Alpi e pareti – Montagna.TV http://www.montagna.tv/cms Le notizie della montagna in tempo reale Thu, 18 Jan 2018 07:55:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.1 Scalare le pareti in soggettiva: le incredibili riprese dal drone http://www.montagna.tv/cms/113972/scalare-le-pareti-in-soggettiva-le-incredibile-riprese-dal-drone/ http://www.montagna.tv/cms/113972/scalare-le-pareti-in-soggettiva-le-incredibile-riprese-dal-drone/#respond Fri, 29 Sep 2017 10:11:34 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=113972 Un video incredibile, che vi porterà a sfiorare, in velocità e leggerezza, le pareti, e poi giù per le creste innevate. Lo youtuber Gabriel Kocher grazie al suo drone personalizzato, che può volare fino a una distanza di circa 3 chilometri dal radiocomando, ha realizzato questo video sulle Alpi Svizzere. Tanti complimenti al pilota, buona visione: 

 

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Gietl e Messini, ripetono il trittico di vie sulle nord delle Tre Cime http://www.montagna.tv/cms/102737/gietl-e-messini-ripetono-il-trittico-di-vie-sulle-nord-delle-tre-cime/ http://www.montagna.tv/cms/102737/gietl-e-messini-ripetono-il-trittico-di-vie-sulle-nord-delle-tre-cime/#respond Sat, 21 Jan 2017 09:31:13 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=102737 Lo scorso 31 dicembre gli alpinisti Simon Gietl e Vittorio Messini hanno completato in rapida successione la Via Comici-Dimai, sulla Cima Grande in 1 ore e 45 minuti, la Via Cassin, sulla Cima Ovest in 2 ore e 45’, e la Via Normale dai fratelli Innerkofler, sulla Cima Piccola in 1 ora e 15’. Tempi da capogiro. Dopo il tris di Christoph Hainz e Simon Kehrer, un altro trittico di vie è stato completato sulle pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo, le stesse scalate da Ueli Steck e Michi Wohlleben nel 2014 che per primi avevano compiuto questo ambito concatenamento.

Per ottenere questi tempi i due hanno completato quasi tutte le sezioni in conserva, cioè arrampicando contemporaneamente e a volte anche con solo due protezioni in mezzo.

Quando nel 2014 Steck e Wohlleben hanno compiuto il  tris delle pareti nord (delle Tre Cime di Lavaredo), Gietl e Messini avevano già in mente lo stesso progetto ma non l’hanno messo in pratica fino ad oggi. Partiti per aprire una nuova via, dopo aver saputo che le condizioni erano buone in base all’esperienza di Hainz e Kehrer che erano andati nella stessa zona solo qualche giorno prima,  hanno verificato solo una volta sul posto che le condizioni non erano adatte. A quel punto Simon ha convinto Vittorio a tentare, il giorno successivo, la trilogia invernale sulle pareti nord.

Di seguito il racconto di Vittorio Messini rilasciato a Planet Mountain:

Partiti con le e-bike alle sei del mattino dal pedaggio, abbiamo raggiunto velocemente la piccola cappella sotto la Cima Piccola. Da lì abbiamo proseguito a piedi fino alla base, dove abbiamo depositato i nostri zaini. Ci siamo avviati verso l’attacco della via Comici-Dimai alla Cima Grande e in 1,45 abbiamo raggiunto la cengia mediana. Abbiamo percorso gli ultimi 100 metri che ci dividevano dalla vetta e, dopo una breve pausa, ci siamo diretti verso l’inizio della via Cassin / Ratti alla Cima Ovest. Sul traverso abbiamo compiuto un’altra breve pausa, tempo per un sorriso reciproco e qualche foto, e abbiamo continuato seguendo l’uscita diretta per raggiungere la vetta. Era soltanto metà pomeriggio e così abbiamo tentato di scendere lungo la via normale, abbiamo attraversato il versante sud e ci siamo diretti verso i nostri zaini alla Cima Piccola. A questo putno abbiamo preferito montare le lampade forntali sui caschi in modo preventivo ma, alla fine, non ne abbiamo avuto bisogno. L’ultima via, la Innerkofler alla Cima Piccola, richiede un’arrampicata più semplice ma era ricoperta di molta più neve rispetto alle altre due. Siamo saliti in velocità e abbiamo raggiunto all’imbrunire l’ultima cima. Uno sguardo al tempo per realizzare che in 5 ore e 54 minuti eravamo riusciti a salire in cima a tutte e tre le Tre Cime di Lavaredo, in inverno.

Quando gli viene chiesto cosa ne pensa di quanto compiuto rispetto alle altre due salite – Steck/Wohlleben e Hainz/Kehrer – lui risponde che “non serve fare paragoni, tutte e tre sono state delle belle imprese in montagna”.

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Tre Cime di Lavaredo, il Tris di Christoph Hainz e Simon Kehrer http://www.montagna.tv/cms/101525/tre-cime-di-lavaredo-il-tris-di-christoph-hainz-e-simon-kehrer/ http://www.montagna.tv/cms/101525/tre-cime-di-lavaredo-il-tris-di-christoph-hainz-e-simon-kehrer/#respond Wed, 28 Dec 2016 11:53:30 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=101525 La Via Comici – Dimai sulla Cima Grande, la Via Cassin sulla Cima Ovest e lo Spigolo Giallo sulla Cima Piccola: queste sono le tre vie sulle Tre Cime di Lavaredo che sono state scalate, in invernale e in successione, da Christoph Hainz e Simon Kehrer il 23 Dicembre 2016, con tempo di scalata complessivo di 7 ore e 30 minuti.

Partiti, e tornati, in bici dal Lago d’Antorno l’intera uscita è durata 13 ore. Dopo aver proseguito a piedi, le due guide alpine hanno deciso di partire dalla Cima Grande, e non dalla Cima Ovest come avevano programmato, perché la progressione è statà più difficile del previsto a causa della neve, che arrivava fino al ginocchio.

Avendo raggiunto la vetta della Cima Piccola con il buio hanno avuto anche il tempo di godere di una meravigliosa vista del cielo notturno in cui balenavano le luci del Rifugio Auronzo.

Simon Kehrer, nonostante le scarpette a tratti bagnate a tratti congelate, ha definito questo successo come “un vero incanto di inverno”.

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Eleonora, dopo l’incidente che la paralizza sfida El Capitan http://www.montagna.tv/cms/95767/eleonora-dopo-lincidente-che-la-paralizza-sfida-el-capitan/ http://www.montagna.tv/cms/95767/eleonora-dopo-lincidente-che-la-paralizza-sfida-el-capitan/#comments Thu, 30 Jun 2016 12:58:28 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95767 BERGAMO – El Capitan, una delle pareti più famose al mondo situata in quella che è considerata la culla della cultura delle big wall: lo Yosemite. Un luogo sacro ed una mecca per i climber. E sono proprio i 2300 metri di perfetto granito che Eleonora Delnevo, 35 anni di Bergamo, ha deciso di sfidare.

Una vera e propria sfida perché Eleonora poco più di un anno fa è rimasta in sedia a rotelle dopo un incidente mentre arrampicava in Trentino. Quando però si ha la montagna dentro, è difficile rinunciarvi e così, poco dopo essere uscita dall’ospedale, è nata l’idea. Duro allenamento, una campagna di crowfounding ed in autunno la partenza in autunno. Un imbraco particolare, che nasce per il parapendio, le consentirà di stare seduta e scaricare il peso delle gambe, poi servirà tutta la forza delle braccia per arrivare in cima dopo tre giorni in parete.

Assieme a lei Diego Pezzoli, compagno di arrampicata alla terza avventura nello Yosemite, l’inglese Andy Kirkpatrick, che ha salito El Capitan ben 29 volte e l’italiano Franco Perlotto, che nel 1986 ha compiuto la prima solitaria di Lurking Fear, una delle vie più famose. “La mia fortuna – dice Eleonora – è che ho trovato un gruppo fantastico”.

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Simon Gietl a luglio in Alaska per tentare la prima assoluta della parete nord Devils Paw http://www.montagna.tv/cms/95541/simon-gietl-a-luglio-in-alaska-per-tentare-la-prima-assoluta-della-parete-nord-devils-paw/ http://www.montagna.tv/cms/95541/simon-gietl-a-luglio-in-alaska-per-tentare-la-prima-assoluta-della-parete-nord-devils-paw/#respond Thu, 23 Jun 2016 09:48:46 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95541 Dopo l’assegnazione del premio “Grignetta d’Oro”, è il momento dell’Alaska per Simon Gietl.  “Il 3 luglio partirà la nostra spedizione in Alaska, insieme a Roger Schäli, Heli Putz e Christian Gamsjäger – racconta Simon – e ci siamo posti come obiettivo la prima assoluta della parete nord Devils Paw, una cima, ancora inviolata, alta 1.600 metri”.

Simon guarda lontano e sta già progettando un’altra ascesa sulle Alpi per il prossimo anno: «Nel corso della prossima estate ho in mente un altro progetto insieme a Vittorio Messini – ci confida Simon – e vorrei aprire una nuova via sulla parete Nord delle Tre Cime, senza l’ausilio di spit».

Ogni volta che sfida una vetta, Simon lo fa senza troppi mezzi tecnici, perché ritiene che ci si possa arrampicare solo finché la natura lo consente. Ascolta sempre la sua pancia, quell’istinto fondamentale che ti mette in guardia di fronte al pericolo, e si allena duramente per ogni nuova avventura alpinistica che si prefigge.

Grandi progetti quelli di Gietl, che non fanno altro che confermare la meritevolezza della vittoria della Grignetta d’Oro: «Ottenere questo premio è stato un grande onore – dichiara Simon – ed è stata una serata meravigliosa che non dimenticherò mai. Il mio pensiero è andato alla mia famiglia, che non ha sempre la vita facile con me, ai miei amici e alle aziende che credono in me».

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Allarme abuso di farmaci sul Monte Bianco http://www.montagna.tv/cms/95246/allarme-abuso-di-farmaci-sul-monte-bianco/ http://www.montagna.tv/cms/95246/allarme-abuso-di-farmaci-sul-monte-bianco/#respond Sat, 11 Jun 2016 05:30:08 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=95246 The gouter-ridge-before-the-gouter-refuge-on-a-6-days-mont-blanc-courseCHAMONIX MONT-BLANC, Francia – I ricercatori hanno raccolto, in automatico e all’insaputa di coloro che hanno utilizzato i bagni dei rifugi Goutier e Cosmiques, le urine di 430 alpinisti maschi impegnati nella salita del Monte Bianco lungo le vie di ascesa dal versante francese. Analizzati i risultati quello che emerge è che un terzo degli scalatori (35,8%) utilizza farmaci, i più assunti sono diuretici (22,7%) e sonniferi (12,9%). Poco diffuso risulta l’impiego di glucocorticoidi (3,5%), che inibiscono il cortisolo, e di stimolanti (3,1%).

La ricerca evidenzia però che “i farmaci utilizzati sembrano destinati principalmente ad alleviare i sintomi legati al mal di montagna, ma non rappresenterebbero un comportamento di doping”, sebbene l’utilizzo preventivo di questi “può essere visto come ‘doping’ in quanto possono migliorare le prestazioni ad alta quota”.

Lo studio mette in evidenza come l’utilizzo elevato di sonniferi, soprattutto in combinazione ad altri farmaci, senza una conoscenza delle potenziali interazioni e degli effetti collaterali, potrebbe compromettere la sicurezza scalatori alterandone la vigilanza.

La ricerca “Drug use on Mont Blanc: a study using automated urine collection”, pubblicata sulla rivista scientifica Plos One, è stata condotta dall’Ecole nationale de ski et d’alpinisme (Ensa) di Chamonix, in collaborazione con i laboratori dell’università di Grenoble.

Per un maggiore approfondimento: qui

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18 anni dopo l’incidente che lo paralizza, torna sul Totem Pole in Tasmania http://www.montagna.tv/cms/93103/18-anni-dopo-lincidente-che-lo-paralizza-torna-sul-totem-pole-in-tasmania/ http://www.montagna.tv/cms/93103/18-anni-dopo-lincidente-che-lo-paralizza-torna-sul-totem-pole-in-tasmania/#respond Tue, 12 Apr 2016 10:01:40 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=93103 Paul Pritchard era rimasto disabile dopo un incidente orribile sul Totem Pole, 18 anni più tardi, lo scorso 4 aprile, è tornato a conquistare famoso e bellissimo pilastro che sorge dal mare a pochi metri dalle coste dell’isola di Tasmania, nel Parco Nazionale di Tasman sul lato sud-orientale dell’isola.

Photo courtesy dailymail.co.uk
Photo courtesy dailymail.co.uk

L’ultima volta che aveva tentato la salita era nel 1998, ma in quell’occasione un sasso, della dimensione di un monitor di computer, gli era caduto in testa, schiacciando il cranio e lasciandolo penzolare a testa in giù sopra l’oceano.

Senza Celia Bull quel giorno Pritchard sarebbe morto, ma con prontezza di spirito riuscì a metterlo in sicurezza in verticale ed a chiamare il soccorso.

Photo courtesy dailymail.co.uk
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“Quando ripresi coscienza ero a testa in giù, confuso e c’era sangue che colava fuori dalla di testa. Sentivo il sangue e la vita andarsene letteralmente e non c’era niente che potessi fare.”

Celia corse otto chilometri fino al telefono più vicino per ottenere aiuto e solo 10 ore dopo i paramedici arrivarono trovando Pritchard in una pozza di sangue appoggiato su ad una sporgenza del Totem.

“Dopo un’operazione al cervello ed alcuni litri di sangue trasfuso sono stato in un coma indotto per tre giorni e quando mi svegliai non potevo né muovermi, né parlare… Ho perso l’uso del mio braccio destro e la mia gamba si muove solo limitatamente. Ho anche perso l’uso della parola per diversi mesi”

Un uomo d’avventura dal grande coraggio che ha affrontato le sue paure e conquistato quella salita.

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Cevedale: alpinisti tedeschi recuperati da Soccorso Alpino http://www.montagna.tv/cms/92747/cevedale-alpinisti-tedeschi-recuperati-da-soccorso-alpino/ http://www.montagna.tv/cms/92747/cevedale-alpinisti-tedeschi-recuperati-da-soccorso-alpino/#respond Fri, 01 Apr 2016 18:47:07 +0000 http://montagna.tv/cms/?p=92747 Cima del Cevedale e Val Martello
Cima del Cevedale e Val Martello

VALFURVA (SO) – Recuperati poco fa due alpinisti tedeschi che hanno trascorso la notte sul Cevedale, al confine tra le province di Sondrio e Bolzano. Ieri sera si sono trovati in difficoltà a causa della perdita di orientamento e,  non riuscendo a scendere, hanno chiesto soccorso. Per competenza territoriale, si sono attivati i tecnici del Soccorso alpino della Val Martello (BZ), ma le coordinate fornite non coincidevano con la posizione effettiva dei due alpinisti, che hanno bivaccato all’aperto. Erano comunque ben attrezzati e questo ha ridotto i rischi dovuti al pernottamento in quota: si trovavano infatti a un’altitudine di circa 3400 metri. Stamattina sono pervenute altre coordinate, ma senza esito. Più tardi, verso le 11:15, le nuove indicazioni sulla loro posizione li situavano sulla provincia di Sondrio e quindi sono stati allertati i tecnici della Stazione di Valfurva, VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, contattati dai colleghi della Val Martello. Nel frattempo, le squadre bolzanine hanno raggiunto i due alpinisti, scesi con gli sci fino al Rifugio Casati, dove hanno trovato tutto il necessario per rifocillarsi. Presentavano un principio di congelamento alle mani, ma erano nel complesso in buone condizioni. Hanno atteso l’arrivo dell’eliamblulanza, che li ha infine trasportati all’ospedale di Merano.

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ReStartAlp: il campus gratuito per chi vuole diventare imprenditore della montagna http://www.montagna.tv/cms/79053/restartalp-il-campus-gratuito-per-chi-vuole-diventare-imprenditore-della-montagna/ http://www.montagna.tv/cms/79053/restartalp-il-campus-gratuito-per-chi-vuole-diventare-imprenditore-della-montagna/#respond Wed, 17 Feb 2016 12:22:20 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=79053 EDOLO, Brescia — Un’opportunità per chi ha meno di 35 anni ed è appassionato di Alpi: martedì 23 febbraio alle ore 15:30 presso la sede dell’Università della Montagna in via Morino, 8 – Edolo (BS), la Fondazione Edoardo Garrone, in collaborazione con UNIMONT, presenta la prima edizione di ReStartAlp: un campus residenziale gratuito per giovani aspiranti imprenditori sulle Alpi.
Nell’incontro aperto a tutti verranno esposte le modalità di partecipazione alla Call for ideas, i contenuti e gli obiettivi del percorso di formazione.

Si può partecipare alla presentazione di ReStartAlp anche da remoto, collegandosi all’Aula virtuale.

Con questa iniziativa, Fondazione Edoardo Garrone e Fondazione Cariplo offrono ai 15 vincitori la concreta opportunità di avviare la propria impresa nelle filiere produttive tipiche del territorio Alpino.

Il campus si svolgerà a Premia (VCO) dal 20 giugno al 30 settembre 2016. L’offerta formativa, gratuita e di alta qualità, si compone di lezioni in aula, laboratori di creazione d’impresa, attività di mentorship, testimonianze e un’escursione di studio. Al termine del percorso formativo, sono previsti incentivi per le migliori start-up, inoltre Fondazione Edoardo Garrone metterà in palio premi per un totale di 60.000 euro.

Info: www.restartalp.it

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Val Bondasca, concatenamento invernale delle Sciore chiuso da Fabio Salini e Davide Codega http://www.montagna.tv/cms/77469/val-bondasca-concatenamento-invernale-delle-sciore/ http://www.montagna.tv/cms/77469/val-bondasca-concatenamento-invernale-delle-sciore/#comments Sat, 26 Dec 2015 21:17:00 +0000 http://www.montagna.tv/cms/?p=77469 SONDRIO — Una prima in invernale di 18 ore no stop. Fabio Salini e Davide Codega hanno portato a termine il concatenamento in invernale delle Sciore. Entrambi valtellinesi, guida alpina il primo, promettente alpinista il secondo, sono riusciti a mettere la parola fine ad un progetto che da tempo li assillava.

Le Sciore si trovano in Svizzera, nelle Alpi Retiche Occidentali, hanno un andamento da nord a sud, separano la Val Bondasca a ovest e la valle Albigna a est. In Val Bregaglia sono ben visibili dall’abitato di Bondo, si ergono imponenti e insieme ai vicini Badile, Cengalo e Pizzi del Ferro formano uno fra i più suggestivi circhi montuosi delle Alpi. La loro traversata è cominciata dal Rifugio Sciora 2.118 m con un prima importante ascesa fino a quota 3.000m Colle della Scioretta. Da questo punto comincia la vera cavalcata a fil di cielo delle quattro Sciore da sud a nord. La prima è la Sciora di Fuori 3.169 m la seconda la Pioda di Sciora 3.238 m poi la salita all’Ago 3205 m ed infine la Sciora di Dentro 3275 m.

“Non ricordo che anno fosse, quando l’amico Giuseppe “Popi” Miotti spinse per la traversata delle Sciore in inverno dicendo che mancava ancora la prima invernale – ci ha confidato il morbegnese Fabio Salini -. Gianluca “Rampikino” Maspes mi chiese se volessi unirmi nel tentativo. Da quella prima volta in cui tornai a casa con la coda fra le gambe perché sbagliai la scelta degli scarponi, continuai a provare, ma presi sempre grandi pali”.

Un progetto, quello in terra svizzera che sembrava stregato: “Un anno con “Rampik” e Giovanni Ongaro riuscimmo a salire fino in cima al canale della Scioretta, poi su ancora per una lunghezza di corda, ma causa l’alto pericolo valanghe tornammo con una terribile doppia su fungo di neve per paura di morire “slavinati”. La traversata integrale da nord a sud delle Sciore era entrata nella mia vita, segnando ogni anno l’inizio della stagione invernale. Tutti i tentativi successivi li feci poi con Davide Codega, from Delebio che dopo un paio di fallimenti capì anche lui la durezza della traversata”.

Questa settimana, la svolta: “Sempre con Davide ne siamo venuti a capo – ha continuato Salini -. A traversata conclusa, anche i miei figli si sono rilassati e hanno commentato con la loro mamma qualcosa del tipo che l’anno prossimo non ci sarà più da preoccuparsi”. Missione compiuta, quindi, ma come previsto… Non è stata una vera e propria gita fuoriporta: “Il 21 Dicembre la cavalcata delle Sciore è andata a buon fine, ci ha visto impegnati per 18 ore no-stop partendo e tornando dal rifugio Sciora e questo è stato il nostro regalo di Natale. Le condizioni generali delle pareti erano buone, ottime direi. Poca neve, temperature decisamente sopra la media e la luna che ci ha accompagnato nel rientro dalla Sciora di Dentro, fino al tormentato ghiacciaio della Bondasca”.

 

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