All’Acquacheta sulle orme di Dante Alighieri

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SAN GODENZO, Firenze — “Come quel fiume c’ha proprio cammino / prima del Monte viso ‘nver levante, / da la sinistra costa d’Appennino, / che si chiama Acquacheta suso, avante” (Inferno, Canto XVI, 94 – 105). Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia parla della cascata Acquacheta, un salto da 90 metri che si trova sull’Appennino toscano nei pressi del Monte Lavane nel comune di San Godenzo, in provincia di Firenze.

Il luogo è suggestivo, perché l’acqua cristallina del torrente saltella tra le rocce a gradoni, creando giochi e zampilli gorgoglianti. Tutt’intorno c’è una foresta di querce, castagni, faggi e sempreverdi. Il Sommo Poeta fu così colpito dal rumore dell’acqua in Acquacheta, che la paragonò alla rumorosa cascata del fiume infernale del Flegetonte che separa il settimo dall’ottavo cerchio dell’Inferno.

Il sentiero per raggiungere la cascata parte da San Benedetto in Alpe, nei pressi del ponte sul fosso Acqua Cheta. Costeggiando il torrente per lunghi tratti, immersi nella natura rigogliosa del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si percorre un cammino abbastanza agevole di circa due ore durante il quale si possono osservare rocce, piante e l’evoluzione della storia della natura in questa spettacolare oasi protetta.

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