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Kangchenjunga: morti in discesa dalla vetta e una valanga a campo 2

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(Updated 13:45) KATHMANDU, Nepal — Situazione confusa e difficile quella al Kangchenjunga. Secondo le ultime informazioni alcuni alpinisti sono morti nelle scorse ore sull’ottomila himalayano. Le vittime sarebbero un coreano e due sherpa: uno di loro faceva parte della spedizione italiana di Mario Vielmo, arrivato in cima senza ossigeno e da pochi minuti rientrato al campo base. Ci sarebbero poi due ungheresi, Zsolt Eross e Peter Kiss, in difficoltà nella fase di discesa dalla vetta della montagna, con cui i contatti sarebbero interrotti da ieri pomeriggio. Una valanga sarebbe scesa poi a campo 2, ma non si sa attualmente se ci siano persone coinvolte.

Le informazioni al momento sono poche e discordanti e si attendono quindi conferme sul bilancio definitivo e sulle dinamiche dei fatti. Pare che cinque persone siano morte in discesa dalla cima del Kangchenjunga, dove, secondo Desnivel sarebbero saliti in 11. Tra le vittime ci sarebbe uno sherpa della spedizione italiana di Annalisa Fioretti, Silvano Forgiarini e la Guida alpina Mario Vielmo, unico del gruppo ad arrivare in vetta e senza utilizzare l’ossigeno.

Secondo quanto ha riferito Vielmo al Giornale di Vicenza, il suo Sherpa Bibach si sarebbe tolto inspiegabilmente i ramponi prima di un tratto roccioso. L’italiano gli avrebbe gridato di non farlo, ma poco dopo l’avrebbe visto precipitare nel vuoto per 500 metri. “Non capisco perché lo abbia fatto – ha dichiarato al quotidiano vicentino mentre scendeva verso campo 3 -, forse la stanchezza gli ha tolto lucidità. Io comunque ero troppo distante, dietro a lui. Una volta a campo 4, dove ho trascorso la notte, ho cercato di organizzare, anche con gli sherpa delle altre spedizioni, una squadra per andare a recuperare il corpo del povero Bibach, ma è stato inutile: erano tutti troppo stanchi”. Si attendono ora nuove notizie di Vielmo, che ha raggiunto con il Kangchenjunga il suo nono ottomila. Secondo l’ultimo aggiornamento della loro pagina facebook, il vicentino e gli altri componenti della spedizione sarebbero arrivati al campo base.

Durante la discesa altri due alpinisti si sono trovati in difficoltà: gli ungheresi Zsolt Eross – alpinista diversamente abile, privo di una gamba – e Peter Kiss avrebbero raggiunto la cima dell’ottomila himalayano intorno alle 18, dopo 24 ore di scalata. Zsolt avrebbe telefonato con il satellitare due ore dopo, intorno alle 20, dicendo di sentirsi stanco e di aver sceso solo un centinaio di metri. Il suo compagno era con lui ed entrambi avrebbero passato la notte all’addiaccio, a 8300 metri di quota. Poi il giorno dopo all’alba hanno risentito il team al base: i due tentavano la discesa verso campo 4, mentre alcuni sherpa cercavano di salire per andare in loro aiuto. Dal pomeriggio i contatti si sono interrotti e, secondo Desnivel, i due a campo 4 non sarebbero mai arrivati.

Altri due alpinisti sarebbero deceduti nella fase di discesa: pare si tratti di un coreano e del suo sherpa, ma non si hanno informazioni al momento sulle dinemiche dei fatti. Nel frattempo una valanga sarebbe scesa a campo 2, ma anche in questo caso non è chiaro se ci siano persone coinvolte.

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