Alta quota – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 18 Jan 2018 11:43:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Marc Batard: per i suoi 70 anni di nuovo sull’Everest http://www.montagna.tv/cms/111608/marc-batard-per-i-suoi-70-anni-di-nuovo-sulleverest/ http://www.montagna.tv/cms/111608/marc-batard-per-i-suoi-70-anni-di-nuovo-sulleverest/#comments Thu, 03 Aug 2017 06:25:44 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=111608 Sono oramai diversi anni che  Marc Batard ha chiuso con l’alpinismo anche se da qualche tempo l’ex “sprinter dell’Everest” è ritornato sulle montagne.

Il 65enne francese infatti avrebbe in mente di tornare sull’Everest senza ossigeno per i suoi 70 anni. Per lui sarebbe la terza volta sul tetto del mondo.

Marc ha chiamato Pasang Naru, già otto volte sull’Everest e Tahar Manaï. Lunedì 31 luglio si sono allenati tutti insieme per la prima volta a Chamonix. Il primo test sarà salire il Monte Bianco dal versante italiano, poi l’anno prossimo l’Aconcagua, poi l’Annapurna, il Cho Oyu il Makalu e infine l’Everest, nel 2022 per soffiare sulle candeline per i 70 anni.

Marc Batard nel 1988 salì l’Everest dal lato sud in solitaria e senza ossigeno nel tempo record di 22 ore 29 minuti.

 

Foto in alto @Facebook Marc Batard

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Daniele Nardi e Tom Ballard sulla est del Linksar http://www.montagna.tv/cms/111380/daniele-nardi-e-tom-ballard-sulla-est-del-linksar/ http://www.montagna.tv/cms/111380/daniele-nardi-e-tom-ballard-sulla-est-del-linksar/#respond Mon, 31 Jul 2017 05:00:44 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=111380 È la catena montuosa del Saltoro Kangri, che fa parte del Karakorum, lo scenario della nuova spedizione di Daniele Nardi, l’alpinista già noto per aver scalato, fra le altre cime, Everest, K2, Broad Peak e Nanga Parbat e ambasciatore per i Diritti Umani nel Mondo, impegno che si traduce in progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan e prosegue in Italia con il progetto dell’Alta Bandiera dei Diritti Umani.

Obiettivo della spedizione “Trans Limes” è anche quello di esplorare l’area delle valli Kondus-Lachit-Kaberi, ringraziando le popolazioni che ospiteranno i membri della spedizione contribuendo a uno sviluppo turistico e culturale di questi luoghi.

Le montagne del Saltoro Kangri si trovano nella parte settentrionale del Kashmir, a nord-est della valle Charakusa, zona quindi contesa fra India, Pakistan e Cina e alpinisticamente pressoché vergine. L’area comprende numerose vette fra i 5900 e i 6500 metri e l’ambizione è quella di tentare la scalata dell’inviolata parete est del Linksar, alta 7041 metri.

La spedizione a Islamabad @Daniele Nardi

Ad accompagnare Daniele Nardi in questa complessa spedizione, che ha richiesto tre anni di preparazione per ottenere tutti i permessi, ci sarà un team altamente qualificato formato soprattutto da tre alpinisti di grande livello: Marcello Sanguineti e Gianluca Cavalli, entrambi esperti scalatori e accademici del CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) e Tom Ballard, giovane e talentuoso figlio d’arte, sua madre infatti era Alison Hargreaves, scomparsa sul K2 nel 1995. Ballard diviene, nel 2015, la prima persona a scalare in solitaria le sei classiche pareti nord delle alpi in una singola stagione in pieno inverno: Cima Grande, Pizzo Badile, Cervino, Grandes Jorasses, Petit Dru ed Eiger realizzando un record mai compiuto da nessuno prima. A completare la squadra ci sarà anche Michele Focchi, alla sua prima esperienza extraeuropea in alta quota, la sorella di Tom Ballard, Kate, il sudafricano Cuan Coetzee e il pakistano Alì Mohammad, referente per la logistica.

Tutte personalità profondamente diverse che decidono di partire per la “terra di limes” (terra di confine) per eccellenza: il Kashmir pakistano. Superando le diversità e unendo le forze per scalare le vette di quei travagliati confini, utilizzano il loro alpinismo esplorativo per lanciare un messaggio che trasforma i limes culturali, politici e religiosi in altrettanti punti d’incontro.

Il gruppo partito dall’Italia il 25 luglio è atterrato in Pakistan, a Islamabad. Tutti i componenti della spedizione, nei primi giorni visiteranno le città di Chilas e Skardu prima e il villaggio di Karmading, per poi raggiungere il ghiacciaio Kaberi. Da qui si dirigeranno verso il campo base posizionato a 4200 metri e inizieranno, per una prima fase di acclimatazione, la parte della spedizione dedicata alla scalata delle cime intorno ai 6000 metri circostanti il campo base.

Il gruppo sarà seguito da una troupe di ripresa per realizzare un docu-film che catturi i 3 aspetti principali della spedizione: alpinistici, esplorativi e culturali.

 

Foto in alto: Daniele Nardi in partenza da Fiumicino @Daniele Nardi

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I nostri lettori: un sogno chiamato Manaslu http://www.montagna.tv/cms/97108/i-nostri-lettori-un-sogno-chiamato-manaslu/ http://www.montagna.tv/cms/97108/i-nostri-lettori-un-sogno-chiamato-manaslu/#respond Tue, 09 Aug 2016 05:06:06 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=97108 Antonio partirà il 7 settembre per tentare la vetta del Manaslu senza ossigeno.

(testo e foto di Antonio Magliacano)

Ho quasi 59 anni e non sono ancora stanco di sognare!

Due anni fa sono partito alla volta dell’Himalaya affascinato da un sogno, da una sfida, da un gigante di ghiaccio, il Cho Oyu, una montagna di 8200m.

Lo spirito era quello della grande avventura, talmente grande da poterla paragonare ai progetti senza limiti che solo un bambino riesce a concepire: voglio andare sulla luna!

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Al Cho Oyu

E sulla luna ci sono stato.

Su quella luna ho sofferto, gioito, ho rischiato la vita, ho pregato. Ho pregato il Dio dei miei padri e Dei sconosciuti, ho vissuto a contatto con popoli, tradizioni, saggezze che affondano le proprie radici in epoche antiche, ho scoperto un mondo totalmente diverso che sono però riuscito a riconoscere e a condividere perché l’uomo è uno e i desideri, i sogni, le speranze, la ricerca della felicità appartengono a tutti nello stesso modo, in ogni tempo, ovunque.

Ora è tempo di ripartire, ho appuntamento con un altro dei giganti della terra, il Manaslu, la “Montagna dello Spirito”, 8163 m, in Nepal. Parto alla ricerca di una vetta ma, soprattutto, alla ricerca di quelle esperienze e di quelle sensazioni che cambiano e completano un uomo. Urlerò sul monte, urlerò perché in un istante l’energia di tutta la mia vita sarà caricata in quella cuspide di ghiaccio protesa verso il cielo.

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Anche sul Broad Peak si scende http://www.montagna.tv/cms/96644/anche-sul-broad-peak-si-scende/ http://www.montagna.tv/cms/96644/anche-sul-broad-peak-si-scende/#respond Tue, 26 Jul 2016 16:15:47 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=96644 Òscar Cadiach e compagni hanno rinunciato anche al secondo tentativo di vetta sul Broad Peak. Il catalano sarebbe dovuto andare in vetta già ieri mattina, ma dopo aver raggiunto i 7800 metri era tornato a C3 a causa del mal tempo; oltretutto, come racconta Ryan Waters, della spedizione di Tomas Ceppi, la progressione in quota di ieri si era rivelata molto lenta a causa del ghiaccio sul pendio, che è stato superato seguendo delle vecchie corde fisse, con il risultato di aver perso un’ora, impiegandoci così 11 ore per fare 600 metri di dislivello.

Il gruppo era quindi sceso con l’intenzione di rinunciare, poi il cambiamento di idea da parte di Òscar Cadiach e Lolo González nel pomeriggio e la decisione di fare un ultimo tentativo oggi assieme ad un gruppo di americani.

La finestra di bel tempo però si è chiusa ed ha iniziato a nevicare e così anche questo tentativo è stato interrotto. Lo stesso alpinista ha però confermato di essere in ottime condizioni fisiche e ben motivato a provarci nuovamente appena arriverà l’occasione, tanto da voler rinegoziare i permessi di salita per prolungarli. Cadiach pare essere del tutto intenzionato a portarsi a casa il 14esimo 8000.

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Karakorum: la finestra di bel tempo è arrivata http://www.montagna.tv/cms/96509/karakorum-la-finestra-di-bel-tempo-e-arrivata/ http://www.montagna.tv/cms/96509/karakorum-la-finestra-di-bel-tempo-e-arrivata/#respond Thu, 21 Jul 2016 14:00:40 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=96509 Nanga Parbat, Gasherbrum, K2, Boad Peak. Dopo il brutto tempo e la marea di neve che è caduta, tutti (o quasi) si precipitano verso la montagna a tentare la vetta e sfruttare questa nuova finestra di bel tempo, che è finalmente arrivata dopo una settimana di attesa e che dovrebbe durare fino al 26.

Al Nanga Parbat gli alpinisti sono sulla Kinshofer, con la via attrezzata solo fino a C2, ma le condizioni sono brutte per la neve, molta e instabile, inoltre qualche giorno fa una valanga aveva portato via tende e corde. C’è quindi da lavorare ancora sul percorso di salita e discesa, ovviamente.

A C2 ci sono attualmente Ferran Latorre ed il francese Helias Milerioux, unici rimasti della spedizione che avrebbe dovuto tentare la vetta dalla Messner-Eisendle, ai quali si è unito il bulgaro Boyan Petrov, anche lui rimasto solo dopo che il compagno Ivan Tomov ha lasciato il campo base a causa del mal di montagna dopo al tentativo di vetta dello scorso 13 luglio. A volte dopo un grande sforzo capita un calo delle difese immunitarie e un riacutizzarsi della sensibilità alla reazione ipossia. In ogni modo l’arrivo in vetta è previsto per il 24.

A salire c’è anche la spedizione spagnola di Fernando Fernández Vivancos e José Saldaña Rodríguez. Dei piani dei coreani non si sa ancora nulla.

Ai Gasherbrum sono archiviati per tutti i progetti di traversata a causa delle pessime condizioni delle montagne. Il trio basco composto da Alberto Iñurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza è partito questa mattina per la cima del GII dalla via francese.  La cresta ripida e affilata è anche il percorso più sicuro sul GII. La via normale invece con molta neve presenta parecchi rischi.

Dai polacchi, che tentano la via normale del GI, arrivano notizie circa l’aumento delle temperature, che stanno creando problemi sta creando problemi: gli alpinisti riportano che la neve degli scorsi giorni si è trasformata in pioggia, sul ghiacciaio si sono formati nuovi laghi e due ponti di neve sono crollati. Ricordiamo che il crollo di un ponte di neve è stata la causa dell’incidente occorso a Krzysztof Stasiak.

Valanga al K2. Photo Kobler&Partner
Valanga al K2. Photo Kobler&Partner

Dopo l’abbondante neve al campo base del K2, il cielo terso consente di vedere che anche in quota c’è moltissima neve e le valanghe spazzano i canali e i pendii.

Arrivano infatti notizie, scontate, di una dozzina di distaccamenti nevosi, il più importante ha sfiorato sulla destra il C1. Nonostante ciò questa mattina la maggior parte degli alpinisti di Kobler&Partners è partita di buon’ora (due sono ancora al base a causa di una gastrite). Anche Madison Mountaineering intende sfruttare questa finestra. Gli alpinisti di K2 United Expedition sono invece già a C1. Gli sherpa sono invece già a C2.

La spedizione polacca si muoverà stasera, così da aspettare che la finestra si stabilizzi. I piani sono quelli di separarsi in due squadre, ma non di fare un tentativo di vetta. L’obiettivo è un’ultima rotazione in quota fino a C4 per poi tentare la vetta in un altro momento.

Anche sul Broad Peak, unica montagna dove le condizioni vengono riferite come buone, si sale: la potenziale vetta è attesa per sabato o domenica. I campi sono predisposti fino al terzo, al momento gli alpinisti sono al secondo. Sulla montagna ci sarà anche il catalano Oscar Cadiach alla ricerca del suo 14esimo 8000. Il bel tempo ha consentito inoltre l’arrivo dell’elicottero per evacuare l’alpinista Jonatan Garcia, colpito da una trombosi alla gamba.

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Karakorum, sul Broad Peak la prima vetta della stagione http://www.montagna.tv/cms/96295/karakorum-sul-broad-peak-la-prima-vetta-della-stagione/ http://www.montagna.tv/cms/96295/karakorum-sul-broad-peak-la-prima-vetta-della-stagione/#respond Fri, 15 Jul 2016 09:57:27 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=96295 Aleš Cesen e Luka Lindič hanno raggiunto la vetta del Broad Peak, in stile alpino, il 12 luglio: sono due tosti, nel 2015 avevano ricevuto assieme a Marko Prezelj il Piolet d’Or per la prima salita della parete nord del Hagshu, che ricordano finalmente gli Alpinisti, altro che la folla intruppata del K2.

Ora sono già al base a godersi il buon risultato che loro definiscono “fase di acclimatamento”.

La parete ovest del GIV. Photo courtesy Florian Ederer
La parete ovest del GIV. Photo courtesy Florian Ederer

“L’idea originale è venuta a Luca Zelniku. Abbiamo guardato insieme per un lungo periodo le foto della parete, ci siamo informati e alla fine siamo partiti per il Pakistan. – racconta Cesen – Del GIV attrae principalmente la sua parete occidentale “Shining Wall”, che non è insolita per l’ambizione degli alpinisti”. Per Luke è la seconda esperienza sopra gli 8000, nel 2011 era arrivato sul Makalu ad 8200 mt, per Ales è stata invece la prima volta; per questo i due alpinisti hanno previsto che la maggior parte dell’acclimatazione si tenesse sul vicino Broad Peak, “che è leggermente più alto del Gasherbrum IV, ma tecnicamente molto meno difficile”.

Il GIV, 7925 metri, è stato salito per la prima volta nel 1958 da Walter Bonatti e Carlo Mauri seguendo la cresta nord-est e unicamente in altre tre occasioni si è toccata la vetta, di queste solo un’ascensione è avvenuta dalla parete ovest ad opera della spedizione coreana formata da Bang Jung-ho, Kim Tong-kwan e Yoo Huk-jae nel 1990; precedentemente ci aveva provato in stile alpino nel 1985 Wojciech Kurtyka con l’austriaco Robert Schauer arrivando fino a 7900 metri.

Sono i primi a salire in vetta di un 8000 in questa stagione in Karakorum, primato che è di buon auspicio per il loro bellissimo tentativo sul Gasherbrum IV, la “montagna di luce”.

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Gasherbrum, la bufera blocca le decisioni finali http://www.montagna.tv/cms/96027/gasherbrum-la-bufera-blocca-le-decisioni-finali/ http://www.montagna.tv/cms/96027/gasherbrum-la-bufera-blocca-le-decisioni-finali/#respond Thu, 07 Jul 2016 09:03:31 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=96027 Non si conoscono ancora i piani definitivi di Alberto Iñurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza per questa stagione alpinistica. Entrambe le opzioni sono ancora sul piatto: la traversata o una nuova via.

Le idee si sarebbero dovute chiarire nel corso nell’ultima rotazione, la terza, in cui avrebbero dovuto spendere la notte a 7000 metri. Qualche giorno in quota che avrebbe consentito di completare l’acclimatamento e di valutare in modo definitivo le condizioni della montagna. Il progetto era di partire questa mattina, ma il meteo non è migliorato come ci si aspettava impedendo agli alpinisti di muoversi dal campo base. Finora il tempo non è stato molto clemente al Gasherbrum, dove è oramai da diversi giorni che imperversa una tempesta di neve.

I baschi hanno comunque già passato diverse notti sopra i 6000 metri salendo dalla via giapponese ed arrivando fino a C2.

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K2, si inizia a salire http://www.montagna.tv/cms/95949/k2-si-inizia-a-salire/ http://www.montagna.tv/cms/95949/k2-si-inizia-a-salire/#comments Tue, 05 Jul 2016 05:03:00 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95949 ISLAMABAD, Pakistan – Sul K2 i portatori d’alta quota fissano la via mentre gli alpinisti di Kobler&Partner e di Madison Mountaineering sono impegnati ad acclimatarsi: entrambi sono arrivati, salendo dallo Sperone degli Abruzzi,  fino a campo 2. I primi a mettere le corde ed allestire i campi, i secondi a passare la notte. Tutti al momento sono scesi nuovamente al campo base.

Nel frattempo è comparsa al campo base anche la spedizione polacca, al K2 per una duplice missione: giungere in vetta e preparare il terreno per il tentativo di questo inverno.

Il team è arrivato ad acclimatarsi fino a 200 metri sopra campo 1, che è posto a 6077 metri. A detta dei polacchi le temperature sono piuttosto calde, non inferiori ai -2/-3 gradi celsius, tanto da costringere gli alpinisti a sfruttare a pieno, durante la salita, il tempo in cui il sole non batte contro il pendio, che si “trasforma in un forno”.

L’acclimatamento fino ad ora è consistito in una notte a campo 1 in quattro tende, i cui posti  sono stati contrattati con le altre spedizioni essendo lo spazio piuttosto limitato rispetto al numero dei presenti, una capatina verso campo 2 a guardare l’alba e poi nuovamente al campo base a godersi le bistecche preparate dal cuoco. L’umore pare ottimo.

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Nanga Parbat, spedizioni a pieno regime http://www.montagna.tv/cms/95931/nanga-parbat-spedizioni-a-pieno-regime/ http://www.montagna.tv/cms/95931/nanga-parbat-spedizioni-a-pieno-regime/#respond Mon, 04 Jul 2016 10:16:35 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95931 Sul Nanga Parbat il trio composto da Ferran Latorre, Yannick Graziani e Hèlias MIlleriouz è impegnato ad acclimatarsi. Al momento dopo aver passato diverse notti sopra il 5200/5500 metri, i tre alpinisti hanno raggiunto i 7050 metri per poi tornare al campo base con gli sci attraversando il ghiacciaio Diama. Le condizioni della montagna paiono essere fantastiche a detta di Latorre.

Ricordiamo che il team franco/catalano proverà a salire la via tentata da Messner-Eisendle-Tomaseth nel 2000.

Dal lato Kinshofer troviamo invece il duo spagnolo composto da Pepe Saldaña e Fernando Fernández Vivancos e la squadra di Ivan Tomov, sopravvissuto al massacro terroristico al campo base del Nanga Parbat, e Boyan Petrov, particolarmente attivo in questa stagione venendo dalle vette primaverili dell’Annapurna e del Makalu. Proprio Petrov comunica che i progressi relativi al fissaggio della via, da parte dei vari team presenti al campo base, sta andando a rilento a causa della mancanza di corde: sono stati raggiunti solo i 5600 mt. I due, già acclimatatasi sul Ganalo Peak, hanno passato una notte a campo 1.

Ci si attende l’arrivo al campo base anche della spedizione del sud coreano Migon Kim, che dopo aver salito l’Annapurna questa primavera, punta con il Nanga Parbat a completare la collezione degli 8000. Con lui altri due alpinisti cinesi. La squadra, in ritardo sulla tabella di marcia, era stata bloccata ad Islamabad a causa di problemi con i permessi.

Un’altra spedizione, composta da quattro sud coreani e da molti sherpa, è invece già arrivata ai piedi del Nanga Parbat. Pare, a quanto raccontano Petrov e Tomov, che i coreani non parlino inglese e ci sia qualche problema di comunicazione, sebbene alla richiesta di utilizzare le loro corde per attrezzare la via si siano fatti capire abbastanza bene.

Le condizioni della montagna anche sulla Kinshofer sono buone.

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Spedizioni ai blocchi di partenza http://www.montagna.tv/cms/95721/spedizioni-ai-blocchi-di-partenza/ http://www.montagna.tv/cms/95721/spedizioni-ai-blocchi-di-partenza/#comments Wed, 29 Jun 2016 05:00:53 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95721 A Islamabad quest’anno il monsone sembra essere arrivato come da tradizione. Ci sono temporali insistenti e quando smette la temperatura punta ai 40 gradi.

In Karakorum, attorno al K2, al Broad Peak, ai Gasherbrum il meteo è influenzato dai venti di nord ovest che tengono lontano le piogge, fermate anche dalle prime bastionate delle montagne a sud del Nanga Parbat; di solito luglio è bello e statisticamente dal 20 in poi si può sperare in periodi o finestre di 3-4 giorni di cielo senza nuvole e tentare la vetta.

Al Broad Peak è arrivata da qualche giorno la squadra commerciale di MadisonMountanineering  e un cliente  posta la propria meraviglia “E’ stato folle guardare l’afflusso di spedizioni che stanno raggiungendo il K2, mentre camminano proprio accanto al nostro campo”.

Riguardo alla salita del Broad il commento pare sorprendente, infatti i componenti del team si lamentano di essere soli al campo base (qualche anno e spedizione fa si sarebbe dato sfogo alla gioia), dovendo loro stessi a causa di questa situazione attrezzare la via di salita e con le loro attrezzature che però, pare, fossero calcolate sulla base di un apporto anche di altre spedizioni che non sono ancora arrivate al base. E quindi ora si trovano un poco in “braghe di tela”. Anzi un paio di quelle spedizioni sono state cancellate, di sicuro quella di Christine Patricia Burk. Al campo base in questi giorni regna, oltre che al bel tempo, anche molta incertezza.

La spedizione commerciale di Kari Kobler ha raggiunto il base del K2. “A Concordia abbiamo visto la vetta del K2 per la prima volta e poi, dopo aver superato il Mitre Peak, ci siamo avviati lungo il Godwin Austen Glacier. Poi siamo passati sotto il Broad Peak e vicino al suo campo base, alla fine, abbiamo raggiunto il campo base del K2.
Dopo aver “scaricato” tutti i portatori, che hanno iniziato a fare ritorno a Urdukas prima di mezzogiorno, abbiamo trasformato la morena del ghiacciaio Godwin Austen in uno spettacolo di costruzione vera e propria. Tende personali, tenda cucina tenda per i partecipanti, tenda cucina per il personale, tenda comune, tende delle guide, tende wc e tenda doccia. Questo si è rivelato essere un compito molto faticoso da portare avanti su una morena, perché per ogni tenda si devono intagliare le piattaforme nel ghiaccio vivo. Tuttavia, unendo le forze siamo riusciti a creare una bella e confortevole cittadina di tende, dei cui servizi abbiamo goduto durante questi giorni di riposo. Non abbiamo ancora visto molto della montagna, era molto timida e si nascose dietro le nuvole. La spedizione è molto internazionale/multiculturale: Kari, Rene, Michael e Sophie sono svizzeri, Noel è irlandese, Sergey è il russo, Bonita è l’inglese, Herbert è il tedesco, Yuri e Laura sono messicani, Francois è francese e Andreas è austriaco. Siamo supportati da 7 sherpa venuti dal Nepal e 6 portatori d’alta quota pakistani. Tutti i partecipanti sono degli esperti con 8,000 già fatti, tre di loro erano con noi questa primavera e hanno avuto successo sull’Everest e il Makalu”.

La stagione del K2 è iniziata.

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