificato l’avviso di conclusione indagini in relazione al procedimento per i reati di uccisione di animale e furto venatorio.

Il ragazzo è stato individuato dai carabinieri del nucleo forestale di Grosseto e dai Ris grazie al DNA, tecnica solitamente utilizzata per altri reati, ma ad oggi mai impiegata per casi simili. Il materiale genetico ha trovato sull’animale ha permesso di tracciare un profilo genetico del responsabile e fare una comparazione, che ha poi portato al giovane. Successivi accertamenti hanno permesso di attribuire all’indagato anche le impronte digitali lasciate sul cartello. Altre prove sono state rinvenute da una perquisizione dell’azienda di proprietà del presunto responsabile e da successive ispezioni sui pascoli uttilizzati all’epoca dei fatti. 

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A Monteviasco, il paesino isolato dopo lo stop della funivia, arrivano in soccorso i boyscout per pulire i rifiuti https://www.montagna.tv/cms/134249/a-monteviasco-il-paesino-isolato-dopo-lo-stop-della-funivia-arrivano-in-soccorso-i-boyscout-per-pulire-i-rifiuti/ https://www.montagna.tv/cms/134249/a-monteviasco-il-paesino-isolato-dopo-lo-stop-della-funivia-arrivano-in-soccorso-i-boyscout-per-pulire-i-rifiuti/#respond Wed, 19 Dec 2018 05:00:02 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134249 Lo scorso weekend il gruppo boy scout di Luino ha compiuto un’escursione fino a Monteviasco (VA), borgo dell’Alto Varesotto balzato alle cronache nazionali lo scorso novembre per la tragica morte del manovratore della funivia Piero-Monteviasco.

Non si è trattato solo di una gita di piacere per i ragazzi (e per i sette abitanti del paese che finalmente hanno potuto godere di un po’ di compagnia) ma di un grande gesto di solidarietà. I 12 boy scout, tutti tra i 16 e i 19 anni, sotto la guida di Alessia Petrolo e Tommaso Rodari, si sono infatti impegnati nel ripulire le stradine del borgo.

Sono arrivati a Monteviasco nella giornata di sabato, ospiti della baita di Giulio Mantovani, ex presidente della Cooperativa “Montagna Viva”. Dopo aver preparato una cena a base di pizzoccheri, si sono riposati per ripartire all’indomani carichi di energie nella pulizia del paese. Hanno svuotato i bidoni della raccolta differenziata e sono scesi a valle con i sacchi della spazzatura sulle spalle.

Siamo abituati a fare questi servizi” – ha precisato Alessia Petrolo – “per noi è sempre importante chiedere se serve qualcosa alle comunità locali che visitiamo, e così è stato anche questa volta”.

Nel frattempo giungono buone notizie anche dalla Regione Lombardia che sembra aver individuato un percorso che possa consentire di trovare finanziamenti e avviare il progetto di riapertura della funivia.

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Neve e Jack, due cuccioli salvati in un dirupo vicino Erto https://www.montagna.tv/cms/134245/neve-e-jack-due-cuccioli-salvati-in-un-dirupo-vicino-erto/ https://www.montagna.tv/cms/134245/neve-e-jack-due-cuccioli-salvati-in-un-dirupo-vicino-erto/#comments Tue, 18 Dec 2018 09:07:58 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134245 border collie, salvataggio, erto, cnas, vigili del fuoco
Neve e Jack finalmente in salvo

Neve e Jack, due border collie dispersi da una settimana nei dintorni di Erto (PN), sono stati salvati attraverso un intervento congiunto della stazione Valcellina del Soccorso Alpino e Speleologico e del gruppo SAGF dei Vigili del fuoco.

I cani sono stati avvistati in un dirupo roccioso, poco distante dalla falesia su cui era in corso una esercitazione dei tecnici del Soccorso Alpino e speleologico.

Per portarli in salvo è stato necessario l’intervento di un elicottero partito da Venezia che ha portato sul posto una squadra di Vigili del Fuoco. Tre soccorritori del CNSAS sono stati a loro volta prelevati dal velivolo e condotti insieme ai vigili sul dirupo, per collaborare al recupero in sicurezza dei cani. I tecnici del soccorso alpino hanno assicurato con manovre di corda la risalita in un primo tratto di circa trenta metri di roccia, poi hanno accompagnato a piedi Jack e Neve lungo un terreno particolarmente ripido, per circa centocinquanta metri di dislivello fino al velivolo.

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Cervinia, fermato ladro seriale di sci sulle piste https://www.montagna.tv/cms/134231/cervinia-fermato-ladro-seriale-di-sci-sulle-piste/ https://www.montagna.tv/cms/134231/cervinia-fermato-ladro-seriale-di-sci-sulle-piste/#comments Mon, 17 Dec 2018 12:50:28 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134231 È stato denunciato per furto aggravato continuato un trentatreenne di Varese sorpreso a rubare sci sulle piste di Cervinia.

L’uomo è stato fermato dagli agenti della polizia alla fine della pista con un paio di sci in spalla, appena rubati di fronte ad un bar del comprensorio. Il reato era stato pochi minuti prima segnalato dallo stesso proprietario, che aveva fornito una descrizione dettagliata del ladro visto mentre sottraeva gli sci.

Bloccato dalla polizia, l’uomo ha inizialmente negato, sostenendo che gli sci fossero di scorta. Da un successivo controllo è emerso che anche gli sci che aveva ai piedi erano stati rubati poco prima davanti ad un altro locale.

Gli sci sono stati restituiti all’uomo che aveva sporto denuncia, mentre l’altro paio è ancora in mano agli agenti in attesa di rintracciare il proprietario.

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Ritrovati senza vita i due escursionisti dispersi da martedì sulle montagne del tarvisiano https://www.montagna.tv/cms/134115/ritrovati-senza-vita-i-due-escursionisti-dispersi-da-martedi-sulle-montagne-del-tarvisiano/ https://www.montagna.tv/cms/134115/ritrovati-senza-vita-i-due-escursionisti-dispersi-da-martedi-sulle-montagne-del-tarvisiano/#comments Fri, 14 Dec 2018 17:20:15 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134115 Aggiornamento ore 18.20 14/12 – Sono stati trovati senza vita i due escursionisti triestini dispersi da martedì nella zona del Monte Lussari nel tarvisiano.

Dopo dieci ore di lavoro ininterrotto sotto la neve e il vento, i soccorritori -in tutto una sessantina di uomini tra Soccorso Alpino e Speleologico (Gruppo Ricerca e Unità Cinofile), Guardia di Finanza (con Unità Cinofile), Vigili del Fuoco, Carabinieri e Corpo Forestale regionale – stanno ora espletando le ultime formalità a conclusione dell’intervento.

E’ stato l’elicottero della Protezione Civile ad avvistare durante un sorvolo intorno alle 15 il colore blu di una ciaspola in una pozza di acqua del Rio Prasnig ad una quota di 1125 metri. Grazie ad una seconda rotazione e a una breve sosta in hovering nei pressi del Canale Prasnig si è potuto intuire anche la presenza di una giacca e una verosimile sagoma, in parte ricoperta dalla neve. Dall’elicottero si è potuto dunque guidare con precisione una delle squadre di terra fino al punto preciso del rio, che sarebbe stato molto difficile avvistare in una prospettiva ad altezza terreno, se non arrivandovi precisamente nei pressi.

Stando alle ricostruzioni effettuate e sulla base degli indizi raccolti nei giorni precedenti, i due escursionisti, dopo aver preso la traccia nera che da Sella Prasnig (circa 1491 metri) va verso Malga Lussari, hanno deviato calandosi lungo il canale del Rio Prasnig e ad un certo punto sono scivolati cadendo entrambi fino al punto del ritrovamento a circa tre quarti del canale stesso, dove giacevano entrambi riversi, in parte immersi, in parte coperti dalla neve caduta nelle ultime ore. L’area del ritrovamento coincideva con quella a cui hanno condotto entrambi i cani, il secondo dei quali si era fermato ad abbaiare al di sopra di un salto.

Le salme dei due escursionisti sono state recuperate dall’elicottero della Protezione Civile e questa sera rimarranno a Tarvisio.

 


13/12 ore 14.30 – Si cercano da ieri sera due escursionisti nel tarvisiano. I due, un uomo ed una donna, avevano riferito ai familiari di andare a fare un’escursione martedì 11 dicembre nella zona del Monte Lussari, ma mercoledì 12 dicembre non sono rientrati al lavoro.

Le ricerche sono partite nel tardo pomeriggio di mercoledì. L’automobile, una BMW nera, è stata individuata in località Valbruna ai Prati Oitzinger, da dove nasce una pista forestale che conduce al Monte Lussari. I telefoni cellulari non risultano raggiungibili.

Sono intanto stati ritrovati i due cani che avevano con sé, anche grazie alla segnalazione di una signora che li aveva sentiti abbaiare in Val Saisera. I cani sono stati ritrovati a Prato Kober, a quota 1075 metri, non distante dal sentiero 616 e a circa un chilometro e mezzo in linea d’aria da dove è stata ritrovata parcheggiata l’automobile (Prati Oitzinger).

Le ricerche ora si stanno indirizzando tra Sella Prasnig e la Cima del Cacciatore, dove i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico hanno individuato alcuni segni di passaggio in corrispondenza di una traccia di sentiero nera. E’ qui che infatti risulta l’ultimo agganciamento della cella telefonica del cellulare degli escursionisti. Quella traccia nera presenta dei tratti difficili e esposti. Ora l’elicottero sta effettuando una ulteriore perlustrazione in quell’area attorno a Cima del Cacciatore.

Circa mezz’ora fa è scattata anche la ricerca con l’Unità Cinofila Molecolare dall’automobile ritrovata ai Prati Oitzinger. Secondo gli esperti delle altre Unità Cinofile operative è infatti difficile che i cani dei ragazzi possano ora ricondurre a loro, dato che sono molto stanchi e stressati.

Su posto per le perlustrazioni ci sono in tutto circa venticinque uomini, quindici dei quali del Soccorso Alpino e Speleologico di Cave del Predil, oltre a due Unità Cinofile della Guardia di Finanza e da questa mattina, giunto da Tolmezzo, l’elicottero della Protezione Civile.

Si stanno battendo anche tutti i ricoveri, compresi quelli più lontani come il ricovero invernale del Rifugio Pellarini, calcolando che i due potrebbero aver cambiato idea sull’escursione e sul pernottamento.

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“Salvate l’orso marsicano”. Il disperato appello del WWF dopo la tragedia della vasca in Abruzzo https://www.montagna.tv/cms/134090/salvate-lorso-marsicano-il-disperato-appello-del-wwf-dopo-la-tragedia-della-vasca-in-abruzzo/ https://www.montagna.tv/cms/134090/salvate-lorso-marsicano-il-disperato-appello-del-wwf-dopo-la-tragedia-della-vasca-in-abruzzo/#comments Fri, 14 Dec 2018 07:00:52 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134090 A seguito della tragica morte di un’orsa e dei suoi due cuccioli, annegati in una vecchia vasca per la raccolta dell’acqua piovana nel Comune di Villavallelonga (AQ), lo scorso lunedì il WWF Italia ha inviato una lunga nota a tutte le prefetture presenti lungo l’areale dell’orso bruno marsicano (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Roma, Rieti, Frosinone, Isernia, Macerata, Ascoli Piceno, Perugia), ai Parchi Nazionali d’Abruzzo Lazio e Molise e della Majella, ai Parchi regionali dei Monti Simbruini e del Sirente-Velino, alle Riserve Naturali Regionali delle Gole del Sagittario, del Monte Genzana e Alto Gizio, di Zompo lo Schioppo, del Lago di San Domenico e Lago Pio, all’Autorità di gestione del Patom, alle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Molise e Umbria e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

All’interno del documento l’associazione ha voluto richiedere agli Enti se sia stata stilata una lista di tutte le situazioni di pericolo, similari alla vasca di Villavallelonga, entro l’areale dell’orso bruno marsicano, al fine di predisporre i necessari interventi e monitoraggi. Un invito dunque alla collaborazione sul territorio, mettendo in opera ogni intervento possibile per la tutela del grande mammifero, in ottemperanza del principio di precauzione.

La tutela dei circa 50 esemplari di Orso bruno marsicano sopravvissuti richiede scelte decise e coraggiose” – dichiara  il WWF – “azioni concrete che non possono essere vanificate dallo sviluppo di impianti sciistici o dagli interessi dei gestori delle aziende faunistico-venatorie del versante laziale del Parco o, peggio, dal non spendere mille euro per chiudere una vasca“.

L’Associazione ambientalista è in realtà da più di un anno attiva nella richiesta di convocazione degli Stati generali dell’Orso che, ai massimi livelli istituzionali, dovrebbero definire una lista di interventi da compiere nel breve, medio e lungo termine per assicurare la conservazione dell’orso nell’Appennino centrale. Le azioni da mettere in atto sono già state delineate nell’ambito del PATOM, ma è necessario “passare dalle parole ai fatti”.

In tal senso, il WWF si è dichiarato disponibile a collaborare anche economicamente, agli interventi di messa in sicurezza definitiva e a monitorare la conclusione e l’efficacia dei lavori realizzati”.

E alcuni interventi a cura delle sezioni locali dell’Associazione sono già stati effettuati nell’area dell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, dove il personale in collaborazione con il Comune di Anversa degli Abruzzi, ha effettuato una serie di controlli sul territorio di sua competenza e in quello immediatamente limitrofo, al fine di identificare situazioni di pericolo per il grande mammifero appenninico. Al momento sono state individuate due situazioni potenzialmente rischiose, e come nel caso di Villavallelonga si tratta di punti di approvvigionamento idrico artificiale laddove è bene rafforzare la sicurezza. Un’ulteriore vasca segnalata dall’Associazione si trova al confine tra i Comuni di Ortona dei Marsi e Anversa degli Abruzzi.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza della vasca di Villavallelonga è stato effettuato un primo intervento in emergenza da parte dei guardia-parco, che hanno posizionato un recinto elettrificato e svuotato la vasca. Tale protezione risulta insufficiente, soprattutto in vista delle nevicate invernali che potrebbero danneggiare la recinzione e mettere fuori uso i pannelli solari che la alimentano. L’Ente Parco ha dunque autorizzato un progetto per la chiusura dell’invaso con pietre, lavori iniziati da poco e da compiere con estrema velocità prima dell’arrivo dell’inverno.

Oltre all’appello inviato sul territorio lo scorso lunedì, il 5 dicembre il WWF ha anche inviato un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano nel quale ripercorre l’intera vicenda della vasca di Villavallelonga, in cui si dichiara che istituzioni e privati indicati come proprietari della vasca, fossero già a conoscenza della situazione di pericolo. Nel 2010 altri due orsi erano infatti morti nel medesimo modo. A seguito di quel primo tragico evento è stato posizionato nel 2012 un recinto attorno alla vasca,  che ha ceduto nel tempo. Nell’ agosto del 2018 l’associazione Salviamo l’Orso aveva informato l’Ente Parco della rinnovata situazione di pericolo, con conseguente richiesta da parte del Parco ai proprietari dell’area di intervenire. Procedimento non effettuato prima del tragico epilogo dello scorso novembre. Solo il 16 novembre il Comune di Villavallelonga ha intimato i proprietari di procedere alla messa in sicurezza attraverso un’apposita ordinanza. Il WWF nell’esposto ha annunciato di essere pronto a costituirsi parte civile, nel caso si arrivi a un procedimento.

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Dopo 30 anni il Pumori restituisce i corpi di due alpinisti https://www.montagna.tv/cms/133957/dopo-30-anni-il-pumori-restituisce-i-corpi-di-due-alpinisti/ https://www.montagna.tv/cms/133957/dopo-30-anni-il-pumori-restituisce-i-corpi-di-due-alpinisti/#comments Thu, 13 Dec 2018 05:00:50 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133957 Dopo 30 anni i corpi di due alpinisti islandesi, Kristinn Runarsson e Thorsteinn Gudjonsson, sono stati ritrovati da un alpinista americano alla base di un ghiacciaio lungo le pendici della vetta himalayana del Pumori (7161 m), al confine tra Nepale e Tibet. La notizia è stata divulgata dal terzo componente della spedizione sul Pumori dell’ottobre 1988, l’ufficiale della  Chiesa scozzese Steve Aisthorpe

Il ritrovamento dei resti di Thorsteinn and Kristinn dopo così tanti anni ha inevitabilmente portato a galla tante emozioni in tutti coloro che hanno conosciuto e amato questi fantastici ragazzi” – ha dichiarato Aisthorpe, spiegando poi nel dettaglio come i corpi dei due alpinisti siano stati portati verso valle dal movimento del ghiacciaio in fase di arretramento. I resti sono stati cremati a Kathmandu e poi riportati in Islanda.

Aisthorpe, che all’epoca era un missionario, era stato costretto ad abbandonare il suo tentativo di vetta a causa di una caduta ma aveva incoraggiato i due amici a proseguire senza di lui. Nel corso della discesa era stato assalito da uno strano presentimento, decidendo così di tornare verso di loro. “Ho sperato con tutto me stesso che Kristinn and Thorsteinn fossero scesi sani e salvi da lassù e che stessero dormendo nei loro sacchi a pelo nella minuscola tenda da campo rossa” – racconta – “Una volta giunto in un punto da cui mi fosse possibile vedere il loro campo ho iniziato a urlare al massimo della mia voce. Le mie chiamate risuonavano con un forte eco tra le rocce e il ghiaccio per poi sparire. Ma il silenzio era palpabile”.

La posizione delle corde doppie suggerivano che i due avessero raggiunto la vetta o che comunque fossero giunti nelle vicinanze. La macchina fotografica ritrovata nella tasca di uno dei due dispersi è stata ora inviata ad esperti perché possano analizzare il contenuto ed eventualmente fornire informazioni sulla loro morte.

All’epoca della scomparsa la fidanzata di Runarsson era incinta. “Cinque mesi dopo che fu dichiarato il suo decesso, Kristinn è praticamente tornado tra noi. Suo figlio è la sua copia.” – ricorda emozionato suo padre, aggiungendo un particolare sulla vicenda – “Kristinn e Thornsteinn avevano detto agli amici che se fosse successo qualcosa, la montagna li avrebbe dovuti tenere con sé. Non volevano mettere a rischio altre persone per salvarli”.

 

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Il commovente addio di Mauro Corona a Roci, piccolo amico a quattro zampe https://www.montagna.tv/cms/134036/il-commovente-addio-di-mauro-corona-a-roci-piccolo-amico-a-quattro-zampe/ https://www.montagna.tv/cms/134036/il-commovente-addio-di-mauro-corona-a-roci-piccolo-amico-a-quattro-zampe/#comments Wed, 12 Dec 2018 09:24:33 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=134036 Mauro Corona, Erto, Roci, addioDopo 16 anni di avventure per boschi e montagne, il mio migliore amico Roci, bastardino dal muso dolce, se n’è andato con discrezione e silenzio.”

Qualche giorno fa Mauro Corona ha scelto di condividere con i quasi 400 mila follower della sua pagina Facebook un momento intimo e difficile, che molti di noi avranno vissuto almeno una volta nel corso della propria vita: la perdita di un piccolo amico a quattro zampe.

Un addio accompagnato dalla tenera immagine in bianco e nero di un Mauro giovane, in canotta sulla neve come siamo abituati a vederlo ancora oggi, che stringe tra le braccia il fedele compagno di avventure Roci. Un’immagine paterna di fronte alla quale, senza vergognarsi nell’ammetterlo, è inevitabile sentirsi empaticamente malinconici.

Garrese sotto al ginocchio, in salita é sempre stato il più forte dei due” – continua Corona nel suo post – “A dimostrazione che tenacia e amore battono il talento. Vigile e riservato, era vissuto così, quasi senza abbaiare”.

Poche righe che hanno suscitato oltre 1800 commenti di solidarietà, a conferma non solo dell’affetto che i fan provano nei confronti del montanaro di Erto ma anche della convinzione comune e condivisa che il cane sia davvero il migliore amico dell’uomo.

Dopo 16 anni di avventure per boschi e montagne, il mio migliore amico Roci, bastardino dal muso dolce, se n'è andato…

Gepostet von Mauro Corona – Official am Montag, 10. Dezember 2018

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Monteviasco, poche speranze per la riapertura della funivia e il paesino rimane isolato https://www.montagna.tv/cms/133911/monteviasco-poche-speranze-per-la-riapertura-della-funivia-e-il-paesino-rimane-isolato/ https://www.montagna.tv/cms/133911/monteviasco-poche-speranze-per-la-riapertura-della-funivia-e-il-paesino-rimane-isolato/#respond Tue, 11 Dec 2018 10:33:58 +0000 https://www.montagna.tv/cms/?p=133911 Ad un mese dalla tragedia della funivia Piero-Monteviasco, rimasta chiusa a seguito della morte del manovratore Silvano Dellea, rimasto vittima di un incidente sul lavoro lo scorso 12 novembre, i rilievi e le verifiche sull’impianto giungono al termine.

Il parere dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (organo di competenza del Ministero dei Trasporti) è chiaro e decisamente negativo: dopo il dissequestro la funivia non potrà tornare in funzione perchè “rappresenterebbe un pericolo per gli addetti ai lavori e i viaggiatori”.

La Procura della Repubblica di Varese ha intanto aperto un fascicolo iscrivendo numerose persone tra gli indagati per omicidio colposo.

Nel corso degli accertamenti sono state identificate gravi carenze strutturali e procedurali presso l’impianto di risalita, che andrebbero risolte prima della riapertura. Una situazione di non facile gestione che suona come una condanna per il futuro della località di Monteviasco. Grande l’impegno degli esercenti del posto, come i gestori del “Vecchio circolo”, che hanno deciso nonostante le difficoltà di tenere aperto il proprio ristorante per accogliere gli appassionati di trekking e dunque non fermare il turismo nella località montana.

Per cercare di trovare una soluzione al problema i sindaci del territorio, dai comuni di Luino, Maccagno, Pino, Veddasca, fino ad arrivare ad Agra e Dumenza, supportati dal presidente della Comunità Montana delle Valli del Verbano, Francesco Paglia, hanno in programma la creazione di un tavolo istituzionale, in cui sarà probabilmente coinvolto anche il Prefetto di Varese Enrico Ricci, per fare il punto della situazione e lanciare un appello alla Regione Lombardia per un intervento immediato.

Stiamo lavorando per istituire un confronto ma il nostro obiettivo è quello di operare per lo sviluppo del turismo” – spiega Paglia –  “Abbiamo totale fiducia nel lavoro della magistratura, il piano sul quale stiamo intervenendo è un altro, e non vogliamo che si mescoli con il resto. È un caso difficile, molto complesso, ma abbiamo il dovere di capire come risolvere questo problema e far ripartire la funivia, in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria”.

La necessità primaria appare quella di reperire risorse per rimettere a norma l’impianto.

Una funivia non può permettersi di mettere a rischio viaggiatori e lavoratori” – afferma Valerio Peruggia, sindaco di Dumenza – “e immagino la quantità di famiglie, bambini ed anziani che hanno viaggiato sull’impianto in questi anni. Noi, come unione dei comuni, possiamo fare ben poco, già facciamo fatica ad assumere persone, immaginiamo a gestire una struttura così. È necessario che l’impianto, dopo essere messo totalmente a norma, sia gestito da un ente più grande, è impensabile, come dico da anni, che lo possa fare da solo un comune come quello di Curiglia”.

Da dove arriveranno le risorse necessarie e quanto tempo servirà perché la piccola località montana di Monteviasco, che conta soltanto sette abitanti, possa tornare ad essere una perla dell’Alto Varesotto?

Difficile trovare risposte nell’immediato. L’iter per la riattivazione del servizio sarà lungo e articolato: bisognerà attendere in primo luogo uno stanziamento dei fondi, seguito dal passaggio di contributi e dalla gara d’appalto per avviare i lavori di messa in sicurezza e poi ancora richiedere le autorizzazioni per la riapertura ed emanare un bando per la gestione della funivia.

 

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