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VdA, crollati 2000 metri cubi di roccia

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VALSAVARENCHE, Aosta — Duemila metri cubi di roccia caduti in 24 ore. Continua a franare la montagna in Valsavarenche, in Val d’Aosta. Dopo il primo masso di 600 metri cubi gli smottamenti sono continuati nelle ore successive sempre nelle vicinanze del rifugio Vittorio Emanuele II, a 2.732 metri di quota sul Gran Paradiso. Secondo gli esperti avvertono tra i responsabili ci sarebbe il caldo.

Il primo masso, 600 metri cubi, era caduto lunedì pomeriggio verso le 15.30. Circa 3 ore dopo lo stesso giorno è precipitato il secondo, più piccolo di dimensioni ma che dava il via a una serie di frane che si sono susseguite costantemente per 24 ore.
 
Alla fine nell’arco di un giorno, tra ieri e l’altro ieri, dalla parete sovrastante il rifugio Vittorio Emanuele II in Valsavarenche si sono staccati 2000 metri di rocce. Praticamente la misura di una palazzina di 3 piani.
 
Fortunatamente le frane non hanno fatto feriti o danneggiato particolarmente le cose. Il rifugio Vittorio Emanuele II Nuovo non è stato minimamente toccato, mentre quello vecchio, posto a una cinquantina di metri più in basso è stato solo sfiorato dai massi.
 
Tuttavia la portezione Civile regionale, che sta monitorando la situazione fin dalla prima scarica, ha preferito in via precauzionale allontanare gli ospiti di entrambi i rifugi dalla zona. La vecchia struttura è stata chiusa, mentre le 25 persone che alloggiavano in quella nuova sono state trasportate in elicottero nella frazione Pont ed al rifugio Chabod. Al rifugio nuovo ai piedi del Gran Paradiso è rimasto attualmente solo il gestore.
 
Secondo gli esperti tre le cause che hanno provocato le frane ci sarebbe il caldo. "I crolli – ha dichiarato il dirigente della Protezione civile regionale, Massimo Broccolato, al termine di un sopralluogo – sono dovuti a diversi fattori tra cui la particolare conformazione della roccia, molto disarticolata, e il progressivo scioglimento del permafrost. Sulla parete c’é ancora tanto materiale instabile il cui crollo è imminente".
 
Si attendono duqnue nuove cadute di massi, tra cui un pezzo di roccia di oltre mille metri cubi che si è fermato a metà parete.
 
 
Valentina d’Angella
 
Foto courtesy of 12vda
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