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Alpinismo

K2, gli alpinisti lasciano la montagna

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ISLAMABAD, Pakistan — Niente da fare sul K2, il maltempo non concede tregua e gli alpinisti americani hanno rinunciato alla vetta. La finestra di bel tempo che il team della spedizione American Tall Mountain stava aspettando non è stata sufficiente a permettere loro di tentare la cima, così la squadra ha deciso di lasciare definitivamente il campo base della montagna.

Dopo la tragedia di inizio agosto che ha causato la morte di 11 persone, al K2 erano rimasti solo loro, gli alpinisti della spedizione American Tall Mountain. Qualche giorno fa avevano fatto sapere di aspettare la finestra di bel tempo per poter riattrezzare la via tra campo 4 e la vetta e quindi tentare di salire in cima alla montagna, ma il meteo non è stato dalla loro parte e una forte bufera ha rovinato i loro piani.
 
Fine dei giochi insomma anche per gli americani, che pochi giorni fa hanno rinunciato, almeno per questa volta, al K2 e hanno lasciato definitivamente il campo base della montagna. Gli alpinisti però, hanno fatto sapere che prima di tornare ad Islamabad compiranno un’esplorazione di un’area rocciosa nella Charakusa valley.
 
A rinunciare alla vetta sono state costrette anche altre spedizioni presenti ancora sulle montagne pakistane. Sullo Spantik un fortissimo vento ha ricacciato indietro gli alpinisti della spedizione Fta: secondo quanto riportato dal sito Everestnews, lo stesso capo spedizione Chris Szymiec ha riferito che il gruppo venerdì scorso è riuscito a rientrare nella notte a campo 2 tra mille difficoltà, in mezzo alla bufera, con una "discesa epica". Solo la mattina dopo hanno raggiunto il campo base.
 
Niente da fare anche sulla Muztagh Tower, dove l’alpinista sloveno Gregor Kresal è stato recuperato con una spedizione di soccorso dall’elicottero dell’aviazione di Askari. Il 19 agosto scorso infatti, l’alpinista membro della spedizione di Pavle Kojzek è stato preso dal campo base della montagna e trasportato a Skardu.
 
Ad oggi quindi rimane sulle montagne pakistane solo la spedizione americana al Nanga Parbat.
 
Nel frattempo, secondo quanto riferisce il sito Everestnews, nella regione dello Xigaze, in Tibet, due giorni fa si sarebbe verificato un terremoto di magnitudo 6.8. L’epicentro sarebbe stato localizzato a ovest dello Shisha Pangma, nel territorio di Zhongba. Fortunatamente non ci sarebbero stati feriti ne danni consistenti.
 
 
Valentina d’Angella
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