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Alta quota, Top News

La roulette russa dell’Annapurna

Photo courtesy Carlos Soria

KATHMANDU – Carlos Soria, dopo aver dormito due notti al C1 ed una al C2, è tornato al campo base il 24 marzo per organizzare il tentativo di vetta, previsto inizialmente per i primissimi giorni di aprile. A causa però del peggioramento del meteo, con forti venti e nevicate, anche al campo base, secondo quanto riferisce Soria, i giorni buoni per l’assalto all’Annapurna potrebbero essere il 5 ed il 6 aprile, tempo permettendo.

L’australiana Chris Burke, arrivata al CB assieme agli spagnoli, riferisce invece di alcune complicazioni relative allo stato della montagna sopra C2, che l’alpinista aveva raggiunto il giorno dopo Soria: “Otto sherpa hanno tentato di attrezzare la via (tra campo 2 e campo 3), ma una grande crepaccio ha bloccato il loro percorso dopo molte ore a fissare le corde seguendo quella usata nel 2015. Tutti gli Sherpa hanno concordato sulla necessità di spostare la via più a destra, in direzione di un canalone di ghiaccio ripido e roccia, ma non troppo per non finire nella direttrice di caduta delle valanghe”.

Anche il romeno Alex Gavan, in spedizione assieme al turco Tunc Findik, racconta di alcune difficoltà riscontrate sopra campo 2: “La via verso campo 3, ad un certo punto, per qualche decina di minuti supera una gola di roccia che sopra ha uno dei più grandi seracchi che io abbia mai visto. Una grande valanga di ghiaccio è caduta da lì ieri sera, mentre stavamo posizionando le nostre tende a campo 2, intersecando il percorso di arrampicata. Del tutto imprevedibile. Non ci sono altre alternative sicure o più sicure per raggiungere la parte superiore del Annapurna”.

Anche l’italiano Mario Vielmo è arrivato al campo base.

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2 Comments

  1. Dopo ben 65 anni dalla prima salita dobbiamo ancora considerare una notizia il mettere le corde fisse (messe dagli sherpa, ovviamente) su una via normale di un 8000? Alla faccia dell’evoluzione alpinistica!

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